Ferrari F92 A
Ferrari F92 A

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Costruttore: Ferrari
Descrizione generale
Categoria Formula 1
Classe
Produzione {{{produzione}}}
Squadra Scuderia Ferrari
Progettata da: Jean Claude Migeot e Steve Nichols
Sostituisce la: Ferrari 643 F1
Sostituita da: Ferrari F93 A
Note:

La Ferrari F92 A è stata una monoposto di Formula Uno, con la quale l'omonima Scuderia gareggiò nel campionato del Mondo 1992.

Indice

[modifica] Il contesto

A differenza di tutte le Ferrari di Formula 1, che vennero progettate dal 1989 al 1991, la F92 A, non condivideva nessun componente con la Ferrari 640 F1 che fu la base di partenza per le nuove monoposto realizzate fino all'anno prima. Dopo la fallimentare stagione 1991, la Ferrari decise di mettere in pista un veicolo completamente rinnovato.[1] I progettisti ridisegnarono completamente l'auto, il motore e il cambio. Il punto di forza dell'F92 A, doveva essere il telaio, e soprattutto la conformazione aerodinamica, che risultavano del tutto nuove, in linea con gli ultimi ritrovati tecnologici della Formula Uno dell'epoca. Per quest'ultimo motivo le venne affibbiato il nomignolo di caccia, perché riprendeva diverse soluzioni adoperate in aeronautica sui velivoli militari.[1] Il frutto di questi studi lo si deve soprattutto all'ingegnere aeronautico Jean Claude Migeot, che in quegli anni realizzò molte soluzioni innovative su diverse monoposto, come per esempio il muso rialzato, una tecnica tanto valida che è sopravvissuta anche sulle formula 1 moderne.

Nonostante gli sforzi profusi, questa macchina non riportò il titolo a Maranello, e risultò essere meno prestante anche dei modelli che l'avevano preceduta nel '91.

[modifica] La meccanica

Sotto il profilo motoristico, non si scostava più di tanto dalle vecchie realizzazioni della casa. Il motore adottava la classica architettura V12, dove l'angolo di bancata corrispondeva ai canonici 65°, sempre in posizione posteriore centrale longitudinale, e come da regolamento, sempre di 3500 cc. La Ferrari mantenne le 5 valvole per cilindro, sempre comandate con due alberi a camme in testa per bancata[2] e il richiamo a molle tradizionali al posto del sistema pneumatico degli avversari, col quale si sarebbe potuto guadagnare in termini di potenza massima incrementando il regime di rotazione. Il richiamo a molla, infatti, oltre un certo regime diventa inefficace perché non riesce più a garantire il contatto con la camma pertanto la valvola si chiude in ritardo. Nonostante il motore avesse perso 35 cavalli di potenza rispetto a quello della precedente vettura, l'affidabilità dello stesso non migliorò più di tanto. A questo propulsore venne abbinato il solito cambio semiautomatico, ma disponeva di 6 rapporti più retromarcia (dal 1990 erano 7).[2] Probabilmente questa scelta era da attribuirsi al fatto che sia il motore, che il cambio dovevano essere il più possibile affidabili, e dunque i tecnici scelsero di puntare di più sulle prestazioni di telaio e aerodinamica.[senza fonte] Tuttavia il nuovo telaio utilizzava le stesse sospensioni adottate in precedenza, e il peso dell'auto rimase invariato. L'aerodinamica della F92 A faceva ben sperare, e la maggior parte dei cambiamenti riguardarono la parte anteriore e le pance. Il muso e la fusoliera risultavano abbastanza scavati, e non erano a filo di terreno come le auto precedenti.[senza fonte] Se si guardava l'auto di profilo, si notava una sorta di arco che partiva dalla parte inferiore del muso, e si raccordava al fondo piatto all'inizio dell'abitacolo. Inoltre i cassoni laterali che contenevano i radiatori erano ben marcati, e le prese d'aria non partivano direttamente dalla carrozzeria ma erano raccordate a quest'ultima.[senza fonte] Venne poi modificata la "zona coca-cola", ossia la parte terminale della carrozzeria che converge verso il cambio, che ora era più squadrata. Questo studio aerodinamico era notevole, e risultò essere del tutto inutile, in quanto basato su studi troppo teorici.[senza fonte] Questa vettura era un modello matematico quasi perfetto, al punto tale che in galleria del vento aveva rendimenti decisamente sopra le righe, ma una volta che la macchina veniva messa in pista, doveva fare i conti con le situazioni tipiche del caso reale. In sostanza la vettura era concepita per correre in condizioni ideali, dove i flussi d'aria la percorrevano soprattutto in senso longitudinale, ma nella realtà doveva fare i conti coi venti, la cui direzione cambiava in base al punto della pista in cui l'auto si trovava. Inoltre l'aerodinamica di nuova concezione la rendeva molto personale, e quando l'auto si trovava vicino ad un'altra vettura, ma non abbastanza per poterla superare, i flussi d'aria venivano disturbati e modellati secondo la conformazione della macchina che la precedeva, dunque destabilizzando in modo eccessivo il suo equilibrio aerodinamico.[senza fonte]

[modifica] La F92 AT

L'evoluzione della vettura venne denominata Ferrari F92 AT. La F92 AT venne impiegata dal Gran Premio del Belgio, sul circuito di Spa-Francorchamps, fino al termine della stagione. Questa macchina aveva un motore più potente, e subì dei miglioramenti sotto il profilo aerodinamico.

