Nell'antica Roma, il circo era il luogo nel quale si disputavano le gare di corsa dei cavalli.
Il nome deriva dal latino circus, "cerchio", perché il percorso di gara aveva la forma di un anello.
Il percorso di gara aveva il fondo in sabbia (in latino arena) ed era costituito da due rettilinei paralleli, separati da una balaustra (chiamata "spina") che correva nel mezzo e raccordati da due strette curve a 180 gradi. All'interno di ciascuna curva, all'estremità della spina, vi era una colonna, chiamata meta, intorno alla quale i corridori dovevano girare. La distanza tra le due mete era tipicamente di uno stadio (circa 200 metri), ma nei circhi più grandi poteva essere maggiore.
La pista aveva quindi complessivamente la forma di un rettangolo molto allungato: uno dei due lati corti era arrotondato, mentre lungo l'altro si allineavano i carceres, ovvero i box dai quali prendevano il via i carri. Su tutto il resto del perimetro erano costruite le gradinate per il pubblico. L'edificio che ospitava i carceres era spesso monumentale, costituito da due torri, unite da una facciata solenne, e dai vari locali di servizio. Tra queste torri da portare come esempio quella rimasta del circo di Milano, a lungo creduta di origine medievale, divenuta il campanile di San Maurizio al Monastero Maggiore alto 16,60 m.
I circhi erano degli edifici molto imponenti e fastosi. Il leggendario circo di Costantinopoli era ornato con capolavori presi spogliando tutto il mondo conosciuto: per portare tre esempi, la spina era ornata da vari oggetti preziosi, tra cui l'enorme obelisco trasportato da Karnak, in Egitto, e ancora oggi ben visibile a Istanbul. Vi era anche la colonna con i serpenti di bronzo dorato presa dal tempio di Apollo di Delfi. Sopra la tribuna imperiale vi era il gruppo dei cavalli di origine incerta (forse fusi all'epoca di Domiziano) ma ora a Venezia, dove sono stati spostati nel 1204 per ornare la facciata della Basilica di San Marco.
[modifica] Svolgimento delle corse
Ricostruzione immaginaria delle
corse in un circo dell'antica Roma.
Nell'antica Roma non si svolgevano corse di cavalli montati. Seguendo l'usanza greca (che risaliva a parecchi secoli prima di Cristo, come attesta l'Iliade), i cavalli venivano invece aggiogati a un carro a due ruote guidato da un auriga ("guidatore"). La biga era un carro trainato da due cavalli; la quadriga da quattro. È famosissima la corsa di quadrighe rappresentata nel film Ben-Hur.
La partenza avveniva aprendo cancelli o catene e dando il via libera ai carri che potevano passare dai carceres all'arena.
La corsa si svolgeva di solito su sette giri di pista. Il percorso era sempre in senso antiorario. Sulla "spina" vi era una fila di segni (di solito uova di pietra o delfini). A ciascun giro veniva fatta cambiare posizione a uno di questi segni. Gli spettatori potevano così tenere il conto del giro a cui si era.
Naturalmente vinceva il carro che arrivava primo alla fine dei giri prestabiliti. Vi era un sistema per correggere il percorso più lungo che avevano davanti i carri che erano all'esterno. La vincita non corrispondeva solo nella proclamazione e nella gloria che ne derivava, ma anche in un premio tangibile: i migliori aurighi diventavano famosi ma guadagnavano anche grandi somme, come i moderni campioni dello sport.
Di solito gli anfiteatri erano posti fuori le mura o in periferia, per facilitare l'accesso e il deflusso degli spettatori e carri (es. con bestie e materiali scenografici) che provenivano da altri luoghi. Invece i circhi avevano una posizione tipica affiancata al palazzo imperiale, in modo che l'Imperatore e la sua corte potessero recarvisi direttamente, senza uscire per strada.
