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Ferrari 375 MM
La 375 MM è stata una autovettura da competizione prodotta dalla Ferrari dal 1953 al 1954 in 26 esemplari[4][5]. [modifica] Il contesto e le competizioniLa 375 MM fu prodotta in onore ai modelli Ferrari vittoriosi nella Mille Miglia, da cui la sigla “MM” nella denominazione[4]. Fu costruita per competere nel Campionato del Mondo Sport Prototipi, che poi fu vinto dalla Ferrari stessa a fine stagione[3]. Da un punto di vista tecnico, anche se impiegata in competizioni diverse, la vettura era lo sviluppo della 375 F1, che corse in Formula 1; analogamente, sempre da quest’ultima, discendeva anche la 375 America, classificata nella categoria GT[4]. Al momento del lancio, la 375 MM era la Ferrari più potente della gamma di autovetture costruite dalla Casa automobilistica del cavallino rampante[3]. Ciò che aveva più in comune con la 375 F1 era il motore, che era opera di Aurelio Lampredi[3]. In particolare, l’albero a gomiti fu leggermente cambiato, così da avere la corsa diminuita e l’alesaggio aumentato, modifiche che portarono ad una cilindrata lievemente maggiore. Questo propulsore debuttò, però, su una 340 America alla 24 Ore di Le Mans, con alla guida Alberto Ascari e Luigi Villoresi[4][3]. In seguito furono prodotte le 375 MM vere e proprie, sia in versione spyder (con carrozzeria di Pininfarina ed alcune di Vignale[3]) che berlinetta. Ne furono costruiti più esemplari della prima versione, oltre a sette della seconda e cinque modelli da strada con corpo vettura speciale[3]. Le sue vittorie più importanti furono la 1000 km del Nürburgring nel 1953, con alla guida Alberto Ascari e Nino Farina, ed il Nassau Trophy l’anno successivo[3][1]. Gli esemplari da gara furono poi impiegati nelle competizioni principalmente da piloti privati[4]. [modifica] Caratteristiche tecnicheIl motore era fabbricato in lega di alluminio[3] per limitarne il peso[2]. Era un V12 a 60° anteriore e longitudinale, non sovralimentato[2], con l’alesaggio e la corsa che erano rispettivamente di 84 mm e 68 mm. La cilindrata era di 4522,68 cm³, mentre il rapporto di compressione era di 9:1. La potenza erogata era di 340 CV a 7000 giri al minuto[4]. La distribuzione era assicurata da un singolo albero a camme in testa e da due valvole per cilindro. L’alimentazione era fornita da tre carburatori di marca Weber e modello 40 IF/4C o 42 DCZ. L’accensione era singola con due magneti, mentre la lubrificazione era a carter umido. La frizione era multidisco[4]. Le sospensioni anteriori erano indipendenti, con quadrilateri trasversali, balestra unica trasversale e barra stabilizzatrice. Quelle posteriori invece erano formate da un ponte rigido, doppi puntoni e balestre semiellittiche longitudinali. Entrambe avevano installati ammortizzatori idraulici Houdaille. I freni erano idraulici[3] a tamburo sulle quattro ruote[2], mentre il cambio era manuale[2] a quattro rapporti più la retromarcia. Lo sterzo era a vite senza fine e settore dentato[4], mentre la trazione era posteriore[2]. Le ruote erano a raggi tipo Borrani[3]. Il telaio era tubolare in acciaio, mentre la carrozzeria era spyder o berlinetta a due posti, ed era fabbricata in lega di alluminio[3][2][4]. La velocità massima raggiunta dal veicolo era di 289 km/h[4]. [modifica] Note
Fonte: Wikipedia. Data: 05/22/12, 2:06 pm |
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