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Brindisi
Brindisi (IPA: /'brindizi/, Brinnisi in brindisino, Brundisium in latino, Brentèsion o Vrindhision in greco, Brunda in messapico) è un comune italiano di 89.846 abitanti[3], capoluogo dell'omonima provincia in Puglia. Importante centro del Salento nell'Italia meridionale, la città ha rivestito storicamente un importante ruolo commerciale e culturale, dovuto alla sua fortunata posizione verso Oriente e al suo porto naturale, ancora esistente, sul mar Adriatico. Il comune è membro dell'area vasta brindisina[4] di cui è capofila. Sede aeroportuale, la città ospita anche un porto rilevante per i commerci e i trasporti verso la Grecia e il Medio Oriente. Vivace centro industriale della penisola salentina, Brindisi è attiva nell'agricoltura e nell'industria, soprattutto chimica e energetica. Con un valore aggiunto procapite pari a 25.037 nel 2009 di euro Brindisi è al 5º posto tra i comuni della Puglia[5]. [modifica] Geografia fisica
Brindisi sorge su un porto naturale, un'insenatura che si incunea profondamente nella costa adriatica della Puglia. All'interno dei bracci più esterni del porto vi sono le isole Pedagne, un arcipelago minuscolo attualmente non visitabile perché utilizzato per scopi militari (Gruppo Scuole Onu, base realizzata ai tempi dell'intervento in Bosnia). Presentando una morfologia del territorio pianeggiante, l'intero territorio comunale rientra nella Piana di Brindisi si caratterizza per l'elevata vocazione agricola dei suoi terreni. Si trova nella parte nord-orientale della pianura salentina, a circa 40 km dalla valle d'Itria e quindi dalle prime propaggini delle basse Murge. Poco distante dalla città si trova la Riserva Marina Naturale del WWF di Torre Guaceto[6]. Il mar Ionio si trova invece a circa 45 km. [modifica] TerritorioIl territorio brindisino[7] è caratterizzato da un'ampia area sub pianeggiante dalla quale emergono depositi calcarenitici e sabbiosi di origine marina; i quali a loro volta presentano un livello più profondo argilloso del pleistocene inferiore, e uno ancora successivo carbonatico composto da calcari mesozoici e da terreni del ciclo sedimentario della Fossa bradanica. Lo sviluppo dell'agricoltura, soprattutto intensiva, ha causato un aumento dell'utilizzo delle risorse idriche comportando però un aumento indiscriminato degli utilizzi. [modifica] Clima
In base alle medie di riferimento trentennale (1961-1990), la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai +9,6 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui +25 con picchi che possono raggiungere anche i +35-40 °C. Le precipitazioni medie annue, inferiori ai 600 mm, presentano un minimo in primavera-estate ed un picco in autunno-inverno[8][9][10].
[modifica] Storia
Città antichissima, porta d'Oriente, in un crocevia di culture e genti, ha vissuto una storia altalenante, caratterizzata da periodi aurei e periodi di decadenza, sempre in stretta correlazione alla sua posizione geografica e all'importanza del suo porto. [modifica] OrigineNel promontorio di Punta le Terrare, che si trova nel porto esterno, è stato individuato un villaggio dell'età del bronzo media (XVI secolo a.C.) dove un gruppo di capanne, protette da un terrapieno di pietre, ha restituito frammenti di ceramica micenea. Lo stesso Erodoto aveva parlato di un'origine micenea per queste popolazioni. La necropoli di Tor Pisana (a sud dell'attuale centro storico di Brindisi) ha restituito vasi protocorinzi della prima metà del VII secolo a.C. La Brindisi messapica intrattenne certamente rapporti commerciali intensi con l'opposta sponda adriatica e con le popolazioni greche dell'Egeo: tali rapporti sono oggi documentati da numerosi reperti archeologici[14] mentre fu in contrasto con la vicina Taranto. [modifica] Il periodo romanoNel 267 a.C. Brindisi, come l'intero Salento, fu conquistata dai Romani e divenne un importantissimo scalo per la Grecia e l'Oriente, quindi venne elevata al rango di municipio nel 83 a.C. e ai brindisini fu riconosciuta la cittadinanza romana (240 a.C.). La città conobbe durante il periodo romano la sua età aurea e godette di importanti collegamenti stradali con Roma attraverso le consolari Appia, la Regina Viarum, e la via Traiana. Crocevia culturale, soprattutto per chi si recava in Grecia per motivi culturali, diede i natali al poeta Marco Pacuvio; Giulio Cesare ed Ottaviano si imbarcarono da Brindisi per raggiungere l'Egitto; Cicerone vi sostò in quanto ospite di Lenio Flacco e qui scrisse le Lettere Brindisine[15]; a Brindisi si trattenne Orazio Flacco, accompagnato da Mecenate; fu meta dello sbarco di Agrippina con le ceneri di Germanico; il celebre Virgilio vi morì il 19 settembre 19 a.C. proprio tornando da un viaggio in Grecia. [modifica] MedioevoSede episcopale sin dall'età apostolica[16], Brindisi fu un centro importante per l'evangelizzazione della zona. Esaurito il fortunato periodo sotto l'Impero romano, la città era già desolata nel VI secolo quando fu occupata dai Goti[17]; nel 674 fu presa dai Longobardi guidati da Romualdo[18] e assaltata dai Saraceni nell'838[19]; ritornò quindi stabilmente sotto il controllo dell'imperatori Bizantini che si preoccuparono di ricostruirla, forse agli inizi dell'XI secolo, affidandone l'incarico al protospatario Lupo. Nel 1070 fu presa dai Normanni divenendo parte del Principato di Taranto e del Ducato di Puglia; fu prima signoria dei conti di Conversano e poi, dopo la rivolta baronale del 1132, città demaniale per volere di Ruggero II; la città pugliese recuperò in parte il fasto del passato durante