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Catanzaro
Catanzaro /ˌkatan'ʣaro/ (Catanzaru in dialetto locale /ˌkatan'ʦaru/, Κατανγτζαριον, Katantza'rion in Greco), è un comune italiano di 93.144 abitanti[2], capoluogo dell'omonima provincia e della regione Calabria. È il secondo[3] comune della regione per popolazione ed è il centro di una vasta area urbana che conta circa 150.000 abitanti. Storico capoluogo dell'antica provincia di Calabria Ultra per oltre 200 anni[4], la città di Catanzaro è sede dell'Università degli Studi "Magna Græcia", il secondo ateneo calabrese per numero di iscritti[5]. Nei mesi estivi il litorale ionico da Catanzaro a Soverato è soggetto a importanti flussi turistici, soprattutto giovanili, per la presenza di numerose strutture ricettive. Catanzaro è conosciuta come la "Città tra due mari"[6], in quanto è situata nell'istmo di Catanzaro, ovvero la striscia di terra più stretta d'Italia, dove soli 30 km separano il mar Ionio dal mar Tirreno. Ciò consente di vedere contemporaneamente, dai quartieri nord della città in alcune giornate particolarmente limpide, i due mari e le isole Eolie. È detta inoltre Città dei tre colli[7] corrispondenti ai tre colli rappresentati nello stemma civico che sono il colle di San Trifone (oggi San Rocco), il colle del Vescovato (oggi Piazza Duomo) e il colle del Castello (oggi San Giovanni). Catanzaro era infine anticamente conosciuta, come la Città delle tre "V", riferite a tre caratteristiche distintive della città, ovvero:
("V V V" era la sigla con cui venivano identificati, sui mercati nazionali ed esteri i velluti, i damaschi ed i broccati provenienti dalla città)[8]. [modifica] Geografia fisica[modifica] TerritorioCatanzaro si affaccia sul golfo di Squillace, nel mar Ionio, dove secondo alcuni studiosi[9] si trovava il porto del regno dei Feaci, nel quale, come racconta Omero nell'Odissea, Ulisse fu accolto e raccontò la sua storia.[10] Il territorio comunale si estende dal mare fino a un'altezza di circa 600 metri, La casa comunale sorge a 320 m. Comprende una zona costiera sul mar Ionio che ospita 8 km di spiaggia e un porto turistico, da qui il centro abitato risale la valle della Fiumarella (anticamente detta fiume Zaro) sede di un forte sviluppo urbanistico, fino ai i tre colli: del Vescovado, di San Trifone (o di San Rocco) e di San Giovanni (o del Castello) su cui sorge il centro storico della città e che si ricollegano con la Sila verso Nord. Per la sua particolare orografia il territorio comunale è bagnato dal mare, ma soggetto a fenomeni nevosi d'inverno. I corsi d'acqua principali sono il torrente Fiumarella (nel dialetto locale Hjiumareddha, anticamente detto Zaro), nel quale confluisce il torrente Musofalo, il torrente Corace (anticamente detto Crotalo) il maggiore in termini di portata d'acqua che delimita il confine comunale a sud e il torrente Alli che delimita il confine comunale a nord. Per loro natura i corsi d'acqua sono a carattere torrentizio ed hanno una scarsa portata nella maggior parte dell'anno, mentre si gonfiano dopo le piogge.
[modifica] Clima
Il clima di Catanzaro è tipicamente mediterraneo, è di tipo temperato, caratterizzato dalla presenza costante di fenomeni ventosi anche di forte intensità nei mesi primaverili ed autunnali. In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +8,9 °C; quella del mese più caldo, agosto, è di +24,5 °C. Il clima, come detto, è segnato dalla presenza del vento, anche di forte intensità, soprattutto nei mesi primaverili ed autunnali. L'intensità media annuale è di circa 4 nodi con picchi che sfiorano la media di 6 nodi nei mesi di aprile e maggio caratterizzati da forti venti di scirocco e libeccio. Le precipitazioni medie annue si aggirano sui 1.000 mm e si distribuiscono mediamente in 87 giorni, con un prolungato minimo estivo e un picco tra l'autunno l'inverno[12].
[modifica] Storia
Area di probabile insistenza dell'antica colonia magnogreca di Skylletion, successivamente divenuta Minervia Scolacium in epoca romana.
Alcune ipotesi fanno risalire l'origine di Catanzaro a un'antica colonia greca nel luogo che in seguito divenne l'antica Scolacium, oppure ritengono che sia sorta sulle rovine dell'antica città di Trischines.
Quartiere Lido visto dal parco archeologico Scolacium
Altre ipotesi più accreditate individuano la fondazione da alcuni insediamenti posti in ordine sparso nella zona dell'attuale Catanzaro Marina, Tiriolo (anticamente Teura), Santa Maria di Catanzaro, sul colle Trivonà (Trischines) e lungo la valle del Corace che formavano l'antica "Terra dei Feaci". E proprio alla foce del torrente, secondo la leggenda, Ulisse fondò l'antica Skilletion. Di recente ritrovamento nel quartiere Germaneto lungo la valle del Corace, una necropoli greca del V secolo a.C. e un antico centro romano[13] testimoniano la presenza di antichi insediamenti lungo la valle del Corace. Dai ritrovamenti archeologici emerge che l'attuale territorio comunale era compreso nell'area abitata fin dall'età del ferro dalla popolazione dei "Vituli", così chiamati perché adoratori del simulacro del vitello, che i greci ribattezzarono "Italoi" (adoratori del vitello) e governati dal famoso re Italo (dal quale in seguito prese il nome tutta la penisola italiana), fratello di Dardano progenitore dei troiani.
