Il termine
IPA scritto con l'alfabeto fonetico internazionale nella pronuncia inglese.
L'alfabeto fonetico internazionale è il più usato degli alfabeti fonetici usati dai linguisti per rappresentare (nei limiti del possibile in maniera univoca) ciascuno degli svariati suoni (tecnicamente detti foni) che l'apparato vocale umano è in grado di produrre.[1]
Ambisce ad essere una convenzione per la rappresentazione fonetica di tutte le lingue del mondo.
La parola
International, in
italiano Internazionale, scritto con l'alfabeto IPA in due dialetti diversi.
Il principio generale delle lettere dell'Alfabeto Fonetico Internazionale è di fornire una lettera per ogni suono distintivo. Questo significa che non fa uso di combinazioni di lettere per rappresentare un singolo suono (come gn in italiano si legge [ɲ]) o di lettere che rappresentano due suoni (come la x che si legge [ks]).
Lo sviluppo originale partì dai fonetisti inglesi e francesi sotto gli auspici dell'Associazione fonetica internazionale fondata a Parigi nel 1886.
L'alfabeto ha subito una serie di revisioni durante la sua storia, tra cui una delle più importanti è stata codificata nella IPA Convention di Kiel (1989). Ci sono state poi ulteriori modifiche nel 1993, con l'aggiunta di quattro vocali medio-centrali[2] e la rimozione dei simboli per le occlusive sorde.[3] L'ultima importante revisione risale al maggio del 2005, quando è stato aggiunto un simbolo per la consonante battuta labio-dentale sonora (in francese consonne battue labio-dentale voisée o labiodental flap in inglese).[4]
A parte l'aggiunta e la rimozione di simboli, le modifiche apportate all'alfabeto fonetico internazionale consistono soprattutto nel rinominare simboli e categorie o modificare l'insieme dei suoi caratteri.[2]
In tema di lingue parlate tra cui troviamo quelle anglosassoni in questo caso: inglese, gallese, irlandese, scozzese allora la pronuncia della lettera "Y" ha una modalità di pronuncia leggermente diversa dal dittongo che diventa in italiano "I" e si pronuncia "ai" ed un esempio potrebbe essere il pronome personale "my".
[modifica] Origine dei simboli
Ébauche, in italiano
abbozzo.
Molti dei suoi simboli sono presi da:
- alfabeto latino, dando in particolare alle minuscole i suoni principali, per poi ricorrere a derivate delle minuscole nonché alle maiuscole "minuscolizzate" per tutti gli altri;
- alfabeto greco, e anche di questo le minuscole;
- altre lettere apparentemente scorrelate da qualunque alfabeto: spesso si ottengono girando o capovolgendo una lettera già esistente o aggiungendoci alcuni simboli come puntini, gancetti, macchiette in determinati luoghi.
Nonostante la sua preferenza per l'alfabeto latino, l'associazione internazionale fonetica ha ammesso di tanto in tanto lettere che non hanno questa proprietà. Per esempio, prima del 1989, le lettere IPA per le consonanti clic erano <ʘ>, <ʇ>, <ʗ> e <ʖ>, ottenute sia da lettere IPA esistenti o da lettere greche e latine. Tuttavia, tranne che per <ʘ>, o nessuna di queste lettere fu ampiamente utilizzata, e di conseguenza furono sostituiti dai simboli più diffusi <ʘ>, <|> <!>,, <ǂ> e <ǁ> nel 1989. C'è poca sistemicità nella forma delle lettere. Una articolazione retroflessa è costantemente indicata con un gancetto in basso a destra, come in <ɖ ʂ ɳ>, le consonanti implosive con un gancetto in alto, <ɓ ɗ ɠ>, ma altri elementi sono casuali.
Spesso alcuni suoni derivano da lettere romane maiuscole, altre da lettere romane capovolte, come <ɔ ɐ ə ɟ ɥ ɯ ɹ ᴚ ʇ ʌ ʍ ʎ>.
In generale, l'alfabeto fonetico internazionale si basa sull'alfabeto latino, utilizzando il minor numero possibile di segni non latini. L'associazione IPA ha cercato che ogni suono corrispondesse il più possibile con il rispettivo simbolo, per cui le Lettere b, d, f, ɡ (duro), h(aspirato), l, m, n, p, r, s (sordo), t, v, e z (s sonora) sono i valori usati in italiano per indicare consonanti, per le vocali a, e (chiusa), i, o (chiusa), u. Altri derivano da altre lingue come k, j, w, x, y.
Altri simboli derivano dal greco: tre di questi (<β>, <θ> e <χ>) sono utilizzati in forma non modificata, altri (tra cui <ɣ>, <ɛ>, <ɸ> e <ʋ>) si differenziano in modo sottile dalla forma originale.
Il valore del suono delle lettere latine modificate può essere spesso derivato da quello della lettera originale.
Al di là delle stesse lettere, ci sono una varietà di simboli secondari che aiuta nella trascrizione, i segni diacritici e i soprasegmentali.
Anche se l'IPA offre oltre centosessanta simboli per trascrivere il linguaggio parlato, solo un sottoinsieme relativamente piccolo di questi viene impiegato per trascrivere una qualsivoglia lingua. È possibile trascrivere il linguaggio parlato con vari livelli di precisione: una trascrizione fonetica precisa, in cui i suoni sono descritti con una grande quantità di dettagli, è nota come trascrizione stretta, mentre una trascrizione più grossolana, che ignora alcuni di questi dettagli, è chiamata trascrizione larga.
