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Gerhard Berger
Gerhard Berger (Wörgl, 27 agosto 1959) è un ex pilota automobilistico austriaco, che ha corso in Formula 1, vincendo 10 Gran Premi.
[modifica] Carriera[modifica] Formula 1[modifica] ATS e Arrows
Gerhard esordì nei Gran Premi alla fine del 1984 con la ATS motorizzata BMW turbo. A Monza arriva al sesto posto ma non gli viene assegnato il punto in classifica, in quanto il team aveva dichiarato all'inizio della stagione di schierare solamente il compagno di Berger, Winkelhock. L'anno successivo passò alla Arrows, ma i risultati latitarono fino ai Gran Premi di Sud Africa e Australia, dove in totale ottenne 3 punti. [modifica] Benetton
Berger al Gran Premio degli Stati Uniti 1986.
Nel 1986 Berger fu acquistato dalla Benetton, scuderia che aveva rilevato la Toleman. Dopo alcune buone prestazioni a inizio stagione, tra cui un podio a Imola, la parte centrale della stagione fu caratterizzata da vari ritiri e piazzamenti fuori dalla zona punti. Al Gran Premio d'Austria le Benetton migliorarono i propri risultati. Proprio in occasione di questo appuntamento mondiale Berger era in testa quando un calo di pressione del motore[1] gli fece perdere svariate posizioni fino a farlo concludere in settima piazza. Tre settimane più tardi, a Monza, Berger si trovava nuovamente a comandare la gara quando fu costretto a rientrare ai box e perse un giro, concludendo quinto. Inoltre, alla vigilia di questo Gran Premio, cominciarono a circolare voci di un suo passaggio in Ferrari per il 1987[2] e l'annuncio venne ufficializzato a fine mese.[3] Al Gran Premio del Messico, infine, l'austriaco ottenne il suo primo successo in carriera, grazie anche all'efficienza degli pneumatici Pirelli,[4] e chiuse la stagione settimo con diciassette punti conquistati. [modifica] Il primo periodo in Ferrari
La Ferrari con cui Berger vinse i GP di Australia e Giappone del 1987 e il GP d'Italia 1988
La Ferrari vinse quindi la concorrenza delle altre scuderie e affiancò Berger a Michele Alboreto; il rapporto tra i due piloti, inizialmente, non fu buono.[5] Alla prima gara della stagione l'austriaco giunse quarto, risultato che replicò anche a Monaco e a Detroit. A questi piazzamenti seguirono cinque ritiri consecutivi, il più importante dei quali al Gran Premio d'Ungheria, dove Berger si trovava secondo e girava sugli stessi tempi del leader della corsa Nigel Mansell.[6] Qualche settimana dopo, in Portogallo riuscì a conquistare la prima pole position in carriera e stava guidando la corsa quando, a pochi giri dalla fine, andò in testa-coda a causa della pressione messa da Alain Prost[7] e si dovette accontentare del secondo posto. La settimana seguente, durante il Gran Premio di Spagna, fu richiamato dai vertici della scuderia per aver tenuto un comportamento scorretto nei confronti del compagno di squadra.[8] Nelle ultime due gare della stagione, poi, Berger riuscì ad ottenere due vittorie che gli permisero di concludere la stagione al quinto posto con trentasei punti conquistati.
Berger impegnato al Gran Premio del Canada 1988.
La FIA decise di reintrodurre per il 1989 i motori aspirati e di bandire i motori turbo. La Ferrari decise quindi di concentrarsi sulla stagione successiva, facendo correre per il 1988 la vettura dell'anno precedente con alcune piccole modifiche.[9] La McLaren, però, schierò in pista un'auto perfetta che le permise di dominare il mondiale piazzando Ayrton Senna primo e Alain Prost secondo, con 15 vittorie su 16 GP. Berger nulla poté contro questi avversari, salvo sperare in una occasione; questa arrivò a Monza, dove le due Ferrari ottennero una doppietta, l'ideale per onorare la scomparsa di Enzo Ferrari, avvenuta poche settimane prima. Alla fine del campionato fu terzo nel mondiale.