Resti della basilica bizantina
Secondo la leggenda due condottieri bizantini Cattaro e Zaro condussero le popolazioni rivierasche della città magno-greca di Skilletion o Skillakion, corrispondente alla romana Scolacium (nei pressi dell'odierna Catanzaro Marina), prima sullo Zarapotamo (oggi Santa Maria di Catanzaro) poi successivamente sul Trivonà, in una un fortezza militare (secondo alcune ipotesi già esistente da qualche secolo nel luogo che attualmente è il quartiere che porta il nome di Grecìa). La scelta territoriale sarebbe stata legata alle continue incursioni saracene, che spinsero a spostare l'abitato in zone più elevate. Tale fondazione è attribuita tradizionalmente alla seconda metà del IX secolo, per decisione del generale bizantino Niceforo Foca il vecchio, dal quale avrebbe inizialmente preso il nome di "Rocca di Niceforo". Il passaggio da fortezza a centro urbano vero e proprio avvenne ad opera del generale Flagizio che avviò la costruzione di una cittadella, di un recinto fortificato e infine la sistemazione di cisterne e provviste di grani. Potenziato dall'accentramento di popolazione, prese forma urbana ed in seguito fu incastellato e assunse la denominazione di Katantzárion, con il permesso dell'Imperatore ottenuto da Flagizio. Secondo alcune ipotesi, proprio da questo periodo che vide lo sviluppo di officine per la lavorazione della seta importata dall'oriente e delle coltivazioni di gelso, deriva il nome attuale della città dal termine greco "Katartarioi", ovvero filatori di seta.
Torre del complesso San Giovanni, già castello Normanno
Agli inizi del X secolo la città bizantina fu occupata dai Saraceni, che vi fondarono un emirato[14] e prese il nome arabo di Qatansar. La presenza araba è testimoniata da ritrovamenti ottocenteschi[15] di una necropoli che restituì oggetti con iscrizioni arabe. Durante il periodo Arabo la città si ribellò più volte. Nel 929 a seguito di una nuova rivolta e del rifiuto di pagare i tributi Catanzaro venne duramente saccheggiata dal generale saraceno Al-Mahdi[16]. Intorno al 1000 Catanzaro si ribellò al dominio saraceno, tornando per un breve periodo nuovamente sotto controllo Bizantino. Nel 1069 fu l'ultima città calabrese, dopo mesi di resistenza a cadere sotto l'assedio dei Normanni di Roberto il Guiscardo che eressero il Castello Normanno, e la città fu feudo della famiglia Altavilla con il conte Rodolfo († 1098), figlio di Goffredo d'Altavilla[17]. In quest'epoca conobbe una fioritura di arti e dei mestieri, e in particolare la lavorazione della seta, con scambi commerciali sia con le altre regioni d'Italia che con i paesi orientali ed europei.
Torre Cavallara del XV secolo
Alla metà del XIII secolo l'imperatore Federico II fece di Catanzaro un diretto possesso della corona. In seguito la città fu feudo delle famiglie Ruffo, Caraffa e Soriano. Per farne un centro di dominio, i Normanni l'elessero a Contea, conferendola a Pietro Ruffo, grande marescalco di Federico II. Da questi perduta nelle sue lotte contro Manfredi, la città ritornò ai Ruffo quando Carlo I d'Angiò la donò al secondo Pietro Ruffo, nipote del precedente, suo generale nella guerra del Vespro. Per quattordici anni, ad opera del Re Ladislao, rimase nel demanio regio. Nel 1420, ritornò a Nicolò Ruffo, che la diede in dote alla figlia Enrichetta che andava sposa ad Antonio Centelles. In seguito alla ribellione di costui che fomentò le plebi rurali, Alfonso I ne fece di nuovo una città demaniale. Per cui pochi anni dopo (1460) si accese nuova guerra durante la quale Catanzaro trucidò i partigiani di Centelles. Ritornata la pace, la città ebbe concessi nuovi privilegi che favorirono enormemente l'affermarsi della sua industria della seta, per cui i suoi damaschi andavano noti in tutta Europa. Da quel tempo Catanzaro acquista sempre più l'aspetto e l'importanza di quieta città aristocratica ed artigianale. Tuttavia questa condizione le conferisce l'energia di comportarsi eroicamente, nel 1528, e di resistere all'assedio posto dai francesi, meritandosi da Carlo V il titolo di "Fedelissima" e l'autorizzazione a fregiare il proprio stemma con l'aquila imperiale. L'importanza economica, ma soprattutto militare portò, pochi anni dopo, nel 1593 la città ad essere nominata capoluogo della provincia Calabria Ulteriore, ruolo che detenne per oltre 220 anni fino al 1816[4], anno in cui avvenne la divisione amministrativa della provincia.