Per esempio, la parola inglese little ("piccolo") può essere trascritta in modo "largo" usando l'IPA come [ˈlɪtəl], e questa trascrizione imprecisa è un'accurata (approssimativamente corretta) descrizione di molte pronunce. Una trascrizione più "stretta" può mettere in rilievo dettagli individuali o dialettali: [ˈɫɪɾɫ] in General American (una forma "standard" di inglese americano), [ˈlɪʔo] in Cockney o [ˈɫɪːɫ] nell'inglese del sud degli Stati Uniti.
L'uso dell'alfabeto fonetico IPA, come già detto, si usa per trascrivere foneticamente in modo univoco una parola, in modo che ad ogni simbolo corrisponda un determinato suono.
La trascrizione IPA si usa spesso nei dizionari, per indicare la pronuncia precisa delle parole, ma è anche utilizzata per indicare la pronuncia in parole scritte con alfabeti non comprensibili ad europei (thailandese, amarico, cinese, coreano, giapponese...). Si usa inoltre in varie enciclopedie, tra cui Wikipedia, per trascrivere una parola con caratteri fonetici univoci.
I simboli con forma simile alle lettere latine in genere corrispondono a suoni simili. Quando i caratteri dell'alfabeto fonetico internazionale sono inseriti in un testo, vengono isolati dal resto del testo per mezzo di barre ("/") per trascrizioni fonemiche oppure parentesi quadre ("[" e "]") per trascrizioni fonetiche. Vedi Diacritici e altri simboli per un esempio di questa differenza.
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Per approfondire, vedi la voce Vocale. |
Quando due simboli appaiono in coppia, quello a sinistra rappresenta
una vocale non arrotondata, quello a destra una vocale arrotondata.
Per quelli situati al centro, il suono labiale non è specificato.
Visione ai
raggi X della pronuncia delle vocali i, u, a e ɑ
In fonetica, una vocale è un fono che ha come realizzazione prevalente un vocoide. Dal punto di vista articolatorio, una vocale è un suono prodotto mediante la vibrazione delle corde vocali e senza frapporre ulteriori ostacoli al flusso dell'aria così fatto risonare. Le diverse vocali si ottengono modificando il risuonatore, e quindi con una maggiore o minore apertura della bocca, con o senza protrusione delle labbra, con o senza passaggio dell'aria dalle fosse nasali, e con la lingua posta più o meno in avanti nella cavità orale.
[modifica] Classificazione delle vocali
Le vocali si possono dividere in:
- orali o nasali, a seconda che il velo palatino sia alzato o abbassato, impedendo o permettendo il passaggio dell'aria dalle fosse nasali;
- anteriori, quasi anteriori, centrali, quasi posteriori o posteriori, a seconda della posizione della lingua;
- aperte (o "basse") quasi aperte, semiaperte, medie, semichiuse, quasi chiuse o chiuse (o "alte"), a seconda della posizione della mandibola: quando essa è bassa la bocca è più aperta, quando è alta la bocca è più chiusa;
- arrotondate o non arrotondate, a seconda che nell'articolazione intervenga o meno un arrotondamento delle labbra.
- brevi o lunghe, a seconda della durata dell'emissione del suono.
- [ a ]: è la a di gatto.
- [ ɶ ]: è la controparte arrotondata della [a].
- [ æ ]: è l'intermedia tra la a e la [ε] ed è la a inglese di cat.
- [ ε ]: è la e aperta italiana (è) di cartello.
- [ œ ]: è la controparte arrotondata della [ε], ed è la eu francese di jeune.
- [ e̞ ]: è la vocale quasi anteriore media non arrotondata.
- [ ø̞ ]: è la versione arrotondata di e̞.
- [ e ]: è la e chiusa italiana (é) di velo.
- [ ø ]: è controparte arrotondata della [e], è l'intermedia tra la [œ] e la y, ed è l'eu finale francese di meule e la ö tedesca di schön.
- [ i ]: è la i italiana di fine.
- [ y ]: è la controparte arrotondata della [i], ed è la u francese di bureau e deja-vu e la ü tedesca di für.
- [ ɪ ]: è un vocoide intermedio tra la [e] e la [i], articolata più verso il centro, ed è la i inglese di big.
- [ ʏ ]: è la controparte arrotondata della [ɪ].
[modifica] Aperte e semiaperte
- [ ɜ ]: è la versione centralizzata di [ɛ], ed è la ur di purple in inglese britannico.
- [ ɞ ]: è la versione arrotondata di [ɜ].
- [ ɝ ]: è la versione rotica di [ɜ], ed è la ur di purple in inglese americano.
- [ ɐ ]: è la versione aperta di [ə], ed è la -er finale tedesca di Theater.
- [ ä ]: è la versione centrale di [a] (non ufficiale ma di uso molto frequente).
- [ ə ]: è la vocale atona centrale, ed è la er di butter in inglese britannico o la a finale di casa in catalano.
- [ ɚ ]: è la versione rotica di [ə], ed è la er di butter in inglese americano.
[modifica] Chiuse e semichiuse
- [ ɨ ]: è la versione centralizzata di [i].
- [ ʉ ]: è la versione centralizzata di [u]. È la versione arrotondata di [ɨ].