Nigel Mansell, compagno di squadra di Berger nel 1989.
Nel 1989 la Ferrari decise di affiancare a Berger il pilota inglese Nigel Mansell. La nuova vettura presentava alcune innovazioni come il cambio semi automatico e un'aerodinamica avanzata.[10] La stagione non fu buona: dopo un ritiro alla prima gara, dovuto ad una collisione con Senna, al secondo appuntamento mondiale, disputatosi a Imola l'austriaco fu vittima di un incidente. La sua vettura, uscita di pista a circa 280 km/h alla curva del Tamburello per la perdita di un'ala aerodinamica,[11] prese immediatamente fuoco a causa della fuoriuscita di benzina,[11] con Berger immobile dentro l'abitacolo in fiamme. Grazie all'immediato intervento degli addetti alla sicurezza Berger riuscì a sopravvivere riportando alcune ustioni di secondo grado alle mani e alle braccia[11] e una costola rotta. Dopo aver saltato solo il successivo Gran Premio a Montecarlo, Berger si ripresentò al Gran Premio del Messico, ma il prosieguo della stagione fu caratterizzato da continui ritiri, complici le innumerevoli rotture del cambio semi-automatico. A luglio, intanto, venne ufficializzato il passaggio del pilota alla McLaren nel 1990, con un contratto triennale dal valore superiore ai trenta milioni di dollari.[12] Durante la stagione l'austriaco ebbe anche modo di protestare contro la sua scuderia, accusandola di privilegiare il suo compagno di squadra.[13] Solo al Gran Premio d'Italia poi Berger riuscì a realizzare i primi punti con un secondo posto, vincendo poi la successiva gara in Portogallo e concludendo ancora secondo in Spagna. Terminò la stagione con 21 punti, in settima posizione. [modifica] McLaren
La McLaren di Berger del 1991
Gerhard lasciò la Ferrari passando alla McLaren, scambiando il suo sedile con Prost ed affiancando Senna. Col campione brasiliano nacque una grande amicizia, anche al di là delle corse, una sintonia che ricordò molto quella di Jody Scheckter e Gilles Villeneuve. Con la McLaren trascorse tre anni, dal 1990 al 1992, ottenendo 3 vittorie, tra cui una al Gp del Giappone 1991, quando Senna gli regalò la vittoria all'ultima curva come premio per avergli coperto le spalle in tutto il 1991.
Nel 1992 la McLaren, a differenza degli anni precedenti, non disponeva della vettura migliore del circus.[14] Berger iniziò la stagione con un quinto e un quarto posto. Al Gran Premio del Brasile, poi, l'austriaco ebbe problemi fin dalla partenza[15] e fu costretto a ritirarsi al quarto giro per problemi elettrici. Dopo un altro quarto posto in Spagna e due ritiri, di cui uno a Imola, in cui venne pesantemente contestato dai tifosi che lo ritenevano colpevole di aver provocato un incidente con il ferrarista Alesi,[16] riuscì a vincere la prima gara della stagione in Canada. A questa vittoria seguirono alcune gare caratterizzate da ritiri e piazzamenti a punti, tra cui un quarto posto a Monza dopo essere partito dai box per un guasto, fino a quando ottenne un secondo posto in Portogallo. Durante questa gara vi fu uno spettacolare incidente con Patrese, causato da un'avventata manovra dell'austriaco in fase di rientro ai box, che costò a Berger un richiamo verbale da parte della FIA.[17] Dopo aver replicato il risultato anche in Giappone, l'austriaco, anche grazie ad una sosta ai box non impeccabile dei meccanici Benetton,[18] riuscì a conquistare il secondo trionfo stagionale, chiudendo il campionato al quinto posto con quarantanove punti, uno in meno di Senna. Proprio nell'estate 1992 Berger decise di accettare l'offerta di un contratto da parte della Ferrari. Inizialmente si disse che il contratto prevedeva un costo per la scuderia italiana di 22 miliardi per due anni[19], cifra in realtà smentita e di molto inferiore.[20] [modifica] Il secondo periodo in Ferrari
