|
Isernia
Isernia (IPA: [i'sεrnja]; Aesernia in latino; Aisernio in osco; Esernius secondo Plinio; Serni secondo l'Itinerario Antonino; Sèrnia in dialetto isernino) è un comune italiano di 22.174 abitanti[2] 3ª Città del Molise per numero di abitanti dopo Campobasso (50916 Ab.) e Termoli ( 33035 Ab.), capoluogo dell'omonima provincia in Molise. Primo insediamento paleolitico documentato d'Europa, fiorente città sannita, capitale della Lega Italica, Municipium romano, tenace oppositrice contro le truppe napoleoniche e luogo di reazione borbonica antiunitaria nel 1860, medaglia d'oro al valor civile per i bombardamenti subiti durante la seconda guerra mondiale ed infine capoluogo di provincia; Isernia è una città di riferimento dell'Alto Molise. [modifica] Geografia fisica[modifica] Territorio
Isernia è situata sul fianco di una collina[3] nel centro degli Appennini che divide due corsi d'acqua di modeste dimensioni, il Carpino ed il Sordo[4][5] che confluiscono nel fiume Cavaliere, affluente del fiume Vandra a sua volta affluente del Volturno. La città sorge all'incrocio della strada statale 85 e la strada statale 17 Appulo-Sannitica[3] ed è circondata dai monti del Matese a sud e dalle Mainarde a nord e il suo territorio ha un'altimetria che varia da 285 m s.l.m. fino a 905 m s.l.m., per una media di 457 m s.l.m.[6]. La zona è ad altissimo rischio sismico perché è circondata da zone dove questa attività è molto intensa[7]. La parte più a nord del centro abitato si trova ad un'altitudine maggiore rispetto alla parte più a sud (la parte più vecchia), ed è situata in un terreno quasi pianeggiante[3] ma molto umido in quanto è ricco di sorgenti acquitrinose infatti vi è presente anche la sorgente del fiume Sordo. Secondo la Carta Geologica d'Italia redatta dal Servizio Geologico d'Italia[8] il territorio del comune di Isernia è situato a metà tra formazioni "calcareo-dolomitiche mesozoiche" a sud dell'appennino campano e dei monti del matese e "sedimenti di tipo pelagico" del mesozoico-terziario a nord appartenenti all'appennino sannita e all'appennino abruzzese[8]. L'accavallamento molto esteso di queste due zone è un'anomalia rispetto al resto della morfologia appenninica. Il sottosuolo del centro abitato è formato da rocce di travertino mentre nella parte nord del comune sono presenti rocce arenarie e calcaree[8]. [modifica] Clima
In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +5,9 °C; quella del mese più caldo, agosto, è di +23,5 °C[9].
La temperatura più bassa registrata ad Isernia in gennaio 2011 è stata di -8.5°C. [modifica] Storia
L'area dove oggi sorge Isernia è stata abitata dall'uomo sin dall'era paleolitica[13]: i primi insediamenti, infatti, risalgono ad almeno 700.000 anni fa. Anche le origini dell'agglomerato urbano sono molto antiche, ma non se ne può ancora definire una data certa. La città fu sotto il dominio Sannita fin dal V secolo a.C. Grazie alla sua posizione strategica, il suo controllo fu uno dei punti cruciali durante le guerre sannitiche[14]. Nel 264 a.C. divenne colonia romana e nel 209 a.C. rimase fedele a Roma nella seconda guerra punica[15]. Nel periodo che va dal 263 a.C. al 240 a.C.[16], cioè dopo la deduzione a colonia, furono coniate le monete di Aesernia. Alcuni autori ritengono che parte della monetazione della guerra sociale possa essere stata coniata nello stesso centro[17]. Durante la guerra sociale, nel 90 a.C. fu occupata dagli italici dopo un lungo assedio e divenne la loro capitale. Cadde alla fine della guerra[18] per mano di Silla, il quale la rase al suolo[19].
