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Giochi della XVIII Olimpiade
I Giochi della XVIII Olimpiade si sono svolti a Tōkyō (Giappone) dal 10 al 24 ottobre 1964.
[modifica] AvvenimentiPer la prima volta le Olimpiadi si trasferirono in Asia: i Giochi della XII Olimpiade, inizialmente previsti a Tōkyō erano stati riassegnati a Helsinki a causa della seconda guerra sino-giapponese. Il Giappone spese una cifra pari a 620 milioni di euro per allestire impianti, strutture e infrastrutture che parvero tutte all'altezza della situazione.[1] Le Nazioni partecipanti furono 94, quindi dieci più di Roma, gli atleti furono 5541, i giornalisti 1200, i fotografi oltre 600, i cineradioperatori 500. Per la prima volta, in tutto l'emisfero settentrionale le immagini delle gare vennero diffuse grazie al satellite statunitense Syncom III. I contenuti tecnici furono elevatissimi, basti prendere come esempio l'atletica leggera femminile, nella quale in nove gare su dieci vennero migliorati i primati olimpici e più o meno, il rendimento fu lo stesso anche nelle altre discipline. I risultati furono talmente strabilianti da indurre persino qualche sospetto e difatti dopo le Olimpiadi venne stabilito di effettuare prima delle gare controlli medici più rigorosi.[1] Vennero introdotte importanti innovazioni tecniche in molte discipline. Il nuoto fu coinvolto dalla svolta statunitense nelle tecniche di allenamento, che consentirono di superare l'antica barriera fra scattisti e fondisti. Gli statunitensi e gli australiani che si allenavano nelle università del Nuovo mondo vinsero a mani basse praticamente quasi tutte le gare. Gli "altri" si dovettero accontentare dei 200 metri rana femminili vinti da un'atleta della scuola sovietica e della straordinaria australiana Dawn Fraser, oro nella terza olimpiade consecutiva e prima donna ad abbattere il muro del minuto di gara nei 100 metri stile libero; un altro atleta che raggiunse la celebrità fu lo statunitense Don Schollander, trionfatore in quattro gare, al pari del suo predecessore Johnny Weissmuller. Anche nel sollevamento pesi si ottennero risultati brillanti, con quattro primati mondiali e tre olimpici. Nell'atletica leggera maschile gli Stati Uniti si confermarono la Nazione meglio preparata, Al Oerter (Stati Uniti) oro nel lancio del disco per la terza olimpiade di seguito, l'etiope Abebe Bikila riconfermatosi vincitore della maratona e promosso al grado di tenente dell'esercito del Negus e il polacco Schmidt confermatosi nel salto triplo, furono alcuni tra gli atleti più meritevoli di una citazione.[1] Lo stesso traguardo importante della vittoria in tre edizioni diverse fu raggiunto dal canottiere sovietico Vjačeslav Ivanov e dal tedesco Hans Winkler nell'equitazione. Nella lotta, oltre alle tradizionali nazioni protagoniste dell'Europa orientale e del Medioriente, il Giappone si aggiunse prepotentemente nel medagliere con ben cinque ori, e soprattutto la fece da padrone nello judo, disciplina introdotta per la prima volta, vincendo in tre categorie su quattro. Purtroppo per gli appassionati del Sol Levante, sfuggì ai loro atleti la medaglia nella gara più prestigiosa, la categoria assoluti, che fu vinta dall'olandese Anton Geesink. Il pugilato offrì una delle pagine più significative, visto che la finale dei pesi massimi fu disputata e vinta dallo statunitense Joe Frazier nonostante avesse la mano sinistra fratturata. I giapponesi stravinsero nella pallavolo femminile, suscitando, però, qualche perplessità per il lungo ritiro al quale furono costrette le atlete "dilettanti".[1] [modifica] Strutture
[modifica] Medagliere
[modifica] Medaglie per sportI vincitori di medaglie nei diversi sport:
[modifica] Curiosità
[modifica] Note[modifica] Voci correlate[modifica] Bibliografia
[modifica] Altri progetti
[modifica] Collegamenti esterni
Fonte: Wikipedia. Data: 05/23/12, 1:52 am |
Immagini
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