Berger sulla Ferrari 412 T2, GP del Canada 1995
Berger si trasferì quindi alla Ferrari dove si trovò come compagno di squadra Jean Alesi, con cui avrebbe corso per le successive cinque stagioni. I test invernali sulla F93 A furono deludenti e la vettura, oltre ad evidenziare vari problemi, fece registrare tempi molto più elevati rispetto alla concorrenza.[21] I risultati nelle prime gare, infatti, si rivelarono deludenti con due sesti posti e tre ritiri, dovuti in larga misura all'inaffidabilità delle sospensioni attive montate sulla vettura.[22] Al Gran Premio di Monaco, però, Berger riuscì a realizzare il secondo giro più veloce in assoluto in gara[23] e stava duellando con Hill per la conquista della seconda posizione quando fu costretto al ritiro per una collisione. Al successivo appuntamento mondiale ottenne poi un quarto posto, nonostante avesse avuto problemi con i freni, i quali tendevano spesso a surriscaldarsi.[24] Dopo alcune altre prestazioni deludenti l'austriaco riuscì a salire sul podio al Gran Premio d'Ungheria con un terzo posto, che sarebbe rimasto il suo miglior risultato nel 1993. Concluse la stagione con un quinto posto in Australia, terminando ottavo in classifica piloti con dodici punti conquistati.
L'anno seguente le prestazioni migliorarono e grazie alla vittoria nel GP di Germania 1994, l'unica del suo secondo ciclo ferrarista, interruppe un digiuno di vittorie che durava da quasi quattro anni per la scuderia del Cavallino. [modifica] Fine carriera con Benetton
Per il 1996, insieme al compagno di squadra in Ferrari Jean Alesi, si trasferì alla Benetton, che nel 1994 e 1995 aveva vinto i mondiali (2 piloti con Michael Schumacher ed uno costruttori nel 1995). Chiunque avrebbe auspicato ambizioni mondiali per una squadra dotata di due piloti così forti e dei migliori motori, i Renault dominatori degli anni '90. Invece la Williams mise in pista una vettura eccezionale, che sbaragliò il campo con Damon Hill e Jacques Villeneuve, mentre alla Benetton nulla girò per il verso giusto.
Il 1997 cominciò con le premesse del 1996 ed ebbe le stesse conclusioni deludenti. Gerhard fu di nuovo costretto ad arrancare, e dovette anche saltare tre gran premi, per problemi di salute e per la morte del padre in un incidente aereo. Gerhard ottenne però la sua ultima vittoria in carriera, nuovamente in Germania. Dopo maturò la decisione di ritirarsi a fine anno. Curiosamente, la prima e l'ultima vittoria di Berger in Formula 1 coincidono con la prima e l'ultima vittoria della scuderia Benetton. Berger lasciò la Formula 1 dopo aver disputato 210 GP, con 10 vittorie e 12 pole. Pur non essendo stato un campione assoluto, viene ricordato come un buon pilota, in particolare per la prima parte della sua carriera in F1. [modifica] Fuori dalle corseTuttavia dopo l'abbandono delle corse, tornò nell'ambiente prima come responsabile dei motori BMW, poi come co-proprietario alla neonata Scuderia Toro Rosso, che rileva la Minardi, detenendone il 50%. Con la stessa scuderia, riassapora il gusto della vittoria come costruttore, quando il giovanissimo Sebastian Vettel di soli 21 anni, ottiene il suo primo successo al Gran Premio di Monza 2008, proprio al volante del team italiano. [modifica] Il forte legame di amicizia con Ayrton SennaFu durante gli anni in McLaren che Berger divenne famoso per il suo lato umoristico. Leggende raccontano della quantità di scherzi ingegnosi attuati dall'austriaco per rompere la serissima routine dell'implacabile compagno Ayrton Senna. Senna, accettando la sfida, rapidamente fu sottomesso, e la pratica degli scherzi aumentò, oltretutto istigata da Ron Dennis. Leggende narrano di un incidente a Monza, in cui, su un elicottero comune, Senna vide volar via la propria nuova valigia contenente i propri effetti