Colleferro (IPA: /kɔllefɛrro/) è un comune italiano di 22.142 abitanti della provincia di Roma nel Lazio.
Iniziò a svilupparsi a ridosso di un nucleo preesistente ("Segni Scalo", poi "Colleferro Scalo"), alla vigilia della prima guerra mondiale. È pertanto una delle più giovani città italiane, e città di fondazione.[3] Fino al 13 giugno 1935 la frazione di Colleferro fece parte del governatorato di Roma, divenendo quindi comune autonomo[4].
[modifica] Geografia fisica
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« Colleferro, non proprio in provincia di Frosinone, ma alle sue soglie in provincia di Roma, è sede di una delle massime industrie private dell'Italia del Centro, la Bombrini e Parodi; e spicca perciò sullo sfondo agricolo e pastorale, ed oggi tutt'al più faccendiero, del Lazio. Luogo d'incubazione di antifascismo prima che scoppiasse la guerra, centro di lotta partigiana più tardi, e oggi d'idee politicamente avanzate, Colleferro è una piccola città operaia modernista, folta di antenne radio. Regioni come il Lazio, modernizzandosi, non solamente attenuano le caratteristiche antiche ma concorrono a quelle opposte. » |
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La città di Colleferro si trova nella Valle del Sacco.
| Le origini del nome |
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Ipotesi sul nome dicono che potrebbe derivare da:
- una città Volsca che era chiamata Ferruca o Verruca, che voleva intendere altura, e quindi da questa nel tempo diventò Ferrugo collis e quindi Ferro collis o Collis ferro.
- Ferrugo collis o Collis ferrugo non deriva dalla città Volsca ma dal fatto che sul colle avveniva la lavorazione del ferro
- Gerardus Mercator in una sua planimetria fatta nel 1589 ne riporta il nome di Castelferro
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Nella zona sono stati ritrovati reperti risalenti all'età del bronzo e all'età del ferro[5].
Altri reperti dell'Alta valle del Sacco e della catacomba di Sant'Ilario ad bivium, che vanno dal paleolitico fino ad epoche medievali, sono oggi conservate nell'antiquarium comunale.
Gazzetta ufficiale del 13 giugno 1935, Costituzione comune Colleferro
Lo sviluppo di Colleferro ebbe inizio già nel 1912 con la conversione di una fabbrica oramai in disuso da anni (lo zuccherificio della Società Valsacco), per la produzione di esplosivi[5]. Il primo nucleo di case infatti non fu quello dove oggi si erge il centro della cittadina, bensì presso lo scalo della allora stazione ferroviaria "Segni-Paliano", poi chiamata stazione di Colleferro-Segni-Paliano in seguito alla nascita del comune di Colleferro: un primo nucleo di case (nonché la chiesa di San Gioacchino) venne edificata nell'allora territorio di Valmontone (conosciuto come Segni Scalo).
| Lo scoppio del 38 |
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La città di Colleferro viene segnata dallo scoppio avvenuto la mattina di sabato 29 gennaio 1938 nello stabilimento Bombrini Parodi Delfino, nel quale sono morirono 60 persone e ne rimasero ferite più di 1.500. La strage si verificò con due esplosioni: la prima si verificò alle 7:40, per colpa di un operaio che per eliminare l'occlusione di un tubo d'aria compressa usò uno scalpello di ferro provocando scintille, che fecero subito alzare fiamme giunte a toccare 10 metri, mentre la seconda, più potente, alle 8:05.
Il 18 giugno 1939 il principe Umberto di Savoia, venne in piazza Italia per consegnare 67 ricompense al valor militare, di cui 60 furono alla memoria dei caduti e 7 ai superstiti che aiutarono gli altri a salvarsi
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L'ingegnere Leopoldo Parodi Delfino (già senatore e figlio del fondatore della Banca nazionale, poi Banca d'Italia) e il senatore Giovanni Bombrini fondarono l'omonima fabbrica di esplosivi, e, insieme allo stabilimento, venne creato un nuovo nucleo di case, conosciuto come "Villaggio BPD", nel quale si trasferirono numerosi operai con le loro famiglie, provenienti da diverse regioni d'Italia. Nella località era anche presente anche la "Calce e cementi Segni" (successivamente acquisita dalla Italcementi), la quale a fondovalle portava e lavorava il materiale estratto dalle cave della vicina città di Segni per produrne cementi per l'edilizia.