il periodo delle Crociate, quando riottenne la sede episcopale, vide la costruzione della nuova cattedrale e di un nuovo castello con un importante arsenale, divenne porto privilegiato per la Terra Santa e anche sede di una delle due zecche del Regno di Sicilia. Fu nella Cattedrale di Brindisi che ebbero luogo le nozze del principe normanno Ruggero, figlio di re Tancredi (che nel 1192 vi lasciò a ricordo una fontana monumentale) e quelle dell'imperatore Federico II, con l'erede alla corona di Gerusalemme, Isabella (o Jolanda) di Brienne (9 novembre 1225)[20] e, sempre Federico II, partì proprio dal porto brindisino nel 1227 per la Sesta crociata[21]. Fu fortemente colpita dalla peste del 1348 e riguadagnò, lentamente, le antiche dimensioni demografiche grazie a importanti flussi migratori di slavi, albanesi e greci che giungevano d'oltremare. [modifica] Storia modernaDal 1496 al 1509 appartenne a Venezia per poi passare sotto il dominio spagnolo. Proprio sotto il periodo vicereale iniziò un lungo periodo di declino, di pari passo al progressivo impaludamento del porto. Con la successiva dominazione borbonica si ebbe un periodo di crescita economica: nel 1775, sotto Ferdinando IV di Borbone, fu riattivato il canale d'uscita del porto interno e furono risanate le paludi adiacenti alla città. [modifica] Storia contemporaneaL'annessione al Regno d'Italia, nel 1860, e l'apertura del canale di Suez, nel 1869, portarono a Brindisi una linfa vitale nuova, che permise di diventare il terminale preferenziale per la Valigia delle Indie e importante snodo mercantile per la grande ex colonia britannica. Durante la seconda guerra mondiale Brindisi divenne sede del comando alleato per il basso Adriatico, acquisendo una notevole importanza strategica e pagando tale ruolo con diversi bombardamenti nella zona storica. Tra il settembre 1943 e il febbraio 1944, successivamente alla fuga di Vittorio Emanuele III da Roma, la città offrì rifugio all'intera dinastia diventando a tutti gli effetti capitale d'Italia[22][23]. [modifica] SimboliIl sito Comuni italiani[24] descrive lo stemma della città in questo modo:
Lo stemma della città di Brindisi, trae origine da alcune caratteristiche peculiari dell'antica città di Brindisi, alcune di esse ancora oggi visibili. La testa di cervo deriva dal toponimo messapico della città "Brention", toponimo ispirato dalla forma del porto cittadino, che ricorda, appunto, le ramificazioni delle corna di un cervo: ciò è chiaramente visibile ancora oggi nelle foto satellitari, che evidenziano i due seni, di levante e di ponente, in cui il porto è diviso. Nello stemma sono inoltre presenti le cosiddette "colonne terminali" della Via Appia, visibili oggi in cima a quella che è comunemente denominata la "Scalinata Virgilio". [modifica] Monumenti e luoghi di interesse
La città di Brindisi conserva interessanti testimonianze monumentali dall'antichità all'età moderna. Di seguito i luoghi di maggiore interesse. [modifica] Architetture religiose[modifica] Periodo medioevale
[modifica] Dal Rinascimento all'Unità d'Italia
[modifica] Periodo recente
Altre chiese di Brindisi
[modifica] Architetture civili
Palazzo del Seminario in Piazza Duomo
[modifica] Periodo romano
[modifica] Periodo medioevale
[modifica] Dal Rinascimento all'Unità d'Italia
[modifica] Periodo recente
[modifica] Architetture militari
[modifica] Siti archeologici
[modifica] Aree naturali
Primavera nell'Oasi del Cillarese
Nell'ambito territoriale del comune di Brindisi sono dislocate alcune aree ambientali protette, alcune di recente istituzione:
[modifica] Società[modifica] Evoluzione demograficaAbitanti censiti [modifica] MigrazioniBrindisi è stata oggetto di un'ampia emigrazione durante il Novecento, così come tutte le città del Mezzogiorno. L'emigrazione riguardava soprattutto le fasce sociali più basse che abbandonavano le campagne[32]. L'emigrazione può essere ricondotta in due grandi ondate. La prima, che ha il suo picco negli anni immediatamente precedenti e seguenti la prima guerra mondiale, ha per meta esclusiva le Americhe (Stati Uniti, Argentina, Brasile), per poi dirigersi verso l'Europa centro-settentrionale, che diviene così la destinazione principale dell'emigrazione pugliese. Quella dopo la seconda guerra mondiale, attratta dallo sviluppo industriale di alcune aree settentrionali del Paese: il Piemonte e la Lombardia, in particolare Milano. A partire dagli anni sessanta con la realizzazione del grande petrolchimico che andava ad aggiungersi alle imprese meccaniche e aeronavali, Brindisi poté garantire opportunità di lavoro a tecnici e operai. La città conobbe quindi una piccola immigrazione regionale, attirando famiglie dalle province e regioni limitrofe. Un altro importante capitolo nella demografia cittadina fu sicuramente l'esodo albanese del 1990-1991 (che in realtà durò almeno un decennio) che portò nel porto di Brindisi ondate di sbarchi immigrati[33]. Nell'emergenza i cittadini di Brindisi si distinsero per la grande solidarietà. Moltissimi portarono beni di prima necessità, offrirono cibo e acqua ai migliaia di Albanesi che giungevano in navi-rottame super affollate dopo l'attraversamento del canale d'Otranto. Se durante gli anni novanta l'emigrazione verso il nord si era affievolita, nell'ultimo decennio la crisi dell'industria labour intensive, non supportata da una diffusione di piccole e medie imprese nel territorio, e gli anni di stasi dell'economia italiana e, ancor più, meridionale hanno fatto sì che il fenomeno, soprattutto giovanile, si riaccendesse. A beneficiarne maggiormente sono stati i poli più