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Corriere dello Sport - Stadio
Il Corriere dello Sport - Stadio è un quotidiano sportivo italiano, con sede a Roma. Insieme con La Gazzetta dello Sport e Tuttosport, è uno dei tre principali giornali sportivi d'Italia. È il primo quotidiano sportivo per numero di lettori nell'Italia centro-meridionale, ed il sesto più letto tra tutti quelli che si pubblicano nella penisola.[1]
[modifica] Storia[modifica] Le originiIl giornale attuale è nato dalla fusione di due quotidiani sportivi:
Il Corriere dello Sport, nel primo periodo, dedicava ampi spazi al pugilato, pratica sportiva che La Gazzetta dello Sport trattava poco, poiché il quotidiano milanese incentrava le sue attenzioni soprattutto su quello che allora era il primo sport nazionale: il ciclismo. Nel corso degli anni il Corriere e La Gazzetta divennero due testate di livello nazionale, a differenza degli altri due quotidiani sportivi, Tuttosport e Stadio, che rimasero strettamente legati alle loro realtà locali. [modifica] La prima svoltaNegli anni cinquanta il Corriere vende in media 150.000 copie giornaliere, con punte di 300.000 il lunedì [3]. Durante gli anni sessanta, arrivarono i primi sostanziali cambiamenti all'interno della testata romana. Nel 1966, prese le redini del Corriere Antonio Ghirelli, che nel 1961 era già stato direttore ad interim dello stesso giornale. Ghirelli portò delle importanti innovazioni al quotidiano, traendo spunto dal forte impatto che esercitavano mezzi di comunicazione tecnologici, quali TV e Radio, rivisitando il giornale sia nella grafica, adottando titoli ad effetto e dalle grandi dimensioni in modo da attrarre l'attenzione dei lettori e sia inserendo nella sua redazione, giovani giornalisti, come Sergio Neri e Giorgio Tosatti, in modo da accattivarsi anche gran parte del pubblico giovanile. Fu ideato uno spazio bisettimanale di due pagine Forza, ragazzi!, curato per cinque anni da Mario Pennacchia e Gastone Alecci, che ospitava articoli ed interviste di scrittori e di intellettuali, quali ad esempio Luigi Compagnone e Luigi Silori, su temi di interesse giovanile, non necessariamente legati allo sport. Anche gli argomenti del giornale si fecero più invitanti, cominciarono a spaziare anche in altre sfere esterne allo sport, ma di forte interesse popolare, come ad esempio la politica o l'attualità. Il Corriere dello Sport, proprio in quegli anni finì per diventare il quotidiano più venduto nel Sud Italia, in piena contrapposizione con La Gazzetta dello Sport che invece rappresentava i lettori del Nord. Il calcio oramai aveva preso in tutte le testate sportive italiane la maggior parte dello spazio. Nel 1972, però, la nomina come direttore di Mario Gismondi riportò il giornale al vecchio stile e ad una dimensione meno innovativa, facendo crollare la qualità e le vendite. In quel periodo alcuni dei più brillanti collaboratori, come Silori e Compagnone, lasciarono la testata. Nel 1976, per porre un argine alla decadenza del quotidiano, l'editore nominò un nuovo direttore del Corriere nella persona di Giorgio Tosatti. L'allievo di Ghirelli ricominciò sulla stessa scia del suo maestro, intuendo che il giornale, con il proliferare dello sport, e del calcio in particolare, nella televisione, non poteva più dedicarsi solo ed unicamente alla fredda cronaca degli eventi. L'intuizione dei titoli ad effetto dai caratteri cubitali che si estendono su nove colonne venne ripresa anche dalle altre testate sportive, uno stile utilizzato tutt'oggi. [modifica] La fusioneIl 10 settembre 1977, su iniziativa dell'allora proprietario del Corriere dello Sport Francesco Amodei che era diventato anche l'editore di Stadio, venne presa la decisione di creare un giornale che potesse racchiudere in sé i lettori di entrambe le testate: quelli del Sud con quelli del Nord: la nuova testata venne chiamata Corriere dello Sport - Stadio. Si decise inoltre di distinguere le edizioni del giornale tramite il colore: verde con la scritta Stadio in primo piano al nord, mentre nel centro-sud si utilizzò il rosso, il colore della vecchia testata, con la scritta Corriere dello Sport in primo piano e sul fondo il titolo dell'altro giornale. Le redazioni dei due quotidiani vennero fuse anch'esse, però quella romana venne confermata, mentre quella bolognese si vide ridimensionata; i giornalisti bolognesi in esubero furono costretti a passare al Resto del Carlino. Anche la fusione delle due tipografie fu complessa, in quanto a Roma veniva ancora usata la stampa a piombo, mentre i bolognesi erano già passati alla fotocomposizione. L'operazione, laboriosa, riuscì: il nuovo quotidiano impose il vecchio Corriere dello Sport finalmente a livello nazionale, pur mantenendo le pagine delle varie edizioni locali. Nel 1978 il quotidiano raggiunse il record di 752.000 copie vendute, di cui 492.000 al Sud e 260.000 al nord. [modifica] Il record di copie venduteLunedì 12 luglio 1982, dopo la vittoria dell'Italia nel Mondiale spagnolo, il Corriere dello Sport - Stadio che celebrò l'evento con il titolo: "Eroici", raggiunse il record assoluto italiano di vendite di un quotidiano: 1.699.966 copie, ripetendolo solo 24 anni dopo con oltre 2.000.000 di copie vendute, superando di molto i risultati dei due concorrenti, Gazzetta e Tuttosport (anche in questo caso in concomitanza con la vittoria ai Mondiali di calcio). Oggi l'editore è Roberto Amodei, che negli anni ha sviluppato l'azienda familiare con l'acquisto della casa editrice Conti di Bologna e del quotidiano Tuttosport di Torino. [modifica] Il nuovo sito internetGiovedì 8 novembre 2007, è stato ufficialmente lanciato il nuovo sito internet del Corriere dello Sport che non si limita più solamente ad offrire la possibilità di leggere il quotidiano in edicola (dopo le 18) ma diventa un vero portale di riferimento in cui è possibile aggiornarsi su tutte le notizie sportive a 360 gradi in tempo reale. Il sito web è diretto da Alessandro Vocalelli e coordinato dal giornalista Paolo De Laurentis. [modifica] Direttori
[modifica] Note
[modifica] Collegamenti esterniFonte: Wikipedia. Data: 05/21/12, 10:56 pm |
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