Le modifiche apportate servivano per renderla più adatta ai circuiti particolarmente veloci, come Spa-Francorchamps, Monza, Estoril, Suzuka e Adelaide, nei quali infatti si corse al termine del 1992. Ad ogni modo la soluzione che più la differenziava dall'F92A, fu l'introduzione di un nuovo cambio trasversale, in luogo del precedente longitudinale. Da qui la T in più nel nome, che significa appunto trasversale, riferendosi al nuovo cambio.

[modifica] I risultati

Non ottenne mai una pole position, e nemmeno una vittoria, e saltuariamente riusciva a terminare le gare. I piazzamenti di maggior rilievo che riuscì a conseguire furono due terzi posti nel Gran Premio di Spagna e nel Gran Premio del Canada, in tutte e due le occasioni grazie a Jean Alesi. Compagno di squadra di Alesi era inizialmente l'italiano Ivan Capelli che si era distinto negli anni precedenti alla guida della Leyton House del tecnico inglese Adrian Newey, che ottenne due soli piazzamenti a punti, ossia il quinto posto in Brasile e il sesto in Ungheria; nelle ultime due gare della stagione, Capelli venne sostituito da Nicola Larini, il quale non ottenne punti. Per il secondo anno consecutivo la Ferrari non vinse neanche una gara, non ottenne pole position, e a differenza dell'anno prima, nemmeno un giro più veloce in gara. In totale realizzò 21 punti cioè meno della metà di quelli ottenuti nel 1991, e passò dal terzo al quarto posto nella classifica costruttori, dietro anche alla Benetton, oltre che alle nemiche storiche McLaren e Williams.

[modifica] Statistiche

  • campionati disputati: 1
  • anno: 1992
  • gran premi disputati: 16
  • partenze: 16 (Jean Alesi), 14 (Ivan Capelli), 2 (Nicola Larini)
  • giri più veloci in gara: nessuno
  • pole position: nessuna
  • vittorie: nessuna
  • podi: 2, 2 (Jean Alesi)
  • piazzamenti a punti: 8, 6 (Jean Alesi), 2 (Ivan Capelli)
  • punti: 21, 18 (Jean Alesi), 3 (Ivan Capelli)
  • piazzamento in campionato:
  • titoli: nessuno

[modifica] Piloti

[modifica] Scheda tecnica Ferrari F92 A

Motore

  • Ferrari E1 A-92, posteriore centrale longitudinale
  • 12 cilindri a V di 65°
  • alesaggio 88 mm
  • corsa 47,9 mm
  • cilindrata totale 3497 cc
  • distribuzione bialbero a camme in testa per fila di cilindri
  • 60 valvole
  • 5 valvole per cilindro, 3 di aspirazione, 2 di scarico
  • rapporto di compressione 13:1
  • iniezione elettronica indiretta Weber Marelli
  • accensione singola elettronica statica Marelli
  • raffreddato ad acqua
  • lubrificazione a carter secco
  • potenza massima 700 CV a 14700 giri/minuto

Trasmissione

  • trazione posteriore
  • frizione ridisco in carbonio
  • cambio semiautomatico elettroattuato, in blocco col motore, a 6 marce+retromarcia

Autotelaio

  • monoscocca in materiali compositi
  • sospensione anteriore a ruote indipendenti, quadrilateri deformabili, molleggio a puntone o "push-rod"
  • sospensione posteriore a ruote indipendenti, quadrilateri deformabili, molleggio a puntone o "push-rod"
  • 4 freni a disco Brembo in carbonio
  • sterzo a cremagliera
  • serbatoio carburante 225 litri
  • pneumatici anteriori Good Year 25.10-13"
  • pneumatici posteriori Good Year 26.15-13"

Dimensioni e peso

  • carreggiata anteriore 1810 mm
  • carreggiata posteriore 1678 mm

Prestazioni

  • velocità massima 320 km/h
  • rapporto peso/potenza 0,7 kg/CV

[modifica] Note

  1. ^ a b Leonardo Acerbi, Tutto Ferrari, Mondadori, 2004, p.303.
  2. ^ a b Leonardo Acerbi, Tutto Ferrari, Mondadori, 2004, p.302.

[modifica] Altri progetti


Fonte: Wikipedia. Data: 05/23/12, 12:12 am

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