- [ ɘ ]: è la versione non arrotondata di [ɵ].
- [ ɵ ]: è la versione centralizzata della [o], ed è la u svedese di dum.
- [ ɪ̈ ]: è la vocale centrale quasi chiusa non arrotondata.
- [ ʊ̈ ]: è la controparte arrotondata di ɪ̈.
[modifica] Aperte e semiaperte
- [ ɑ ]: è la a ma articolata posteriormente, cioè pronunciata dall'ugola, ed è la a inglese di father.
- [ ɒ ]: è la versione arrotondata della [ɑ] ed è la o di hot dell'inglese britannico, nonché la a ungherese.
- [ ʌ ]: è la versione non arrotondata di [ɔ] ed è la u inglese di run.
- [ ɔ ]: è la o aperta italiana di cotto.
- [ ɤ̞ ]: è la vocale posteriore media non arrotondata.
- [ o̞ ]: è la versione arrotondata di ɤ̞.
[modifica] Chiuse e semichiuse
- [ ɯ ]: è la versione non arrotondata della [u], ed è la u in molte lingue orientali. Si tratta della lettera cirillica Ӹ.
- [ u ]: è la u italiana di succo.
- [ ʊ ]: è l'intermedia tra la o e la u, ed è la oo inglese di good.
- [ ɤ ]: è la versione non arrotondata di [o], ed è la u irlandese di uladh.
- [ o ]: è la o chiusa italiana di gola.
In fonetica articolatoria, una consonante è un fono che ha come realizzazione prevalente un contoide. Questo suono può essere pronunciato solo in appoggio e con l'aiuto di una vocale (come dice il termine latino consonans cioè suona con). Mentre quest'ultima è un suono che viene prodotto senza che all'aria espiratoria emessa dai polmoni vengano frapposti ostacoli nella zona della cavità orale, una consonante è articolata, viceversa, opponendo all'aria un ostacolo, in modo da produrre un rumore nella sua fuoriuscita. Gli ostacoli frapposti consistono nella chiusura parziale o totale del canale vocale: ciò è possibile o chiudendo del tutto o in parte la bocca o utilizzando organi molli quali la lingua, le labbra, il velo palatino.
[modifica] Classificazione delle consonanti
Le consonanti possono essere classificate secondo vari criteri.
A seconda dell'organo che spinge l'aria:
- Consonanti polmonari: quando il suono proviene dai polmoni spinto dal diaframma. La maggior parte dei suoni in italiano sono di questo tipo.
- Consonanti non polmonari: quando il suono non proviene dai polmoni.
In base al modo di articolazione:
- Consonanti polmonari: quando successivamente all'ostruzione della cavità orale viene emessa aria dai polmoni. Si dividno in:
- Consonanti occlusive: quando il suono viene messo dalla completa chiusara del cavo orale e successivamente dalal sua riapertura.
- Consonanti fricative: quando il suono viene prodotto mediante un restringimento tra alcuni organi nella cavità orale che si avvicinano senza tuttavia chiudersi completamente come nelle occlusive, provocando un rumore di frizione.
- Consonanti nasali: quando il cavo orale viene totalmente chiuso e l'aria viene fatto uscire dal naso.
- Consonanti approssimanti: si tratta di consonanti prodotte da un restringimento del cavo orale e la loro posizione è intermedia fra vocale e consonante.
- Consonanti vibranti: quando il suono viene prodotto mediante una debole occlusione intermittente del canale orale (la bocca), la quale si interrompe e ripristina velocemente più volte (da una-due volte fino a cinque o sei), creando un ciclo occlusione + esplosione nel quale l'aria che proviene dai polmoni è prima costretta e poi bruscamente rilasciata producendo un suono periodico.
- Consonanti monovibranti: quando il ciclo vibrante è unico, cioè se la debole occlusione avviene una sola volta.
- Consonanti non polmonari:
- Consonanti affricate: si tratta dell'unione di due suoni emessi uno di seguito all'altro, ad esempio la g dolce italiana è l'unione dei suoni [d] e [ʒ];
- Consonanti coarticolate: si tratta dell'unione di due suoni emessi contemporaneamente, ad esempio la u semiconsonantica [w] si pronuncia arricciando sia la lingua sia le labbra;
- Consonanti eiettive e Consonanti implosive: si tratta di modificazioni corrispondenti polmonari emesse con particolari movimenti della bocca e della glottide;
- Consonanti clic: si tratta di consonanti prodotte facendo schioccare la lingua contro il palato, come quando si cerca di imitare il galoppo di un cavallo.
I luoghi di articolazione: A glottide - B faringe - C velo del palato - D palato molle - E palato duro - F alveoli - G denti - H labbra
In base al luogo di articolazione:
- Consonanti bilabiali: quando la chiusura totale o parziale della bocca avviene avvicinando entrambe le labbra.
- Consonanti labiodentali: quando la chiusura avviene tra i denti incisivi superiori e le labbra inferiori.
- Consonanti dentali: quando la chiusura viene prodotta con la punta della lingua che si avvicina alla punta dei denti inferiori.
- Consonanti alveolari: quando la chisura avvine con la punta della lingua che tocca il palato più vicino ai denti incisivi.
- Consonanti postalveolari: quando la chiusura avviene con la punta della lingua che tocca il palato, ma più posterioremente rispetto alle consonanti alveolari.