Negli anni successivi, vari imperatori, da Cesare a Nerone, promossero un piano di ripopolamento inviando colonie nei territori ove sorgeva la città. Ai tempi di Traiano, Isernia venne elevata al rango di Municipio; in quel periodo, venne anche costruito il Capitolium[20]. Dopo la caduta dell'Impero romano, Isernia venne distrutta nel 456 dai Vandali, capitanati da Genserico, per ben tre volte dai Saraceni, negli anni 860, 882 e 883. Nel VII secolo, i Longobardi ne promossero la rinascita[21] con la costruzione di opere pubbliche. Successivamente, durante il dominio normanno, nel quale faceva parte della contea di Molise, subì una fase di decrescita: la sua diocesi fu unificata con quelle di Venafro e Bojano. Inoltre, nel 1199, fu saccheggiata da Marcovaldo di Annweiler. Nel XIII secolo, la città rinacque ancora, grazie a Federico II. Dopo vari passaggi di proprietà della città tra un feudatario ed un altro, nel 1519 fu annessa da Carlo V al Regno di Napoli Il 23 ottobre 1860 Isernia ospitò per una notte Vittorio Emanuele II di Savoia in viaggio per recarsi a Teano ad incontrare Giuseppe Garibaldi. Il Sovrano prese alloggio nel Palazzo Cimorelli, sito nella via che poi prese il Suo nome, ospite di Vincenzo Cimorelli (*5.4.1796 †9.8.1889) (Raffaele de Cesare: La fine di un regno, Milano 1969, p. 963). L'indomani, alla partenza per Venafro, donava all'ospite la sua tabacchiera d'oro in un cofanetto sul coperchio del quale erano incise le iniziali reali (Francesco Colitto: Imperatori, Re e Regine nel Molise: Vittorio Emanuele II. S. Giorgio Editrice, Campobasso 1978). Alla fine del XVIII secolo, era la città più popolosa del Contado di Molise. Oppose resistenza ai francesi nel tentativo di conquista del Regno di Napoli, così come oppose resistenza anche nel 1860, in virtù della reazione borbonica contro i Piemontesi[22]. I piemontesi ordinarono anche a Isernia fucilazioni sommarie in cui secondo Pino Aprile morirono 1245[23], mentre secondo uno scritto del tempo (1861) lo scontro " costo' 1245 vittime tra guardie nazionali, liberali, reazionari e soldati delle due armate belligeranti"[24]. Nel giorno 10 settembre 1943, durante la seconda guerra mondiale, Isernia subì un pesantissimo bombardamento da parte degli alleati, che rase al suolo quasi un terzo dell'abitato e provocò la morte di un numero altissimo di persone. A causa dei danni causati da questi e da altri bombardamenti, verso la metà del XX secolo si pose in atto un piano di rinascita[25] della città, che prevedeva anche lo sviluppo nella zona più a nord.
Inoltre, nel 1957, dopo la divisione dell'Abruzzi e Molise, cominciò a prendere piede l'ipotesi dell'istituzione della provincia di Isernia. In realtà, questo non era il primo tentativo in tal senso: l'istituzione della provincia era stata promossa già nel 1810 da Gioacchino Murat, ma senza successo. Il Parlamento, però, rinviò qualsiasi decisione al riguardo. Il nuovo fallimento del processo di istituzione della provincia scatenò una protesta nella città, caratterizzata da cortei di operai e studenti; la protesta, poi, sfociò in una serie di rivolte cittadine, culminate con blocchi stradali e violenti scontri con le forze dell'ordine, con feriti ed arresti. Il 1957 e 1958 furono gli anni ricordati a Isernia come 'della violenza sociale'. Il 16 febbraio del 1970 il Parlamento sancì l'istituzione della nuova provincia che divenne operativa il 3 marzo 1970[26]. [modifica] SimboliLo stemma di Isernia[27] è formato da uno scudo oblungo di tipo sannitico, su cui campeggiano le iniziali della città composte da un caduceo, intorno al quale è attorcigliato un serpente; lo scudo è avvolto da foglie di acanto ed è sormontato da un elmo, rabescato a cancelli con cimiero. Le lettere, le foglie e i bordi dello scudo sono giallo-oro, lo scudo è azzurro e l'elmo è grigio scuro. Il caduceo, emblema del potere ed anche della prosperità, indica che Isernia è stata sempre città regia e mai assoggettata in feudo, se non per pochi anni; il serpente, invece, è simbolo di prudenza, di riflessione, di pace e di sollecitudine, qualità necessarie per riuscire nelle imprese. Il caduceo ed il serpente accoppiati simboleggiano anche la prosperità e la buona salute; erano infatti attributi tradizionali di Esculapio, dio della medicina.
