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Ferrari 340 MM
La 340 MM è stata una autovettura da competizione prodotta dalla Ferrari nel 1953 [2].
[modifica] Il contestoFu costruita in quattro esemplari, due carrozzati da Touring e due da Vignale [3]. Era la versione più potente della 340 Mexico, e fu realizzata per la Mille Miglia del 1953. Il motore era un V12 progettato da Aurelio Lampredi. Derivava da un altro concepito sempre da Lampredi, ma utilizzato in Formula 1 nel 1951 e montato sulla 375 F1. Le nuove regole per la stagione 1952 resero però superato questo propulsore, che fu adeguatamente modificato e installato su vetture Ferrari da strada, tra cui la 340 MM [3]. La vettura aveva una così elevata potenza da essere difficilmente guidabile, e pochi piloti riuscivano a ottenerne il massimo. Tra questi ci furono Giannino Marzotto e Gigi Villoresi, che conquistarono importanti vittorie e Alberto Ascari, che concorse alla sua evoluzione[2]. [modifica] Le competizioniAll’esordio alla Mille Miglia del 1953 fu guidata da Giannino Marzotto, ed era una delle due prodotte da Vignale; stabilì il record di velocità media della competizione, superando i 142 km/h. Nello stesso anno Gigi Villoresi la portò alla vittoria al Giro di Sicilia [2]. Anche un esemplare costruito da Touring partecipò alla Mille Miglia, guidato da Nino Farina. Non finì la competizione per la rottura del differenziale [3]. Un’altra competizione a cui partecipò la 340MM fu la Carrera Panamericana. I modelli furono poi venduti a piloti privati, che le utilizzarono in altre gare durante gli anni cinquanta. Oggi prendono parte a rievocazioni storiche[3]. [modifica] Caratteristiche tecnicheIl motore era un V12 a 60° anteriore e longitudinale da 4101,66 cm³ di cilindrata. L’alesaggio e la corsa erano rispettivamente 80 mm e 68 mm, mentre il rapporto di compressione era di 8:1. La potenza massima erogata dal propulsore era di 280 CV a 6600 giri al minuto[2]. La distribuzione era formata da un monoalbero che comandava due valvole per cilindro. L’alimentazione era assicurata da tre carburatori di marca Weber e modello 40 DCF. L’accensione era singola con due magneti, mentre la lubrificazione era a carter umido. La frizione era multidisco [2]. Le sospensioni anteriori erano indipendenti, con quadrilateri trasversali e balestra trasversale, mentre quelle posteriori erano formate da un ponte rigido, doppi puntoni e balestre longitudinali. Entrambe montavano ammortizzatori idraulici. I freni erano idraulici a tamburo, mentre il cambio era manuale a cinque rapporti più la retromarcia. Lo sterzo era a vite senza fine con settore dentato[1][2]. Il telaio era tubolare in acciaio, mentre la carrozzeria era spyder tipo barchetta a due posti [2]. La velocità massima raggiunta dal modello era di 282 km/h[2]. [modifica] Note
[modifica] Bibliografia
Fonte: Wikipedia. Data: 05/22/12, 1:39 pm |
Immagini
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Vides
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