attrattivi del Paese: le industrie del nord est, le grandi città come Roma, Milano e Bologna che, tutt'oggi, sono sia per motivi di lavoro, che per motivi di studio le mete privilegiate di migliaia di brindisini. Il circolo vizioso di Brindisi nonché del Mezzogiorno è che, essendo luogo di partenza di lavoratori e studenti universitari in movimento, si impoverisce di capitale umano, provocando nel medio e nel lungo periodo un ritardo di sviluppo nel tessuto economico e sociale. Oggi Brindisi è una città che conosce anche una regolare immigrazione extracomunitaria, sebbene i valori siano lontani dalle città del Nord Italia. [modifica] EtnieGli stranieri regolari residenti sono 1.820[34] (785 maschi e 1.034 femmine) pari all' 2.02% della popolazione brindisina. La più grande comunità, come prevedibile, è quella albanese. Il numero di coloro che hanno deciso di rimanere nella città pugliese è, comunque, molto trascurabile rispetto al totale di immigrati che vi sono transitati. Brindisi, infatti, ha rappresentato, e rappresenta ancora oggi, per questo popolo balcanico il primo passo verso l'Italia e l'Europa occidentale. Il gran numero di statunitensi è spiegato dal fatto che, tra Brindisi e San Vito dei Normanni fu installata, e ha operato in tutta la seconda metà del Novecento, una stazione dell'aeronautica militare statunitense[35]. Nonostante la base non sia più operativa da anni, molti militari hanno deciso di restare a vivere nella città pugliese. La presenza britannica è il risultato di un fenomeno che, da almeno un decennio a questa parte, sembra consolidarsi nel territorio: un'immigrazione da parte di famiglie del Nord Europa, soprattutto inglesi e irlandesi[36]. Queste famiglie, di solito composte da pensionati, decidono di comprare delle ville nella campagna brindisina e godere tutto l'anno delle gradevoli temperature brindisine. Tale fenomeno, relativamente recente in Puglia, è conosciuto come "Salentoshire", neologismo scherzoso sulla falsariga del "Chiantishire", relativo al consolidato turismo britannico in Toscana[37]. Di seguito i dati statistici della composizione migratoria nella città di Brindisi[34]:
[modifica] Lingue e dialetti
Il dialetto brindisino[38] è una variante del salentino e, pur esistendo delle differenze minime tra i vari comuni, la radice resta invariata. Esso è parlato, oltre che a Brindisi, nel territorio di alcuni comuni limitrofi e, con piccole differenze, in alcuni comuni della provincia di Taranto. Il brindisino, inoltre, influenza alcuni dialetti del nord leccese e del sud brindisino. Dal salentino standard si distingue, oltre che per la pronuncia di alcune parole, la caratteristica di trasformare la "e" finale di parola in italiano in "i". Ad esempio:
Il gruppo della doppia ll in italiano, diventa dd in brindisino. Ad esempio:
[modifica] Religione
[modifica] Tradizioni e folclore
Significativo in terra di Brindisi è il culto del tarantismo, che mescola tradizioni pagane e cristiane in passato si credeva, infatti, che le donne che mostravano forme di isteria, fossero contaminate dalle punture di tarantola. L'unico rimedio conosciuto era quello di ballare ininterrottamente per giorni, in modo che il veleno non facesse effetto. Attraverso la musica e la danza era, quindi, possibile dare guarigione ai tarantati, realizzando un vero e proprio esorcismo a carattere musicale. Ogni volta che un tarantato esibiva i sintomi associati al tarantismo, i suonatori di tamburello, violino, mandolino, chitarra e organetto si recavano nell'abitazione del tarantato e cominciavano a suonare la pizzica, musica dal ritmo sfrenato. La pizzica brindisina, a differenza di quella leccese, si presenta scevra da riferimenti cristiani[40] e con un repertorio terapeutico-musicale particolare. [modifica] Istituzione, enti e associazioni[modifica] La base logistica delle Nazioni Unite
A Brindisi hanno sede una Base Logistica delle Nazioni Unite (UNLB) e il Deposito del WFP-UNHRD[41]. L'UNLB, attivo dal 1994, riceve materiale proveniente dalle missioni in chiusura o ridimensionamento, ispeziona, ripara, immagazzina e invia tale materiale alle operazioni di pace e umanitarie che ne fanno richiesta; appronta e mantiene in condizioni di efficienza i cosiddetti "start up kits", ossia tutti quei materiali ed attrezzature necessarie all'apertura di una nuova missione; opera da centro di smistamento, o hub, delle telecomunicazioni satellitari per le Nazioni Unite. Per anni Brindisi ha rappresentato un punto nevralgico del traffico di sigarette di contrabbando e, in misura minore, di droga proveniente dai Paesi balcanici[42]. La città pugliese era la soglia che permetteva l'accesso illecito di sigarette, di fattura per lo più cinese, in Italia e in altre destinazioni comunitarie (in particolare Francia, Belgio, Gran Bretagna). Fortunatamente lo Stato, in questo caso, è riuscito a decapitare la criminalità pugliese e a inferire un grosso colpo al contrabbando brindisino. Il fenomeno, infatti, è considerato quasi del tutto scomparso, mentre, secondo la Direzione Investigativa Antimafia[43] oggi la criminalità organizzata pugliese è stata molto indebolita e marginalizzata, presentando ad oggi un'alta frammentazione e frequenti ricambi interni. [modifica] Cultura[modifica] Istruzione[modifica] Biblioteche
