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Bolzano
Bolzano (pronuncia /bolˈtsano/[3], Bozen in tedesco[4], Balsan o Bulsan in ladino[5], Pouzen o Poazen in sudtirolese) è un comune italiano di 105.009 abitanti[6], capoluogo dell'omonima provincia autonoma in Trentino-Alto Adige. La popolazione della città di Bolzano, secondo il censimento del 2001, è per il 73% di lingua italiana, per il 26,29% di lingua tedesca e per lo 0,71% di lingua ladina.[7] L'agglomerazione bolzanina, comprendente i comuni di Appiano, Bronzolo, Cornedo, Laives, Ora, San Genesio, Terlano e Vadena, al 31 dicembre 2009 contava 151.642 abitanti[8]. La percentuale di stranieri, provenienti in maggioranza dall'Europa extracomunitaria, al 31 dicembre 2009 ammontava al 12,2% (12.524). Bolzano conseguì il titolo di città nel 1268.
[modifica] Geografia fisica
Panorama di Bolzano verso il Gruppo del Catinaccio
[modifica] Territorio
Vista aerea della città in direzione est. Sullo sfondo il gruppo del Catinaccio
Bolzano è situata alla quota di 264 m nella parte orientale dell'ampia conca originata dalla congiunzione delle valli dell'Isarco, Sarentina e dell'Adige. La conca è delimitata ad ovest dalla catena della Mendola, a nord-ovest dell'Altopiano del Salto (Salten, 1.500 m), a nord-est da una cima minore del Renon (Ritten) chiamata Monte Tondo (Hörtenberg), e a sud-est dal Monte Pozza (1.619 m) sul cui versante settentrionale si trova la località Colle, il cui nome è spesso impropriamente usato per designare l'intero monte. Una piccola balza rocciosa di quest'ultimo, chiamata Virgolo, si erge verticalmente a ridosso della città. La città è collegata ai tre monti più vicini da funivie che superano ciascuna circa mille metri di dislivello: la funivia del Colle che risale il Monte Pozza sino al Colle di Villa (Herrenkohlern), quella del Renon con arrivo a Soprabolzano e quella di San Genesio che raggiunge l'omonimo paese sull'altopiano del Salto. Dalla città, guardando in direzione est lungo la val d'Isarco, si vede il poco lontano e suggestivo Catinaccio (Rosengarten, 3.004 m), che è parte delle Dolomiti, con le caratteristiche Torri del Vajolet. Bolzano è attraversata dal torrente Talvera che confluisce in città nel fiume Isarco, il quale a sua volta si getta nell'Adige pochi chilometri a sud della città stessa. Il nucleo storico della città risiede nel triangolo delimitato a ovest dal torrente Talvera, a sud dal fiume Isarco e a nord-est dal Monte Tondo. [modifica] Clima
Il clima della città, situata in un fondovalle alpino, risulta essere continentale, con minime invernali di norma sotto zero e massime estive anche oltre i 35 °C; le precipitazioni non sono molto abbondanti, cadendo medialmente poco più di 700 mm di pioggia annui che si distribuiscono con un massimo in estate, quando possono svilupparsi temporali, i quali quasi sempre sono associati a grandine, soprattutto nelle ore pomeridiane e serali, per il contrasto di masse d'aria di diverso tipo; ed un minimo in inverno quando generalmente compaiono sotto forma di neve. [modifica] Storia[modifica] Toponomastica
Il nome latino "Pons Drusi" non è certo alla base del nome odierno.[9] Vi sono due principali ipotesi sulla derivazione del nome "Bolzano" e "Bozen". La più diffusa è quella che indica il territorio di Bolzano come un antico possedimento di un celta di nome "Bautius" (o "Baudius"), da cui derivò "Praedium Bautianum" o "Baudianum", ovvero "podere di Bautius" (o Baudius), poi tramutatosi in "Bauzanum", da cui attraverso varie trasformazioni il nome attuale in italiano, tedesco e ladino[10][11][12]. La seconda ipotesi farebbe derivare il nome da "Castellum Balteanum", ossia "accampamento in terreno paludoso", dall'indoeuropeo *balt (la stessa radice da cui deriva la parola "Baltico")[13]. Il toponimo è attestato già nell'VIII secolo come "Bauzanum, Bauzana, Pauzana e Pozana", dai quali sono derivate l'odierna forma tedesca "Bozen" (conosciuta già nel 1133, nell'età moderna scritta anche "Botzen") e quella italiana (nel 1223, nell'età moderna anche nella variante "Bolgiano").[14] I nomi dialettali tedeschi sono "Boazen" (/'po:atsən/) o "Bouzen" (/'po:utsən/) e la /p/ è una caratteristica molto diffusa nella storia toponomastica (Pauzana, Pozana, Poczen, Pozen e Potzen), anche per la particolarità della pronuncia bavaro-austriaca che scambia spesso le /b/ con le /p/. Da "Pulsan" del 1500 derivano i nomi ladini:
[modifica] StemmaBolzano possiede il suo stemma, unitamente all'istituzione del consiglio comunale, dal 1381, grazie a un privilegio conferito alla città da parte del duca Leopoldo III d'Austria: infatti, lo stemma è quello austriaco con i colori capovolti (bianco-rosso-bianco) e la stella a sei punte dorata al centro, presumibilmente un riferimento alla Madonna ("stella maris") che è la patrona del duomo cittadino. Solo nel Ventennio fascista la stella è stata ridotta a cinque punte per farla assimilare allo stemma savoiardo, disposizione abolita dopo la liberazione.[15] [modifica] PreistoriaIn questo periodo la conca bolzanina era una piana malsana e paludosa, ma reperti archeologici risalenti al periodo preistorico fanno ritenere che le pendici dei monti attorno ad essa fossero comunque già abitate. Infatti presso la zona di S. Maurizio (Moritzing), a est della città, si scoprì un'antica necropoli risalente al primo millennio a.C., con annesso villaggio retico.[16] In questa zona doveva essere molto sviluppata la lavorazione dei metalli, poiché si rinvennero un centinaio di anelli di bronzo e una situla. Molto importante è stata la scoperta del 1999, nel cuore della città, con l'abbattimento di un'ala del vecchio ospedale, di materiale risalente al V-IV millennio a.C., all'età del Rame, del Bronzo, del Ferro e anche dell'età romana, che costituisce una continuità abitativa millenaria e che rappresenta il luogo antropizzato più antico di tutta la conca di Bolzano. [modifica] Età anticaNel 15 a.C. il generale Druso nel conquistare le Alpi fondò un accampamento militare noto col nome di Pons Drusi ("Ponte di Druso"), documentato sulla Tabula Peutingeriana del IV secolo d.C.; si ritiene che esso potesse collocarsi nell'attuale area bolzanina.[17] Dopo le varie ipotesi che lo collocavano sotto l'attuale Castel Firmiano o nei pressi di Rencio, oggi più accreditate sono quelle che pongono la statio romana nel centro storico della città. Nel 1948, con i lavori di ricostruzione del duomo bombardato, si rinvenne il perimetro di una basilica paleocristiana risalente al IV-V secolo d.C., grande e rettangolare, con un banco presbiteriale, nel quale sedevano i vescovi. Inoltre si scoprì la lastra di Secundus Regontius, la quale fa supporre l'esistenza di un sepolcreto.[18] Altre evidenze archeologiche emersero:
Nel quartiere di Gries emersero negli anni ottanta evidenze archeologiche molto importanti: infatti nel vicolo della Fossa (Winklergasse) fu scoperta una villa degli inizi del I secolo d.C. con annesso un altro edificio abitativo, più modesto.[19] La villa, originariamente, era decorata da mosaici, rivestita di marmo e aveva pitture parietali, cosa dedotta dalla presenza di numerosi ritrovamenti di tessere musive. Inoltre furono scoperte tre lucernette bollate, anelli, macine, attrezzi da lavoro, utensili e, molto importante, una gemma in corniola raffigurante Ercole con alcune lettere incise. Poco lontano, in vicolo del Bersaglio, negli anni sessanta si rinvenne una statuetta acefala di Diana, in marmo bianco di Lasa/Laas, risalente al II secolo d.C. Sotto l'attuale chiesa parrocchiale di Gries, si scoprirono i muri di un edificio pagano, di cui però non si sa la funzione. Al Castello di Treuenstein, ovvero la Torre Druso/Gscheibterturm, si rinvennero capitelli e monete di epoca romana, anche se il castello è solo del primo XIII secolo. A Oltrisarco si rinvenne un muro medievale usato come argine, mentre ad Aslago si rinvenne un peso da telaio risalente al 350 d.C. A Castel Firmiano/Schloss Sigmundskron oltre a muri, monete e resti di anfore dell'epoca romana si rinvenne una piccola statua di Mercurio di bronzo. [modifica] Età medievale
La Bolzano medievale e di prima età moderna: Incisione di Matthäus Merian del 1649