Non si hanno notizie certe dell'epoca in cui è stato adottato lo stemma[28], né si conosce il nome del suo ideatore. Il primo documento storico pervenutoci, su cui è riprodotto lo stemma della città di Isernia, è il privilegio concesso alla città da Carlo V nel 1521, il cui originale cartaceo è conservato nella biblioteca comunale. Nel corso dei secoli è stato più volte ritoccato, abbellito, ma lo scudo e la disposizione delle lettere sono rimasti sempre uguali; quello attuale risale al 1956. [modifica] OnorificenzeIl comune di Isernia è stato insignito della Medaglia d'oro al valor civile[29] nel 1960
[modifica] Ricorrenze
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse[modifica] Architetture religiose[modifica] Cattedrale di San Pietro
È la chiesa più importante della città, cattedrale della diocesi di Isernia-Venafro è dedicata a San Pietro Apostolo e si trova in piazza Andrea d'Isernia. L'edificio attuale sorge su un antico tempio pagano italico del III secolo a.C. di cui è rimasto integro l'intero podio da cui è possibile ricostruirne la forma. Il tempio era un capitolium, cioè un tempio dedicato alla triade capitolina che aveva l'ingresso dalla parte opposta rispetto la collocazione attuale. In epoca medioevale venne costruita una cattedrale di stile greco-bizantino che rispettava la disposizione del precedente tempio pagano. Nel 1349 questo edificio fu distrutto completamente da un terremoto e venne costruito un nuovo edificio nella disposizione moderna. Agli inizi dell'800 un nuovo terremoto lesionò gravemente la chiesa che venne ricostruita nella stessa sede ma di dimensioni maggiori e di aspetto molto simile a quello attuale. L'aspetto attuale è dovuto ai restauri neoclassici ordinati dal vescovo Gennaro Saladino nella seconda metà del XIX secolo che presenta il grande timpano triangolare in travertino, è sorretta da due coppie di pilastri agli angoli e da quattro alte colonne ioniche sulla fronte. Lo spazio interno appare suddiviso in tre navate con pilastri decorati da lesene corinzie in marmi policromi. Nella cappella del Santissimo Sacramento vi è l'antica tavola bizantina denominata "Virgo Lucis" (la Madonna della Luce) di Marco Basilio risalente al XV secolo. [modifica] Altre chiese
[modifica] Architetture civili[modifica] Fontana della Fraterna
Annoverata fra le fontane monumentali d'Italia per la sua mirabile struttura architettonica, la Fontana Fraterna[30][31][32] è una delle opere più significative e più importanti nonché simbolo della città. La fontana, composta da blocchi di pietra locale provenienti da un numero imprecisato di edifici nella città e da costruzioni di epoca romana, è formata principalmente da una serie di archi a tutto sesto. Presenta diverse epigrafi incise su di essa, tra cui una dedicata agli Dei Mani. Al centro della fontana c'è una lastra di marmo più grande delle altre, decorata con due delfini ed un fiore, proveniente da un edificio sepolcrale. Si può affermare quindi che la fontana non risale ad un periodo storico preciso, ma che è testimone dei numerosi periodi storici che hanno attraversato la città. La fonte si trova in piazza Celestino V a seguito dei bombardamenti del 1943; in precedenza si trovava in piazza della Fraterna, da cui prese il nome.