Non erano moltissime le città che avevano un circo, perché la sua costruzione, l'area necessaria (più sopra si diceva che erano in piena città) e soprattutto il mantenimento delle scuderie erano molto costosi. Tuttavia sono famosi i circhi di Alessandria, di Milano, di Aquileia, di Antiochia e di altre grandi città, soprattutto in oriente.
Ma i circhi più celebri sono quelli di Roma (il maggiore è il Circo Massimo) e quello (successivo) di Costantinopoli. Quest'ultimo circo fu edificato quando ormai gli edifici stavano perdendo la loro funzione originaria, e divenne il luogo utilizzato (oltre che per i giochi) per l'acclamazione dell'Imperatore, per le assemblee popolari, era il luogo dove si verificavano tumulti e sommosse anche cruente, e dove si svolgevano feste e celebrazioni varie, tra le quali si possono annoverare anche delle condanne a morte in forma di rappresentazione sacra (ad esempio, mettendo l'indiziato o il condannato dentro un forno ricostruito meticolosamente come quello dedotto dalla Bibbia nel Libro di Daniele, dove si narra dei tre fanciulli gettati in una fornace per ordine di Nabucodonosor.
Nel circo di Costantinopoli avvenivano la cerimonia di acclamazione dell'Imperatore, gli atti solenni e le trattative dell'Imperatore con la folla (es. nel 512 Anastasio dalla tribuna si tolse il diadema, si disse disposto ad abdicare se gli veniva indicato un successore. La folla lo riconfermò). Altro episodio famoso la rivolta della Nika, che prese le mosse dalle fazioni del circo, che chiedevano all'unisono la rimozione di alcuni funzionari, e alla fine -nella sua repressione- costò la vita a 30.000 persone). Vi si celebravano anche i trionfi (come quello di Belisario) e insomma tutte le cerimonie ufficiali pubbliche. Le classiche quattro fazioni alba (bianca), prasina (verde), russata (rossa), veneta (azzurra) divennero una sorta di partiti politici[senza fonte], con diversa rappresentatività e diversa valenza sociale. Le fazioni del circo a Costantinopoli videro la prevalenza di due "colori" (il verde e l'azzurro) e assunsero (oltre che connotazioni politiche) perfino quella di partigianerie religiose: la fazione dei verdi parteggiava per il Monofisismo. Gli azzurri era il "partito" dei grandi proprietari terrieri e dell'antica nobiltà, parteggiavano per i verdi soprattutto i mercanti e la burocrazia statale.
[modifica] Lista di antichi circhi romani
Città
(Nome romano) |
Città
(Nome moderno) |
Paese |
Coordinate |
Note |
Immagini |
|
Auzia |
Algeria |
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[1] |
|
| Saldae |
Béjaïa |
Algeria |
|
[1] |
|
| Colonia Claudia Caesarea |
Cherchell |
Algeria |
36°36′04″N 2°11′09″E / 36.601°N 2.18586°E / 36.601; 2.18586 (Colonia Claudia Caesarea (Cherchell)) |
[1] |
|
|
Sétif |
Algeria |
|
[1] |
|
| Trimontium |
Plovdiv |
Bulgaria |
42°08′51″N 24°44′53″E / 42.147477°N 24.748068°E / 42.147477; 24.748068 (Trimontium (Plovdiv)) |
|
|
| Camulodunum |
Colchester |
Inghilterra |
|
Colchester's Roman Circus 1 |
|
| Alexandria |
Alessandria d'Egitto |
Egitto |
|
[1] |
|
| Antinopolis |
|
Egitto |