Catanzaro sulla rivista Cento Città d'Italia del 1927
[modifica] Nomi storiciCatanzaro ha avuto differenti nomi, che corrispondono alle diverse epoche storiche attraversate dalla città:
[modifica] Gli statuti dell'arte della seta
Sulla base di questo testo, si ritiene che l'arte della seta sia stata introdotta a Catanzaro nel 1072, da una casta di Orientali che abitava la città. Secondo una tradizione catanzarese, sia il gelso che il baco sarebbero stati introdotti in Europa, proprio in quel secolo che vide la nascita della città e alcune ipotesi fanno derivare il nome stesso della città dal termine "Katartarioi" ovvero "filatori di seta"[19]. È certo che i primi centri europei dove si lavorò la seta, tra la fine del IX e i primi anni del X secolo d.C., sono italiani, per l'esattezza Catanzaro e Palermo. La spiegazione è abbastanza intuitiva: la prima era sotto il dominio dei bizantini, mentre la seconda era araba e, quindi, tutte e due strettamente legate a culture orientali allora molto forti. Agli inizi del Quattrocento, sotto il dominio Aragonese si ebbe un ulteriore periodo di sviluppo, dovuto all'antica tradizione della lavorazione e del commercio della seta. Nel 1519 Re Carlo V "riconosce" il Consolato dell'Arte della Seta, anche se gli Statuti dell'Arte della Seta,[20], a noi pervenuti sono dell'8 maggio 1568, è certo che a Catanzaro l'Arte della seta era già florida in tempi precedenti, infatti alcuni artigiani furono chiamati in Sicilia (a Palermo nel 1432 e a Messina nel 1468) per insegnare l'arte del velluto, e in Francia (a Lione nel 1466 e Tours nel 1470) quando il re Luigi XI decise di istituire nei propri domini la manifattura della seta, dove comparve il primo telaio meccanizzato attribuito a "Giovanni il Calabrese". Grande importanza ebbero gli Ebrei, ma quando vennero banditi da tutti i territori dominati dalla Spagna, anche la tradizione manifatturiera declinò, in quanto opera prevalentemente di questa popolazione[20]. Ne resta traccia nel quartiere tuttora chiamato Filanda, dove anticamente erano ubicati i laboratori per la tessitura e la filatura della seta. [modifica] Città fortezza
Fin dalla sua fondazione, la città fu costruita con precisi scopi difensivi, capace di resistere a lunghi assedi. Era una città fortezza dotata, di torri, bastioni, porte civiche e racchiusa in una cinta muraria di circa 7 km. L'impianto difensivo era di tipo complesso, la città era difesa dalla sua stessa posizione, accerchiata da profondi e ripide valli ed inoltre in prossimità delle mura c'erano fossati e trincee fortificate. In realtà la struttura difensiva iniziava fin dalla costa, infatti sulle colline che fiancheggiano la valle dove oggi sorgono i quartieri Sala, Santa Maria e Lido, erano costruite un susseguirsi di torri d'avvistamento fino alla costa, una delle torri cavallare è ancora visibile sulle colline del quartiere Aranceto. Le porte di accesso erano 6:
In posizione rialzata rispetto al resto dell'antica città, sul colle del Castello fu costruito il castello Normanno o D'Altavilla, oggi complesso monumentale San Giovanni, sotto il quale erano costruiti lunghi cunicoli sotterranei, i quali possono essere visitati ancora oggi. [modifica] La rivolta di CatanzaroIl 1461 fu un anno sanguinoso per la città. Da tempo il potente Marchese Centelles, uomo avido e violento che tiranneggiò in modo spietato sulla città, appoggiato da vari nobili dell'epoca, cercava di organizzare una rivolta contro il sovrano Carlo V. [modifica] Assedio alla città sotto l'imperatore Carlo VQuando l'imperatore Carlo V divenne re di Napoli, la città dimostrò la propria fedeltà alla Corona. Nel 1528 il francese Odet de Foix de Lautrec fu incaricato dal re Francesco I di conquistarla al Regno di Francia. Perciò inviò in Calabria due contingenti, al comando rispettivamente di Simone Tebaldi, conte di Capaccio, e di Francesco di Loria da Tortorella. Ad essi si associarono diversi nobili calabresi come il Marchese di Crotone e pugliesi come il Marchese di Taranto parteggianti per la Francia che formarono un esercito di circa 35.000 uomini. Il Viceré della Provincia di Calabria Ulteriore, Don Pedro d'Alarcon de Mendoza, con 11 mila uomini forniti dai nobili rimasti fedeli alla Corona, organizzò la difesa della Calabria Ulteriore eleggendo la città di Catanzaro, considerata inespugnabile, Piazza d'Armi e comando generale delle operazioni.
Moneta di Catanzaro del XVI secolo
La città venne invano assediata per settimane, nonostante la netta inferiorità numerica, i catanzaresi resistettero eroicamente fino al 28 agosto 1528 dopo la vittoria, l'Imperatore le concesse il diritto di utilizzare come suo simbolo l'Aquila imperiale, recante sul petto uno scudo rappresentante i tre colli della città sormontati da una corona, e reggente col becco un nastro azzurro col motto Sanguinis Effusione . Nello stesso periodo a Catanzaro fu concessa l'esenzione dai tributi regi e la facoltà di battere moneta, del valore di un carlino. Le monete provenienti da Catanzaro recavano su una faccia la scritta "OBSISSO CATHANZARIO" e sull'altra "CAROL. V S IMP". [modifica] Il Capoluogo di Calabria UltraNel 1584 la città di Reggio Calabria riuscì a farsi trasferire da Catanzaro gli Uffici della Regia Udienza di Calabria Ultra. Ma nel 1594, quando per la disastrosa incursione di Bascià Cicala la città di Reggio fu terribilmente saccheggiata, compresi gli archivi e i Tribunali, gli uni e gli altri ebbero definitiva sistemazione in Catanzaro, e la loro permanenza divenne fondamentale per l'affermarsi della città quale sede centrale della vita civile della regione. [modifica] Brigata Catanzaro