Nel corso del V secolo la comunque esigua popolazione della conca bolzanina si rifugiò in luoghi più sicuri, per sottrarsi alle scorrerie dei diversi popoli che iniziavano a ripopolare l'arco alpino e a sostituirsi agli strati autoctoni, creando nuovi processi di acculturazione.[20] Un luogo strategico e protetto era quello posto sul Virgolo (Virgl). Infatti si sono rinvenuti resti di una fortificazione altomedievale e di un altro edificio, quest'ultimo sotto la pavimentazione della chiesa di S. Vigilio. Altri rinvenimenti sono stati effettuati nella zona del convento dei Cappuccini, dove si è riscontrata l'esistenza di un edificio altomedievale, probabilmente del vescovo di Augusta, con reperti mobili (una fibula zoomorfa del VI-VII secolo d.C., monete) e nella zona di piazza Walther, dove sono affiorate due case altomedievali con fibule tardoantiche, monete e resti di vasi. La conca di Bolzano viene menzionata per la prima volta da Paolo Diacono, uno storico longobardo, nel 679, in seguito alla vittoria del duca longobardo di Trento Alahis sul duca baiuvaro reggente del Castrum Bauzanum.[21] In seguito, nel 769, Bolzano è menzionata poiché il duca di Baviera Tassilone III, che ha istituito molti monasteri, soggiorna a Bauzonum, rediente de Italia ("di ritorno dall'Italia", ovvero già in territorio baiuvaro) in occasione della fondazione del convento di San Candido.[22] Nel 788 la marca di Trento sostituisce il precedente ducato longobardo che comprende pure la contea di Bolzano. Così Castel Firmiano (Schloss Sigmundskron), menzionato la prima volta nel 945, diventa un centro della giustizia trentina. Con la conquista carolingia nell'area dell'attuale duomo venne costruita una chiesa carolingia di cui, oltre i muri, si rinvennero resti di pitture di quel periodo.[23] Verso l'anno 1000, Bolzano era governata dai conti Morit-Greifenstein, un ramo della famiglia degli Appiano, che si estinse con Arnold III e Mathilde von Valley, la fondatrice bavarese del monastero agostiniano S. Maria in Au, verso la fine del XII secolo perché privo di eredi. Nel tardo XII secolo, in piena età degli Hohenstaufen, nel territorio compreso tra l'Isarco e il Talvera, sorse il nucleo urbano di Bolzano, fondato dal vescovo tridentino.[24] Questo era costituito da una via lunga all'incirca 350 metri, in direzione est-ovest per ripararsi dai venti prevalentemente meridionali, la via Portici (Laubengasse, anticamente: Gewölbe), affiancata da case alte e con al piano terra il portico, in cui veniva esposta la merce riparata dal caldo, dal freddo e dalle precipitazioni.[25] Tra le case, alte e strette, passavano dei vicoli tagliafuoco, ancor oggi percorribili, per scongiurare incendi, anche se verso il Trecento ne avvenne uno che dimezzò la popolazione. Al centro sorgeva il castello vescovile, dove risiedevano i funzionari del vescovo di Trento, corrispondente all'attuale Casa della Pesa (Waaghaus). L'attuale piazza del Grano (Kornplatz), chiamata così fin dal 1277, era il cortile del palazzo, sede anche della chiesa di S. Andrea, distrutta alla fine del Settecento e ricordata da un'iscrizione. Oggi nella piazza sono conservati resti di tubature medievali in pietra e un pezzo del muro che delimitava la piazza e la via.[26] Ancora oggi nel vicolo della Pesa (Waaggasse) si scorgono i cardini dell'antico portone d'accesso per il cortile. La città era difesa da 5 torri, da 3 porte (Niedertor – "Porta inferiore", Obertor – "Porta superiore", e la Südtor) e da una cinta muraria, il tutto abbattuto nel 1277 con la conquista della città da parte del conte di Tirolo Mainardo II. La chiesa parrocchiale (l'attuale duomo), in stile romanico, fu costruito nel 1078-1082 e aveva solo due navate. Ma nel 1180, i mercanti bolzanini, diventati molto ricchi, decisero di costruire una nuovo chiesa, molto più grande, per cui abbatterono la struttura romanica ad eccezione della facciata; questa peraltro fu leggermente ingrandita. Bolzano all'epoca era sotto la diocesi di Trento, e solo nel 1963 fu creata la diocesi di Bressanone; prima di allora Bressanone/Brixen era sede di una diocesi autonoma. Sul Virgolo/Virgl esisteva un castello di proprietà del vescovo di Trento, chiamato Castel Weinegg (Schloss Weineck), menzionato per la prima volta nel 1170-1175 e distrutto da Mainardo II nel 1277. Sotto il promontorio del Virgolo esisteva una chiesa di proprietà dell'ordine Teutonico, con annesso ospedale, costruita nel 1202, che, distrutta da una piena, fu ricostruita nel palazzo Weggenstein del centro storico poco dopo il 1400. A Gries si sviluppò un insediamento agricolo. Era formato da una piazza principale, su cui era affacciato Castel Gries, ora inglobato nel convento benedittino di Muri-Gries. Dell'antica costruzione si scorge il mastio, adibito a torre campanaria. Gries aveva (e ha) anche una sua chiesa parrocchiale, in stile gotico, costruita verso il 1165 (prima menzione) e di proprietà del vescovo di Frisinga. Più in basso, dove c'è l'attuale viale Venezia, sorgeva una chiesa circolare, dedicata a S. Quirino e proprietà del convento bavarese di Tegernsee, inglobata in una casa ad una profondità di svariati metri. Verso sud-ovest esisteva un convento, costruito nel 1166 su concessione di Federico Barbarossa, distrutto nel 1406/1407 da una rovinosa piena. La nascita della città di Bolzano, intesa come nuovo insediamento a carattere spiccatamente mercantile, avvenne quindi per volontà del vescovo ed è fatta risalire da alcuni a poco dopo tale investitura, quindi alla prima metà dell'XI secolo, dalla ricerca più recente invece al tardo XII, data per la quale sono presenti documenti che la citano espressamente. La città venne costruita su un asse est-ovest in corrispondenza dell'area che va da piazza Erbe (Obstplatz) a piazza Municipio (Rathausplatz) secondo il cosiddetto "lotto gotico" (in verità tardo-romanico): case strette e lunghe con facciata sulla via porticata, profonde cantine, cortili aperti interni e locali magazzino per le merci.[27] Coincide pertanto, in sostanza, con i portici. Aveva stretti vicoli perpendicolari alla via principale che sono ancora percorribili, possedeva una cinta di mura e torri che la circondava. Nella zona di piazza del Grano, con verosimile ingresso interno dal vicolo della Pesa, era situato il castello e palazzo vescovile e ancora la sezione di base di una sua imponente torre è visibile sulla pavimentazione della piazza, mentre una porzione di mura cittadine è stata collocata in una vicina area verde. La parrocchiale rimaneva esterna alla cerchia di mura. Un ponte sull'Isarco consentiva di raggiungere il promontorio del Virgolo e la via che collega il Brennero con il sud. La collocazione dei territori dei due vescovadi, sulla linea di collegamento tra Germania e Italia, rivestiva un ruolo importante perché – a partire dalla seconda metà del X secolo – la corona imperiale era ritornata ai re di Germania, che dovevano essere incoronati a Roma, passando per la val d'Isarco e la val d'Adige e per Bolzano: era quindi fondamentale che i valichi alpini fossero sotto il controllo di vassalli fedeli e privi di interessi dinastici, caratteristiche che si ritrovavano nei vescovi di Trento e Sabiona-Bressanone: così il legame tra vescovi e re di Germania venne rafforzato ancor più.[28] Presto passò anche il periodo d'oro per il potere comitale dei vescovi a vantaggio di una nuova aristocrazia: dall'inizio del XIII secolo i vescovi furono spinti a cedere sempre più i loro poteri ad alcune famiglie nobiliari. Una di queste, i conti di Tirolo, ebbe un ruolo preminente, già nella prima metà del XIII secolo con Alberto III e poi nella seconda con Mainardo II: con una serie di abili manovre partendo dalla posizione di avvocati e in tale veste rappresentanti vescovili, i Tirolo sottrassero ai principi vescovi di Trento e Bressanone le loro prerogative di governo territoriale, ottenendo sostanzialmente la signoria di fatto sul territorio del Tirolo storico, che da essi pertanto da tale epoca ha assunto il nome. Nell'ambito dell'inevitabile conflitto innescatosi quindi con il vescovo di Trento, Mainardo II nel 1276 conquistò Bolzano, distruggendone castello e palazzo vescovile e ordinando anche l'abbattimento delle mura, con i cui resti venne colmato il fossato che circondava la città, in corrispondenza degli attuali tracciati delle vie Argentieri (Silbergasse) a sud e Dr. Streiter (ex Karrnergasse o Hintergasse) a nord. I proprietari degli edifici poterono quindi ampliarli fino a occupare lo spazio libero al limite delle antiche mura, affacciandosi sulle nuove strade così formate. Nel frattempo, nel 1268, Bolzano era divenuta "città" (Stadt). La tendenza ad espandersi proseguì, favorita anche dall'eliminazione delle mura, e si aggiunsero nuovi sobborghi oltre il nucleo originario dei Portici: nel XIV secolo Bolzano contava circa tremila abitanti. Da sempre era stata frequentata ed abitata da mercanti di diversa origine, vi si svolgevano numerose fiere annuali e la posizione favorevole ai traffici attraeva anche famiglie di banchieri, come quella del fiorentino Boccione de' Rossi che, insediatasi stabilmente, mutuò il proprio nome in Botsch.