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Fornovo di Taro
Fornovo di Taro (Fōrnóv in dialetto parmigiano[2][3]) è un comune italiano di 6.080 abitanti della provincia di Parma. È situato sulla SS 62 della Cisa ai piedi della salita che conduce a Berceto e al Passo della Cisa.
[modifica] Geografia fisicaIl comune di Fornovo di Taro sorge sulle colline della bassa valle del fiume Taro, su quote comprese tra i 124 m s.l.m. e i 736 m s.l.m.. Si estende su una superficie di 57,65 km²[4].
[modifica] Clima
Fornovo di Taro appartiene alla zona climatica E[5]. [modifica] StoriaNel 1495 vi si svolse la famosa battaglia di Fornovo, combattuta tra le truppe alleate formate da una coalizione antifrancese voluta dal Pontefice Alessandro VI, Massimiliano d'Austria Re dei Romani, Fernando d'Aragona, Enrico VII d'Inghilterra, Firenze, Milano, Venezia, guidate da Francesco II Gonzaga e i francesi di Carlo VIII. Lo Sperandio disegnò una bella medaglia rappresentante Francesco II Gonzaga a cavallo a Fornovo con la fiera iscrizione: Ob Restitutam Italiae Libertatem. Durante la seconda guerra mondiale, nel periodo dell'occupazione tedesca e della Repubblica Sociale Italiana, Pellegrino Riccardi, pretore a Fornovo, nascose e protesse dalla deportazione quattro componenti della famiglia ebrea di Rolando Vigevani, del quale era stato compagno di studi. Riccardi trovò per loro dei luoghi di rifugio nei dintorni, produsse - con la complicità del segretario comunale - falsi documenti di identità e organizzò quindi il loro espatrio in Svizzera. In seguito diede rifugio e procurò documenti falsi anche ad altri perseguitati ebrei. Per questo suo impegno di solidarietà, il 26 dicembre 1988, l'Istituto Yad Vashem di Gerusalemme ha conferito a Pellegrino Riccardi l'alta onorificenza dei giusti tra le nazioni.[6] All'inizio del secolo scorso (1905) venne costituita la Società Petrolifera Italiana (S.P.I.). Il paese divenne, in questo modo, il maggior centro italiano per la produzione e la lavorazione del petrolio, arrivando negli anni '30 a coprire circa l'80 % del fabbisogno nazionale. Nel 1912 vennero fatti costruire degli impianti di raffinazione e durante la seconda guerra mondiale, mentre la raffineria di Fornovo era duramente colpita dai bombardamenti, la sede di Vallezza venne occupata da truppe tedesche. L'evento condizionò la vita dei dipendenti e degli abitanti della frazione di Neviano de' Rossi. Da tempo la zona è destinata a Museo, quale testimonianza di archeologia industriale. Nel 1982 una eccezionale piena del Taro (fiume), dovuta a intense piogge nell'alta Val Taro, nella notte tra l'8 e il 9 novembre provocò il crollo parziale del ponte stradale che unisce Fornovo all'abitato di Ramiola (comune di Medesano). Celebre è l'immagine del TIR rimasto bloccato sul ponte semidistrutto, con le ruote anteriori nel vuoto. Nella stessa notte anche il ponte ferroviario sul Taro, in località Pontetaro, venne parzialmente distrutto dalla piena[7]. [modifica] Società[modifica] Evoluzione demograficaAbitanti censiti [modifica] Etnie e minoranze straniereSecondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente a Fornovo di Taro era di 1.037 persone. Le dieci nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:[8]
[modifica] Infrastrutture e trasportiOltre alla Strada statale 62 della Cisa, da Fornovo di Taro si diramano altre strade provinciali, una per la Val Taro, una per la Val Ceno, e una in direzione della Via Emilia. È presente il casello autostradale della A15 Parma-La Spezia. Il territorio comunale è attraversato dalla linea ferroviaria Pontremolese; a servizio dell'abitato è presente la stazione di Fornovo. [modifica] AmministrazioneSindaco: Emanuela Grenti (Lista civica) dal [modifica] Note
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
[modifica] Collegamenti esterni
Fonte: Wikipedia. Data: 05/23/12, 1:07 am |
Immagini
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Vides
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