[modifica] RicercaL'Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente è presente a Brindisi fin dai primi anni novanta con uno sportello tecnologico. Nel 2001 l'ENEA ha consolidato la propria presenza a Brindisi, rilevando le strutture del Centro Nazionale per la Ricerca e lo Sviluppo dei Materiali (CNRSM) e creando un proprio Centro di ricerca all'interno del Campus "Cittadella della Ricerca" ubicato sulla Strada statale 7 Via Appia. Attualmente operano nel Centro l'Unità Tecnico Scientifica Materiali e Nuove Tecnologie (MAT), l'Unità Tecnico Scientifica Fusione (FUS), l'Unità Tecnico Scientifica Tecnologie Fisiche Avanzate (FIS) e il Progetto Speciale Clima Globale (CLIM)[45]. [modifica] Scuole
Da segnalare la presenza a Brindisi dell'Istituto tecnico nautico (44 in tutta Italia)[46]. I sei Istituti Tecnici sono :
Dal anno scolastico 2011/2012 è avvenuta la fusione completa di tre plessi scolastici del G.Marconi , M.L. Flacco e O.Belluzzi , il nuovo istituto ha preso nome : " IISS Marconi-Flacco-Belluzzi "( IISS acronimo di Istituto di Istruzione Secondaria Superiore) I sei Licei sono :
Dall'anno scolastico 2010/2011 il liceo scientifico e il liceo artistico e musicale si sono fusi in un unico istituto dal nome : " IISS Monticelli-Simone" I quattro Istituti Professionali sono :
[modifica] Università
[modifica] Musei
[modifica] LetteraturaA Brindisi nacque Marco Pacuvio, drammaturgo, la cui produzione fu esclusivamente tragica; ci sono stati tramandati infatti dodici titoli di fabulae cothurnatae e vari frammenti tratti da singole tragedie. Pacuvio scrisse anche una fabula praetexta, cioè una tragedia di ambiente romano, il Paulus, avente per protagonista Lucio Emilio Paolo, il vincitore a Pidna. Importante la presenza a Brindisi nel I secolo a.C. del mecenate Lenio Flacco che aveva trasformato la sua casa, posta sulle colline settentrionali del porto, in un cenacolo di cultura: ospitava artisti, letterati, scienziati e poeti, tra cui Orazio e soprattutto l'amico fraterno M. Tullio Cicerone, in particolare in occasione del suo esilio del 58 a.C. A Brindisi soggiornò Virgilio durante la stesura dell'Eneide e vi trovò la morte nel 19 a.C. Aulo Gellio nelle Noctes Acticae, tra il serio e il faceto, parla di Brindisi come di una città dove la cultura era ampiamente diffusa e dove si potevano trovare a buon prezzo testi in lingua greca. Non vi è traccia delle opere di una Clodia Anthianilla, giovanissima poetessa brindisina, di cui si conserva solo una statua (proveniente dall'area del foro della città) con il basamento che reca un'iscrizione elogiativa di rara commozione. Lupo Protospata compilò nel XI secolo un Chronicon: se non fu con certezza un brindisino, era comunque un pugliese. I più bei versi dedicati a Brindisi furono composti dall'imperatore Federico II, che così cantò la città che riteneva la capitale di tutte le città di mare: Filia Solis, ave, / nostro gratissima cordi. Nel XVI secolo la città diede i natali a un letterato che ebbe fama a Venezia: Lucio Scarano fu anche un filosofo e fu tra i fondatori dell'Accademia Veneziana (1593). Eruditi, scrittori di cose religiose o autori di storie locali furono tra Cinquecento e Seicento Nicola Taccone (XVI secolo), che fu poeta in lingua latina, Giovan Battista Casimiro (XVI secolo), l'arcivescovo Giovanni Carlo Bovio (1522-1570), il gesuita Lelio Fornari (1545–1612), Antonio Monetta (1556–1620c.), Giovanni Maria Moricino (1558-1628), il santo cappuccino Lorenzo da Brindisi (1559-1619), il francescano Bernardino Selvaggi (1600c.-1679). L'arcivescovo Annibale De Leo (1739-1814), uomo di grande cultura, ha legato il suo nome al Codice Diplomatico Brindisino, ma fu autore anche di diversi scritti di profonda erudizione ed ebbe contatti con i maggiori studiosi del tempo. La poesia vernacolare ha avuto i suoi massimi esponenti in Agostino Chimienti (papa Ustinu) (1832–1902) e Pasquale Camassa (1858-1941), esempi emulati da Giovanni Guarino (autore di testi per le canzoni dialettali più popolari) e, in tempi più recenti, da Alfredo Galasso, Luigi De Marco, Ennio Masiello e Attilio Mingolla. [modifica] Musica e TeatroLa musica e il teatro a Brindisi non hanno mai caratterizzato sensibilmente la vita culturale della città, seppur rilevanti risultino le varie compagnie di tradizione teatrale che in alcuni periodi dell'anno riportano scene quotidiane in dialetto del passato sul palcoscenico. Non avendo mai ospitato istituti di formazione teatrale e musicale riconosciuti, la città vive queste due arti semplicemente valorizzando l'impegno di compagnie amatoriali. Negli ultimi dieci anni nella Città sono sorte e consolidate compagnie teatrali non amatoriali, alcune si occupano di teatro ambientale altre di teatro di ricerca e formazione attoriale. La compagnia gruppo Mòtumus ad esempio ha realizzato diversi progetti socioculturali per la promozione della cultura teatrale, anche per le persone diveramente abili. Lo stesso gruppo ha prodotto sei spettacoli non amatoriali. Una delle personalità musicali di spicco a livello internazionale è Stefano Miceli, direttore d'orchestra e pianista; nato e cresciuto a Brindisi, di formazione pianistica napoletana ha debuttato nei teatri più importanti del mondo a New York, Berlino, Lipsia, Pechino, Milano, Melbourne, Roma; insegnante alla Boston University ha anche ricevuto una medaglia dal Presidente Napolitano. [modifica] Personalità della Musica e del Teatro legate a Brindisi