Si formò a Catanzaro nel quartiere Lido, sotto il comando del colonnello Ferella Gaetano, nei primi mesi del 1915. Pochi giorni dopo la dichiarazione di guerra il reggimento era stanziato in Friuli e faceva parte della Terza Armata (Armata del Carso), agli ordini di Emanuele Filiberto di Savoia, Duca d'Aosta. Ebbe il battesimo del fuoco partecipando con la Brigata Sassari all'assalto del Trincerone di Bosco Cappuccio che riusci a conquistare con slancio ammirevole. In seguito fu impiegata come brigata d'assalto, in tutte le battaglie dell'Isonzo, fu una delle più valorose e sfruttate unità del Regio Esercito. Formata per lo più da calabresi (circa 6.000), comprendeva il 141º e 142º Reggimento fanteria. Fu protagonista dell'episodio del recupero dei cannoni italiani caduti in mano nemica, dopo un furibondo combattimento in cima al Mosciagh (Altopiano dei Sette Comuni) che si svolse nella notte tra il 27 ed il 28 di maggio. L'ardita impresa fu marcata dalla differenza di armamento che c'era tra la Brigata italiana e i corrispettivi austriaci. Fu in seguito a questo evento che nacque il nuovo motto della Brigata Catanzaro:
Copertina del La Domenica del Corriere
Lo stesso Cadorna dopo quell'operazione scrisse:
Fu proprio dopo quest'episodio che la Brigata ricevette la prima Medaglia d'Oro al Valor Militare. [modifica] La rivolta della brigata del 16 luglio 1917La brigata Catanzaro, come tante altre, aveva avuto i suoi giorni in linea (23 e 24 maggio) e pur con perdite notevoli era stata ricondotta in trincea (Hermada) 10 giorni dopo. Ritirata nuovamente a Santa Maria la Longa, paesino della bassa friulana il 24 giugno (64% gli effettivi) si paventò subito un suo reimpiego. Il malcontento divampò tra i soldati, privati dello sperato riposo. Il parroco del paese aveva avuto sentore che qualcosa si andava tramando, dai discorsi fatti nelle osterie. Credette suo dovere mettere sull'avviso il comandante della Brigata, ma fu tranquillizzato dal fatto che quelle erano ritenute normali lamentele. Quando di lì a qualche giorno la Brigata ricevette l'ordine di tornare al fronte, la sommossa divampò. Alle 22.30 del 15 luglio, con un violento fuoco di fucileria, razzi multicolori ascesero il cielo per dare il segnale della rivolta ad altre Brigate. Viene dato l'allarme al Comando Supremo a Udine. Nel cuore della notte gruppi di artiglieria, carabinieri e squadroni di cavalleria circondano la Brigata Catanzaro. Verso le 3.00 del mattino la rivolta è spenta. Si istruì il processo per direttissima a seguito del quale 28 militari furono condannati a morte, passati per le armi e gettati in una fossa comune. Qualche ora dopo, sotto buona scorta la Catanzaro fu rispedita nella bolgia. Lungo la strada altri dieci vennero condannati e fucilati per insubordinazione di fronte al nemico. Facevano parte di quei 114 uccisi con esecuzione sommaria. Così Gabriele D'Annunzio[21] commentò l'accaduto:
[modifica] I moti di Reggio e il ruolo di capoluogo della Calabria
La tragica vicenda della rivolta di Reggio Calabria per la scelta del capoluogo della regione venne vissuta in maniera meno drammatica a Catanzaro. Dopo le elezioni regionali del 1970, era previsto che la prima riunione del nuovo consiglio regionale si tenesse nelle città sede di Corte d'Appello, quindi, per la Calabria, a Catanzaro. Ma rimaneva e rimase impregiudicato per mesi quale sarebbe stata la scelta della città capoluogo, che spettava comunque al consiglio regionale. Alle manifestazioni reggine c'era il timore che si reagisse con manifestazioni catanzaresi e qualche avvisaglia la si ebbe con l'attentato che, durante una manifestazione antifascista, costò la vita all'operaio Malacaria. La città e la sua classe dirigente dimostrarono nell'occasione maturità civile e democratica. La scelta di suddividere tra Catanzaro e Reggio le nuove istituzioni regionali, concentrando nella prima, nominata capoluogo della Calabria, la giunta e gli assessorati, e nella seconda il consiglio regionale, fu accettata dai catanzaresi come politicamente equa.[22] [modifica] Simboli
L'elemento centrale dello stemma della città è l'aquila imperiale accordata da Carlo V; lo stemma è completato da uno scudo che riproduce i tre colli su cui si erge la città e da un nastro azzurro, stretto dal becco dell'aquila, su cui è riportato il motto "Sanguinis effusione" ("con spargimento di sangue, ottenuta è sottinteso"), motivato dalle perdite riportate in varie battaglie dai combattenti catanzaresi.