Colleferro, il cui territorio apparteneva originariamente ai comuni di Valmontone (zona dello Scalo), di Roma (zona dove sorge l'attuale capoluogo comunale) e di Genazzano (alcune aree rurali nei pressi della "via Palianese"), continuò la propria espansione urbana per tutti gli anni venti e trenta, fino a divenire comune autonomo nel 1935[6]. Successivamente il comune di Colleferro aggiunse al proprio territorio limitate porzioni di quello dei comuni limitrofi di Segni e di Paliano.
Durante la seconda guerra mondiale Colleferro fu ripetutamente bombardata con l'obiettivo di distruggere lo stabilimento di esplosivi. La cittadinanza trovò riparo in una serie di grotte e cunicoli realizzati sotto il "Villaggio BPD" e noti con il nome di "Rifugi".
[modifica] cronistoria del Novecento
- 1898 - Con riferimento al periodo iniziale, prima della città di fondazione, quando viene costituita la Società Valsacco per la lavorazione delle barbabietole.
Lo Zuccherificio viene costruito davanti alla stazione ferroviaria di Segni-Paliano. Molte famiglie di operai si trasferiscono nei dintorni dello stabilimento,specialmente lungo la via Carpinetana antica, che costeggia il perimetro della fabbrica. A questo sviluppo edilizio spontaneo segue quello "pianificato" della Società Valsacco che su una altura poco lontana dallo Zuccherificio costruisce un piccolo villaggio, costituito da edifici bi - quadrifamiliari e dalla chiesa di S. Gioacchino.
- 1906 - La fabbrica trasferisce parte della produzione, le case vengono acquistate dalle Ferrovie dello Stato per adibirle a residenze per i dipendenti.
- 1909 - La Società Valsacco chiude. A Segni scalo vivono 50 famiglie.
- 1912 - Lo Stabilimento Valsacco viene rilevato dalla Società B.P.D. Vengono edificati nuovi impianti su 34 ettari di terreno.
- 1913 - Conversione dello Zuccherificio della Società Valsacco in fabbrica di esplosivi. In quel periodo il Senatore ing. Leopoldo Parodi Delfino sorvolando con il proprio aereo le terre allora appartenenti al principe Filippo Andrea VI Doria Pamphili, sceglie il luogo per impiantare una industria bellica. Nasce così un nuovo gruppo di edifici, in località Santa Barbara, per dirigenti, operai e loro famiglie. Prima immigrazione di maestranze specializzate dal Piemonte. Negli anni successivi si verificano una seconda immigrazione di edili dalle Marche, per la costruzione dei nuovi impianti (1920) ed una terza immigrazione dalla Toscana e dall'Umbria a seguito della costruzione dell'impianto delle 13 lavorazioni metalmeccaniche (1930). Si arriva così alla nascita di Colleferro, su suolo del Comune di Valmontone e di Roma.
- 1935 - Con legge XIII, n. 1147 del 13 giugno 1935, pubblicata sulla O.D. del 8 luglio 1935, n. 157, viene fondato il Comune di Colleferro che incorpora porzioni di Valmontone, di Segni e di Paliano. La BPD incarica l'ing. Riccardo Morandi di progettare un nuovo Centro urbano. Contemporaneamente vengono realizzati i primi edifici di Corso Garibaldi, a blocco, per le famiglie degli impiegati,prospicienti la direzione della BPD.