[modifica] Media[modifica] RadioUn'importante realtà brindisina è CiccioRiccio, emittente radiofonica storica e che è ascoltata in tutta la Puglia, Basilicata, parte del Molise, Campania e Calabria[50]. Sede nella città ha anche Radio Dara[51], nata nel 1980 da un progetto partito in un seminario, oggi trasmette in tutta la provincia. [modifica] StampaPer quanto riguarda la stampa, presente la Gazzetta del Mezzogiorno con la redazione della Gazzetta di Brindisi, venduta in tutta la provincia. Il Nuovo Quotidiano di Puglia, giornale del Salento, che ha anch'esso una redazione provinciale a Brindisi. Senzacolonne, quotidiano fondato nel 2004, è l'unico ad avere sede e redazione centrale a Brindisi. Il Nautilus testata scientifica nazionale con sede a Brindisi che tratta di mare, porti, trasporti e nautica da diporto; fondata il 22.03.2006 dalla S.C.Editore Brindisi. Altri quotidiani che hanno sede in città sono BrindisiSera e Brindisi News. [modifica] CinemaNel 1998 il regista Nanni Moretti ha girato a Brindisi il film a colori Aprile.[52] [modifica] TelevisioneBrindisi ospita alcune emittenti televisive come Teleradio Agricoltura e, la più importante, Puglia TV[53] che ha cominciato a trasmettere nel gennaio del 1988 a Brindisi e nella sua provincia. L'autorizzazione è stata concessa dal Ministero delle Comunicazioni e sono iniziate le prove in digitale terrestre. A Brindisi vi sono degli studi di TV locali che hanno sede in altre città. È il caso di BS Television[54] (con sede a Taranto), emittente che nasce nel 1987 e che nel 1994 ottiene dal Ministero delle Telecomunicazioni la concessione di emittente commerciale. Alcuni programmi del palinsesto sono trasmessi anche da Puglia Channel (canale dalla piattaforma Sky). Altre emittenti che hanno base nella città sono Studio 100 Tv[55], nata nel 1978 a Taranto, che trasmette in tutte le province salentine, e Telerama, emittente fondata a Lecce e avente sede anche a Lecce e Taranto. [modifica] Personaggi televisivi legati a Brindisi
[modifica] Cucina
La cucina brindisina[56] presenta numerosi prodotti della tradizione agricola e del mare. È una cucina povera per gli ingredienti usati, a partire dalla farina poco raffinata oppure di orzo, meno costosa di quella di grano. Per l'uso di verdure coltivate e selvatiche che la terra salentina può offrire, insieme con gli altri prodotti della terra come le lumache. Per l'impiego di pesce azzurro, oggi rivalutato, ma un tempo l'unico pesce che la popolazione poteva permettersi. Per la scarsità dei piatti a base di carne troppo costosa per i contadini. Tra le ricette tipiche meritano di essere ricordate, in particolare "li pettuli" (frittelle di pasta lievitata da gustare dolci o salate magari ripiene di baccalà o acciughe, di cavolfiore o broccoli), "tajedda di riso patani e cozzi" (riso, patate e cozze al forno), zuppa di pesce, purè di fave, fave e cozze, "cozze racanate", "scuma ti mari" (bianchetti). [modifica] Bevande alcoliche, distillati, liquori
[modifica] FormaggiI formaggi brindisini sono per lo più di origine ovina, data la diffusione dell'allevamento delle pecore e delle capre. Nella stagione estiva si producono il cacioricotta, che si può consumare fresco o stagionato per qualche mese in modo che assuma un sapore più deciso e il caciocavallo. Tipici della stagione invernale sono invece il formaggio pecorino, la ricotta e la ricotta forte (o ricotta 'scante per via del sapore che pizzica il palato). Quest'ultima si presenta come una crema spalmabile e si ottiene dalla fermentazione della ricotta. Viene impiegata per insaporire il ragù o spalmate sulla bruschetta. I formaggi freschi i più diffusi sono la burrata, la giuncata, la manteca, la mozzarella o fiordilatte. [modifica] Prodotti vegetali allo stato naturale o trasformatiLe verdure sono il vero protagonista della dieta tradizionale del Salento. Secondo la stagione, si trovano le cime di rapa, vari tipi di cavolo (verze, mùgnuli, ossia broccoli, cavolfiori, cavoli cappuccio), le bietole da erbette, il cardo, i peperoni, le melanzane e le zucchine (tutti serviti secchi al Sole o sott'olio), i carciofi di cui Brindisi è grande produttrice. Numerose sono anche le verdure selvatiche impiegate nella cucina tradizionale: le cicorie selvatiche, il tarassaco (o zangune), gli asparagi selvatici (preparati sott'olio), la senape selvatica, i cardi selvatici, i lampascioni detti anche pampasciuni o pampasciuli, i capperi. I funghi, pure spontanei, sono essiccati sole o serviti sott'olio. Frequentissimo, nella cucina brindisina, è anche l'impiego di pomodori verdi o maturi: questi ultimi sono impiegati principalmente per la salsa di pomodoro, ma vengono consumati anche sott'olio, dopo un processo di essiccamento naturale. Significativo è anche il consumo di olive nere e verdi, schiacciate o in salamoia. Infine, diffusi sono anche legumi, quali i fagioli, i ceci, i piselli e le fave, da consumarsi fresche in primavera o secche durante la stagione invernale. Tra le specialità preparate con la frutta si menziona la cotognata, il cotto di fico e i fichi secchi (preparati con un ripieno di mandorle), marmellata di arancio e limone e marmellata di fichi. [modifica] Paste fresche e prodotti della panetteria, pasticceria, confetteriaLa pasta, come il pane, viene prodotta con farina poco raffinata e, quindi, assume un colorito scuro. Oggi si utilizzano anche farine di semola rimacinate mescolate in una certa percentuale con la farina tradizionale che, comunque, resta fondamentale. Tra i piatti tipici troviamo le lagane con legumi e, naturalmente, pasta al sugo: cavatelli, le celebri orecchiette (stacchioddi in dialetto brindisino), i ravioli con ripieno di ricotta. Per quanto riguarda il pane, importanti specialità sono quello di grano duro, pane di semola e pane di orzo. Per la produzione del pane si utilizza il lievito naturale (detto criscituni) e la cottura avviene nel forno di pietra, utilizzando fascine di rami di ulivo che danno al pane un profumo particolare. Una tipologia tradizionale è il pane con le