27°48′36.33″N 30°53′7.81″E / 27.8100917°N 30.8855028°E / 27.8100917; 30.8855028 (Antinopolis) |
[1] |
|
| Oxyrhynchus |
|
Egitto |
|
[1] |
|
| Arelate |
Arles |
Francia |
43°40′24″N 4°37′07″E / 43.6734°N 4.61855°E / 43.6734; 4.61855 (Arelate (Arles)) |
Circo romano di Arles[1] |
|
| Lugdunum |
Lione |
Francia |
|
[2] |
|
| Mediolanum Santonum |
Saintes |
Francia |
|
[1] |
|
| Vienna Allobrogum |
Vienne |
Francia |
45°30′59″N 4°52′06″E / 45.516492°N 4.868196°E / 45.516492; 4.868196 (Vienna (Vienne)) |
Circo romano di Vienne[1] |
|
| Augusta Treverorum |
Treviri |
Germania |
Circo romano di Augusta Treverorum[1] |
|
|
| Corinth |
Corinto |
Grecia |
|
Disputed. |
|
| Gortyn |
Gortyn |
Grecia |
35°03′07″N 24°57′04″E / 35.052057°N 24.951119°E / 35.052057; 24.951119 (Gortyn) |
[1][2] |
|
| Nicopolis |
|
Grecia |
39°01′25″N 20°44′05″E / 39.023563°N 20.734805°E / 39.023563; 20.734805 (Nikopolis) |
Si tratta di uno stadium. |
|
| Thessalonica |
Salonicco |
Grecia |
|
Circo romano di Tessalonica:[1] legato alla famosa vicenda dell'eccidio compiuto per ordine di Teodosio (7.000 morti). A causa di questo eccidio Teodosio I subì la penitenza impostagli da Ambrogio a Milano. |
|
| Caesarea Maritima |
|
Israele |
32°29′55″N 34°53′26″E / 32.4986°N 34.8906°E / 32.4986; 34.8906 (Caesarea Maritima) |
Circo romano di Cesarea marittima lungo la costa.[1] |
|
|
Aquileia |
Italia |
|
Circo romano di Aquileia[1] |
|
| Bovillae |
|
Italia |
41°45′48″N 12°37′06″E / 41.763424°N 12.618457°E / 41.763424; 12.618457 (Bovillae) |
Circo romano di BovillaeProtection of the archaeological heritage and of the environment of Frattocchie - Bovillae. Sen. Achille Occhetto's visit of the Roman stadium / circus in Frattocchie[1] |
|
| Mediolanum |
Milano |
Italia |
45°27′55″N 9°10′44″E / 45.465217°N 9.178902°E / 45.465217; 9.178902 (Mediolanum (Milan)) |
Circo romano di Milano,[2] ancora nel VII secolo dev'essere stato in buone condizioni (anche dopo la distruzione della città da parte dei Goti) perché vi fu incoronato Adaloaldo, figlio di Teodolinda. |
|
|
Montaperti |
Italia |
43°18′22″N 11°27′19″E / 43.306152°N 11.455258°E / 43.306152; 11.455258 ((Montaperti)) |
Tracciato del circo o dello stadium chiaramente visibile |
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| Catana |
Catania |
Italia |
|
Circo romano di Catania: di esso rimangono soltanto le testimonianze precedenti l'eruzione che lo ricoprì e parte di ciò che forse dovette appartenere alla spina, montati sulla Fontana dell'Elefante. |
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| Roma |
Roma |
Italia |
41°53′10″N 12°29′08″E / 41.886016°N 12.485404°E / 41.886016; 12.485404 (Circus_Maximus, Rome) |
Circo Massimo, databile all'incirca al II secolo a.C. in un'area dove già da tempo si svolgevano corse con i carri; solo nella seconda metà del novecento questa venne sgomberata dalle strutture che l'avevano ricoperta, permettendoci oggi la visione del perimetro del circo con i suoi resti. |
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| Roma |
Roma |
Italia |
41°51′17″N 12°31′21″E / 41.854645°N 12.522411°E / 41.854645; 12.522411 (Circus of Maxentius, Rome) |