- 1936 - L'ing. Morandi consegna il Piano Regolatore del Comune, che prevede la realizzazione di un gruppo di case a schiera, bi e quadri familiari, sul modello delle città-giardino inglesi. Le residenze si sviluppano tutte su due livelli con accessi a quote diverse su due fronti principali, sfruttando l'orografia del terreno. In questa fase l'insediamento di Colleferro interessa circa 15 ettari e comprende case in linea per gli impiegati, case a schiera per gli operai (200 vani) e numerosi edifici pubblici, come scuole alberghi per gli operai non residenti, dopolavoro, mercato e spaccio direzione.
- 1950-1953 - A seguito della promulgazione della legge Fanfani (1949) Viene realizzato, dall'INA CASA il nuovo quartiere di Piazza Mazzini, già pianificato dall'ing. Morandi. Gli edifici in linea, su tre piani, sono posizionati con le testate ortogonalmente sul viale che, dal corso principale, attraversa la piazza.
Lo stemma comunale è stato approvato il 23 luglio 1950. è stato realizzato dal sign. Bonivento Guido.
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« Il progetto araldico per la creazione dello stemma comunale si ispira:
1-Alla provenienza originaria di questa popolazione e perciò è stato scelto quel fondale per lo scudo il tricolore nazionale a simboleggiare la realizzata unione in Colleferro di tutti gli italiani;
2-Alle prevalenti attività industriali e di qui la ruota dentata che racchiude il centro dello scudo e l'incudine in esso riprodotta;
3-Alle sorgenti attività agricole e perciò il sole che sorge a fecondare, unitamente all'opera dell'uomo (la vanga), i campi. Inoltre con la riproduzione di un rudero dell'acquedotto romano si è voluto ricordare l'origine prettamente romana di queste terre; e con i colori rosso-nero del fondale si è inteso consacrare i colori municipali.
Infine con il motto "In Labore Virtus" si vuole significare la preminenza assoluta che il lavoro ha avuto nella scelta ed ha nella vita di questo comune. » |
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(Descrizione araldica dello stemma del Comune di Colleferro)
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[modifica] Monumenti e luoghi di interesse
[modifica] Architetture religiose
- Chiesa di Santa Barbara, la più grande delle chiese di Colleferro, realizzata dall'ingegnere Morandi, si trova al centro della città.
- Tempietto di Santa Barbara
- Chiesa di San Benedetto
- Tempietto di Sant'Anna
- Chiesa di San Gioacchino, che si trova a Colleferro Scalo, è la chiesa più antica.
- Chiesa di Maria Santissima Immacolata
- Chiesa di San Bruno, è la chiesa più recente.
Una delle entrate/uscite dei Rifugi
[modifica] Architetture militari
Colleferro è provvista della farmacia più grande del Lazio (700 m²[7]
Riproduzione dello stemma comunale in marmi e mosaico presso Piazza Italia
- Piazza Italia
- Piazza Giuseppe Mazzini
- Piazza Piero Gobetti
- Piazza della Repubblica
- Piazza San Benedetto (Quarto Chilometro)
- Piazza caduti di Nassiriya
- Piazza Roberto Gaucci
Molti abitanti, provenienti dalle più diverse regioni d'Italia (ed ultimamente anche dall'estero) si sono trasferiti nel tempo a Colleferro, trovando impiego alla Snia, all'Italcementi e in molti altri stabilimenti che si sono creati nelle vicinanze.
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
Nella tabella si nota l'evoluzione del numero della popolazione residente a Colleferro dal 2001 al 2008.[8]
[modifica] Etnie e minoranze straniere
Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 1.727 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:
Romania 493 2,23%
Bulgaria 489 2,21%
[modifica] Qualità della vita
Per l'intensa attività industriale e soprattutto chimica, Colleferro ha dovuto far fronte a un notevole sovraccarico di inquinanti che hanno contaminato terreni e falde acquifere nel territorio comunale e nella Valle del Sacco in generale. In particolare, il beta-esaclorocicloesano venne usato abbondantemente fino agli anni settanta per la produzione di pesticidi, quindi limitato e infine proibito nel 2001[9]. Con le acque piovane che colavano nei terreni delle discariche a cielo aperto e si convogliavano nei fossi detti Fosso Savo e Fosso Cupo si creò un inquinamento costante nel Fiume Sacco, il quale, esondando periodicamente, nei decenni successivi portò gli inquinanti sui terreni limitrofi a destinazione agricola, generando problemi in tutta la catena alimentare[10].