- Consonanti retroflesse: quando la chiusura avviene tra il palato e la punta della lingua, con quest'ultima piegata all'indietro.
- Consonanti palatali: quando la chiusura avviene mediante la parte centrale della lingua e il palato.
- Consonanti velari: quando la chiusura avviene medinate la parte posteriore della lingua ed il velo palatino.
- Consonanti uvulari: quando la chiusura avviene avvicinando la parte più posteriore della lingua e l'ugola.
- Consonanti faringali: quando la chiusura avviene avvicinando la parte più posteriore della lingua alla faringe.
- Consonanti epiglottali: quando la chiusura avviene con la chiusura parziale o totale dell'epiglottide.
- Consonanti glottidali: quando la chiusura avviene con la chiusura parziale o totale delle corde vocali.
Nel caso delle consonanti coarticolate si hanno due luoghi di articolazione contemporanemante (es. labiovelari, alveolo-palatali).
In base al flusso dell'aria:
- Consonanti centrali: quando l'aria fluisce al centro della lingua e non ai lati.
- Consonanti laterali: quando il suono viene prodotto mediante una parziale occlusione del canale orale (la bocca), provocata dalla lingua che ne ostruisce la parte centrale lasciando spazio solo ai lati: l'aria proveniente dai polmoni è dunque costretta a defluire sui due lati, o su uno solo.
Si considerano centrali anche le consonanti articolate in base a luoghi di articolazione in cui non è possibile tale distinzione (bilabiali, labiodentali, epiglottali e glottidali).
In base all'emissione del suono:
- Consonanti sorde: quando il suono è prodotto solo dal luogo di articolazione e non dalle corde vocali.
- Consonanti sonore: quando il suono è prodotto dal luogo di articolazione e dalle corde vocali.
In base alla durata dell'emissione del suono:
- Consonanti non geminate o brevi: quando il suono ha durata normale.
- Consonanti geminate o raddoppiate o intense o lunghe: quando il suono è più lungo o intenso del normale.
| Consonanti |
Vedi anche: IPA, Vocale |
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■Le aree gialle indicano consonanti presenti nella lingua italiana. ■ Le aree di colore panna indicano allofoni di una consonante italiana.
Le aree ombreggiate denotano articolazioni polmonari ritenute impossibili.
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Dove i simboli appaiono a coppie, quello di destra rappresenta una consonante sonora. |
[modifica] Consonanti polmonari
- [ p ]: è la p di pelle.
- [ b ]: è la b di banco.
- [ p̪ ]: è l'occlusiva labiodentale sorda, cioè una [p] pronunciata col labbro inferiore e l'arcata superiore dei denti..
- [ b̪ ]: è la versione sonora di [p̪].
- [ t̪ ]: è la t di treno..
- [ d̪ ]: è la d di dente.
- [ t ]: è la t inglese di star.
- [ d ]: è la d inglese di dog.
- [ ʈ ]: è come [ɖ] ma sorda, ed è la t siciliana di trenu.
- [ ɖ ]: è la dd cacuminale siciliana e sarda di nudda.
- [ c ]: è la ty ungherese di tyúk.
- [ ɟ ]: è come [c], ma sonora.
- [ k ]: è la c dura, come in cane.
- [ g ]: è la g dura, come in gatto.
- [ q ]: è una consonante prodotta ponendo la lingua sull'ugola; è la pronuncia della lettera araba qaf di q.
- [ ɢ ]: come [q], ma sonora.
- [ ʡ ]: è una consonante che si produce occludendo la gola con l'epiglottide.
- [ ʔ ]: è una consonante che si produce occludendo la gola con le corde vocali.
- [ ʔ̬ ]: è la versione sonora di [ʔ].
- [ ɸ ]: è la corrispondente fricativa della p, quasi una f, ed è la probabile pronuncia del phi nel greco classico.
- [ β ]: è come [ɸ], ma sonora, e sono la b e la v intervocaliche spagnole, quindi la seconda v di vivir.
- [ f ]: è la f di focaccia.
- [ v ]: è la v di vetro.
- [ θ ]: è il th inglese di thing.
- [ ð ]: è il th inglese di the (come [θ], ma sonora).
- [ s ]: è la s di sole.
- [ z ]: è la s (non zeta) di rosa.
- [ ʃ ]: è la sc italiana di scena.
- [ ʒ ]: è come [ʃ] ma sonoro, e corrisponde alla j francese in jour.
- [ ʂ ]: è la ш russa di шут.
- [ ʐ ]: è come [ʂ], ma sonora.
- [ ç ]: è il ch tedesco (ich-laut) in licht.
- [ ʝ ]: come [ç], ma sonora
- [ x ]: è la j spagnola di Juan e il ch (ach-laut) tedesco di Bach.
- [ ɣ ]: come [x], ma sonora, come nello spagnolo pagar.
- [ χ ]: come [q], ma fricativa.
- [ ʁ ]: come [χ], ma sonora, ed è la tipica R francese.
- [ ħ ]: è la fricativa faringale sorda.
- [ ʕ ]: come [ħ], ma sonoro.
- [ ʜ ]: è la fricativa epiglottale sorda.
- [ ʢ ]: è come [ʜ], ma sonoro.
- [ h ]: è l'aspirazione, come nell'inglese house e in tedesco Hund.