[modifica] Palazzi di Isernia
[modifica] Altro
[modifica] Siti archeologici
[modifica] Valico del Macerone
[modifica] Società[modifica] Evoluzione demograficaSul territorio comunale di Isernia sorgono numerose frazioni e contrade per cui la popolazione si distribuisce in maniera irregolare su tutto il territorio, mentre la città capoluogo presenta una popolazione che si attesta intorno alle 16.000 unità. Notevole la crescita demografica del comune dopo l'istituzione della Provincia di Isernia nel 1970[26], per poi crescere solo modestamente nei decenni successivi. Sono sorti due nuovi quartieri con ampi spazi verdi ed ampie carreggiate stradali: il quartiere San Leucio ed il quartiere San Lazzaro, leggermente staccato dal centro cittadino. Negli ultimi anni è in notevole espansione la zona nord della città (località Nunziatella), con la costruzione di un piccolo ma moderno Centro Commerciale e con l'ammodernamento dell'impianto stradale attraverso la realizzazione di nuove rotonde e una nuova strada (doppia corsia, due marciapiedi e pista ciclabile) che collega più agevolmente il centro città direttamente con la nuova sede di Pesche dell'Università. Abitanti censiti [modifica] Etnie e minoranze straniereGli stranieri residenti a Isernia al 31 dicembre 2008 sono 448, pari al 2,02% della popolazione comunale.[37] Le nazionalità più numerose sono: Molto popolosa è la comunità rom, presente soprattutto a causa delle deportazioni compiute dal regime fascista nel 1943 nel locale campo di internamento. La maggior parte dei rom risiede nelle abitazioni popolari dei quartieri di San Lazzaro e San Leucio. [modifica] Lingue e dialettiIl dialetto di Isernia fa parte del dialetto molisano della zona centro-occidentale della regione con tutte le sue particolarità. Molto marcato è il rotacismo negli articoli determinati maschili (re cuàne per "il cane" o ru cellùcce per "l'uccellino"), così come il rotacismo della "d", tuttavia non sempre applicato (songhe re Sernia per "sono di Isernia"). [modifica] ReligioneNell'attuale statuto comunale di Isernia è indicato come patrono San Pietro Celestino ma il vero protettore di Isernia è San Nicandro[21][38] insieme a san Marciano e santa Daria, come riportato in molti documenti[39]. Il culto di questi santi è molto forte in alcuni comuni dell'Italia meridionale e in particolar modo nella vicina Venafro dove vennero martirizzati nel luogo in cui oggi sorge la basilica dedicata ai Ss. Martiri. [modifica] Tradizioni e folclore[modifica] Il Tombolo di IserniaA Isernia è molto diffusa da secoli la lavorazione del merletto a tombolo[40][41] (Isernia è definita anche la città dei merletti). La cosa che più contraddistingue il tombolo isernino è, oltre alla finissima fattura, un tipo di filo prodotto in zona di colore avorio che rende tutto il lavoro più luminoso ed elegante. La sua introduzione nella città è di antichissima origine, si presume infatti che la diffusione risalga al XIV secolo, ad opera di suore spagnole che alloggiavano nel monastero di Santa Maria delle Monache. Col passare del tempo il tombolo viene lavorato sempre meno in maniera artigianale e sempre più in maniera industriale. È anche materia presso l'Istituto Artistico della città.
[modifica] Le Confraternite di IserniaA Isernia sono presenti numerose Confraternite[42][43]. La più antica è la confraternita "la Fraterna" istituita nel 1289 di Pietro Angelerio futuro papa Celestino V; poi esistono la confraternita del "Santissimo Rosario", la confraternita "Santa Maria del Suffragio" e la confraternita di "Sant'Antonio. In passato le dispute tra le varie confraternite erano delle vere e proprie lotte di classe infatti ogni confraternita rappresentava una diversa classe sociale. [modifica] La processione del Venerdì SantoCome in altre città d'Italia, il Venerdì che precede la Pasqua, anche ad Isernia si svolge la processione[44]. Essa percorre tutta la città e riscuote una partecipazione da parte della popolazione davvero numerosa. Molto