[29] L'ultima discendente della famiglia dei conti di Tirolo, Margherita detta Maultasch, nel 1363 con un atto rogato proprio a Bolzano, forse nel palazzo Niederhaus in via della Rena (Raingasse), cedette i diritti sulla contea del Tirolo agli Asburgo, che vi vantavano diritti ereditari,[30] e da tale momento la città e l'intera regione del Tirolo storico avrebbero seguito sostanzialmente le vicende di tale casata fino alla caduta dell'Impero austro-ungarico. [modifica] Dal XV secolo al 1918Dal XIV al XVIII secolo la città di Bolzano conobbe diverse fasi di congiuntura, ma anche di stasi, secondo i ritmi economici mitteleuropei. Nel 1525 la città e l'intero Tirolo, furono contagiati dalla rivolta contadina, capeggiata da Michael Gaismair. A Bolzano si ebbero saccheggi seguiti da una forte repressione da parte del potere asburgico.[31] Anche le varie forme di protestantesimo che si erano diffuse nella popolazione cittadina e regionale, vennero represse con forza, tant'è che gli Hutteriti emigrarono.[32] Un'importante spinta per l'economia locale fu il privilegio del 1635, emanato dalla arciduchessa del Tirolo, Claudia de' Medici, vedova di Leopoldo V d'Austria, grazie al quale fu istituito un Magistrato mercantile (Merkantilmagistrat) che regolava i contenziosi dei commercianti provenienti da mezza Europa e che annualmente si riunivano a Bolzano in occasione dei mercati. Il Magistrato mercantile espletava le sue funzioni sia in lingua tedesca che in lingua italiana, divenendo così una vera istanza interculturale dell'età premoderna.[33] Il XVIII secolo fu una fase di involuzione, causata anche dalle politiche mercantilistiche e protezionistiche delle maggiori potenze europee, che non favorirono le piazza di interscambio. In seguito alla rivoluzione francese ed alla Pace di Presburgo che seguì alla sconfitta dell'Austria, la città venne annessa dapprima, dal 1805 al 1809, alla Baviera e successivamente al Regno d'Italia tra il 1809 ed il 1813.[34][35] Nel 1809 i bolzanini parteciparono alla lotta armata, condotta da Andreas Hofer, contro le truppe francesi che avevano occupato il territorio. Durante l'occupazione napoleonica Bolzano fu a capo di un distretto del dipartimento dell'Alto Adige (Haut-Adige od Ober-Etsch), il cui capoluogo era Trento. In questo periodo Bolzano venne privata dei suoi privilegi mercantili e, pur rimanendo un centro economico e commerciale, non ebbe più fiere fino al 1948, quando venne costituito l'Ente Fiera. Dopo la caduta di Napoleone tornò all'Impero austriaco (dal 1866 austro-ungarico), alla quale rimase fino al 1918. Dopo il ritorno all'Austria la città ritornò a crescere dal punto di vista edilizio, ma anche economico. Nel 1910-1911 il territorio cittadino si espanse costituendo la cosiddetta "Groß-Bozen", dato che il comune di Dodiciville (Zwölfmalgreien) decise di costituire un unico comune con Bolzano. [modifica] Dal 1918 al 1945Nel 1919, dopo la prima guerra mondiale, Bolzano, insieme al resto dell'attuale provincia autonoma di Bolzano, venne annessa all'Italia. La primissima fase liberale degli anni 1919-21 finì già il 24 aprile 1921 con i fatti del cosiddetto Bozner Blutsonntag ("Domenica di sangue")[36], quando squadristi fascisti, provenienti da varie regioni italiane, terrorizzarono la popolazione cittadina e uccisero il maestro Franz Innerhofer nel palazzo Stillendorf. Con l'avvento del fascismo poi, nel 1922-1923, il territorio di Bolzano venne massicciamente italianizzato, tanto che oggi è uno dei cinque comuni della provincia di Bolzano a maggioranza italofona (gli altri sono Laives, Salorno, Bronzolo e Vadena).[37] Il comune di Gries, fino al 1925 autonomo, venne inglobato a Bolzano per creare i presupposti urbanistici alla creazione della "Grande Bolzano" fascista che doveva, per espressa volontà di Mussolini arrivare in poco tempo a 100.000 abitanti. Nel 1926 venne costituita la "Provincia di Bolzano", e negli anni 1926-28 si costruì il Monumento alla Vittoria che doveva esaltare il carattere italiano della nuova provincia e umiliare l'Austria sconfitta. È da quel punto, vicino al ponte Talvera, che si diramano le nuove assi cittadine, sulla scorta del piano regolatore di espansione disegnato da Marcello Piacentini, che puntavano a dare un nuovo volto monumentale, consono ai fini propagandistici del Ventennio, a Bolzano. In questa fase la città duplica la propria grandezza con la costruzione dell'attuale zona industriale, dei rioni "Littorio" (oggi Novacella), "Dux" (oggi Don Bosco), "Venezia" (oggi San Quirino). Questi quartieri servivano ad ospitare gli impiegati statali e gli operai delle nuove industrie fatti migrare dal fascismo sia per ovviare alla disoccupazione diffusa in Italia (cosa che riguarda anche altre città fondate o rifondate dal regime) sia per mettere in minoranza la popolazione di lingua tedesca: a quest'ultima venne precluso l'accesso al pubblico impiego e anche i posti nelle fabbriche erano sostanzialmente riservati agli italiani provenienti dalle regioni più povere del paese.[38] Durante la seconda guerra mondiale, successivamente all'armistizio italiano, Bolzano, insieme al resto dell'Alto Adige e delle limitrofe province di Trento e Belluno, venne inclusa nella Operationszone Alpenvorland-Zona d'Operazione delle Prealpi creata da Adolf Hitler (quindi annessa de facto al Terzo Reich seppur appartenente de jure alla Repubblica Sociale Italiana) e ne divenne il capoluogo, con l'istituzione del Campo di transito di Bolzano.[39] In questo periodo vennero ripristinati i toponimi tedeschi anche in città, mantenendo però il bilinguismo. È in questo periodo che vengono utilizzati i diversi rifugi antiaerei, di cui molti scavati nella roccia. Oggi, nonostante gli anni, questi sono rimasti praticamente integri, e sempre più nascosti.[40] Attorno alla città si sviluppa lo sbarramento Bolzano Sud facente parte del Vallo Alpino in Alto Adige, messo in atto ancora dal regime fascista. [modifica] Dal 1945 ad oggi
Dopo la seconda guerra mondiale Bolzano rimase assegnata all'Italia, ma nell'accordo tra i ministri degli esteri italiano ed austriaco – De Gasperi e Gruber – era prevista una forte autonomia del Trentino-Alto Adige con precise garanzie per la minoranza di lingua tedesca che abita la provincia di Bolzano. Nonostante il primo statuto del Trentino-Alto Adige ripristinasse l'insegnamento del tedesco e ristabilisse la toponomastica bilingue, i sudtirolesi di lingua tedesca non accettarono l'arrivo di immigrati dalle zone più depresse dell'Italia, soprattutto a Bolzano, e rifiutavano categoricamente la presenza maggioritaria di italiani nelle pubbliche amministrazioni della provincia di Bolzano e il centralismo regionale trentino. Ne scaturì una lotta, culminata nel terrorismo del BAS (Comitato per la liberazione del Sudtirolo) a favore di un'autonomia provinciale, dove gli abitanti di lingua tedesca avrebbero potuto contare su una propria maggioranza a scapito della minoranza italiana. Italia e Austria si accordarono allora su un "Pacchetto" di misure a favore della popolazione di lingua tedesca, base del secondo statuto del Trentino-Alto Adige, che creò una forte autonomia per l'Alto Adige e venne considerato completamente attuato nel 1992. Questa circostanza permise all'Italia ed all'Austria di accordarsi sul rilascio da parte di quest'ultima di una "quietanza liberatoria" che riconosceva l'adempimento da parte dello Stato italiano degli obblighi di tutela delle comunità tirolese e ladina, storiche abitatrici della provincia di Bolzano, ancor prima che questa, dal 1918, costituisse parte del territorio nazionale. In base a tale documento, sottoscritto dai ministri degli esteri Mock (per l'Austria) e De Michelis (per l'Italia), si stabiliva inoltre da parte di Vienna l'accettazione perpetua del confine fra i due paesi lungo la linea del Brennero. Ciò avrebbe dovuto chiudere definitivamente la questione sudtirolese, ma il testo della "quietanza" fu volutamente ambiguo, in modo da favorirne l'interpretazione più gradita ai rispettivi establishment politici