- [ ɦ ]: come [h], ma sonora.
- [ ɟɴ ]: è la fricativa palatale nasale uvulare.
- [ ɬ ]: è come ɮ, ma sorda.
- [ ɮ ]: è la alveolare laterale fricativa sonora. Un'idea di questo suono potrebbe darla un verso tipico di bambini molto piccoli.
- [ ɭ˔̊ ]: è la laterale fricativa retroflessa sorda. (non in IPA)
- [ ʎ̥˔ ]: è la laterale fricativa palatale sorda. (non in IPA)
- [ ʟ̝̊ ]: è la laterale fricativa velare sorda. (non in IPA)
- [ m ]: è la nostra m di mare.
- [ ɱ ]: è la n di anfibio e in invidia.
- [ n̪ ]: è la nasale dentale.
- [ n ]: è la nostra n di nave.
- [ ɳ ]: è la rn svedese di garn.
- [ ɲ ]: è il nostro gn di gnomo.
- [ ŋ ]: è la n di incanto e di inganno.
- [ ɴ ]: è la ugolare nasale dinnanzi a [q], [ɢ], [χ], [ʁ], quasi come nel francese Henri.
- [ ʙ ]: è la r bilabiale.
- [ ʙʙ ] è la r bilabiale geminata
- [ ŗ ]: è come r ma sorda. (non in IPA)
- [ r ]: è la nostra r di rosa.
- [ ɽ͡r ]: è come r ma retroflessa. (non in IPA)
- [ ʀ ]: è la r vibrante uvulare come in tedesco.
- [ yh ]: è la vibrante faringale.
- [ я ]: è la r epiglottale. (non in IPA)
- [ ʁʒʃ ] : è la r ma fricativa postalveolare uvulare semisonora.
- [ ⱱ̟ ]: è la monovibrante bilabiale.
- [ ѵ ]: è la monovibrante labiodentale.
- [ ɾ ]: è una singola vibrazione della [r], ed è la -r- spagnola di pero.
- [ ɽ ]: è la l norvegese di blad.
- [ ɢ̆ ]: è la monovibrante uvulare.
- [ ʡ̯ ]: è la monovibrante epiglottale.
- [ ɺ ]: è la laterale alveolare monovibrante, cioè la r in parecchie lingue orientali, come nel giapponese ramen.
- [ ɺ̢ ]: è la laterale retroflessa monovibrante. (non in IPA)
- [ ʎ̯ ]: è la laterale palatale monovibrante.
- [ β̞ ]: è la corrispondente approssimante di [β].
- [ ʋ ]: è la w olandese.
- [ ð̞ ]: è la corrispondente approssimante di [ð].
- [ ɹ ]: è la r inglese.
- [ ɻ ]: è l'approssimante retroflessa.
- [ j ]: è la corrispondente semivocale di [i] ed è la i di ieri e la j di Jesolo.
- [ ɰ ]: è la corrispondente semivocale di [ə]. In italiano, esiste in varianti del dialetto veneto che la sostituiscono al suono /l/.
- [ l ]: è la nostra l di lana.
- [ ɭ ]: è come [l], ma retroflessa ed è lo svedese rl di sorl.
- [ ʎ ]: è il nostro gl di giglio.
- [ ʟ ]: l'approssimante velare laterale.
- [ ɻ ]: l'approssimante laterale geminata.
È da osservare che questi digrammi sostituiscono quelle che erano lettere formate appunto dalla fusione grafica delle lettere originarie.
- [ p̪f ]: è l'affricata labiodentale sorda, come nel tedesco apfel.
- [ b̪v ]: è la versione sonora di [p̪f]. (non in IPA).
- [ ts ]: è la z sorda di inizio. Scritta anche: [t͡s].
- [ dz ]: è la z sonora di zona. Scritta anche: [d͡z].
- [ tʃ ]: è la c dolce di cielo. Scritta anche: [t͡ʃ].
- [ dʒ ]: è la g dolce di gelo. Scritta anche: [d͡ʒ].
- [ tɕ ]: è la ć polacca di ćma. Scritta anche: [ t͡ɕ ].
- [ dʑ ]: è la dź polacca di dźwięk. Scritta anche: [d͡ʑ].
- [ ʈʂ ]: è l'affricata retroflessa sorda.
- [ ɖʐ ]: è la versione sonora di [ʈʂ].
- [ cç ]: è l'affricata palatale sorda. Equivale ad una [tʃ ] con la lingua più indietro.
- [ ɟʝ ]: è la versione sonora di [cç].
- [ tɬ ]: è l'affricata laterale alveolare sorda.
- [ dɮ ]: è la versione sonora di [tɬ].
Le coarticolazioni sono consonanti pronunciati con due luoghi di articolazione allo stesso tempo. Ad esempio il fonema [ w ], è pronunciato con le labbra arrotondate e sollevando la parte posteriore della lingua.
[modifica] Coarticolazioni approssimanti
- [ w ]: è la corrispondente semivocale di [u] ed è la u di tuorlo; è in realtà l'unione dei suoni [β̞] e [ɰ].
- [ ʍ ]: è la corrispondente sorda di [w].
- [ ɥ ]: è la corrispondente semivocale di [y] ed è la u francese di juillet; è in realtà l'unione dei suoni [β̞] e [j].