tradizionale è la presenza degli incappucciati, fedeli che per un voto di penitenza partecipano alla processione incappucciandosi totalmente con un telo bianco (in modo da non permettere a nessuno di essere riconosciuti) e si incoronano la testa con una corona di spine. Molti di loro, per aggravare la penitenza, portano croci e camminano scalzi per tutto il percorso della processione; loro è anche il compito di portare statue della Mater Dolorosa e del Cristo Morto. Le Confraternite della città partecipano alla processione, ognuna con un ruolo ben preciso all'interno del corteo. [modifica] Istituzioni, enti e associazioni
[modifica] Qualità della vitaCome stabilito anche dalla ricerca di Legambiente, Mal'Aria 2010[46], Isernia è uno dei capoluoghi di provincia con la qualità dell'aria più alta d'Italia, grazie alla folta vegetazione ed alla bassa urbanizzazione del suo territorio ed alla mancanza di industrie pesanti e di traffico. Inoltre, sempre secondo uno studio di Legambiente, nel 2011 Isernia è risultato uno dei comuni completamente rinnovabili d'Italia, infatti il fabbisogno energetico della città è completamente coperto attraverso la produzione di energia elettrica da pannelli fotovoltaici per 392 kW, miniidroelettrico 3.3MW, eolico 2.4MW e 625 kW da biogas[47]. [modifica] Cultura[modifica] Istruzione[modifica] Biblioteche
[modifica] MuseiNella città sono presenti tre musei molto importanti: [modifica] ScuoleIsernia è sede di varie scuole elementari e medie, e di un numero rilevante di complessi scolastici per le scuole superiori. Con l'espansione della città sono stati costruiti due nuovi plessi scolastici (nei quartieri San Leucio e San Lazzaro), intitolati ai due giovani studenti di Isernia Michele Iavagnilio e Vittorio Tagliente che persero la vita durante il terremoto dell'Aquila nel 2009.
[modifica] Università[modifica] Università degli Studi del Molise - Sede di Isernia
Isernia è, insieme a Campobasso, Termoli e Pesche (IS), una delle sedi dell'Università degli studi del Molise[56].
[modifica] Sapienza Università di Roma - Sede di Isernia
A Isernia è presente una sede dell'università di Roma La Sapienza[57].
[modifica] Media
[modifica] Cucina
La cucina di Isernia è molto legata alla tradizione contadina della zona, soprattutto per quanto riguarda la preparazione di pasta fatta in casa, salumi e formaggi[58]. Tra i primi hanno molta importanza i "cavatelli" preparati con carne di agnello, e "sagne e fagioli" che sono delle piccole lasagnette accompagnate da fagioli e altre erbe aromatiche. Oltre ai cavatelli i tipi di pasta fatta in casa più comuni sono "Le taccunelle", "le laianelle", "i fusilli", "le recchietelle", "i raviuoli". Un secondo tipico della città sono i "turcinelli arrostiti", interiora di agnello avvolte in budella e arrostite. Ci sono poi "ru macche" (polenta con fagioli), "i frattaruoli" (tocchetti di polenta con salsiccia) e "ru sciarone" (mezzelune di pasta ripiene di uova e formaggi)[58]. Per quanto riguarda i prodotti della natura, molto tipici della zona sono:
A Isernia è presente un proverbio sulla cipolla
In zona si producono anche molti vini, per lo più produzioni casalinghe, tra i quali: [modifica] Personalità legate a Isernia
[modifica] Eventi[modifica] Festa dei santi Cosma e DamianoIl 26 settembre di ogni anno si celebra ad Isernia la festa dei santi Cosma e Damiano, che è molto sentita nella città. Oltre al giorno deciso dalla chiesa, il 26 di settembre infatti, ad Isernia le celebrazioni continuano anche il giorno 27, noto come “festa dei santi per gli isernini”[60][61]. Oltre alle classiche celebrazioni religiosi, è presente anche una grande fiera, che si svolge nel centro storico della città, oltre che spettacoli vari (musicali come piccole orchestre o artisti nazionali) si svolgono nella città ad opera del comitato che organizza la festa. La festa, in passato, era una celebrazione pagana del Dio Priapo, trasformata con il passare del tempo nella celebrazione dei due santi medici.
