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Didier Pironi
Didier Joseph-Louis Pironi (Villecresnes, 26 marzo 1952 – Isola di Wight, 23 agosto 1987) è stato un pilota automobilistico francese di origine italiana. Ritiratosi dall'automobilismo a causa di un grave incidente è poi deceduto durante una gara di motonautica offshore.
[modifica] CarrieraFiglio di genitori friulani, vince la 24 ore di Le Mans nel 1978 con Jean-Pierre Jaussaud alla guida della Renault Alpine A442B. Pironi esordisce in Formula 1 al Gran Premio d'Argentina 1978 con la Tyrrell. Per la squadra inglese correrà due stagioni complete ottenendo numerosi piazzamenti in zona punti e due podi nel 1979 con un terzo posto al Gran Premio del Belgio ed un altro al Gran Premio degli Stati Uniti-Est. Le buone prestazioni lo fanno approdare nel 1980 alla Ligier, ottima vettura, con la quale otterrà la sua prima vittoria al Gran Premio del Belgio. Il transalpino lotta spesso per le prime posizioni e a fine stagione sarà quinto assoluto nel mondiale con 32 punti. Le sue ottime prestazioni gli valgono l’attenzione di Enzo Ferrari che lo ingaggia nella Scuderia Ferrari per la stagione 1981; il primo anno a Maranello è molto difficile, la Ferrari sta infatti adottando per la prima volta nella sua storia un motore turbo, il rodaggio è lento e laborioso e durante la stagione saranno numerosi i ritiri per rottura del turbo. Inoltre Didier deve rapportarsi con un compagno di squadra scomodo come Gilles Villeneuve, vero idolo dei tifosi ferraristi, che malgrado tutte le difficoltà del periodo riesce a cogliere due importanti vittorie. I due comunque (entrambi di madrelingua francese) diventano buoni amici, e a fine stagione Pironi è 13° con 9 punti e qualche bella gara da ricordare come il Gran Premio di San Marino dove è rimasto in testa parecchi giri, prima di un rallentamento dovuto a problemi tecnici. [modifica] Stagione 1982Il 1982 è l’anno cruciale della sua carriera. La Ferrari 126 C2 che ha tra le mani si dimostra subito molto competitiva e al Gran Premio di San Marino esplode una inaspettata rivalità proprio con il compagno e amico Gilles. I due, che stanno dominando la gara, ricevono l'ordine dai box di rallentare tramite un cartello indicante "SLOW" (in quel momento Villeneuve era primo e Pironi secondo), ma Didier non li considera e inizia a lottare col compagno di squadra: i due si sorpassano e risorpassano più volte, fino all’ultimo giro con Didier che attacca e supera Gilles alla staccata della "curva della Tosa", andando a vincere per la prima volta con la Ferrari un GP. Villeneuve si sente tradito per il mancato rispetto degli ordini di scuderia e non userà mezzi termini per accusare Didier di avergli scippato la vittoria. La storia di per sé già amara di un’amicizia finita diventa tragica con la morte di Villeneuve quindici giorni dopo, durante le prove del Gran Premio del Belgio. Il canadese era sceso in pista appena saputo che Pironi lo aveva sopravanzato in griglia, andandosi a scontrare con la March di Jochen Mass durante il giro di rientro. Malgrado il dolore e lo choc causato dalla tragica scomparsa del campione canadese (con una parte dell'opinione pubblica che ricollegando l'incidente mortale di Villeneuve coi fatti di Imola incolpava Didier di qualche responsabilità morale nella tragedia del Circuito di Zolder), il campionato procede molto bene con Pironi che ottiene numerosi piazzamenti in zona punti e si ritrova in testa al mondiale. In Canada, dove aveva ottenuto la pole position, rimane coinvolto in un tragico incidente. Al via la sua Ferrari si spegne e rimane piantata in mezzo alla pista e Riccardo Paletti, che partiva in ultima fila, non riesce ad evitarla, e l’urto sarà fatale per il giovane pilota italiano. Essendo quindi distrutta la macchina, alla nuova partenza Pironi è costretto ad utilizzare la vettura di riserva (il cosiddetto "muletto") che non era, ovviamente, messa a punto adeguatamente, e non potrà quindi lottare per la vittoria. Si prosegue con il Gran Premio d'Olanda dove Pironi ottiene la seconda vittoria stagionale e sembra prendere il largo in classifica mondiale. Ma ancora una volta un destino crudele è dietro l’angolo, infatti durante le prove del Gran Premio di Germania, il sabato mattina, Pironi scende in pista per collaudare la vettura con la pista bagnata (la pole position era sua, segnata il venerdì con pista asciutta). Sul lungo rettilineo prima del Motodrom Didier è dietro alla Williams di Derek Daly. Improvvisamente questa esce dalla traiettoria ed il francese pensa che voglia dargli strada. In realtà l'inglese sta solo sorpassando la Renault di Alain Prost che procede ad andatura ridottissima. Nascosta dalla nuvola d’acqua della Williams, compare davanti agli occhi di Didier mentre questi sta accelerando per sorpassare Daly. L’impatto è violentissimo, a causa della grande differenza di velocità, l’auto di Pironi decolla arrivando sin quasi all'altezza degli alberi, e ricade di muso al suolo (quasi come l'incidente costato la vita a Villeneuve), disintegrandosi all'avantreno che si spezza in due, quasi ad angolo retto insieme alle gambe del pilota. La scena che si presenta ai soccorritori è raccapricciante: il pilota è imprigionato nelle lamiere ed urla per il dolore mentre la gambe sono straziate dall'urto. Nei filmati dell'epoca si vede uno dei commissari che si mette le mani nei capelli visibilmente scosso. Ci sono anche Prost e Nelson Piquet che, vedendo le condizioni di Pironi, manifestò problemi di stomaco. Il pilota brasiliano racconterà al giornale Autosprint quei terribili momenti:
Fortunatamente, l'equipe medica guidata dal professor Letournel, luminare francese della chirurgia ortopedica, riesce ad evitare l'amputazione degli arti ma l'incidente significa la fine della carriera. Nel mondiale giunge comunque secondo, grazie ai numerosi punti conquistati. [modifica] Ritorno in motonauticaLa guarigione è lenta e dolorosa (una trentina le operazioni subite alle gambe) e nel 1986 prova una AGS di F1 durante dei test privati, per vedere se c’è qualche possibilità per un suo ritorno, ma il responso è negativo. Dopo un altro infruttuoso test con una Ligier, decide quindi di buttarsi in un altro sport motoristico ad alte velocità: la motonautica. L’amore è breve ed intenso, riesce anche a vincere delle gare ma il 23 agosto del 1987 trova la morte, insieme agli altri due componenti del suo equipaggio (Bernard Giroux e Jean-Claude Guenard), in un ennesimo tragico incidente durante la gara Needles Trophy Race al largo delle coste dell’isola di Wight. La barca del francese, la Colibrì 4, si ribalta tra le onde di scia della petroliera Esso Avon. Finisce così la sua tormentata storia a soli 35 anni. Didier Pironi è stato sepolto nel cimitero di Grimaud, vicino a Saint-Tropez; pochi mesi dopo la sua morte, la sua compagna Catherine Goux dà alla luce due gemelli, che vengono chiamati Gilles e Didier. [modifica] Bibliografia
[modifica] Vittorie in F1[modifica] Risultati completi in Formula 1
[modifica] Altre vittorie
[modifica] Altri progetti
[modifica] Collegamenti esterniFonte: Wikipedia. Data: 05/21/12, 11:18 pm |
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