e dell'opinione pubblica. Infatti da parte italiana si ritenne che il documento Mock-De Michelis, chiudendo definitivamente la lunga querelle diplomatica intercorsa fra i due paesi sull'Alto Adige, esprimesse anche la pietra tombale, da parte di Vienna, su qualsiasi considerazione futura circa il ruolo dell'Austria "nazione tutrice" delle comunità tirolese e ladina, ritenuto a questo punto inammissibile. Nel 1992 la Repubblica d'Austria ambiva ad entrare nella Comunità Europea ed era consapevole che l'unico impedimento poteva provenire dall'Italia, se avesse esercitato il suo diritto di veto alla richiesta austriaca, come già accaduto nel 1967, in quel tempo proprio per il perdurare della crisi diplomatica sulla questione sudtirolese, allora al più alto grado di tensione. Quindi fu suo interesse non rimarcare la sua opinione discordante sul significato proprio della "quietanza", che molto probabilmente avrebbe rimesso in discussione il cammino di adesione alla Comunità Europea, che si era già avviato. In realtà l'Austria non ha mai rinunciato – dal suo punto di vista legittimamente – a svolgere una funzione di controllo sulle modalità con cui si esercita il "dominio" statuale della provincia di Bolzano da parte italiana. Su questo punto non esiste accordo fra Italia ed Austria neppure oggi, anzi si evidenzia nella sostanza lo stesso forte contrasto esibito negli anni cinquanta-sessanta, sebbene oggi si esprima con azioni diplomatiche molto più controllate. Tuttavia, l'intenzione di inserire, nella nuova Costituzione austriaca, un preambolo o un articolo che sottolinei proprio la "funzione tutrice" dell'Austria sulle comunità tirolese e ladina della provincia di Bolzano, inteso più grossolanamente come una tutela tout court su un territorio posto al di fuori del suo dominio statuale, sta appesantendo i cordiali rapporti fra Italia ed Austria dal 2006. La convivenza pacifica fra i gruppi linguistici italiano e sudtirolese-ladino è stata messa a dura prova soprattutto negli anni sessanta, quando diversi attentati dinamitardi sul territorio della provincia di Bolzano, compiuti da elementi estremisti del contro-irredentismo sudtirolese, diedero vita ad un movimento terroristico, provocando danni (soprattutto ai tralicci della rete elettrica nazionale) e più di venti morti, appartenenti per lo più ai vari corpi dello Stato, di presidio militare o della sicurezza pubblica, alloggiati in caserme sul territorio. L'intento degli attentatori terroristi era di ottenere l'attenzione nazionale ed internazionale intorno alla questione sudtirolese, utilizzando la leva della violenza. A seguito di questi atti criminali si corse invece concretamente il rischio di provocare il totale annientamento della convivenza civile fra i gruppi linguistici. Convivenza che si reggeva su un labile equilibrio, poiché nata sulle macerie della seconda guerra mondiale e quindi su un diffuso sentimento collettivo di latente reciproco rancore fra l'elemento italiano e quello tirolese. Per fortuna l'intelligenza dei ministri degli esteri italiano ed austriaco dell'epoca – Aldo Moro e Kurt Waldheim – nonché l'atteggiamento generalmente responsabile del partito "di raccolta" delle comunità tirolese e ladina, la Südtiroler Volkspartei, permise di avviare, proprio nel 1969 una soluzione politica del problema sudtirolese, riuscendo a scacciare i fantasmi di un Alto Adige alla deriva, come era ormai l'Irlanda del Nord. Fu così sconfitta la soluzione ormai antistorica auspicata dai terroristi contro-irredentisti, ma cui guardavano con inquietante interesse – all'opposto – anche certi altri gruppi sciolti di "legittimisti italiani", probabilmente simpatizzanti di nuclei di estrema destra o forse in contatto con elementi dei servizi segreti, che sostenevano l'utilità di una provincia di Bolzano in stato di polizia permanente, che avrebbe consentito di affermare in modo definitivo l'italianità del territorio e quindi, estirpando le cellule terroristiche, anche di mettere la sordina a qualsiasi disagio identitario delle comunità tirolese e ladina espresso in forme pacifiche. Negli ultimi decenni tuttavia, grazie all'approvazione delle misure contenute nel "pacchetto", la situazione è mutata progressivamente verso il meglio, sebbene vi siano stati sporadici strascichi di violenza anche negli anni settanta e ottanta. [modifica] Monumenti e luoghi d'interesse[modifica] Castelli e residenze nobiliari
Castel Mareccio- Burg Maretsch
Numerosi sono i castelli e le residenze storiche sul territorio comunale o nelle immediate vicinanze: per questo motivo la conca di Bolzano è stata dichiarata la zona con la più alta densità di castelli in Europa[41].
[modifica] Chiese cattoliche
[modifica] Architetture civili e monumenti
[modifica] Tempo liberoPer lo svago ha a disposizione dei bei giardini-passeggiate sia in città (i Prati del Talvera, le cosiddette Talferwiesen, con ottime attrezzature di ricreazione) sia nei dintorni (passeggiate del Guncina e di S. Osvaldo), di piscine coperte e all'aperto, di numerosi campi sportivi per tutti gli sport più popolari: calcio, rugby, baseball, football americano, basket, di un grande stadio del ghiaccio coperto, il Palaonda (7.220 posti a sedere), di un ampio e attrezzato edificio fieristico con relativo quartiere. [modifica] Società[modifica] Evoluzione demografica
Fotografia (colorata ex post) di Gries verso il Rosengarten del 1890 ca.
Panorama di Bolzano, da San Paolo d'Appiano
La popolazione della città dopo anni di continuo crollo della popolazione con il minimo storico degli ultimi trent'anni al censimento del 2001 con meno di 95.000 persone censite è in ripresa, soprattutto grazie al saldo migratorio. Dopo aver contato una popolazione residente prossima ai 100.000 abitanti per tutto il 2006 e all'inizio del 2007, ha superato nuovamente il limite nel mese di marzo 2007. Bolzano ha registrato il primo superamento della quota dei 100.000 abitanti nel novembre 1966 arrivando al massimo il 31 dicembre 1975 con 107.112 residenti, con un successivo calo progressivo fino a oltrepassare in negativo il limite nel corso del 1991. Dopo il 1966 il minimo storico si è registrato in occasione del censimento della popolazione del 2001 con una popolazione registrata inferiore ai 95.000 abitanti. Questo calo è in buona parte legato al trasferimento di molti bolzanini in comuni limitrofi (Laives, Bronzolo, Appiano, Terlano), la cui popolazione è fortemente cresciuta negli stessi anni. A Bolzano vive il 20,4% dell'intera popolazione provinciale e considerando l'intera agglomerazione (circa 150.000 abitanti), la popolazione concentrata in città e nei comuni limitrofi incide per circa il 30% a livello provinciale. Il territorio di Bolzano è stato allargato due volte:
I tre territori storici di Bolzano (centro storico), Dodiciville e Gries costituiscono i tre comuni catastali dell'odierna Bolzano. Abitanti censiti Nota: nel diagramma i dati si riferiscono alla Città di Bolzano in base ai confini territoriali attuali
Evoluzione demografica per comuni storici: Città di Bolzano (fino al 1911 senza Dodiciville e fino al 1925 senza Gries) Comune di Dodiciville (<1911) Comune di Gries (<1925) [modifica] Gruppi linguistici