[modifica] Fiera delle CipolleLa fiera[62], legata ai festeggiamenti dei Santi Pietro e Paolo, è la più importante della città di Isernia e si svolge il 28 e 29 giugno. Di antica origine (la prima testimonianza risale al XV secolo) è nata inizialmente per favorire il commercio della cipolla di Isernia dei produttori locali; è oggi diventata una fiera molto variegata e frequentata ma sono comunque presenti i tipici banchetti con la cipolla di Isernia. Un tempo si svolgeva dove si trova attualmente il parco della rimembranza, denominato il largo delle cipolle; dopo l'espansione a nord della città, la fiera si è svolta per alcuni decenni su corso Risorgimento, per poi spostarsi negli ultimi anni sul corso principale della città, corso Garibaldi[62]. La fiera, con il passare del tempo, ha perso la sua funzione originaria, cioè quella di favorire il commercio della cipolla. Allo stato attuale, la maggior parte delle bancarelle adibite alla vendita di questo prodotto è stata rimpiazzata da allestimenti di tipo generico, presenti in qualsiasi altra fiera o mercato italiano[62]. [modifica] Festa di Sant'AntonioAd Isernia è molto sentito il culto di Sant'Antonio[63][64]. Nella città, infatti, è presente una cappella nella Chiesa di San Francesco, e una confraternita dedicata al santo. La processione, che si svolge la sera negli ultimi anni, è una delle cose più caratteristiche della città, in quanto prevede la partecipazione di cavalli bardati con vistosi drappi, nastri colorati e immagini del santo, che seguono il corteo per tutta la città. Il numero di questi cavalli, per tradizione, deve essere 13, come il numero del santo[63]. Questi cavalli, una volta di proprietà dei contadini, sono attualmente quelli della comunità Rom molto presente nella città. Oltre al corteo, durante i giorni di festa, nella città sono presenti molti altarini con immagini raffiguranti il santo, e molti bambini vengono vestiti come Sant'Antonio per invocare la protezione del santo su di essi. Di questa festa si occupano il comitato festa e la confraternita di Sant'Antonio fondata nell'anno 1781 con Regio Decreto. Nel giorno della festa (13 giugno) in chiesa viene distribuito il pane benedetto a tutti i fedeli che vi si recano. [modifica] Fiera nazionale del tartufo bianco molisanoIl 4 dicembre 2011 è stata inaugurata la prima fiera nazionale del tartufo bianco molisano a cui hanno partecipato numerosi produttori di tartufi e prodotti tipici dell'intera regione. La fiera ha avuto una durata di una settimana accostando alla vendita del tartufo anche numerosi eventi e manifestazioni culturali[65]. [modifica] Festa de L'unitàAltro evento della città è la Festa de l'Unità, dal nome del quotidiano fondato da Antonio Gramsci, già organo ufficiale del PCI e poi giornale di "area", che si svolge solitamente nei primi giorni di settembre, dura all'incirca 5 giorni e presenta serate all'insegna di musica e spettacoli vari. Anni fa veniva organizzata nel centro storico, quindi all'interno della villa comunale, ed era incentrata su giochi popolari. Successivamente venne spostata in piazza Ignazio Silone (adiacente alla scuola elementare) mentre negli ultimi anni si è svolta nel terminal situato in contrada Tremolicci[66] con l'organizzazione di concerti di artisti anche molto famosi come i Negramaro, Caparezza, Luca Barbarossa ecc. Essendo sostanzialmente una festa di partito, peraltro organizzata a livello nazionale, con la nascita del PD, sorto dalla fusione di Ds e Margherita, la festa ha cambiato nome e negli ultimi anni non è stata più organizzata ad Isernia. [modifica] La canzone italiana d'autoreLa canzone italiana d'autore[67] è un concorso musicale ideata dall'assessorato alla cultura del Comune di Isernia che si svolge nella città (in piazza Andrea d'Isernia, prima si svolgeva in piazza Celestino V) e propone il rilancio della musica italiana. È un concorso per artisti emergenti non professionisti, ognuno dei quali si esibisce con un brano edito ed uno inedito. Ospiti del concorso sono stati artisti di fama nazionale come Alex Britti. Eugenio Finardi, Angelo Branduardi e Bobby Solo. È un concorso recente che ha visto come direttore artistico Red Ronnie, ruolo che è attualmente rivestito da Dario Salvatori. L'evento musicale rientra nella serie di iniziative appartenenti a Molise Live[68]. Cronologia Vincitori