olive (detto anche puccia). Quest'ultimo è realizzato con una farina di grano molto più raffinata rispetto al pane semplice al quale vengono aggiunte olive nere di dimensioni piccole. Fra i prodotti da forno importantissima anche la frisella, una sorta di pane duro disidratato, che serviva per essere conservato a lungo in casa; i taralli e i tarallini, anch'essi facilmente conservabili per lunghi periodi. Tipiche anche le focacce: le pucce e le uliate. Tra i dolci brindisini il posto centrale è occupato dalla pasta di mandorla, ottenuta dalla macinazione di mandorle sgusciate e zucchero. Di solito si trova farcita con marmellata, tipicamente la cotognata o la mostarda (marmellata d'uva di varietà negroamaro). Un'altra specialità sono le cartellate, dei nastri di una sottile sfoglia di pasta, ottenuta con farina, olio e vino bianco, unita e avvolta su se stessa sino a formare una sorta di "rosa" coreografica con cavità e aperture, che poi verrà fritta nell'olio. Secondo la ricetta tipica, una volta fritte le cartellate sono condite con vincotto tiepido o miele, e poi spolverizzate con cannella, zucchero a velo o confettini colorati. [modifica] Vino
Nel territorio di Brindisi è possibile produrre Aleatico di Puglia Doc, Ostuni Doc, Brindisi Rosso DOC, Brindisi Rosato DOC e Puglia Igt. Lungo la Strada Appia dei vini, di cui il comune è membro, esistono varietà indigene di vitigni: [modifica] CriticheLe inchieste Moine del 1990, Avvelenamento del 1999 e Falsa uva del 2008 hanno dimostrato le scarse condizioni igienico sanitarie del vino brindisino .Tuttavia queste inchieste sono state smentite da Ferrarese nel 2010 [modifica] Personalità legate a Brindisi
[modifica] Eventi
[modifica] Geografia antropica[modifica] Urbanistica
[modifica] OrigineDa un punto di vista urbanistico[57][58], la città conosce i più antichi segni di antropizzazione nel territorio sul promontorio di Punta le Terrare, un'area costiera esterna al porto, ma si deve ai Messapi la formazione di una città nell'area dell'attuale centro urbano. Dell'impianto urbanistico della città messapica e di altre emergenze (la presunta agorà, i templi, le porte) non se ne hanno riscontri archeologici certi: gli scavi occasionali hanno restituito soprattutto tombe. [modifica] Periodo romanoDopo che a Brindisi fu dedotta una colonia romana (244 a.C.), la città conobbe una espansione urbanistica notevole per lo sviluppo economico e sociale che ne conseguì. Secondo Plinio il Vecchio Brindisi era una delle più importanti città italiane (Brundisium... in primis Italiae portu nobile). [modifica] MedioevoDurante l'alto Medioevo Brindisi subì un forte declino; dopo che fu devastata dai Goti nel (VI secolo), Procopio la descrive come una piccola città senza mura difensive: l'abitato si restrinse in un ambito più piccolo, probabilmente attorno al tempio di San Leucio, fuori dal centro antico. Il porto fu abbandonato per alcuni secoli. La rinascita avvenne con l'ultima dominazione bizantina (XI secolo) e soprattutto coi Normanni e con gli Svevi (XII e XIII secolo), quando diviene scalo privilegiato per le Crociate e per tutti i traffici con l'Oriente. Successivamente la città si sviluppò intorno alla "rua maestra" (le attuali via Consiglio, piazza Sedile, via Fornari, largo Angeli e via Carmine), sulla quale si affacciavano i più importanti edifici privati cittadini. La città era divisa in tre rioni o "pittachi": Santo Stefano (nelle vicinanze delle colonne), Sant'Eufemia (nella zona di Santa Teresa) e San Toma (nella zona di Santa Lucia). Se il passaggio della peste del 1348 e le seguenti discordie cittadine furono devastanti per Brindisi, il fatto che portò al collasso la città fu l'inopportuna ostruzione del canale di accesso al porto per timore di un attacco dal mare da parte dei Veneziani (1446): il conseguente impaludamento delle acque spopolò Brindisi. Sotto gli Aragonesi e gli spagnoli, i maggiori sforzi furono rivolti essenzialmente intorno alle fortificazioni (mura, castello di terra e forte a mare) e a fornire agevolazioni a popolazioni di immigrati (soprattutto greci, albanesi e slavoni). [modifica] Epoca modernaSolo attraverso la riapertura del canale Pigonati (1775) la città conobbe un nuovo slancio che si riaprì ai traffici con l'Oriente soprattutto grazie alla istituzione della Valigia delle Indie sul finire dell'Ottocento. [modifica] Epoca contemporaneaLo sviluppo demografico e urbanistico del Novecento ha portato al nuovo disegno della città moderna sovrapposta a quella antica a costo di sventramenti e demolizioni (quartieri delle Sciabiche, di San Pietro degli Schiavoni, Teatro Verdi, Torre dell'Orologio). Oggi una nuova concezione urbanistica, per quanto tardiva, consente di programmare gli insediamenti di maggiore impatto architettonico fuori dal centro storico. Nel frattempo la città si espande oltre le mura del centro storico costituendo nuovi quartieri periferici: Commenda, Cappuccini, Sant'Angelo (negli anni 1950-1970) e poi Santa Chiara, Sant'Elia, Bozzano (anni 1980-2000). [modifica] Suddivisioni amministrativeLe circoscrizioni del comune di Brindisi[59]:
[modifica] FrazioniTuturano è l'unica frazione di Brindisi abitata tutto l'anno. Sorge a 10 km a sud della città nella Piana di Brindisi e conta circa 4500 residenti. La frazione sconta la presenza, a pochi chilometri dall'abitato, di una delle centrali termoelettriche più grandi d'Europa: la centrale Federico II di proprietà dell'Enel. [modifica] Economia
