|
Demografia di Roma
Questa voce descrive i dati e l'evoluzione della demografia di Roma.
[modifica] StoriaRoma iniziò probabilmente ad avere caratteristiche propriamente urbane ancor prima dell'avvento della dinastia etrusca dei Tarquini (fine del VII secolo). Attorno alla metà del VI secolo a.C., in età serviana, si calcola che Roma possedesse già una popolazione di almeno 30.000 abitanti che ne facevano uno dei più importanti centri della regione etrusco-laziale. Meno di tre secoli più tardi, alla vigilia delle guerre puniche (270 a.C. circa), la città appariva già, con circa 187.000 residenti[1] , come una delle grandi metropoli del Mediterraneo occidentale, seconda, per popolazione alla sola Cartagine. In tarda età repubblicana (seconda metà del II secolo a.C.), Roma si trasformò nel più popoloso centro abitato del mondo, e tale rimase per quasi tutta l'epoca imperiale, sicuramente fino al primo sacco ad opera dei Visigoti (410), ma forse anche oltre, fino cioè alla vigilia della conquista e del secondo saccheggio da parte dei Vandali quasi mezzo secolo più tardi, nel 455. Sotto Augusto la popolazione romana si attestò attorno al milione di abitanti[2], raggiungendo la sua massima espansione in età antonina (metà del II secolo), con 1.200.000-1.700.000 residenti stipati in circa 49.000 edifici (la maggior parte dei quali sviluppati su più piani). La città dovrà attendere il censimento del 1951 per poter nuovamente raggiungere tali livelli demografici. Nei duecento anni successivi la popolazione conobbe una certa flessione attestandosi all'inizio del V secolo fra i 700.000 e il milione di abitanti [3]. Ancora alla metà di quello stesso secolo, quattro decenni dopo il sacco del 410, la la metropoli capitolina ospitava, all'interno delle proprie mura, 650.000 abitanti circa,[4]. Il secondo sacco ad opera dei Vandali (455), ben più distruttivo e cruento del precedente, e i lunghi anni di guerre e carestie che seguirono, decimarono tuttavia la popolazione romana. Nei primi decenni del VI secolo la collettività cittadina si attestava attorno alle 200.000 unità che si ridussero alla quinta parte, o ancor meno all'indomani della guerra gotica che per quasi un ventennio devastò il Lazio e buona parte d'Italia (535-553)[5]. La popolazione della città si mantenne su tali livelli durante quasi tutto l'alto medioevo. Nell'XI secolo, il sacco di Roma operato dai Normanni di Roberto il Guiscardo decimò ulteriormente l'esigua comunità romana. La successiva ripresa si arrestò nel Trecento, a causa della peste e dei conflitti tra baroni romani, Papi e Comune. Un discreto incremento demografico si ebbe nel corso del Quattrocento e nei primi decenni del secolo successivo. Alla vigilia del sacco di Roma del 1527 la città aveva raggiunto gli 85.000 abitanti ridottisi della metà dopo tale luttuoso evento [6]. La ripresa fu comunque piuttosto rapida: nel 1600 Roma aveva raggiunto i 110.000 abitanti[7]. L'incremento della popolazione tuttavia si attenuò nel corso del XVII e della prima metà del XVIII secolo: i 156.000 abitanti del 1750 testimoniano un tasso di crescita molto meno consistente di quello vissuto dalla città nel Cinquecento. Tale modesto tasso si mantenne, con alti e bassi determinati da alcuni importanti eventi storici (fra cui in primo luogo l'invasione napoleonica), anche nei centoventi anni che seguirono, fino a quando cioè, Roma fu capitale dello Stato della Chiesa. Al momento dell'annessione di Roma al Regno d'Italia nel 1870, la città conobbe uno sviluppo tumultuoso: i 200.000 abitanti che aveva a tale data (terzo posto dopo Napoli e Milano) divennero 500.000 già al principio del XX secolo. Il milione di abitanti fu raggiunto e superato durante il periodo fascista: negli anni trenta, Roma tornò ad essere il maggior comune della penisola. Nel secondo dopoguerra Roma continuò a svilupparsi e ad incrementare la propria popolazione sull'onda del boom economico ed edilizio, che portò alla costruzione di numerosi quartieri periferici negli anni cinquanta e sessanta. Con l'inizio degli anni anni ottanta la crescita demografica della città si è arrestata completamente, conoscendo, nel ventennio che va dal 1981 al 2001, un lieve decremento[8]. È questo un fenomeno osservato in altri importanti nuclei urbani italiani ed europei dovuto in parte al crollo della natalità (non sufficientemente compensato dall'immigrazione) e in parte allo sviluppo di città satelliti, o dormitorio, situate al di fuori del territorio comunale. Con i suoi oltre 2.700.000 abitanti, Roma è il comune più popoloso d'Italia. Nel contesto dell'Unione europea, il comune di Roma si colloca al quarto posto in termini di popolazione, dopo Londra, Berlino e Madrid.
Il dato relativo alla popolazione complessiva di Roma dell'ultimo censimento, al pari di quello di altri comuni italiani, si è rivelato errato, ed è stato sottoposto a rettifica, come risulta da un comunicato ufficiale ISTAT, stilato nel 2007, nel quale si precisa come gli abitanti residenti a Roma in data 21 ottobre 2001 non fossero 2.546.804, bensì 2.663.182[9]. [modifica] Note
[modifica] Bibliografia
[modifica] Voci correlate
Fonte: Wikipedia. Data: 05/21/12, 11:13 pm |
Immagini
Fonte: Flickr. Twitter
::
Vides
Fonte: Youtube. Ultimi Video
Fonte: Youtube. |