[modifica] Settembre iserninoGeneralmente a settembre il centro storico di Isernia è sede di tante manifestazioni artistico/culturali tra cui proiezioni di pellicole cinematografiche all'aperto ed organizzazione di spettacoli tipo "la corrida". [modifica] Altre feste
[modifica] Geografia antropica[modifica] UrbanisticaL'urbanistica di Isernia è notevolmente cambiata dopo la sua istituzione a Provincia[26]. Al centro storico (a sud), caratterizzato da un unico corso principale (Corso Marcelli) e da numerosi strettissimi vicoli, si è aggiunta (a nord) la parte nuova della città. Quest'ultima si espande attorno a 4 assi stradali principali (Corso Garibaldi, Corso Risorgimento, via XXIV maggio e via Giovanni XXXIII) disposti a V, il cui vertice coincide con la Villa Comunale. Fuori dal centro cittadino è nato il quartiere di San Lazzaro, mentre recentemente è in forte espansione la località a nord della Città. Lo sviluppo urbano della città non presenta mai un'eccessiva densità; inesistente o quasi il problema del traffico, facilmente risolto con la costruzione di poche rotonde, realizzate soprattutto dopo le pressioni dell'opinione pubblica. [modifica] Centro storicoParte interessante della città di Isernia è senz'altro il centro storico della città, che ha mantenuto in parte il suo antico aspetto ed ancor oggi è contraddistinta dagli stretti vicoli. Situato nella parte sud ovest della città, è stretto al lato da due pendii; è circondato da due antiche mura e da due strade, via Roma e via Occidentale, che ne permettono un facile accesso. Il completo restauro dopo il terremoto del 1984[70] ha consentito al centro storico di tornare cuore pulsante della città, anche grazie all'apertura delle sedi universitarie e di numerose botteghe locali. Il giovedì ed il sabato mattina è sede di un caratteristico mercato, luogo di ritrovo per i più e i meno giovani. Presenta un corso principale, corso Marcelli, che unisce le due piazze principali, piazza San Pietro Celestino V e piazza Andrea D'Isernia (dove è presente la cattedrale). [modifica] Piazza Celestino VLa piazza san Pietro Celestino V è una delle piazze più importanti della città. Situata nel centro storico, accoglie la Fontana Fraterna. Essa è nata dopo il bombardamento del 10 settembre del 1943, che distrusse la maggior parte delle abitazioni che vi erano presenti facendo spazio alla nuova piazza; al giorno d'oggi, attraverso la differente pavimentazione, è possibile riconoscere dove erano allocate le vecchie abitazioni e la strada principale. Su questa piazza è presente anche la chiesa della Concezione (a volte la piazza è chiamata "la Concezione") e una statua del patrono d'Isernia San Pietro Celestino. [modifica] Piazza X SettembreLa piazza, intitolata al bombardamento del 10 settembre 1943, accoglie la statua bronzea che ricorda le migliaia di vittime che la città pagò quel tragico giorno. La piazza stessa è stata figlia di quel bombardamento spaventoso e sono ancora visibili alcuni ruderi delle abitazioni preesistenti. [modifica] FrazioniSono frazioni di Isernia: Colle Croce, Colle Martino, Conocchia, la castagna, Salietto, Castelluccio, Castelromano... [modifica] CastelromanoLa frazione più grande e popolosa (500 abitanti ca.) è Castelromano che sorge in un pianoro ai piedi del monte La Romana (882 m) ad un'altitudine di 680 m s.l.m., distante circa 5 km ad ovest della città.