Circo di Massenzio, probabilmente mai utilizzato ma conservatosi in ottime condizioni, situato nei pressi del parco della Caffarella. |
|
| Roma |
Roma |
Italia |
|
Circo di Nerone,[1] la cui costruzione iniziò però sotto l'imperatore Caligola, era situato nell'area dove oggi sorge la basilica di San Pietro. |
|
| Roma |
Roma |
Italia |
|
Circo Flaminio,[1] costruito nel 221 a.C. circa da Gaio Flaminio Nepote e successivamente distrutto per permettere la costruzione del Teatro di Marcello. |
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| Roma |
Roma |
Italia |
|
Stadio di Domiziano o circo Agonale, che sorgeva nell'area attualmente occupata da piazza Navona, che ne ha conservato forma e destinazione d'uso fino a metà '800. |
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| Roma |
Roma |
Italia |
|
Circo Variano,[1] la cui maggior parte dei resti sono di recente scoperta, fu edificato da Settimio Severo nella sua villa nei pressi di Porta Maggiore. |
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| Gadara |
Umm Qais |
Giordania |
|
[1] |
|
| Gerasa |
Jerash |
Giordania |
32°16′25″N 35°53′27″E / 32.273655°N 35.890730°E / 32.273655; 35.890730 (Gerasa) |
[1] |
|
| Colonia Iulia Augusta Felix Berytus |
Beirut |
Libano |
|
[1] |
|
|
Tiro |
Libano |
33°16′04″N 35°12′33″E / 33.267700°N 35.209275°E / 33.267700; 35.209275 (Tyre) |
Circo romano di Tiro[1] |
|
| Cyrene |
|
Libia |
32°49′20″N 21°51′51″E / 32.822221°N 21.864104°E / 32.822221; 21.864104 (Cyrene) |
[1] |
|
| Leptis Magna |
|
Libia |
32°37′59″N 14°18′38″E / 32.633056°N 14.310547°E / 32.633056; 14.310547 (Leptis Magna) |
Circo romano di Leptis Magna[1] |
|
| Miróbriga |
|
Portogallo |
38°00′08″N 8°41′02″W / 38.002318°N 8.683770°W / 38.002318; -8.683770 (Mirobriga) |
vicino a Santiago do Cacém[2] |
|
|
Tavira |
Portogallo |
|
[1] |
|
| Aeminium |
Coimbra |
Portogallo |
|
|
|
| Olissipona |
Lisbona |
Portogallo |
38°42′50″N 9°08′21″W / 38.713788°N 9.139192°W / 38.713788; -9.139192 (Olissipona (Lisbon)) |
|
|
| Sirmium |
Sremska Mitrovica |
Serbia |
|
Circo romano di Sirmio[1] |
|
| Calagurris |
Calahorra |
Spagna |
42°18′17″N 1°57′47″W / 42.304811°N 1.963025°W / 42.304811; -1.963025 (Calagurris (Calahorra)) |
[1] |
|
| Corduba |
Córdoba |
Spagna |
|
|
|
|
Capera |
Spagna |
|
[1] |
|
| Italica |
|
Spagna |
|
[1] |
|
| Emerita Augusta |
Mérida |
Spagna |
38°55′11″N 6°19′56″W / 38.919663°N 6.332173°W / 38.919663; -6.332173 (Mérida) |
Circo romano di Mérida[1] |
|
| Saguntum |
Sagunto |
Spagna |
39°40′53″N 0°16′32″W / 39.681294°N 0.275595°W / 39.681294; -0.275595 (Saguntum (Sagunto)) |
Circo romano di Sagunto[1] |
|
| Tarraco |
Tarragona |
Spagna |
41°06′59″N 1°15′24″E / 41.116431°N 1.256646°E / 41.116431; 1.256646 (Tarraco (Tarragona)) |
Circo romano di Tarragona[1] |
|
| Toletum |
Toledo |
Spagna |
39°51′49″N 4°01′48″W / 39.863689°N 4.029978°W / 39.863689; -4.029978 (Toledo) |
Circo romano di Toledo[1] |
|
|
Zafra |
Spagna |
|
[1] |
|
| Nova Trajana Bostra |
Bosra |
Siria |
32°30′54″N 36°28′48″E / 32.5149°N 36.4799°E / 32.5149; 36.4799 (Bostra) |
Circo romano di Bostra[1] |
|
| Laodicea |
Latakia |
Siria |
|
[1] |
|
| Carthago |
Cartagine |
Tunisia |