personali. Essendo costituita di fibra di carbonio, Senna era convinto avrebbe dovuto essere indistruttibile. Berger, senza esitazioni, aprì la porta dell'elicottero e gettò fuori la valigia, per testare l'ipotesi. "È caduta da qualche parte vicino alla pista, ma la trovammo ugualmente", fu il commento. In un'altra occasione, in una camera di un albergo australiano, Berger riempì di animali il letto di Senna. Ayrton, comprensibilmente infuriato, si confrontò col compagno apostrofandolo: "Ho trascorso l'ultima ora prendendo 12 rane nella mia stanza!". Berger replicò: "Hai trovato il serpente?". La spiegazione di Berger: "Infatti non erano rane, erano più grandi, più simili a rospi. In Australia hanno questi tipi di animali. Avevo pensato gli sarebbero piaciuti gli animali, ma chiaramente non fu così". Fu un incidente che richiamò in Senna un sentimento di rappresaglia, culminato nell'apposizione di un formaggio francese (dal fortissimo odore) nel sistema di aria condizionata della stanza di Berger. Un'altra leggenda racconta di Senna e del compatriota Mauricio Gugelmin, i quali decisero di riempire le scarpe di Berger di schiuma da barba durante una corsa su un treno rapido diretto a una cena in Giappone. Costretto a presentarsi alla cena indossando un tuxedo con scarpe da tennis, Berger promise vendetta: pochi giorni dopo, al Gran Premio del Giappone, Gugelmin fu avvicinato da Joseph Leberer, il nutrizionista del Team McLaren, che gli offrì un'aranciata fresca. Sempre allerta, Mauricio declinò la sospettosa offerta, spiegando poi: "Un'ora prima della corsa aveva schiacciato quattro pillole di sonnifero nel succo che mi mandò. Sarei rimasto fermo come un fesso all'inizio della corsa in cui si decideva il titolo mondiale. Le auto avrebbero ruggito in pista e io sarei rimasto a russare nel mio abitacolo, potete immaginarlo?". Più conosciuto è, probabilmente, un incidente in cui Berger sostituì la foto del passaporto di Senna con quella che Ron Dennis descrisse come "un equivalente degli organi genitali maschili". La fama di Senna gli consentì di vedersi raramente il passaporto ritirato, ma in un successivo viaggio in Argentina lo scherzo di Berger costò a Senna la reclusione per 24 ore. Come conseguenza, Senna incollò (con una superadesivo) tutte le carte di credito di Berger assieme. Berger non riservava il suo umorismo all'amico Senna, tanto che un altro episodio occorse anni dopo alla Ferrari. Berger e il collega Jean Alesi erano impegnati a ritirare la nuova auto speciale del direttore del team, Jean Todt, costruita dalla Lancia. Arrivati all'ingresso del tracciato di prova del team, Alesi perse il controllo dell'auto dopo che Berger, inaspettatamente, aveva tirato il freno a mano, causando il ribaltamento della vettura, che scivolò in questo modo fino allo stop all'uscita del tracciato stesso, nonché il ricovero in ospedale dell'incolpevole Alesi. Lo stesso Berger ammise ad un incredulo Todt, in cerca di spiegazioni, che avevano lasciato "leggeri segni di un cordolo (del bordo della carreggiata) sul tetto". Il forte legame tra Senna e Berger si è esteso al di là del brasiliano morto nel 1994, Berger ora in qualità di consulente per Bruno Senna, nipote di Ayrton, che ha fatto il suo debutto di Formula Uno con la Hispania Racing Team nel Campionato del Mondo 2010. [modifica] Risultati in Formula 1
* Avendo iscritto una sola vettura a inizio campionato, l'ATS non può contare i punti fatti dalla seconda vettura, che non valgono nemmeno per la classifica piloti. [modifica] Vittorie
[modifica] Altre vittorie
[modifica] Note
[modifica] Bibliografia
[modifica] Voci correlate[modifica] Altri progetti
[modifica] Collegamenti esterniFonte: Wikipedia. Data: 05/23/12, 1:37 am |
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