L'emergenza ambientale è stata affrontata con fondi regionali e con bonifiche. Studi sul terreno nell'area industriale di Colleferro sono stati finanziati dalla Regione Lazio, e da essi emerge che ci sono ancora livelli molto elevati di "esaclorocicloesano DDE (Diclorodifenildicloroetilene), DDT nei terreni agricoli, e presenza di mercurio, cromo, arsenico, diossine e altre sostanze tossiche nell'area industriale di Colleferro". Nel 2006 è stato dichiarato lo "stato di emergenza socio-economico-ambientale", poi prorogato a più riprese fino ad oggi[10].
Nel 2005 è stato approvato un progetto di monitoraggio di lungo periodo della salute della popolazione nell'area della Valle del Sacco, in carico al dipartimento di epidemiologia della ASL Roma E in collaborazione con le ASL Roma G e Frosinone e con l'Istituto superiore di sanità, al fine di verificale lo stato di salute dei cittadini dell'area. È stato riscontrato un quadro di mortalità e morbosità tra i peggiori nei tre comuni della provincia di Roma rispetto al resto della Regione[11].
Giornalisti o corrispondenti per Colleferro
- Elda Campori, ufficio stampa Comune di Colleferro
- Giulio Iannone, condirettore di Quotidiano Sera
- Gianluca Cardillo, condirettore di Quotidiano Sera
- Mario Galati, corrispondente de "Il Messaggero"
- Stefano Gelsomini, corrispondente de "Il Tempo"
- Giovanna Speranza, corrispondente di "Ciociaria Oggi"
- Beatrice Cardillo, corrispondente di "Quotidiano Sera"
- Gabriella Collacchi, corrispondente di "Cinque Giorni"
- Stefano Raucci, corrispondente de "Corriere dello sport" e de "Il Corriere laziale"
- Film girati a Colleferro
- "Europa '51", film del 1952, diretto da Roberto Rossellini, e interpretato da Ingrid Bergman, diverse scene sono state girate all'interno ed all'esterno del cementificio Italcementi; la ragazza che nel film accompagna al posto di lavoro ed istruisce Irene Gerard (Ingrid Bergman), è una colleferrina, che all'epoca delle riprese lavorava proprio nel cementificio.
- "La Califfa", film del 1971 diretto da Alberto Bevilacqua e interpretato da Ugo Tognazzi e Romy Schneider. Alcune scene sono state girate all'interno del cementificio dell'Italcementi.
- "Lo chiameremo Andrea", film del 1972 diretto da Vittorio de Sica e interpretato da Nino Manfredi e Mariangela Melato.
- "Il testimone", film giallo girato nel 2001 da Michele Soavi, nel quale cast figuravano Raul Bova, Ennio Fantastichini, Dino Abbrescia ed Aisha Cerami.
- "Uno bianca", parte del film e miniserie televisiva, girato nel 2001 da Michele Soavi, nel cast figuravano Kim Rossi Stuart, Dino Abbrescia, Claudio Botosso, Bruno Armando, Giorgio Crisafi, Luciano Curreri.
- Film cortometraggio girati a Colleferro
- "Lady B", parte finale del film girato nel 2011 diretto da Pierluigi Ferrandini, prodotto da Diego Biello e dalla Cinema Giovane Productions, nel cast figuravano Jane Alexander e Simone Fucci. Le scene sono state girate all'interno della piscina comunale.