- [ ʍɫ ] = è la corrispondente semisorda fra [ʍ] e [ɫ],di uso non frequente. (non in IPA)
- [ ɫ ]: è la [ l ] velarizzata o faringalizzata (l dura o l scura)
[modifica] Coarticolazioni occlusive
- [ k͡p ]: è la occlusiva labiale velare sorda.
- [ ɡ͡b ]: è la versione sonora di [k͡p].
- [ ŋ͡m ]: è la labiovelare nasale.
[modifica] Coarticolazioni fricative
- [ ʋr ] : è un suono particolare che viene raramente espresso con i suoni ʋ e r.
- [ ɕ ]: è la ś polacca di śruba, cioè l'unione dei suoni [ʁ] ed [s].
- [ ʑ ]: è la ź polacca di źrebię, cioè la versione sonora di [ɕ].
- [ ɧ ]: è la fricativa dorsopalatale velare sorda, cioè l'unione dei suoni [ʃ] e [x].
- [ ʜɕ ]: è la fricativa sibilante faringale semisorda, cioè l'unione dei suoni [ʜ] e [ɕ]. (non in IPA)
- [ ɓ ]: è la versione implosiva di [b].
- [ ƥ ]: è la versione implosiva di [p].
- [ ɗ̪ ]: è la versione implosiva di [d̪].
- [ ɗ ]: è la versione implosiva di [d].
- [ ɗ̥ ]: è la versione implosiva di [t].
- [ ᶑ ]: è la versione implosiva di [ɖ]. (non in IPA)
- [ ʄ ]: è la versione implosiva di [ɟ].
- [ ƈ ]: è la versione implosiva di [c].
- [ ɠ ]: è la versione implosiva di [ɡ].
- [ ɠ̊ ]: è la versione implosiva di [k].
- [ ʛ ]: è la versione implosiva di [ɢ].
- [ ʛ̥ ]: è la versione implosiva di [q].
- [ pʼ ]: è l'eiettiva bilabiale.
- [ tʼ ]: è l'eiettiva alveolare.
- [ ʈʼ ]: è l'eiettiva retroflessa.
- [ cʼ ]: è l'eiettiva palatale.
- [ kʼ ]: è l'eiettiva velare.
- [ qʼ ]: è l'eiettiva uvulare.
- [ fʼ ]: è l'eiettiva labiodentale fricativa.
- [ θʼ ]: è l'eiettiva dentale fricativa.
- [ sʼ ]: è l'eiettiva alveolare fricativa.
- [ xʼ ]: è l'eiettiva velare fricativa.
- [ χʼ ]: è l'eiettiva uvulare fricativa.
- [ ɬʼ ]: è l'eiettiva laterale fricativa.
- [ tsʼ ]: è l'eiettiva alveolare affricata.
- [ tʃʼ ]: è l'eiettiva postalveolare affricata.
- [ ʈʂʼ ]: è l'eiettiva retroflessa affricata.
- [ kxʼ ]: è l'eiettiva velare affricata.
- [ tɬʼ ]: è l'eiettiva alveolare laterale affricata.
- [ cʎ̝̥ʼ ]: è l'eiettiva laterale palatale affricata.
- [ kʟ̝̊ʼ ]: è l'eiettiva laterale velare affricata.
- [ ʘ ]: è il clic centrale bilabiale.
- [ ǀ ]: è il clic centrale dentale.
- [ ǃ ]: è il clic centrale alveolare.
- [ ‼ ]: è il clic centrale retroflesso.
- [ ǂ ]: è il clic centrale palatale.
- [ ǁ̻ ]: è il clic laterale dentale.
- [ ǁ ]: è il clic laterale alveolare.
- [ ǃ¡ ]: è il clic occlusivo alveolare.
[modifica] Diacritici e altri simboli
[modifica] Barre e parentesi quadre
I linguisti usano le parentesi quadre quando viene data una trascrizione fonetica, indicando tutti gli allofoni, e le barre quando viene data una trascrizione fonemica, indicando solo i fonemi della parola. Un esempio della differenza con le parole anta e anca:
- trascrizione fonemica: /ˈanta/, /ˈanka/: questa trascrizione ignora la esatta realizzazione fonetica (dentale [n] o velare [ŋ]) del fonema /n/;
- trascrizione fonetica: [ˈanta], [ˈaŋka]: questa trascrizione specifica che la n di anta è dentale mentre quella di anca è velare.
[modifica] Corsivo, asterischi e parentesi tonde
- L'uso del corsivo significa che un suono di una detereminata parola può essere pronunciato oppure no; ad esempio nelle parole in e il in italiano la i può non essere pronunciata, e la trascrizione è /in/ e /il/.
- L'uso delle parentesi tonde () significa che un fonema in posizione finale può essere pronunciato solo se è seguito da una vocale nel discorso; nei dizionari di lingua inglese per indicare che una /ɹ/ può essere letta o no si usa anche un asterisco * al posto di /(ɹ)/.
I diacritici sono segni dediti a modificare un suono, a differenza dei soprasegmentali, che modificano il tono e l'accento. Si tratta di puntini, gancetti, macchiette... posti in un dato luogo di un simbolo IPA al fine di mostrare una certa alterazione o la descrizione più specifica nella pronuncia della lettera. Ulteriori segni diacritici sono stati introdotti nelle estensioni IPA, progettati principalmente per la logopedia. I segni diacritici vengono combinati con i simboli IPA per trascrivere valori fonetici leggermente modificati, o articolazioni secondarie.