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse[modifica] Architetture religiose
[modifica] Architetture civili
[modifica] Il ponte di Catanzaro38°54′24″N 16°35′4″E / 38.90667°N 16.58444°E Il nome vero è Ponte Bisantis, è considerato uno dei simboli della città. Si tratta di un viadotto stradale ad unica carreggiata, costruito su una sola arcata in cemento armato, che collega il centro storico di Catanzaro con il rione De Filippis situato dall'altro lato della valle sulla Fiumarella. Fu costruito su progetto dell'ingegnere Riccardo Morandi e per questo è anche conosciuto come Viadotto Morandi. Il ponte è il terzo al mondo tra quelli ad una sola arcata. Misure:
[modifica] Altro
[modifica] Società[modifica] Evoluzione demograficaAbitanti censiti [modifica] Etnie e minoranze straniereI cittadini stranieri residenti a Catanzaro sono 2.550[23], così suddivisi per nazionalità (sono indicati solo i dati superiori alle 100 unità): [modifica] Lingue e dialetti
Il dialetto catanzarese è di tipo siciliano, distinguendosi sia da quello cosentino (di tipo napoletano), sia dal dialetto reggino, anch'esso di tipo siciliano ma con maggiore influenza greca. Proprio per la sua posizione centrale, l'istmo di Catanzaro, fa da linea di demarcazione tra queste due aree presentando una forma linguistica con caratteristiche autonome e nello stesso tempo influenzata da entrambe. Per quanto riguarda la pronuncia l'eredità lasciata dal greco è evidente nella pronuncia aspirata della lettera f accompagnata dalle vocali che trasformano ad esempio fi in hi e quindi fiato in hiatu, mentre dal latino la pronuncia marcata delle lettere t,d e p (molto simile al sardo) e la presenza della lettera u in chiusura di parola in sostituzione della o esempio torno si trasforma in tornu. Molto utilizzata tra la popolazione cittadina l'espressione dialettale Jamma Ja a scopo esortativo, equivalente alle espressioni imperative avanti! - andiamo!, derivata dal termine greco Yagma Ya utilizzato per comandare le cariche in battaglia. [modifica] Istituzioni, enti e associazioniTra le istituzioni di cui Catanzaro è sede vi sono:
[modifica] Cultura[modifica] Istruzione[modifica] Biblioteche
[modifica] Università e accademieÈ la seconda università calabrese per numero di iscritti (è imperniata sulle facoltà principali di medicina, farmacia e giurisprudenza) ed è un centro oncologico d'eccellenza. Istituita con D.P.R. n° 1162 del 30.10.1972, ha una bacino d'utenza che comprende le provincie di Vibo Valentia, Crotone e Cosenza. L'istituto è composto da 11 dipartimenti. Istituito all'interno dell'università conta 400 posti circa ed è dotato di avanzate tecnologie per la lotta ai tumori. È inoltre un centro oncologico d'eccellenza Fondato nel 1912 è un istituto aggregato alla Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale è tra i 15 seminari regionali esistenti in tutta Italia per la formazione di nuovi sacerdoti.
Corsi di formazione musicale di base promossi dal conservatorio musicale F. Torrefranca di Vibo Valentia Con l'istituto Silvio D'amico di Roma e la scuola civica parificata Paolo Grassi di Milano è il terzo polo artistico nazionale. I corsi sono di durata triennale, alla fine dei quali dopo aver superato un esame, viene rilasciato il diploma di attore professionista riconosciuto in tutta Italia e nei paesi dell'Unione Europea Istituto per la ricerca, la formazione e l'innovazione educativa. Opera in collaborazione con il MIUR e l'Unione Europea L'offerta formativa comprende tre corsi di laurea in Giurisprudenza, Economia e Scienze Politiche oltre a diversi corsi di perfezionamento e master. [modifica] MuseiSituato nel Parco della Biodiversità Mediterranea, presenta una vastissima collezione di armi, equipaggiamenti militari e mappe d'epoca dal 1600 fino alla seconda guerra mondiale. Tra le caratteristiche del museo è la riproduzione delle trincee, con effetti sonori che riproducono le ambientazioni della Grande Guerra.
Polo museale multifunzionale sviluppato su tre piani.
Contiene collezioni di monete, vari reperti ed una raccolta di materiale preistorico.
Voluta dall'artista catanzarese Mimmo Rotella, inventore del decollage, si pone come obiettivo la divulgazione e la promozione dell'arte contemporanea.
Un ampio edificio stile medioevale ospita la collezione di preziose carrozze del barone De Paola utilizzate per le riprese di numerosi film italiani e stranieri tra cui Via col vento, annesso all'edificio si trova un altro museo sulla civiltà contadina.
Contiene vari cimeli, biffettiere, armi dell'epoca garibaldina e delle guerre d'Africa e di Spagna, carte cospirative, i diari di guerra e i documenti mazziniani. Sito nei locali concessi dal Comando Militare Esercito "Calabria".
Presenta collezioni di attrezzature e documentazioni della lavorazione e della commercializzazione della seta.
Raccoglie le opere in gesso e marmo del famoso scultore Francesco Jerace.
Presso l'Arcivescovado, con opere provenienti dal Duomo e da altre chiese. [modifica] Media[modifica] Radio
[modifica] StampaLe testate giornalistiche con sede a Catanzaro sono:
Altre testate regionali con sedi distaccate a Catanzaro sono: [modifica] TelevisioneCatanzaro è sede delle due più importanti emittenti televisive regionali terrestri e di una satellitare:
[modifica] Teatro
La tradizione teatrale della città risale al tardo Seicento quando in occasione della nascita dell'erede al trono spagnolo, ci furono quasi due mesi di rappresentazioni che animarono piazza San Giovanni. Le attività teatrali si continuarono a svolgere nelle piazze cittadine e in un piccolo teatro in piazza Duomo, distrutto dal terremoto del 1783. In seguito venne costruito lo storico Teatro Comunale, progettato dall'architetto Vincenzo De Grazia nel 1818 e terminato nel 1830. Il teatro rappresentava opere di Pergolesi, Rossini, Goldoni, Giacosa e D'Annunzio, Scribe, Sardou, Mirabeau, Dumas, Ibsen, Tolstoj, Shakespeare, Dostoevskij. Ne calcarono il palcoscenico i più noti artisti del tempo, da Ermete Novelli a Ermete Zacconi, da Giovanni Emmanuel a Gustavo Salvini. In seguito alla crisi economica e sociale che investì la città dopo la prima guerra mondiale, il teatro declinò e venne infine demolito nel 1938, mentre l'attività teatrale continuò in modo diseguale con il teatro Masciari, fino alla costruzione del teatro Politeama nel 2002. Attualmente è sede dell'Accademia D'Arte Teatrale "Officina teatrale". Il terzo polo artistico italiano con Milano e Roma. [modifica] Teatro Politeama38°54′21″N 16°35′39″E / 38.90583°N 16.59417°E [modifica] Tradizioni e folcloreIl culto di San Vitaliano da Capua venne introdotto, con la traslazione delle reliquie