- citazione di Colleferro nei film
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TV |
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Portali |
- RDM TV
- Radio Tele Valle Sacco
- Tele Centro Lazio
- Tele Colleferro
- Mondo TV
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- Radio RDM
- Radio Centro Lazio
- Radio Studio Day-O
- Radio Universo
- Radio Emme 100 Stereo
- Radio Colle Punto Zero
- Radio Radio
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[modifica] Quotidiani e periodici
- Il dovere. Giornale di Colleferro: periodico quindicinale che veniva stampato dalla BPD, diretto da Italo Sulliotti, successivamente coadiuvato da Guido Gnaucci. Il primo numero venne pubblicato il 18 luglio 1918, mentre l'ultimo (il numero 14) venne pubblicato il 24 marzo 1919.
- Cronache Cittadine: settimanale gratuito che tratta della cronaca di Colleferro e dei comuni limitrofi della Valle del Sacco e dei Monti Lepini, fondato nel 1989 e ancora oggi in attività.
- Quotidiano Sera: quotidiano serale gratuito.
- L'unione
- Rossoneri: bisettimanale sulla Società Sportiva Colleferro Calcio.
- Teatro Vittorio Veneto (ex Cinema Teatro "Vittorio Veneto")
[modifica] Personalità legate a Colleferro
Presepe 2011 a Piazza Italia
[modifica] Mostre, fiere e mercati
- tutto l'anno ogni tre domeniche tranne luglio e agosto: "Passeggiando tra i Sogni"
- tutto l'anno ogni cinque domeniche tranne luglio e agosto: "Passione Hobby"
- Martedì: mercato settimanale, presso la zona di via dell'industria e presso la zona di viale Europa e dal 2010 anche presso zona via Berni
- 17 e 18 aprile: Fiera delle piante e dei fiori
O tu, ne l’aria grigia, torto e senza
fiori, alberel di Segni Paliano
che deridendo accenni di lontano
alla inutile nostra impazienza,
or quando fiorirai, livido nano,
se non dunque fiorisci a la presenza
di lei che chiude la divina essenza
d’ogni fiore nel sangue sovrumano?
Ben ti compiango. Già di tra le spesse
argentee frecce de la nube occhieggia
languidamente a’colli umidi il Sole.
E fende l’aria un sibilo… Oh promesse
del desiderio! Oh come a noi fiammeggia
ne l’anima secreta un altro sole!
targa che ricorda il passaggio di D'Annunzio presso la stazione di Colleferro
- 27 marzo 1908 - mentre Enrico Toti lavorava alla lubrificazione di una locomotiva, che si era fermata nella stazione di Colleferro per effettuare l'aggancio a una doppia locomotiva e per fare rifornimento d'acqua, a causa dello spostamento delle locomotive, Toti scivolò rimanendo con la gamba sinistra incastrata e stritolata dagli ingranaggi.
- 1 febbraio 1938 - Ci fu la più grande delle esplosioni che sono accadute fino ad oggi nell'azienda della B.P.D. con gravi danni tra morti e feriti, la notizia di questa esplosione venne riportata anche sul Times.[14]
- 1 febbraio 1938 - Dopo sole tre ore circa dallo scoppio, il Re D'Italia Vittorio Emanuele III e il capo del governo Benito Mussolini, insieme alle cariche più alte dello Stato, gerarchiche, civili e militari, vennero a Colleferro per vedere l'accaduto, facendo un sopralluogo negli stabilimenti e facendo visita ai feriti, per decidere cosa fare per il meglio della città dei feriti e della società B.P.D.
- 18 giugno 1939 - Venne il Principe Umberto II d'Italia, in Piazza Italia per consegnare le ricompense al valor militare avvenute negli stabilimenti B.P.D.
- 12 settembre 1949 - Il comune ha conferito la cittadinanza onoraria a Don Filippo Andrea Doria Pamphilj.
- 1950 - A Colleferro negli stabilimenti B.P.D. venne realizzato il "Lauril", il primo sapone in polvere realizzato in Italia.