Tabella dei diacritici:
| Simbolo |
Significato |
Esempi |
| Diacritici sillabici |
| ◌̩ |
Sillabico |
ɹ̩ n̩ |
| ◌̯ |
Non sillabico |
e̯ ʊ̯ |
| Diacritici di rilascio |
| ◌ʰ - ◌ʱ |
Aspirato |
tʰ - dʱ |
| ◌̚ |
Sordo |
◌̚ d̚ |
| ◌ⁿ |
Nasalizzato |
dⁿ |
| ◌ˡ |
Lateralizzato |
dˡ |
| Diacritici di fonazione |
| ◌̪ |
Dentale |
t̪ d̪ |
| ◌̼ |
Linguolabiale |
t̼ d̼ |
| ◌̺ |
Apicale |
t̺ d̺ |
| ◌̻ |
Laminale |
t̻ d̻ |
| ◌̟ |
Avanzato |
u̟ t̟ |
| ◌̠ |
Ritratto |
i̠ t̠ |
| ◌̻ |
Laminale |
t̻ d̻ |
| ◌̈ |
Centralizzato |
ë ä |
| ◌̽ |
Mezzo centralizzato, con un suono un po' centralizzato |
e̽ ɯ̽ |
| ◌̝ - ◌˔ |
Sollevato (ɹ̝ = fricativa non sibilante alveolare sorda) |
e̝ ɹ̝ |
| ◌̞ - ◌˕ |
Abbassato (β̞ = approssimante bilabiale) |
e̞ β̞ |
| Diacritici coarticolati |
| ◌̹ |
Più arrotondato |
ɔ̹ x̹ |
| ◌̜ |
Meno arrotondato |
ɔ̜ x̜ʷ |
| ◌ʷ |
Labializzato o Labio-velarizzato |
tʷ dʷ |
| ◌ʲ |
Palatalizzato |
tʲ dʲ |
| ◌ˠ |
Velarizzato |
tˠ dˠ |
| ◌ˤ |
Faringalizzato,con un suono strozzato |
tˤ aˤ |
| ◌ᶣ |
Labio-Palatalizzato,fra labiale e palatale |
tᶣ dᶣ |
| ◌̴ |
Velarizzato o Faringalizzato |
ɫ z̴ |
| ◌̘ |
Base della lingua avanzata |
e̘ o̘ |
| ◌̙ |
Base della lingua retratta |
e̙ o̙ |
| ◌̃ |
Nasalizzato |
ẽ z̃ |
| ◌˞ |
Rotico, con accento vibrante |
ɚ ɝ |
Lo stato della glottide può essere finemente trascritto con segni diacritici:
| Glottide aperta |
[t] |
sordo |
|
[d̤] |
sonoro respirato, anche chiamato mormorato |
|
[d̥] |
sonoro allentato |
| Piccola dolce quantità |
[d] |
Sonoro modale |
|
[d̬] |
Sonoro rigido |
|
[d̰] |
Sonoro scricchiolante |
|
Glottide chiusa |
[ʔ͡t] |
Chiusura glottale |
Note:
- L'allungamento di una vocale si segnala con il simbolo "ː" che assomiglia ai due punti, ad esempio: [ˈbɛːne] è bene.
- Una vocale rotica si segnala con il simbolo " ˞ " attaccato alla vocale, ad esempio: [bɝd] è bird in inglese americano.
- La nasalizzazione si segnala con il simbolo " ̃ ", ad esempio: [bɔ̃] è bon in francese.
- La vocale atona di un dittongo si segnala con il simbolo " ̯", ad esempio: [ˈvoi̯] è un modo di trascrivere la parola voi. Questo segnala che il dittongo sia infatti un dittongo e non due sillabe divise dallo iato.
[modifica] Soprasegmentali
I soprasegmentali sono segni che non si uniscono ad un suono e sono dediti alla modifica dell'accento, del tono, dell'intonazione. Questi simboli descrivono le caratteristiche di un linguaggio al di sopra del livello di singole consonanti e vocali, come la prosodia, tono, lunghezza, e lo stress, che spesso operano in sillabe, parole o frasi, cioè elementi quali l'intensità, tono, geminazione e dei suoni di una lingua, così come il ritmo e l'intonazione del discorso. Sebbene la maggior parte di questi simboli indicano distinzioni che sono fonemica a livello di parola, i simboli esistono anche per l'intonazione a un livello superiore a quello del parola.
Segue l'elenco dei segni soprasegmentali:
| Simbolo |
Significato |
Esempi |
| Lunghezza, accento e ritmo |
| ˈ |
Accento primario |
ˈa |
| ˌ |
Accento secondario |
ˌa |
| ː |
Lungo (vocale allungata o consonante geminata) |
aː kː |
| ˑ |
Semilungo |
aˑ |
|
Molto corto |
ə̆ |
| . |
Pausa sillabica |
a.a |
| ‿ |
Unione (assenza di pausa) |
s‿a |
| Intonazione |
|
Pausa minore |
|
| ‖ |
Pausa maggiore |
|
| ↗ |
Aumento globale |
|
| ↘ |
Caduta globale |
|
| Diacritici di tono (a sinistra) e lettere di tono (a destra) |
| ˥ - ŋ̋ e̋ |
Molto alto |
|
| ˦ - ŋ́ é |
Alto |
|
| ˧ - ŋ̄ ē |
Medio |
|
| ˨ - ŋ̀ è |
Basso |
|
| ˩ - ŋ̏ ȅ |
Molto Basso |
|
| ↑ - |
Ascendente |
|
| ↓ - |
Discendente |
|
| - ŋ̌ ě |
Aumento |
|
| - ŋ̂ ê |
Diminuzione |
|
[modifica] Accento tonico
Ci sono due accenti tonici nell'alfabeto IPA: quello primario e quello secondario.