36°51′05″N 10°18′54″E / 36.851388°N 10.314958°E / 36.851388; 10.314958 (Carthago (Carthage)) |
[1] |
|
| Hadrumentum |
Sousse |
Tunisia |
|
[1] |
|
| Municipium Aurelium Commodum |
Henchir Bou Cha |
Tunisia |
|
[1] |
|
|
Henchir Esch Schorr |
Tunisia |
|
[1] |
|
|
Thugga |
Tunisia |
36°25′35″N 9°12′58″E / 36.4265°N 9.2161°E / 36.4265; 9.2161 ((Thugga)) |
[2] |
|
| Thysdrus |
El Djem |
Tunisia |
35°18′07″N 10°41′37″E / 35.301944°N 10.693480°E / 35.301944; 10.693480 (Thysdrus (El Djem)) |
[1] |
|
| Utica |
|
Tunisia |
37°03′04″N 10°03′47″E / 37.051230°N 10.063141°E / 37.051230; 10.063141 (Utica) |
[1] |
|
| Antiochia |
Antakya |
Turchia |
|
Circo romano di Antiochia[1] dove è ambientata la corsa dei cavalli nel romanzo Ben-Hur. |
|
| Bisanzio |
Istanbul |
Turchia |
41°00′24″N 28°58′34″E / 41.006548°N 28.975961°E / 41.006548; 28.975961 (Byzantium) |
Ippodromo di Costantinopoli |
|
| Laodicea al Lico |
|
Turchia |
37°49′52″N 29°06′16″E / 37.831074°N 29.104478°E / 37.831074; 29.104478 (Laodicea) |
Forse uno stadium |
|
| Nicomedia |
İzmit |
Turchia |
|
Circo romano di Nicomedia[1] |
|
[modifica] Altri usi del circo
Nei circhi si svolgevano anche spettacoli di diverso tipo: ad esempio i combattimenti di gladiatori e le esecuzioni capitali pubbliche, eseguite esponendo il condannato alle belve feroci (ad bestias) o per crocifissione.
La tradizione dice ad esempio che san Pietro sia stato giustiziato, insieme ad altri cristiani, nel circo di Nerone, che si trovava nei pressi del luogo ove oggi sorge la Basilica di San Pietro (molti credono erroneamente che Pietro sia stato martirizzato nel Colosseo, ma è impossibile perché a quell'epoca non era ancora stato costruito).
Questi giochi si svolgevano anche negli anfiteatri, che talvolta vengono anch'essi impropriamente chiamati circhi; in effetti la pista circolare del circo moderno prende la sua forma proprio da quella degli anfiteatri
Tuttavia nell'antichità l'anfiteatro è il luogo destinato tipicamente ai combattimenti, soprattutto tra gladiatori e per le venationes (ovvero spettacoli che coinvolgevano animali) mentre il circo è il luogo (almeno durante i primi secoli dell'Impero) destinato sostanzialmente alle corse dei carri.
Gli anfiteatri vengono giudicati dall'Impero cristiano i luoghi dei combattimenti cruenti da condannare, e cadono presto in disuso, mentre l'utilizzo dei circhi (per le corse dei cavalli ma ancor più che per le assemblee o le celebrazioni pubbliche) prosegue ancora per molto tempo. Nel 314, solo un anno dopo la legalizzazione del Cristianesimo, il Concilio di Arles previde la scomunica per gli aurighi: sono però attestate corse di cavalli e giochi anche successivamente.
- ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai aj ak al am an ao ap aq ar John H. Humphrey: Roman Circuses: Arenas for Chariot Racing. University of California Press, Berkeley and Los Angeles 1986, ISBN 0-520-04921-7
- ^ a b c d e Raymond G. Chase: Ancient Hellenistic and Roman amphitheatres, stadiums, and theatres: the way they look now. P. E. Randall, Portsmouth 2002, ISBN 1-931807-08-6
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