Bolzano ha la caratteristica principale di essere una città dove convivono tre gruppi linguistici: quello italiano, quello tedesco e quello, seppur ampiamente minoritario, ladino. All'ultimo censimento della popolazione la maggioranza si è dichiarata appartenente al gruppo linguistico italiano (73%), chi si è dichiarato appartenente al gruppo linguistico tedesco raggiunge il 26,29% mentre chi si è dichiarato ladino è lo 0,71%. Bolzano è dunque uno dei cinque comuni dell'Alto Adige dove la maggioranza della popolazione è italofona e di questi è quello con la percentuale superiore. Gli italofoni sono sparsi in tutti i quartieri della città anche se sono in minoranza in alcuni quartieri storici (Centro Storico, Rencio, Gries) e solo una piccola minoranza (perlopiù trentini) era già presente in città prima dell'annessione della città all'Italia. Secondo il censimento del 1910 i parlanti italiano o ladino erano nel comune di Bolzano, inclusa Dodiciville (escluso il comune di Gries) il 6,43% (3,74% Bolzano; 10,27% Dodiciville). La maggior parte degli italofoni non nati a Bolzano (soprattutto anziani ed immigrati recenti dal Sud Italia) proviene (al 31.12.2005) da Veneto (8,20%), Trentino (5,67%) e Calabria (2,47%) e sono in diminuzione, mentre aumentano le immigrazioni da regioni come Campania, Puglia e Sicilia. Comunque il 51,23% (in diminuzione rispetto all'anno precedente) è bolzanino di nascita. Gli italofoni di Bolzano non possiedono un proprio dialetto regionale anche se nella lingua italiana parlata a Bolzano esiste una componente veneto-trentina. Molti parlano l'idioma della regione d'origine (soprattutto il veneto e il trentino). Ancora oggi alcune comunità regionali hanno proprie associazioni per mantenere la cultura d'origine (Club Rodigino, Fogolâr Furlan, Circolo Sardo). I germanofoni sono in maggioranza nei quartieri storici e ad Aslago e sono piuttosto numerosi nel quartiere popolare Europa a Don Bosco. I germanofoni abitano in gran maggioranza anche la campagna bolzanina. Numerosi sono anche i cittadini germanici[48] residenti a Bolzano. Prima dell'annessione di Bolzano all'Italia e prima dell'italianizzazione forzata, Bolzano era una città quasi totalmente di lingua tedesca (94% circa). La comunità ladina di Bolzano è la più variegata dell'Alto Adige ed infatti è composta da gardenesi, badioti, fassani, ampezzani e anche friulani (probabilmente anche nonesi si sono dichiarati ladini, anche se non riconosciuti come tali). Tuttavia i dichiarati al gruppo linguistico ladino non superano lo 0,71% e sono di fatto superati da comunità immigrate più numerose. A Bolzano hanno sede la Comunità ladina (Comunanza Ladina a Bulsan), la Consulta ladina istituita dalla Città di Bolzano e con 17 membri e a livello provinciale vi è l'Assessorato alla Cultura Ladina e l'Istituto Pedagogico Ladino. A Bolzano è inoltre presente un'altra minoranza autoctona, ossia quella dei sinti, composta da circa 180 persone residenti perlopiù nei campi sosta nella periferia della città. I sinti sono cittadini italiani residenti in Alto Adige da molte generazioni e da poco tempo esiste un'associazione romanés (Nevo Drom). Negli ultimi anni si sono aggiunti circa 130 rom provenienti dalla ex Jugoslavia. [modifica] ImmigrazioneNegli ultimi anni la popolazione straniera residente a Bolzano è cresciuta in modo considerevole tanto da superare l'11% degli abitanti (fine 2008); nel 2006 nel capoluogo risiedeva il 31,8% della popolazione straniera in Alto Adige. Al 31 dicembre 2006 in due circoscrizioni su cinque, Centro-Piani-Rencio (Zentrum-Bozner Boden-Rentsch) e Oltrisarco-Aslago (Oberau-Haslach), gli immigrati superano il 10% (rispettivamente il 13,6% e l'11,7%). Due comunità straniere superano le 1.000 unità (31.12.2006): la maggiore è quella albanese, che al 31 dicembre 2006 contava 1.818 residenti (l'1,82% della popolazione), seguita da marocchini (1.111), pakistani (567), germanici[48] (491), peruviani (371), ucraini (333) e macedoni (327). Abbondantemente sopra le 100 unità anche romeni, tunisini, serbi e montenegrini, moldavi, cinesi, austriaci, polacchi, bengalesi, senegalesi e croati. Le nazionalità presenti al 31.12.2006 erano 105 e in numeri assoluti Bolzano ha il maggior numero di immigrati della regione. In città sono presenti molte associazioni di stranieri, una radio bolzanina dedica programmi multilingui alle principali comunità e il comune ha istituito la Consulta immigrati di Bolzano, eletta dai cittadini e dalle cittadine extracomunitari residenti in città: la consulta è composta da 16 membri e il presidente (con mandato di un anno) è l'albanese Artan Mullaymeri (dal giugno 2006). Le elezioni per la consulta registrarono una grossa affluenza. Secondo i dati ISTAT[49] al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 13.410 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:
[modifica] ReligioneLa maggioranza dei bolzanini, sia italofoni che germanofoni, è di religione cattolica romana e Bolzano è dal 1964 sede vescovile della Diocesi di Bolzano-Bressanone. Inoltre Bolzano è suddivisa in due decanati e diciotto parrocchie (10 bilingui, 7 italiane e 2 tedesche). Sempre più spesso si svolgono messe soprattutto per la comunità polacca o ispanica. A Bolzano è però presente da più di un secolo la più numerosa comunità evangelico-luterana della regione composta da circa 600 fedeli e con una propria chiesa e un proprio pastore.[50] La Comunità fa parte della Chiesa Evangelica Luterana in Italia e il territorio della comunità di Bolzano va dal Brennero alla riva orientale del Lago di Garda e inoltre ha a disposizione uno spazio sulla radio del Sender Bozen della RAI. La chiesa evangelico-luterana è il luogo di culto anche della comunità veterocattolica facente capo alla Chiesa vetero-cattolica d'Austria. A Bolzano sono presenti anche molti testimoni di Geova e seguaci di altre confessioni libere come quelli della Chiesa cristiana avventista del settimo giorno, Chiesa Neo-Apostolica e della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (mormoni), tutte con una sede a Bolzano. A Bolzano sono sempre state presenti piccole comunità ebraiche, anche se non sempre stabili e non numerose. La comunità ebraica più importante della regione è quella di Merano (falcidiata negli ultimi anni della seconda Guerra Mondiale dai nazisti, con gravi complicità locali) dove è presente una sinagoga e alla quale fanno capo tutte le famiglie ebraiche dell'Alto Adige (circa 60 membri) e quindi anche di Bolzano, dove si trova invece il più grande cimitero ebraico della regione. Con l'immigrazione sono giunti anche i cristiani ortodossi e cattolici di rito bizantino e latino. A Bolzano esiste una comunità greco-cattolica romena che celebra la messa bizantina in lingua romena nella Cappella della Chiesa di San Pio X in Via Resia. La comunità ortodossa romena ha le sue celebrazioni liturgiche nella piccola chiesa vicina alla stazione ferroviaria. Una comunità russo-ortodossa storica è presente a Merano. Gli islamici superano le 3.000 unità (ossia circa il 3% della popolazione) rendendo la comunità islamica la più numerosa tra le fedi minoritarie. Nonostante ciò non sono ancora presenti luoghi di culto stabili. [modifica] Istituzioni, enti e associazioniBolzano viene sempre più spesso definita e si definisce come Capitale delle Alpi o della Montagna. Anche il prestigioso quotidiano inglese Times[51] descrive Bolzano come il «centro mondiale della storia della montagna». Infatti a Bolzano hanno sede il Museo Archeologico con Ötzi, l'uomo dei ghiacci, il museo internazionale della montagna di Reinhold Messner e Bolzano è anche sede, dal settembre 2003[52], con Innsbruck del Segretariato permanente della Convenzione delle Alpi[53]. La sede è all'interno dell'EURAC. Bolzano è anche sede della segreteria dell'Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino. La città fa parte della comunità di lavoro Città delle Alpi ed è gemellata con la città ungherese di Sopron, ma da qualche anno intrattiene rapporti non ufficiali anche con la sua capitale Budapest, nonché con altre città europee. Nel 2008 la comunità di interessi "Città delle Alpi" ha attribuito a Bolzano il titolo di Città alpina dell'anno 2009[54]. [modifica] ConsolatiBolzano è sede dei seguenti consolati onorari:
[modifica] CulturaTra gli obiettivi della Città di Bolzano vi è la presentazione della candidatura per diventare capitale europea della cultura nel 2019. Nel 2008 ha ospitato con Trento la settima edizione della biennale d'arte contemporanea Manifesta. [modifica] Istruzione[modifica] BibliotecheFra le numerose biblioteche spiccano:
Inoltre vi sono tre archivi di rilievo, l'Archivio Provinciale di Bolzano (Südtiroler Landesarchiv)[57], l'Archivio di Stato di Bolzano (Staatsarchiv Bozen)[58] e l'Archivio Storico della Città di Bolzano (Stadtarchiv Bozen)[59]. [modifica] RicercaNel campo di ricerca e innovazione sono presenti le seguenti strutture:
[modifica] ScuoleA Bolzano sono presenti 29 scuole medie superiori frequentate da 7.864 studenti (anno scolastico 2006/07). I bambini frequentanti le scuole elementari sono invece 4.639 (l'8,8% è straniero) e gli scolari delle medie inferiori sono 2.906 (il 7,62% è straniero): i dati sono riferiti all'anno scolastico 2004/05. Per quel che riguarda l'istruzione superiore la città può vantare diverse strutture:
L'Istituto Musicale Antonio Vivaldi, presente dal 1977, è una scuola civica di musica a carattere provinciale. [modifica] Università
[modifica] Musei e gallerie d'arteDiversi sono i musei. Il più importante – di rilevanza mondiale, con la media di 800 visitatori al giorno – è il Museo archeologico provinciale, in cui è conservato il corpo di Ötzi, il famoso uomo dei ghiacci o del Similaun.