Quello primario assomiglia graficamente un apostrofo ([ ˈ ]) che precede la sillaba interessata.
- Esempi:
- tribù [tri'bu];
- casa ['kaza];
- stazione [stat'tsjone];
- titolo ['titolo].
- titilino ['titilino].
Quello secondario graficamente assomiglia una virgola ([ ˌ ]) che precede la sillaba interessata, e serve a dettagliare al meglio la sfumatura di accentazione nelle parole lunghe, che quindi si compongono di almeno cinque sillabe.
- Esempi:
- australopiteco [auˌstralopi'tɛko] (ominide);
- spressurizzazione [ˌspressuriddzat'tsjone].
- ammutinamento [ˌammutina'mento].
[modifica] Simboli non più utilizzati o non standard
Nel corso della sua storia l'IPA ha accettato per lassi di tempo più o meno lunghi simboli che poi sono stati declassati poiché sostituiti da quelli odierni. Altri simboli invece sono utilizzati in trascrizioni fonetiche IPA ma non sono riconosciuti afficialmente. È il caso di [ɷ] che oggi è rappresentato con [ʊ], oppure di [ʦ], [ʣ], [ʧ] e [ʤ], oggi scritti separati [ts], [dz], [tʃ] e [dʒ]. In altri casi si tratta di discrezioni dell'autore:ad esempio nei dizionari di lingua inglese è molto raro vedere l'approssimante alveolare indicata col simbolo ufficiale IPA [ɹ], ma viene indicata con [r], poiché tale lettera in inglese indica sempre suddetto suono.
[modifica] Ulteriori chiarimenti
- Tutte le consonanti retroflesse hanno lo stesso simbolo delle consonanti alveolari equivalenti con l'aggiunta in basso di un gancetto che punta a destra.
- L'IPA ufficiale non è l'unico alfabeto fonetico esistente: infatti, il professor Luciano Canepari, partendo da questo, ne ha elaborato uno ben più sofisticato, chiamato CanIPA /kaˈnipa/ [käˈniːpä].
Eccone qui alcuni, trascrivendo in IPA la pronuncia delle parole:
Il Padre Nostro:
[ˈpadre ˈnɔstro kesˈsɛi neiˈtʃɛli
ˈsia santifiˈkato (i)lˈtuo ˈnome
ˈvɛŋga (i)lˈtuo ˈreɲɲo ˈsia ˈfatta laˈtua volonˈta
ˈkome (i)nˈtʃɛlo koˈsi (koˈzi) (i)nˈtɛrra
ˈdattʃi ˈɔddʒi (i)lˈnɔstro ˈpane kwotiˈdjano
erriˈmetti anˈnoi iˈnɔstri ˈdebiti
kome (n)ˈnoi lirimetˈtjamo aiˈnɔstri debiˈtori
ennontʃinˈdurre (i)ntentatˈtsjone
malˈliberatʃi dalˈmale]
Primi versi della Divina Commedia:
[nelˈmɛddzo delkamˈmin dinˈnɔstra ˈvita
miritroˈvai peˈruna ˈselva osˈkura
kelladiˈritta ˈvia ˈera zmarˈrita]
Ritornello di celebre canzone comica di inizio anni '70 ancora oggi riproposta, riproducente una pronuncia scherzosamente e marcatamente regionale:
[ela'vita la'vita
ela'vita 'lɛ 'bɛla 'lɛ 'bɛla
'basta (a)'vere lum'brɛla lum'brɛla
keri'para la'tɛsta
'sembra (u)n'dʒorno di'fɛsta]
Seguono le tabelle dei simboli IPA, come prese dal sito ufficiale dell'IPA.

[modifica] Consonanti polmonari
Dove i simboli appaiono a coppie, quello a destra rappresenta una consonante sonora.
Le aree ombreggiate indicano articolazioni ritenute impossibili.
I simboli in rosso non sono stati ancora ufficializzati.
[modifica] Consonanti non polmonari

[modifica] Altri simboli IPA


[modifica] Soprasegmentali

Alcune di queste tabelle sono disponibili in formato ipertestuale nella voce IPA in Unicode.
- ^ Raffaele Simone, Fondamenti di linguistica, ed. Laterza, Roma-Bari, 2008, ISBN 978-88-420-3499-5, p. 99.
- ^ a b Michael K. C. MacMahon, Phonetic Notation in P. T. Daniels and W. Bright (eds.) (a cura di), The World's Writing Systems, New York, Oxford University Press, 1996, 821–846. ISBN 0-19-507993-0
- ^ Pullum and Ladusaw, Phonetic Symbol Guide, pp 152 & 209
- ^ Katerina Nicolaidis. Approval of New IPA Sound: The Labiodental Flap. International Phonetic Association, settembre 2005. URL consultato il 17 settembre 2006.
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