- 11 settembre 1966 - In questo giorno Papa Paolo VI celebrò la messa in Piazza Italia intorno alle ore 19:30 e li il Papa tenne il discorso che la chiesa voleva trasmettere per stare in difesa degli operai, infatti Paolo IV iniziò il discorso verso la città con "Viva Colleferro operaia!".[15]
- 1982 - Walter Veltroni racconta nel libro scritto da lui "Il calcio è una scienza da amare: 38 dichiarazioni d'amore al gioco più bello del mondo" che:
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« Allo stadio ci andai la prima volta che avrò avuto tredici anni, ma non per vedere la Roma o la Lazio. Gonario, l'ex carabiniere che aveva sposato Giovanna, la nostra ex domestica (e che mi aveva, mi dicevano e un po' mi ricordavo, salvato la vita una volta che ero scivolato nella vasca da bagno), mi condusse ad uno spareggio (per la promozione in serie C?) in cui era impegnato il Colleferro. La partita si svolgeva allo Stadio Flaminio. Ricordo che Gonario aveva portato per me un panino con la carne e la verdura, che restò nella mia mente, per molto tempo, come il menù ideale dello spettatore di una partita di calcio. Il tifo lo facevamo per il Colleferro ma alla distanza venne fuori la squadra avversaria. Cosi appresi, senza troppo dolore, poiché il mio tifo per il Colleferro non era troppo acceso, la strada delle delusioni dello spettatore. Troppe altre volte l'avrei dovuta percorrere. » |
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[16]
Ariane 5 COLLEFERRO lanciato il 9/04/2003 22:52
- 9 aprile 2003 - È stato effettuato il 15º lancio dell'ARIANE 5 che portava sui booster, che vengno prodotti nello stabilimento AVIO (di Colleferro) il nome CITTA' DI COLLEFERRO, è stato come un "tributo" per festeggiare i 90 anni di attività degli stabilimenti che costruiscono i propulsori e in quanto il comune è stato uno dei fondatori della comunità della città di Ariane[17]
- 2005 - Nell'edizione di Miss Italia 2005 prende parte al concorso una colleferrina, Silvia Sera, già Miss Lazio e Miss Rocchetta Bellezza, si piazzò nelle TOP 30 arrivando 15ª.
- 2 aprile 2009 - Da quell'anno ad oggi presso la Stazione di Colleferro vi si riuniscono ammiratori di Gabriele D'Annunzio per scrivere poesie nella stessa sala d'aspetto che ospitò il poeta. Dalle 16 alle 18 viene concordato un tema e gli autori hanno due ore di tempo per comporre una poesia, un saggio o un'opera letteraria; la migliore delle quali viene poi premiata. Nel 2009 ha vinto Alessio Nannini con l'articolo "Gioventù perusta", nel 2010 Leonardo Romei con la poesia "Neon Luogo"; successo bissato nel 2011 da Romei con la composizione "Ghiaccio liquido".
- 4 dicembre - Ogni anno, in occasione del Natale, i colleferrini usano fare l'albero in questo giorno di festa della loro patrona, Santa Barbara.
- La Madre di Corrado, il conduttore televisivo, era di Colleferro, ed era maestra alla scuola elementare G.P.D.
- Il padre di Massimo Inardi, il campione del programma di Mike Bongiorno "Rischiatutto" era di Colleferro, e lavorava nella B.P.D.;
- Wi-Fi
Il 10 giugno 2010, il comune di Colleferro ha fornito le due piazze storiche della città, Piazza Italia e Piazza Mazzini, con il servizio Wi-Fi, grazie all'iniziativa della Provincia di Roma, provincia wi-fi.[18]
Il 5 gennaio 2011, il comune ha fornito della connessione Wi-Fi la biblioteca comunale.[19]
[modifica] Geografia antropica
Il territorio ha da sempre una vocazione agricola. Dal 2006 si trova nel "Distretto Rurale ed agroenergetico della Valle dei Latini".
Nell'ambito della riqualificazione della Valle del Sacco è stato avviato un esperimento di "colture no food" (colture non per l'alimentazione)[20]. Le coltivazioni saranno girasoli per il biodiesel e pioppi per alimentare le caldaie a biomassa.