del santo, giunte dal santuario di Montevergine e da Benevento, in un'apposita cappella della cattedrale voluta dal conte Pietro Ruffo nel 1311. Dopo la rovina della cappella le reliquie furono trasferite ufficialmente dal vescovo Nicolò Orazio nel 1583. Secondo la tradizione dal suo sepolcro sarebbe trasudato un liquido miracoloso detto "manna". Il santo è ricordato il 16 luglio, in ricordo probabilmente della prima traslazione delle reliquie, ma viene celebrato a Catanzaro anche in occasione della domenica in albis. Nel 1922 fu celebrato solennemente il settimo centenario dell'arrivo delle reliquie. [modifica] CucinaLa gastronomia di Catanzaro, che affonda le sue radici nella tradizione tipicamente mediterranea, è caratterizzata da una forte presenza di sapori forti e aromatici. Frequente l'uso del peperoncino piccante, presente in quasi tutti i piatti tradizionali, spesso associato ad altre spezie aromatiche come l'origano, il basilico e l'alloro. Il piatto forte della gastronomica locale è il morzeddhu, di solito servito caldo nella pitta, pane casereccio piuttosto schiacciato e dalla forma circolare, tagliato a libretto. L'ingrediente base è costituito dalle interiora di vitello (diuneddhi), con conserva di peperoni piccanti, sale, origano, alloro, e vino rosso. Altro piatto tipico locale sono i vermituri ossia le lumache di terra bollite al sugo con l'aggiunta di peperoncino. Il piatto ha radici molto antiche, vengono raccolte durante le prime piogge nel mese di Ottobre e la preparazione è rimasta intatta nel tempo. L'usanza prevede che siano lavate bene per eliminare la terra, poi lasciate riposare in un recipiente forato munito di coperchio per 24 ore. Dopo vengono risciacquate e fatte bollire per più di mezz'ora in una padella con olio, pomodori, aglio, sale, origano e peperoncino piccante. Vari i primi piatti: "pasta e ceci con finocchi selvatici", "pasta dei mietitori", con un sugo a base di cipolle, zucchine e patate), la pasta di casa che ha una preparazione tutta particolare e che è condita con un ragù particolare caratterizzato da 'Nduja, carne macinata, carote, patate bollite, peperoni, olio extravergine d'oliva, aglio, cipolla, sale e infine parmigiano o pecorino; e la "pasta con le alici", preparata con alici sotto sale, mollica di pane e peperoncino piccante. Molto utilizzata la carne di maiale e di manzo. Altra specialità locale del periodo estivo è la granita di mandorle (detta anche orzata) con la brioche. La tradizione vuole che venga consumata al mattino, inzuppando la brioche calda appena sfornata, nella granita di mandorle servita in una coppa di vetro. Tra i dolci i monaceddi (uova sode farcite di cacao e fritte), la pitta 'nchiusa e le cuzzupe, ciambelle decorate con uova, tipiche di Pasqua. Tra i drink da aperitivo si segnala il cocktail piccante di origine catanzarese chiamato Momò. Molto bevuto soprattutto nei mesi estivi, è composto da Bitter Campari, Vecchio Amaro del Capo, Seltz con l'aggiunta di spiedino di frutta è un peperoncino locale interamente immerso nel drink che rende la bevanda leggermente piccante. [modifica] Personalità legate a Catanzaro
[modifica] Eventi
[modifica] La notte piccanteLa "notte piccante" è una manifestazione che viene organizzata ogni mese di settembre a Catanzaro, nel centro storico, sulla scia della Notte Bianca e consiste nell'organizzazione di varie iniziative culturali o di intrattenimento, di spettacoli vari, all'apertura prolungata di negozi e di musei durante tutta la nottata, con particolare attenzione però alle tradizioni folcloristiche e culinarie della città, che la fanno distinguere appunto dalla classica notte bianca. La notte piccante, è articolata in una serie di eventi, mostre, esibizioni, degustazioni, concerti fino all'alba. Nel centro storico, durante la notte piccante, si svolgono contemporaneamente una serie di varie iniziative artistiche, culturali, gastronomiche, musicali, mondane e sportive. Tutti i musei, i palazzi d'epoca e le chiese storiche della città rimangono aperti al pubblico per l'occasione e possono essere visitate con il prezioso supporto di guide che restano a disposizione dei cittadini per organizzare itinerari guidati ed illustrare agli stessi i beni artistici in essi custoditi. I concerti generalmente sono in programma ininterrottamente in Piazza Duomo e in Piazza Prefettura. La manifestazione ha come filo conduttore il colore rosso tipico ed identificativo della tradizione Catanzarese nel suo complesso ed eno-gastronomico in particolare i cui massimi rappresentanti sono il peperoncino, u morzeddhu,(piatto tipico catanzarese) e il vino locale. Il nome "notte piccante" per l'appunto trae il nome dalla tradizionale cucina catanzarese, nella quale il peperoncino è un elemento fondamentale e caratterizzante. La prima edizione della "Notte Piccante" è stata organizzata il 29 settembre 2007 ed è stata replicata da allora ogni anno rispettivamente il 20 settembre 2008, il 3 ottobre 2009(l'edizione 2009 era originariamente prevista per il sabato precedente ma poi rinviata a causa del maltempo), il 25 settembre 2010e il 9-10-11 settembre 2011. [modifica] Geografia antropica[modifica] Urbanistica
A causa della situazione orografica l'espansione urbanistica della città si è avuta soprattutto dopo la seconda guerra mondiale: verso nord sono sorti i quartieri San Leonardo, Bellamena e Stadio, e quindi, lungo la strada per la Sila, quelli di Pontepiccolo, Pontegrande, Piterà e Sant'Elia. L'espansione urbana si è sviluppata, mediante la costruzione di nuovi ponti verso est con i quartieri Siano, Campagnella e Cava e verso ovest con i quartieri Gagliano, Mater Domini e Sant'Antonio. Negli ultimi 20 anni l'abitato si è espanso verso la costa, lungo la valle della Fiumarella e del Corace, verso i quartieri di Sala, Santa Maria, Pistoia, Corvo, Lido e Giovino e intorno a preesistenti piccole frazioni che sono state inglobate nella città. Con il recente sviluppo urbanistico si sta delineando un modello di città "tripolare" organizzata per funzionalità, in cui il centro cittadino rimarrà polo d'indirizzo politico e organizzativo, il quartiere Lido centro turistico e il nuovo quartiere Germaneto centro universitario e direzionale. Lungo la costa si è assistito ad una progressiva conglomerazione con alcune frazioni di comuni limitrofi come Roccelletta di Borgia, Caraffa di Catanzaro, Sarrotino, Simeri Crichi. [modifica] Suddivisioni storiche
[modifica] Suddivisioni amministrativeIl territorio comunale è suddiviso in 22 quartieri a loro volta ripartiti in vari sobborghi e rioni, inizialmente raggruppati in 11 circoscrizioni e successivamente, dopo il 2005, ridotte a 4.