Pur godendo di una tradizione agricola molto importante, lo sviluppo industriale, veloce e massiccio nel corso del XX secolo, ha comportato cambiamenti radicali al tessuto economico, ma anche urbano e sociale della città con una conseguente cementificazione di parte della costa. Sfruttando la posizione del porto, Brindisi è anche un importante scalo marittimo per la Grecia e la Turchia, ed è essa stessa una destinazione turistica che conosce importanti tassi di crescita a partire dagli anni novanta. [modifica] AgricolturaL'agricoltura brindisina raggiunge i suoi "primati" nell'orticoltura, viticoltura, frutticoltura e olivicoltura. Sicuramente il settore che ha segnato il territorio per secoli si basa su colture di mandorli, olivi, tabacco, carciofi, cereali. L'agricoltura ha però conosciuto negli ultimi decenni una dinamica sfavorevole, forse da imputare una crisi dovuta all'elevata età media degli imprenditori agricoli (superiore ai 50 anni). È, quindi, auspicabile un ricambio generazionale del settore per garantire una maggiore dinamicità ed evitare un ulteriore indebolimento, in termini di incidenza del settore nell'economia totale. Per quanto concerne la zootecnia è consistente con allevamenti di capi bovini e ovi-caprini[60]. [modifica] IndustriaL'industria brindisina[61] si identifica principalmente con l'industria chimica e aeronautica. [modifica] Polo industriale chimicoL'industria chimica, nelle sue più svariate accezioni (alimentare, energetica, farmaceutica o di processo) è nel territorio brindisino assai sviluppata. L'associazione Federchimica riconosce Brindisi e provincia un polo industriale chimico. I diversi stabilimenti dell'ENI, dislocati come Polimeri Europa, Snam ed EniPower sono inseriti del resto proprio nel polo petrolchimico di Brindisi, situato alla periferia della città, e si affaccia sul mare Adriatico. Negli ultimi anni, con l'entrata in esercizio della nuova centrale, degli impianti originali sono rimasti in esercizio i soli generatori direttamente alimentati con vapore di recupero dall'adiacente impianto di "cracking idrocarburi" di altre società Eni e una caldaia come riserva fredda. [modifica] L'area energeticaBrindisi è leader per la produzione di energia elettrica in Italia. Sul territorio comunale insistono tre grandi centrali pertinenti ai gruppi ENEL, Edipower ed EniPower ed è inoltre in progetto la realizzazione di un'importante centrale fotovoltaica.
[modifica] Il settore aeronauticoA Brindisi sono dislocati gli stabilimenti di Alenia Aeronautica (specializzata nella modifica di velivoli dalla configurazione passeggeri a quella cargo), Avio (centro di eccellenza per i motori militari) e Agusta (produzione di strutture metalliche e revisione di elicotteri). [modifica] ServiziLa crescita del settore terziario nella provincia è confermata dall'analisi del trend sempre crescente che ha accompagnato i servizi nella creazione del valore aggiunto tra il 1995 e il 2004 (dal 66,8% al 75,5%), dimostrando quindi il fatto che Brindisi (ancora più che la provincia) si sta indirizzando verso uno sviluppo terziarizzato, abbandonando la forte vocazione industriale. Ad oggi è in questo settore economico che si può ritrovare il contributo principale alla formazione del valore aggiunto brindisino: una produzione complessiva di quasi 6.000 milioni di euro, pari al 75,5% dell'output totale. [modifica] TurismoNella città i driver per lo sviluppo del turismo non mancano. La città conserva importanti ritrovamenti archeologici e presenta una bella costa, soprattutto nel litorale nord, dove si trovano grandi dune e numerosi lidi e dalla quale, spesso, spuntano le torri di avvistamento. Nell'entroterra si possono ammirare le masserie fortificate o si possono scoprire i luoghi del vino (Appia dei Vini) o dell'olio (olio Collina di Brindisi). Il turismo brindisino, tuttavia, resta molto dipendente dalla domanda italiana (74%, contro il 26% della domanda straniera) e molto stagionale. Bisogna considerare, però, che da questo punto di vista, negli ultimi anni, sono stati fatti molti progressi, registrando performance migliori rispetto al resto della Puglia[62]. [modifica] Infrastrutture e trasporti[modifica] Strade
I collegamenti stradali principali sono rappresentati da (vedi):
[modifica] Ferrovie
I trasporti ferroviari sono assicurati dalla Stazione di Brindisi, un importante snodo ferroviario della Puglia, punto di incontro tra la Ferrovia Adriatica e la linea Brindisi – Taranto. La stazione appartiene al circuito CentoStazioni e presenta collegamenti verso tutte le località servite dalla linea adriatica e ionica. È prevista la dismissione della linea ferroviaria Brindisi – Brindisi Marittima che permetterà l'allargamento della sede stradale di via del Mare, con la conseguente creazione di nuove zone di sosta per le auto, e consentendo inoltre di risolvere buona parte dei disagi rivenienti proprio dalla carenza di parcheggi. Va detto che la dismissione della stazione ferroviaria Brindisi Marittima comporterà anche l'eliminazione del passaggio a livello situato a ridosso di via Porta Lecce. [modifica] Il porto
Il porto di Brindisi[63] da sempre al centro dei traffici commerciali con la Grecia e l'Oriente, ha sempre rappresentato la fortuna della città. Oggi è un porto turistico, commerciale e industriale, uno dei più importanti del mar Adriatico. Il traffico mercantile concerne carbone, olio combustibile, gas naturale, prodotti chimici. Il porto si compone in tre parti:
Le banchine di Costa Morena[64] si sviluppano per 1.170 m, con profondità di 14 metri e piazzali per 300.000 m². Lungo la diga di Costa Morena (500 m) si sviluppa il sistema, a mezzo nastro e tubature, per lo sbarco dei prodotti destinati all'alimentazione delle centrali elettriche di Brindisi sud e nord. A Punta delle Terrare sono operativi 270 m di banchine per il traffico Ro-Ro con possibilità di ormeggio contemporaneo di cinque navi. [modifica] Aeroporto Internazionale del Salento