Per quel che riguarda l'allevamento, l'quale?[emergenza ambientale] aveva imposto l'abbattimento del bestiame e la distruzione del latte per tutela sanitaria in tutte le aziende zootecniche del territorio. L'allevamento è in seguito ripreso con numerose tutele per i consumatori[21]
Lo sviluppo di Colleferro è legato sin dalle origini alla sua vocazione industriale, con l'apertura dell'azienda di esplosivi Bombrini Parodi Delfino (BDP), al quale si sono aggiunti numerosi stabilimenti chimici e tessili[5]. L'area industriale di Colleferro si sviluppa su 1000 ettari di terreno, in gran parte di proprietà della Se.co.svim. Nel 1966 la BPD Difesa e Spazio, venne rilevata dall'AVIO, diventando la migliore azienda nel campo della propulsione militare e spaziale.
Alcune delle aziende più importanti del territorio sono e sono state: SNIA; per la lavorazione della pozzolana l'Italcementi; nel settore chimico la Caffaro Chetoni, la Caffaro Benzoino, la Se.co.svim; per la costruzione e la riparazione delle carrozzerie ferroviarie la Alstom e la RFI. Tra le aziende ad alta teconologia ricordiamo la Avio, operante nel settore aerospaziale, nel settore bellico annoveriamo invece la Simmel[10].
[modifica] Infrastrutture e trasporti
- Autostrade:
A1 Milano-Napoli nel tratto Roma-Napoli, casello di Colleferro
- Strade regionali:
- Strade provinciali:
- "Palianense", conosciuta anche con il nome urbano di "via Palianense", che collega Colleferro alle città di Paliano, Bellegra, Olevano Romano, ed alcuni centri dell'entroterra ciociaro come Piglio;
Ariana (SP 600dir), ex strada statale 600dir Ariana, conosciuta con il nome urbano di "via Latina", collega Colleferro con la cittadina di Artena e con altre località dei Castelli Romani, passando per la frazione del Quarto Chilometro.
Colleferro è servita dalla ferrovia Roma-Cassino-Napoli e la stazione ferroviaria si trova in Piazzale "Martiri delle Foibe".
La TAV Roma-Napoli, attraversa il territorio del comune di Colleferro, ma data l'assenza di stazioni intermedie su questo tratto, non vi effettua fermate
[modifica] Mobilità urbana
I collegamenti urbani sono garantiti dagli autobus della società "Corsi e Pampanelli"[22] grazie alle linee C1 e C2[23].
I collegamenti sono garantiti dalle autolinee COTRAL, che effettua collegamenti quotidiani con Roma e le altre città della provincia.[24].
[modifica] Amministrazione
Colleferro è gemellata con:
[modifica] Impianti sportivi
- Stadio Maurizio Natali: il primo stadio ufficiale della città
- Stadio Maurizio Natali: stadio costruito per sostituire il "primo Maurizio Natali"
- Stadio Andrea Caslini: attuale impianto del Colleferro Calcio
- Palazzetto dello sport "Alfredo Romboli"
- Palaolimpic di via Latina, attuale impianto della società Legio Colleferro Victrix
- ^ Dato Istat (popolazione residente al 31 dicembre 2010).
- ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, pp. 151. Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011. URL consultato il 25 aprile 2012.
- ^ Interventi per la conoscenza il recupero e la valorizzazione delle città di fondazione. URL consultato il 24-11-2010.
- ^ LEGGE del 13 GIUGNO 1935 n. 1147
- ^ a b c Colleferro, sul sito dedicato alle catacombe del Lazio
- ^ Legge XIII n. 1147 del 13 giugno 1935, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell'8 luglio 1935 n. 157.
- ^ EccoLaNotiziaQuotidiana.it | Colleferro, inaugurata la Farmacia più grande del Lazio. Appello di Di Fraia alle altre farmacie Comunali per un servizio unico
- ^ Dati aggiornati al 31 dicembre.
- ^ Marco Guglielmo, "Valle del Sacco: dall'emergenza al rilancio", in La Regione, magazine di Sviluppo Lazio, anno 1, n.1, maggio-giugno 2009, pp. 14-21. Il provvedimento per cui si è proibito l'esaclorocicloesano è la Convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti.