[modifica] Economia
Centrale a turbogas della Edison
Catanzaro con un reddito pro-capite di 18.416[27] € annui è il capoluogo di provincia calabrese con il reddito più elevato. L'economia è stata caratterizzata da periodi di forte sviluppo alternati a fasi di declino. Agli inizi del secolo è sede del primo Congresso eucaristico della regione, oltre ad essere un punto di riferimento commerciale e industriale; risale a questo periodo la nascita di numerose fabbriche, situate nella zona sud, come la "Tonnina" (produzione del tannino) di proprietà francese, la "Ladoga" e la "Gaslini" oltre ad altre fabbriche situate nelle zone di Santa Maria e Sala. Durante la seconda guerra mondiale si assiste ad un declino economico dovuto alla chiusura della maggior parte della precedenti attività produttive. Nel dopoguerra inizia un forte ripresa; in questo periodo è sede della prima Fiera Campionaria del meridione. Attualmente l'economia è incentrata nei settori dei servizi telematici alle imprese e alle amministrazioni pubbliche. Il settore della pubblica amministrazione fa registrare il più alto numero di addetti, seguito da quello dei servizi. Il settore industriale è per lo più rappresentato da aziende di media e piccola dimensione incentrato su produzioni per il mercato locale e nazionale (esempi di aziende catanzaresi degne di nota sono: Guglielmo Caffè, Telespazio Tv, RTC Telecalabria, Cal.Me, SIARC, AZ spa distributore del marchio Sidis per la Calabria). Di recente costruzione la centrale di turbogas della Edison situata all'entrata della città in prossimità del torrente Alli. Catanzaro è il principale mercato agricolo della regione, sede del COMALCA (Centro agroalimentare regionale) ed è anche un importante centro alimentare con numerosi oleifici, pastifici e distillerie.
[modifica] Infrastrutture e trasporti[modifica] StradeCatanzaro non è direttamente servita dalla rete autostradale. L'autostrada più vicina (la A3) corre lungo la costa tirrenica nei pressi di Lamezia Terme, ed è raggiungibile percorrendo la strada statale 280, che ha funzione di raccordo autostradale con caratteristiche di superstrada. La realizzazione di questo collegamento ha comportato la realizzazione di imponenti opere d'arte, necessarie a causa della morfologia della città. Fra di esse spicca il noto Ponte Bisantis, che attraversa la valle della Fiumarella, costruito nel 1962 su progetto dell'ing. Riccardo Morandi. Un'altra importante arteria che serve Catanzaro è la SS 106 Jonica, che attraversa il quartiere costiero di Lido. In passato, fino alla realizzazione delle nuove strade a scorrimento veloce, Catanzaro era raggiungibile percorrendo le tortuose strade statali dell'entroterra, la 19 (per Cosenza e Battipaglia) e la 109 (per Petilia Policastro). Sono in fase di realizzazione le varianti alle strade statali 106 e 280, che permetteranno di connettere le due importanti arterie e di servire il nuovo quartiere direzionale di Germaneto. [modifica] FerrovieCatanzaro costituisce un nodo ferroviario di importanza regionale. La stazione principale della città, posta nel punto di incontro delle tre linee, è quella di Catanzaro Lido, posta nell'omonimo quartiere. Importante anche la stazione di Catanzaro Germaneto, situata nell'omonima zona di espansione nella valle del Corace, alcuni kilometri ad ovest della città. [modifica] Porti38°49′38″N 16°38′5″E / 38.82722°N 16.63472°E
Si tratta di un porto turistico costituito da un molo foraneo e da un molo di sottoflutto leggermente distrutti dal mare. Ad uso soprattutto per i pescatori locali come porto rifugio, attualmente sono in fase di completamento i lavori di ristrutturazione con la creazione di una darsena di 280 ml di banchine d'accosto riservata soprattutto per i pescherecci con pontili d'attracco composti da elementi gallegianti della larghezza di 2,50 m e lunghezza 8,60 m e il potenziamento dei due moli principali che porterà la capacità a circa 400 ormeggi così suddivisi:
[modifica] AeroportiLa città è servita da due aeroporti. Il principale è lo scalo internazionale di Lamezia Terme, posto a circa 30 km di distanza e raggiungibile tramite la statale "dei Due Mari"; l'altro è l'aeroporto di Sant'Anna situato nel comune di Isola di Capo Rizzuto, distante circa 50 km e raggiungibile tramite la statale Jonica. [modifica] Mobilità urbanaIl sistema dei bus urbani, con fermata anche nei comuni di Gimigliano, San Floro, Caraffa di Catanzaro, Roccelletta di Borgia e Pentone comprende 49 linee ed è gestito dalla società AMC (Azienda per la mobilità di Catanzaro). [modifica] Impianti a funeLa funicolare di Catanzaro è il mezzo di trasporto più funzionale per chi deve raggiungere il centro provenendo dai quartieri a sud della città. Le stazioni sono tre: "Sala", "Piano Casa" e "Piazza Roma". Il tempo di percorrenza è di circa 5 minuti. Il servizio è gestito dalle Ferrovie della Calabria. Principali caratteristiche dell'impianto:
La funicolare è stata attivata nel 1998 ricostruendo parte della tratta a funicolare della cosiddetta "tranvia automotofunicolare", funzionante dal 1910 al 1954. [modifica] Lavori in corso[modifica] Valle CoraceSono in pieno svolgimento i lavori di urbanizzazione della Valle del Corace, area limitrofa ai quartieri di Germaneto, Santa Maria e Lido. Il letto del torrente Corace sarà trasformato in un importante snodo stradale, ferroviario e metropolitano. È in fase di conclusione la variante alla SS 280, che percorrerà in lungo il letto del torrente congiungendosi alla nuova variante della SS 106 all'altezza del quartiere Santa Maria e terminando in prossimità della foce con l'uscita nel quartiere Lido. [modifica] Pendolo e Metropolitana di SuperficieÈ stato approvato il progetto per la costruzione del "Pendolo"[29], una linea ferroviaria che collegherà l'attuale stazione delle Ferrovie della Calabria di Catanzaro Sala alla nuova stazione FS di Germaneto, ricongiungendosi alla esistente linea ferroviaria a scartamento ridotto tra Catanzaro Lido e Catanzaro Città. La costruzione della linea, a doppio binario e non elettrificata, andrà a creare un rapido collegamento tra il futuro centro direzionale e universitario di Germaneto con la città, oggi poco vantaggioso e poco servito per via stradale. Nell'ambito della costruzione del Pendolo, è previsto anche un radicale cambiamento della linea da Catanzaro Sala a Catanzaro Lido, raddoppiando e modernizzando anche questo tratto. Molto probabilmente, come si evince dai prospetti pubblicati, la linea ricalcherà quella FS per Catanzaro Sala, in disuso dal 2008, o tramite terza rotaia o con la totale sostituzione dei binari a scartamento ordinario a favore di quelli a scartamento ridotto. La gestione è prevista da parte delle Ferrovie della Calabria e del comune di Catanzaro, il costo previsto è di 40 milioni di euro e l'inizio dei lavori si prevede per la primavera 2010. Nell'ambito dei collegamenti ferroviari con la costiera jonica e con Lamezia Terme, attualmente gestiti da Trenitalia, le Ferrovie della Calabria hanno raggiunto un accordo con RFI per l'accesso alle linee statali, con l'intento di creare un efficiente sistema di relazioni locali, istitutendo un treno ogni ora da Sibari/Crotone, Lamezia Terme Centrale e Roccella Jonica/Reggio Calabria Centrale, in coincidenza a Catanzaro Lido. Le prove per l'abilitazione e la conoscenza della linea del personale FC sono già iniziate, e probabilmente ci saranno esperimenti a partire dal cambio di orario di dicembre 2009. È allo studio anche la possibilità di riattivare il tratto tra Catanzaro Lido e Catanzaro Sala, che rappresentava la vecchia linea per Lamezia Terme Centrale, attestando i treni provenienti da Soverato/Roccella Jonica/Reggio Calabria Centrale nella stazione di Sala, permettendo l'immediato interscambio con i sistemi di trasporto diretti al centro della città di Catanzaro (ferrovia, funicolare e ascensori).[30] [modifica] Cerniera di CatanzaroLa cerniera di Catanzaro rappresenterà un sistema di infrastrutture che collegherà il centro storico con la stazione ferroviaria nel quartiere Sala. Infatti, per permettere di raggiungere il centro di Catanzaro in breve tempo, arrivando da Lido/Santa Maria, sarà possibile far tappa a Catanzaro Sala e, da lì, prendere la passerella meccanizzata, che collegherà le due stazioni (FS ed FC) con quella di valle della Funicolare che, si ricorda, conduce da Catanzaro Sala a Piazza Roma, in pienissimo centro storico. Al contempo, a breve distanza dalle due stazioni sorgeranno gli ascensori diretti alla zona "Bellavista", che come il nome stesso dice rappresenta un punto molto suggestivo della città, oltre che molto centrale. (Ad oggi, marzo 2012, nessuna opera è stata completata. Le infrastrutture incompiute giacciono in balia delle intemperie e dei vandali.) [modifica] AmministrazioneSindaco: Sergio Abramo (Popolo della libertà) dal 10/05/2012 [modifica] Sport
Le altre squadre di calcio della città sono: U.S.D. Pro Catanzaro 1967 ed U.S.D. Real Catanzaro 1969 che militano nel Girone B di Promozione.
Per sei volte Catanzaro è stata sede di arrivo di una tappa del Giro d'Italia, la prima nel 1930, l'ultima nel 2008.
Il 28 dicembre 2005 Catanzaro è stata tappa del viaggio della Fiaccola olimpica per le Giochi olimpici invernali di Torino 2006.
[modifica] Impianti sportivi
[modifica] Galleria fotograficaUlteriori immagini di Catanzaro nella galleria su Commons
[modifica] Note
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
[modifica] Collegamenti esterni
Fonte: Wikipedia. Data: 05/21/12, 9:42 pm |
Immagini
Fonte: Flickr. Twitter
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Vides
Fonte: Youtube. Ultimi Video
Fonte: Youtube. |
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