Lo spazio polifunzionale del Centro Trevi ospita frequenti mostre d'arte, ma anche convegni. La città è ricca di belle e importanti gallerie d'arte:
[modifica] MediaA Bolzano hanno sede le principali testate giornalistiche e le emittenti radiotelevisive dell'Alto Adige: [modifica] Stampa
Inoltre vengono pubblicate varie riviste di associazioni (per esempio Der Schlern e Geschichte und Region/Storia e regione, entrambe riviste di storia regionale, o Il Cristallo, curata dal Centro di Cultura dell'Alto Adige[66], enti (ad esempio Bolzano Notizie – Bozner Nachrichten del Comune di Bolzano)[67] o società. Molti quotidiani e riviste italiane, austriache e germaniche hanno un proprio corrispondente a Bolzano. Anche l'agenzia ANSA ha una propria sede a Bolzano, con un servizio in lingua italiana e tedesca. [modifica] CinemaIn passato Bolzano contava un alto numero di sale cinematografiche sparse per la città e spesso vi venivano proposte prime nazionali. In seguito alla chiusura di quasi tutti i cinema, causata della crisi del settore, nel 2005 si arrivò al punto che Bolzano contasse solo due cinema con un totale di 4 sale. Essendo stata considerata una situazione inadeguata alle esigenze della popolazione, già negli anni precedenti si erano susseguiti diversi progetti di apertura di nuovi cinematografi. Nel 2002, quando in città erano presenti 3 cinema con 5 sale, era in discussione la realizzazione di un cinema con 10 sale in via Galileo Galilei da parte di un imprenditore bolzanino e di un cinema con 7 sale ai Piani di Bolzano da parte di un imprenditore trentino.[68] Essendo all'epoca i lavori del secondo più avanzati del primo, l'imprenditore bolzanino ha deciso di destinare l'area ad altri scopi. Dopo diversi ritardi nei lavori, a causa di problemi burocratici e ad un abbandono del progetto da parte dell'imprenditore trentino, il nuovo cinema multisala è stato inaugurato il 12 maggio 2009 ed è gestito dalla società Constantin Film di Vienna,[69] che attraverso il marchio Cineplexx è leader nel settore in Austria. All'interno dell'edificio vi è anche uno snack bar e un ristorante. Dal maggio 2009 Bolzano è divenuta dunque la città con più sale cinematografiche, più posti a sedere e con il multisala più grande fra Innsbruck (dove il più grande è il Cineplexx Innsbruck, con 8 sale) e Verona. Nell'aprile 2012 chiude il cinema Eden, a causa dell'eccessiva concorrenza generata dalle due multisale[70][71]. Nel marzo 2008 era inoltre stata diffusa dai media l'intenzione della famiglia proprietaria del complesso denominato Kampill Center, in via Innsbruck nella zona di Campiglio, di affidare i alcuni suoi locali ad un gruppo italiano per poter aprire un multiplex con 6 sale e complessivi 620 posti.[72] In città sono presenti due cinema per un totale di 10 sale di proiezione:
Oltre ai due cinema, in città operano il Cineforum Bolzano, associazione culturale attiva sin dal 1952, che non dispone di una propria sala, ed il Circolo la Comune, che effettua proiezioni nell'auditorium del Liceo Scientifico Torricelli, in via Rovigo. Negli ultimi anni questi soggetti hanno avuto il ruolo di supplire alla mancanza di sale di proiezione. [modifica] RadiotelevisioneA Bolzano è presente la sede regionale della RAI (il Trentino-Alto Adige ha due sedi autonome) che produce una programmazione radiotelevisiva in tedesco, italiano e ladino. Nel mese di ottobre 2006, a seguito delle numerose proteste, l'inizio dei programmi radio regionali in onda su Radio 2 nel primo pomeriggio dal lunedì al venerdì è stato posticipato alle 15.10 per consentire l'ascolto del programma "Viva Radio2", condotto da Fiorello e Marco Baldini, che fino a quel momento era bruscamente interrotto dopo circa mezz'ora per far spazio a serissimi rotocalchi trentini e altoatesini. A Bolzano ha sede una televisione privata in lingua italiana chiamata Video 33. Hanno una redazione in città anche le emittenti private regionali RTTR e TCA, la cui sede principale è a Trento. Con l'avvento del digitale terrestre, sono nate alcune nuove emittenti private provinciali, sia in italiano che in tedesco (Alto Adige TV, Südtirol24 TV, Südtirol Digital Fernsehen)[73]. Sono più numerose le emittenti radiofoniche private: in italiano vi sono Radio NBC, Radio Tandem (che però si caratterizza per trasmissioni mistilingui e in lingue straniere) e Radio Sacra Famiglia, mentre in tedesco vi è la popolare Südtirol 1, Radio Grüne Welle e Radio Nord. L'ORF (Radiotelevisione Austriaca) ha un ufficio a Bolzano e la redazione di Südtirol heute, il notiziario quotidiano della televisione austriaca per l'Alto Adige. A Bolzano ha sede anche la RAS, un'azienda pubblica che provvede alla trasmissione in Alto Adige dei programmi radiotelevisivi dell'area germanica, austriaca e svizzera. [modifica] Teatro e musicaNegli ultimi anni Bolzano si è sviluppata moltissimo nel campo teatrale e musicale. Il Teatro Stabile, nato nel 1950 è il secondo teatro stabile d'Italia (successivo solo al Piccolo di Milano, del 1947) e realizza numerose ed importanti produzioni di successo; l'omologo in lingua tedesca sono le Vereinigte Bühnen Bozen (VBB, Teatri riuniti di Bolzano): entrambe le istituzioni presentano i loro spettacoli nel Nuovo Teatro Comunale di Bolzano, in piazza Verdi (il Teatro Stabile anche al Teatro civico di Merano). Oltre a ciò, la stagione del Nuovo Teatro Comunale, che dura tutto l'anno, offre rappresentazioni teatrali, commedie, opera, operette, danza e musical. Tra le coproduzioni di grande successo vi è lo spettacolo di danza moderna Steel – The Legend of the Metal del Teatro Comunale di Bolzano e della Experidance Productions di Budapest. Molto attivo nella promozione culturale in lingua italiana è da anni il Circolo la Comune, con un fitto cartellone di eventi che spaziano dal teatro (per lo più di stampo brillante) a manifestazioni etnico-culturali, dall'organizzazione di convegni alla proiezione di film che rimangono fuori dalle grandi catene di distribuzione. A Bolzano sono presenti numerosi teatri:
Molto numerosi inoltre sono i centri e le sale polifunzionali e di quartiere o i circoli culturali con un'ampia offerta. Per quanto riguarda invece l'aspetto musicale, a Bolzano è presente dal 1960 l'orchestra Haydn, voluta dalle Provincie e dai Comuni di Trento e Bolzano; l'Istituzione Concertistica Orchestrale (Konzertverein Bozen) è stata persino riconosciuta dal Ministero del Turismo e dello Spettacolo.[74] [modifica] Personalità legate a Bolzano
[modifica] EventiA Bolzano si tiene ogni anno un grande numero di manifestazioni culturali. Di seguito le più importanti:
[modifica] Altri eventi
[modifica] EconomiaBolzano si è trasformata da città industriale a centro terziario con una buona attività industriale e nelle campagne della periferia è presente un'attività agricola (mele, uva) di qualità, molto importante è anche il turismo (culturale, business e escursionistico). A Bolzano esistono una vasta e attiva zona produttiva, già industriale (ricerca scientifica, autoveicoli pesanti, acciaio ecc.) in cui sorge il centro d'innovazione Techno Innovation Park South Tyrol (TIS, nato dal BIC-Businness Innovation Center) e anche alcune aree artigianali dedite alle produzioni e alle attività più varie. Il settore tradizionalmente più ricco e redditizio è in ogni caso il commercio (si veda la zona centrale, la più antica, con i caratteristici Portici o il quartiere fieristico). Nei prossimi anni dovrebbe nascere (nella stessa zona industriale) un polo economico che servirà di base per tutte le piccole e medie industrie/imprese del nord Italia come aiuto nello sviluppo nei primi anni di vita. La maggiore dimensione internazionale e l'incremento della ricerca scientifica delle principali aziende richiede anche un maggiore spazio edificabile. Una nuova area a Bolzano Sud, lungo via Einstein, è stata strappata alla campagna per poter ospitare nuovi insediamenti commerciali. In seguito alla sempre minore disponibilità di terreni edificabile sono stati comunicati nel corso dei primi mesi del 2007 i progetti per la costruzione di tre nuovi grattacieli: due torri gemelle ai Piani di rispettivamente 39 e 40 metri e una torre di 50 metri nell'area della nuova sede della Salewa, progettata dagli architetti milanesi Cino Zucchi e Park Associati, che ospita una palestra per l'arrampicata, un hotel, una caffetteria e un asilo, oltre al centro ricerca e sviluppo, uffici e sale conferenze. La nuova torre sarà il grattacielo più alto della regione, superando di mezzo metro le due torri residenziali nel quartiere Europa a Don Bosco, attualmente le più alte. In zona Piani è sorta la City Tower di 45 metri. Il primato della torre Salewa è stata però superato nel 2011 da una nuova torre in zona ex Magnesio di 57,50 metri, la torre Hafner. Con il cambiamento di legislatura nel 2006 sono entrati in