- ^ a b c Marco Guglielmo, "Valle del Sacco: dall'emergenza al rilancio", in La Regione, magazine di Sviluppo Lazio, anno 1, n.1, maggio-giugno 2009, pp. 14-21.
- ^ "La salute dei cittadini", in La Regione, magazine di Sviluppo Lazio, anno 1, n.1, maggio-giugno 2009, p. 21.
- ^
- ^
- ^ Arms factory explosion near Rome kills worker. The Times, 09-10-2007
- ^ Il Papa a Colleferro parla ai lavoratori. La Stampa, 12-09-1966
- ^ In curva con panini e Guerin. La Stampa, 10-07-1982
- ^ Lancio "Colleferro":Ariane riprende a volare. 09-04-2003
- ^ Comune di Colleferro
- ^ Comune di Colleferro
- ^ L'assessore all'agricoltura della Regione Lazio ha previsto che «la Valle del Sacco diventerà il primo distretto rurale e agroenergetico d'Italia ed è stato previsto un apposito capitolo all'interno del Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013»: Intervista l'assessore all'agricoltura della Regione Lazio Daniela Valentini "Stiamo aiutando aziende e allevatori", in La Regione, magazine di Sviluppo Lazio, anno 1, n.1, maggio-giugno 2009, p. 20.
- ^ Nel maggio- giugno 2009 l'assessore all'agricoltura della Regione Lazio dichiarava che il latte della Valle del Sacco "forse in questo momento è il più controllato d'Europa": Intervista l'assessore all'agricoltura della Regione Lazio Daniela Valentini "Stiamo aiutando aziende e allevatori", in La Regione, magazine di Sviluppo Lazio, anno 1, n.1, maggio-giugno 2009, p. 20.
- ^ Corsi e Pampanelli
- ^ Orari linee trasporto urbano
- ^ Orari COTRAL Colleferro
Bibliografia
- Giuseppe Mancini, "Scoperta di tombe antiche in località Colle Antonino (Colleferro)", in "Notizie degli Scavi di Antichità" XVIII, 1921, pp. 273-274.
- Bombrini Parodi Delfino, "Il centro industriale di Colleferro", 1951
- Aldo Colaiacomo, "Lineamenti per una storia di Colleferro", Roma-Cassino, SAIPEM, 1967
- Giovanni Maria De Rossi, "Il Castello di Piombinara, "Lazio Ieri e Oggi" 7, 1971, pp. 226-231.
- Umberto Mazzocchi, "Colleferro, dal borgo alla città industriale", Roma, Ernesto Gremese Editore, 1980 (con prefazione di Giulio Andreotti)
- Sabatino Moscati, "Crolla un castello tra i fumi delle ciminiere", in "Corriere della Sera", 24 maggio 1980, p. 20
- Angelo Luttazzi, "La presenza di Ponte delle Pagnotte in relazione all'antico passaggio della Via Latina", in "Azione Territorio, Quaderni per la difesa del patrimonio archeologico del territorio", 1, Colleferro 1984, pp. 13-15.
- Nicoletta Cassieri, Angelo Luttazzi, "Note di Topografia sul territorio tra Segni e Paliano, in "QuadAEI" 11, atti del VII incontro di studi del Comitato per l'Archeologia Laziale, Roma,1985 pp. 202-209.
- Mariarita Giuliani, A. Luttazzi, "Antiquarium di Colleferro, guida storico/archeologica", Colleferro 1986.
- Angelo Luttazzi, "Il Castello di Piombinara", in "Il riuso dei Castelli", Roma 1987, pp. 147-155
- Luigi Marozza, "Il castello di Colleferro. Consolidamento e recupero della struttura del palazzo per un riutilizzo sociale", in "Il riuso dei castelli", Roma, 1987
- Silvano Tummolo, "Colleferro: il teatro dei ricordi", Edizioni L'altrartena, 1988
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Fonte: Wikipedia. Data: 05/21/12, 10:34 pm
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