L'aeroporto di Brindisi[65] ha collegamenti giornalieri con le maggiori città italiane ed europee. Lo scalo, distante 6 km dal centro cittadino, serve l'intera provincia di Brindisi, quella di Lecce ed in parte anche quella di Taranto. Nel 2007 sono transitati complessivamente 929.854 passeggeri. L'aeroporto è denominato "del Casale" (in riferimento alla bellissima chiesa romanica sita vicinissima alla recinzione dell'area oltre al quartiere in cui è situato) e/o "del Salento". La parte civile dell'aeroporto è intitolato ad Antonio Papola, in memoria del comandante di aeromobile civile deceduto il 13 febbraio 1938 per incidente di volo, il pilota aveva uno stretto legame con la città. Il contiguo aeroporto militare, che sfrutta le stesse aree di decollo, è invece intitolato ad Orazio Pierozzi, aviatore della seconda guerra mondiale. È dotato di due piste, una in direzione NW-SE lunga 2.628 m, l'altra in direzione NE-SW lunga 1.970 m. Le loro caratteristiche sono tali da consentire l'atterraggio anche a grandi aerei da trasporto come l'Antonov An-124. Il posizionamento dell'aeroporto all'interno dell'area mediterranea, insieme alla sua naturale potenzialità multimodale (il porto è a pochi chilometri di distanza), hanno reso la base di importanza strategica, sia per quanto concerne la Difesa nazionale che in un'ottica NATO. Al riguardo, è da ricordare che fino a pochi anni fa sull'aeroporto ha avuto sede il 32º Stormo dell'Aeronautica Militare e che fino al 2000 era attivo nella zona godendo, in passato, un ruolo strategico per il controllo dell'aerea dei paesi dell'Unione Sovietica con l'appoggio della vicina base Nato di San Vito Dei Normanni[66][67][68][69] (che dista 10 km dalla città) un importante centro di Telecomunicazioni dell'USAF, attualmente dismesso. Per le stesse motivazioni strategiche, l'aeroporto è stato scelto come principale base logistica mondiale dalle Nazioni Unite per il supporto alle operazioni di "peace-keeping" e "peace enforcement" in tutto il globo. Dalla base ONU di Brindisi, inoltre, partono gli aiuti umanitari ed alimentari indirizzati verso le aree più remote e disastrate del pianeta. L'aeroporto è stato recentemente rinnovato e ristrutturato[70]. Così sono stati modernizzati i controlli ed il check-in, nonché l'area di attesa dei passeggeri e quella dei gate. Quello di Brindisi resta un piccolo scalo, sebbene in crescita, sufficiente per l'utenza salentina e quella turistica verso queste destinazioni. Sono previsti dei nuovi collegamenti verso tutta l'area europea, balcanica e nordafricana oltre che nuovi voli verso le principali città italiane. [modifica] Mobilità urbana
La Società Trasporti Pubblici di Brindisi[71], garantisce un servizio di trasporto pubblico urbano e il collegamento del capoluogo con gli altri comuni della provincia. Inoltre, questa società assicura il servizio di trasporto via mare nelle acque interne del porto di Brindisi. [modifica] AmministrazioneSindaco: Mimmo Consales[1] (Partito Democratico) dal 07/05/2012 (1º mandato) [modifica] Amministrazioni precedenti
[modifica] ConsolatiBrindisi è sede dei seguenti consolati[75]:
[modifica] GemellaggiBrindisi è gemellata con i seguenti comuni: [modifica] Sport[modifica] Calcio
[modifica] Pallacanestro
La principale società di pallacanestro della città e di tutta la Puglia è la New Basket Brindisi[78], che ha disputato nella sua storia cestistica due campionati nella massima serie di A1 e diversi campionati in Legadue; i colori sociali sono gli stessi della società calcistica e di tutti i sodalizi sportivi presenti in città, ovvero il bianco e il celeste. Il club disputa le proprie partite interne nel palazzetto dello sport "Elio Pentassuglia", dedicato all'uomo simbolo della palla a spicchi brindisina. Attualmente la squadra è gestita dal patron Massimo Ferrarese e presieduta da Antonio Corlianò e quest'anno, dopo oltre 20 anni ha riacquisito il diritto di disputare il campionato di Lega A essendo arrivato primo, nel campionato di Legadue. [modifica] Altre societàOltre alla New basket Brindisi, nel capoluogo adriatico disputano il loro campionato diverse società minori come l'Invicta Brindisi militante in C2, Eagles BK Brindisi militante C2, Assi Basket Brindisi militante in C2, Real ACLI Brindisi militante in serie D e Quelli che... Brindisi militante in serie D. Infine ci sono il Basket Brindisi militante in Promozione ed altre 7 squadre militanti in Prima Divisione. In tutto, quindi, la città di Brindisi può vantare di ben 14 società cestistiche maschili. Per quanto riguarda la pallacanestro femminile, si distingue la rinnovata società Futura Basket Brindisi[79] che partecipa al campionato di serie B femminile. [modifica] CiclismoNel 1971 Brindisi è stata sede di arrivo del prologo del Giro d'Italia, una cronometro a squadre di 62 km con partenza da Lecce vinta dalla Salvarani. [modifica] Altre società sportive
[modifica] Impianti sportivi
[modifica] Personalità sportive legate a Brindisi
Flavia Pennetta al Women's Australian Open
[modifica] Galleria fotografica
[modifica] Note
[modifica] Bibliografia
[modifica] Voci correlate[modifica] Altri progetti
[modifica] Collegamenti esterni
Fonte: Wikipedia. Data: 05/21/12, 8:46 pm |
Immagini
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Vides
Fonte: Youtube. Ultimi Video
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