vigore le nuove leggi provinciali sul commercio al dettaglio nella zone produttive, molte erano e sono tuttora le richieste di aprire spazi commerciali nella zona produttiva di Bolzano Sud e in quella di Bolzano Est. A seguito di ciò sono sorti nella zona di Bolzano Sud un ipermercato Interspar di 3.500 m² e un centro commerciale (Centrum) di circa 15.000 m² con un ipermercato Poli di 2.500 m², un negozio di elettronica Euronics, una palestra, un negozio di calzature Pittarello, uno di prodotti ittici surgelati e diversi altri esercizi commerciali minori. Da molto tempo si parla della realizzazione di un piccolo centro commerciale nel centro storico in un edificio ancora in fase di pianificazione e di un più grande centro commerciale nella zona dei Piani di Bolzano o nel futuro areale ferroviario. Aspetti negativi della vita a Bolzano sono la non ancora completa comprensione reciproca fra abitanti di lingua italiana e tedesca, il relativo inquinamento (traffico veicolare, riscaldamento prolungato, industria) aggravato dalla mancanza di una vera e propria circonvallazione, i costi elevati delle merci di prima necessità e soprattutto degli alloggi. Quest'ultimo punto è aggravato dalla scarsa disponibilità di immobili privati destinati all'affitto, anche se è molto forte la presenza dell'edilizia pubblica (tramite l'IPES, l'Istituto provinciale per l'edilizia sociale). Secondo dati Eurostat Bolzano con la sua provincia è l'area più ricca d'Italia e all'ottavo posto nell'Unione Europea. Nel 2010 la città giunge prima nella classifica del giornale Il Sole 24 ore, precedendo Trento al secondo posto.[96] [modifica] LavoroSecondo il censimento della popolazione 2001 al giorno di riferimento 22 ottobre lavoravano a Bolzano 61.376 collaboratori divisi in 11.672 luoghi di lavoro. Gli enti pubblici hanno primaria importanza con 315 luoghi di lavoro e 13.835 impiegati. Gli impiegati in organizzazioni no profit sono 2.308. Nella zona produttiva di Bolzano Sud lavorano all'incirca 11.000 persone. Nel 2006 il tasso di disoccupazione cittadino era dell'1,8%, contro una media provinciale del 2,6%. Essendo il principale centro politico, culturale, economico-finanziario e commerciale nonché industriale dell'Alto Adige, Bolzano è il maggiore datore di lavoro della provincia. [modifica] Aziende maggioriBolzano è sede di aziende piccole, medie e grandi, con un numero maggiore di quelle medio-piccole. Molte operano anche su un mercato internazionale, mentre altre svolgono un ruolo di primaria importanza solo in Alto Adige. Bolzano è il maggior polo produttivo della provincia ed annovera le aziende tra le più grandi dell'Alto Adige. I media, nel novembre 2006 avevano riferito che la Fercam sarebbe dovuta essere la prima azienda altoatesina ad entrare alla borsa di Milano nel corso del 2007.[97] Nell'estate successiva l'azienda ha comunicato un rinvio a data da destinarsi.[98] Quasi contemporaneamente, il 18 luglio 2007, era la Fri-El Green Power a comunicare l'intenzione di approdare a Piazza Affari.[99] L'autorizzazione alla quotazione è arrivata il 29 ottobre:[100] il collocamento aveva avuto inizio il 12 novembre,[101] ma proprio al termine del periodo di offerta, il 20 novembre lo sbarco a Piazza Affari saltava.[102] [modifica] FinanzaBolzano è un'importante centro finanziario a livello regionale e la città è un'importante base per imprese, aziende, banche o imprese assicurative austriache e germaniche che vogliono entrare nel mercato italiano. Per contro molte imprese e aziende bolzanine operano nei mercati d'Oltralpe. Le banche bolzanine invece guardano in modo prioritario ad un'espansione a sud. Gli istituti di credito bolzanini sono:
Tra i principali istituti di credito stranieri sono da citare la sede italiana della Hypo Tirol Bank e le sedi italiane per leasing bancario di Hypo Vorarlberg e della Tiroler Sparkasse. [modifica] Business Forum di BolzanoNel 2011 la città ha ospitato il Business Forum italo-tedesco che ha riuniti nel Palazzo Mercantile i vertici dell'economia italiana e germanica, ovvero la Confindustria e il Bundesverband der Deutschen Industrie, per affrontare questioni relativi alla crisi internazionale.[103] [modifica] Infrastrutture e Trasporti[modifica] Collegamenti internazionali e nazionaliBolzano è un importante nodo di comunicazioni tra il nord ed il sud dell'Europa. È raggiungibile in automobile attraverso l'Autostrada del Brennero A22 con due uscite autostradali: Bolzano Sud e Bolzano Nord; dispone di una stazione ferroviaria internazionale con collegamenti tra Italia e Germania (vari treni Eurocity diurni e uno notturno collegano Monaco di Baviera a Verona, Venezia, Milano, Roma e Napoli) e di una stazione di autocorriere per i collegamenti regionali, nazionali ed internazionali, di un aeroporto internazionale (Aeroporto Bolzano Dolomiti) con collegamenti quotidiani per Milano e Roma, e voli charter estivi (Croazia, Sardegna, Calabria) ed invernali (Inghilterra, Germania settentrionale: Berlino, Hannover e Dortmund) effettuati dalle compagnie aeree Air Alps, Welcome Air e Tyrolean Airways. [modifica] Collegamenti regionaliBolzano è il punto di partenza principale dei pullman adatto sia alle migliaia di pendolari sia ai turisti per raggiungere le altre località del territorio. La società che gestisce il trasporto extraurbano, la SAD (Südtiroler Autobus Dienst), offre un servizio efficiente e puntuale. Bolzano possiede tre stazioni ferroviarie (Stazione Centrale, Stazione Bolzano Sud/Fiera e Stazione Ponte Adige/Frangarto) che la collegano alle altre località sulla linea principale del Brennero (tra cui: Egna, Bressanone e Fortezza), ma anche alle località situate sui rami che arrivano fino a Merano e a San Candido. Con la rinnovata Ferrovia della Val Venosta gestita dalla Provincia Autonoma si può arrivare da Bolzano a Malles in treno. Il capoluogo è collegato a Merano con partenze ogni ora anche dalla linea di autobus extraurbani. Viaggiare coi mezzi pubblici in Alto Adige è molto semplice, poiché grazie ad abbonamenti e a carte valore si può raggiungere qualsiasi meta con qualsiasi mezzo pubblico da Innsbruck a Trento utilizzando lo stesso documento di viaggio e con particolari agevolazioni. Altrettanto sviluppata è la rete di Piste ciclabili dell'Alto Adige. Da Bolzano partono molte fra le più importanti piste ciclabili che consentono di visitare le Dolomiti. [modifica] Collegamenti urbani
Stazione a valle della Funivia del Colle, con le rinnovate cabine
Il sistema di trasporti pubblici bolzanino, gestito dalla società SASA, è ben sviluppato, puntuale ed efficiente. La rete urbana di autobus è costituita da 17 linee, inclusa la notturna 153 e le linee che collegano le principali località dell'hinterland, come Laives (ted. Leifers) e Cardano (Kardaun). Tre funivie collegano la città a località montane poste a quota superiore ai 1.000 m s.l.m.: San Genesio (Jenesien), Soprabolzano (Oberbozen) sul Renon (Ritten) ed il Colle (Herrenkohlern). Tra queste, la Funivia del Colle (Kohlerer Bahn) è di importanza storica essendo la più antica del mondo per il trasporto di persone; la nuova funivia del Renon, entrata in servizio il 23 maggio 2009, è invece degna di nota in quanto si basa su una moderna tecnologia a tre funi. In passato vi erano anche due funicolari (Virgolo [ted. Virgl] e Guncina [Guntschna]). L'intera città è percorsa da una rete di 8 piste ciclabili per un totale di 39 km, il che fa di Bolzano la capitale italiana della bicicletta, infatti ha anche il maggior numero di spostamenti effettuati dai cittadini sulle 2 ruote in Italia. Con la costruzione dei nuovi quartieri a sudovest è stata proposta la costruzione di una metropolitana di superficie (Stadtbahn) che colleghi l'ospedale centrale con i nuovi quartieri di Firmian e Casanova-Kaiserau, la Fiera, Oltrisarco (Oberau) e il Centro[105]. Per migliorare il sistema di trasporti e scoraggiare l'utilizzo del mezzo privato (tuttora intensissimo e concausa di problemi di inquinamento atmosferico e acustico) si è a più riprese suggerito di potenziare i collegamenti fra Bolzano e la Bassa Atesina (Unterland) e di costruire di una metropolitana suburbana (sul modello delle S-Bahn tedesche) che colleghi l'Oltradige al capoluogo[106]. Da queste zone proviene gran parte degli oltre 85.000 pendolari che raggiungono quotidianamente il capoluogo altoatesino, riproponendo così la Ferrovia Bolzano Caldaro, abbandonata nel 1971. In passato, la città disponeva inoltre di una rete tramviaria, la Tramvia di Bolzano, della ferrovia a cremagliera del Renon (Rittnerbahn), oggi sostituita dalla funivia, e delle funicolari del Virgolo (Viglbahn) e del Guncina (Guntschnabahn). [modifica] Nuove infrastruttureCity Tower Torre Hafner Centro Commerciale SynBiZ Torre Salewa Riqualificazione dell'area ex-Magnesio e ex-Alumix [modifica] AmministrazioneComprensorio: Bolzano
Sindaco: Luigi Spagnolli (centrosinistra-SVP) dal 07/11/2005 [modifica] Amministrazioni precedenti
[modifica] Politica e identità etnicheA partire dalle prime elezioni democratiche Bolzano venne retta da governi DC-SVP e durante il periodo definito seconda repubblica da una coalizione di centrosinistra-SVP; dal 1995 al 2005 il sindaco della città fu Giovanni Salghetti Drioli, che portò un periodo di stabilità etnica. Dopo il referendum comunale del 7 ottobre 2002 per il ripristino del nome di "Piazza della Vittoria" (Siegesplatz), che era stato sostituito, precedentemente, in "Piazza della Pace" (Friedensplatz) per iniziativa della giunta uscente, nel tentativo di dare un maggiore segno di unione tra i gruppi etnici, la situazione è tornata più tesa, almeno dal punto di vista politico. Gran parte degli italiani, indipendentemente dallo schieramento politico, ha percepito il gesto come un tentativo di cancellare l'"identità italiana" da parte della componente tedesca che, assieme al centrosinistra, governava la città, e ha votato per il ripristino del nome assunto durante il periodo fascista. [modifica] Elezioni comunali 2005La situazione politica cittadina si fece ancora più incerta dopo le elezioni comunali del maggio 2005, con la vittoria considerata "storica" del sindaco esponente del centrodestra, l'architetto Giovanni Benussi, ma con il consiglio comunale in maggioranza di centrosinistra-SVP (che aveva 27 seggi su 50 contro i 21 del centrodestra). Si presentò così una situazione di sostanziale ingovernabilità. Le soluzioni erano due: una coalizione allargata ai partiti moderati del centrosinistra o elezioni anticipate. Il candidato di centrosinistra, il sindaco uscente l'avvocato Giovanni Salghetti Drioli, era stato sconfitto al ballottaggio per soli sette voti. Al primo turno Benussi era uscito col 42,22% dei consensi contro il 34,83% di Salghetti. L'SVP, che aveva concorso con un proprio candidato al primo turno, il vicesindaco uscente ed Obmann del partito Elmar Pichler Rolle, aveva avuto il 16,74% e di fatto, se si fosse alleata al primo turno col centrosinistra avrebbe consentito la terza vittoria di Salghetti con il 51,57%, con tuttavia un forte calo di consensi, soprattutto nei quartieri popolari (se dal punto di vista delle circoscrizioni il centrosinistra poteva contarne 4 su 5, da quello dell'elezione del sindaco ne ha solo 2). Né Salghetti né Benussi erano iscritti a partiti, ma entrambi provengono da un ambiente cattolico (Salghetti dall'Azione cattolica e Benussi da Comunione e liberazione). La situazione verificatasi fece sì che se il sindaco eletto fosse di centrodestra, mentre il presidente e vicepresidente del consiglio comunale eletti fossero di centrosinistra-SVP: Patrizia Trincanato dei Verdi e Norbert Clementi della SVP. Dopo i no ribaditi da SVP e Margherita, il "sindaco di maggio" presentò una giunta tutta di destra. La giunta Benussi non raccolse i consensi necessari e di conseguenza sia consiglio che giunta decaddero (22 giugno 2005). Il sindaco aveva proposto al consiglio comunale una giunta formata da quattro assessori di Alleanza Nazionale, due di Forza Italia, uno della Lega Nord (il consigliere della Lega, Kurt Pancheri, è di lingua tedesca), uno di Unitalia e due assessori esterni di cui uno di lingua tedesca, membro di una setta di origini indiane. Mancando la fiducia del consiglio comunale, il Commissario del governo per la Provincia Autonoma di Bolzano, Giustino di Santo, provvide a sciogliere il Consiglio comunale e a nominare un Commissario amministrativo straordinario coadiuvato da tre subcommissari (di cui uno di madrelingua tedesca), che hanno guidato la città alle successive elezioni comunali di novembre: in un primo momento era stato nominato Marcello Forestiere, prefetto vicario a Bologna; dopo venti giorni venne però sostituito da Maria Serena Pompili, vice prefetto vicario presso il commissariato del governo della stessa Bolzano. Il commissario del governo giustificò la scelta sostenendo che a guidare una città come Bolzano era necessaria una persona che conoscesse bene la realtà locale. Due giorni dopo, poiché il consiglio dei ministri aveva "messo a disposizione" (ossia, destituito) il commissario del governo, il commissario della città ha coperto per tre settimane anche la carica di commissario del governo. Alle nuove elezioni svoltesi il 6 novembre 2005 è stato eletto al primo turno, con il 50,4% dei voti, il candidato appoggiato dall'Unione (con l'eccezione del PdCI), dall'SVP e dall'UDC, Luigi Spagnolli. Per la prima volta la SVP ha rinunciato a presentare un proprio candidato sindaco. [modifica] Città gemellate[modifica] SportLa città ospita ogni anno numerose manifestazioni sportive, inoltre ha dato i natali a moltissimi sportivi. Secondo alcuni studi, Bolzano risulta una delle città italiane dove la popolazione svolge più attività fisica. Bolzano è sede della Federazione Italiana Faustball. [modifica] Impianti sportivi
[modifica] CalcioNei campionati professionistici e semi-professionistici di calcio Bolzano vanta due squadre, entrambe dalle divise biancorosse FC Südtirol - Alto Adige, in Lega Pro Prima Divisione ed il F.C. Bolzano 1996 nel girone bolzanino di Promozione. L'estate calcistica bolzanina è ricca di spettacoli con numerose amichevoli di lusso, la "Südtirol Cup" ed il torneo di calcio a 5 "Città di Bolzano". [modifica] Football americanoLa città vanta una lunga tradizione (per i parametri italiani) nel football americano. I Giants Bolzano, la squadra cittadina, militano nella serie A e le partite si disputano allo Stadio Europa, in via Resia. [modifica] Hockey su ghiaccio
Logo dei mondiali di hockey su ghiaccio 1994
Bolzano ha ospitato assieme a Milano e Canazei l'edizione 1994 del campionato del mondo di hockey su ghiaccio, probabilmente lo sport più seguito in città. La compagine locale, l'Hockey Club Bolzano Foxes, è la più titolata d'Italia, con 18 scudetti all'attivo, oltre a tre coppe Italia, tre supercoppe Italiane e – a livello internazionale – un'Alpenliga ed un Torneo 6 nazioni. In serie CU26 milita invece l'EV Bozen 84, che ha un passato in seconda serie. Nel 2006 le due squadre bolzanine, insieme all'HC Settequerce, avevano creato un farm team, per far crescere i vivai: l'HC Future Bolzano, che ha militato per una sola stagione in serie A2, prima di passare a dedicarsi esclusivamente al settore giovanile. Anche a livello femminile, Bolzano vanta diversi successi: l'Hockey Club Eagles Bolzano, sciolta nel 2008, era una delle squadre più titolate, con 7 scudetti. Dopo la sua scomparsa, a disputare il massimo campionato è l'EV Bozen 84, con la propria squadra femminile. [modifica] Kick Boxing/Muay ThaiBolzano vanta la presenza sul territorio di una rappresentanza di riguardo anche negli sport da ring, il plurititolato campione del mondo, nonché pioniere di tali sport in Italia, Franz Haller. [modifica] CiclismoPer 13 volte Bolzano è stata sede di arrivo di una tappa del Giro d'Italia, la prima nel 1933, l'ultima nel 2003.
Ricordiamo inoltre la fitta rete di Piste ciclabili dell'Alto Adige. [modifica] PodismoIl 31 dicembre di ogni anno si svolge l'importante manifestazione podistica di San Silvestro, la BOclassic, una gara sulla distanza dei 10 km (5 per le donne) che attraversa il centro storico della città e che ha visto tra i vincitori atleti del calibro di Sergiy Lebid, Paul Kosgei, Salvatore Antibo, Tegla Loroupe. [modifica] BasketA Bolzano vi è una squadra di basket femminile, il Basket Club Bolzano Profexional iscritta alla serie A2 (girone Nord). Dalla stagione 2003/04 a quella 2005/06 ha giocato in serie A1. Il suo campo è il Palazzetto Paola Mazzali, in memoria dello storico capitano, deceduta in un incidente stradale nell'agosto del 2006. Sono presenti due squadre maschili: l'US Piani Pallacanestro, che disputa il campionato di serie C2 nel girone Veneto, ed il Bolzano Basket, che gioca in serie D. [modifica] PallamanoA Bolzano vi è una squadra di pallamano, l'SSV Bozen, che disputa le partite nel campionato di serie A1. [modifica] FaustballBolzano è l'unica città d'Italia a vantare una squadra di faustball. La squadra, appartenente alla società SSV Bozen, costituisce da sola anche la Nazionale Italiana Faustball. Gioca nella serie A austriaca (1. Österreichische Bundesliga). [modifica] BaseballPer quanto riguarda il Softball invece: [modifica] RugbySudtirolo Rugby serie C. [modifica] Note
[modifica] Bibliografia
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
[modifica] Collegamenti esterni
[modifica] Turismo
Circoscrizioni della Città di Bolzano
Città storiche dell'Alto Adige
Fonte: Wikipedia. Data: 05/21/12, 8:41 pm |
Immagini
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Vides
Fonte: Youtube. Ultimi Video
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