[modifica] EconomiaIsernia e la sua provincia è una delle poche aree del Mezzogiorno che ha visto intensificare il peso dell'imprenditoria privata, incentivata dal basso livello dei prezzi e del lavoro. Il comune pentro è infatti attivo centro agricolo e commerciale con industrie tessili, conciarie, dolciarie, meccaniche, automobilistiche, delle materie plastiche e dei laterizi nonostante abbia il nucleo produttivo più piccolo d'Italia, contando poco più di 7600 imprese in tutta la provincia[71]. L'industria agraria è poco sviluppata, per lo più è di tipo privato o in aziende di modeste dimensioni, con scarse forma di allevamento e pastorizia. Molto praticato, invece, è l'artigianato delle ceramiche e dei merletti a tombolo. Degno di nota è anche il settore della falegnameria che si distingue per le manifatture originali e di indiscussa qualità. Ci sono inoltre varie piccole botteghe nel centro storico della città (ad esempio pelletterie ecc.). Molto importante per la città (anche se non presenti nel territorio comunale) sono l'industria tessile e l'industria dell'auto. L'industria tessile ha un grandissimo impatto sulla città a causa della vicinanza della ITTIERRE[72] Spa (gruppo IT Holding), industria che produce svariati capi di abbigliamento per grandi marchi del vestiario, marchi propri come Extè e che offre lavoro a una grande quantità di persone e che alla fine del 2009 è entrata in una fase critica. Per quanto riguarda l'industria dell'auto, molto importante nell'economia della città è la DR Motor Company, nota azienda assemblatrice e commercializzatrice di autovetture con il proprio marchio che ha sede nella vicina Macchia d'Isernia. Negli ultimi anni si sta sviluppando il settore delle energie rinnovabili e stanno nascendo molte aziende di progettazione e installazione di impianti fotovoltaici. Le attività terziarie si basano soprattutto sulla pubblica amministrazione. Oltre al Comune, dopo l'istituzione della Provincia[26], Isernia è diventata sede di numerosi servizi pubblici, che hanno dato nuovo slancio alla crescita economica e sociale della città. Infine Isernia è uno dei centri turistici principali della sua provincia, che presenta bellezze naturalistiche con laghi, fiumi, monti, pianori ed innumerevoli borghi. Si possono raggiungere facilmente le più importanti stazione sciistiche dell'Appennino: Campitello Matese, Capracotta, Roccaraso, l'Oasi del WWF di Monte Mutria, l'Oasi della LIPU di Casacalenda, l'oasi WWF "le Mortine" di Venafro, il massiccio del Matese, la riserva di Collemeluccio, la riserva di Montedimezzo ed il Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Per quanto riguarda il turismo storico, invece, la città stessa presenta diversi siti archeologici, tra cui Isernia La Pineta. [modifica] Infrastrutture e trasporti[modifica] StradeIl territorio del comune di Isernia è attraversato principalmente dalla Strada statale 17 dell'Appennino Abruzzese e Appulo Sannitica che la collega a nord con Sulmona, L'Aquila fino ad arrivare a Antrodoco, e verso est fino a raggiungere Campobasso e Foggia. Negli ultimi anni è stata inaugurata la variante della ss17, che arriva fino a Forlì del Sannio, e che rappresenta il primo pezzo della nuova strada che collegherà Isernia con Castel di Sangro[73]. IL 28 dicembre 2011 è stato inaugurato il lotto finale di questa strada, cioè quello che collega Forlì del Sannio a Castel di Sangro[74] Molto importanti sono anche la Strada statale 650 di Fondovalle Trigno, che collega Isernia con San Salvo Marina, la Strada statale 85 Venafrana che collega la città con Vairano Patenora ed infine la Strada statale 627 della Vandra che la collega con Sora. Inoltre è in fase di progettazione l'autostrada Autostrada A14-A1 Termoli-San Vittore che passerà anche nel comune di Isernia. Isernia dista esattamente 80 km (sulla rete stradale) da entrambe le coste, sia quella adriatica di San Salvo Marina sia quella tirrenica di Scauri[75]. [modifica] Ferrovie
Dal 1894 Isernia è collegata con Vairano, e quindi con Napoli, attraverso la linea ferroviaria Vairano-Isernia, questa linea è stata collegata nel 1900 con la linea Isernia-Campobasso per permettere i collegamenti tra le due città. I collegamenti con Roma sono garantiti dal 2000 attraverso la diramazione Rocca d'Evandro - Venafro che permette collegamenti diretti con la capitale. Infine dal 1897 fino al 2010 (data di chiusura fino a data da destinarsi) era attiva la linea Sulmona-Isernia oggi sostituita con una linea di autobus. [modifica] Mobilità urbanaIl trasporto pubblico locale nell'ambito del territorio comunale è gestito dalla società AUTOSERVIZIO URBANO Aesernia s.r.l.[76]; il servizio consta di 8 linee di autobus[76] che collegano tra loro il centro storico, il centro urbano, l'ospedale Veneziale e il quartiere San Lazzaro oltre che le varie frazioni nel territorio e il cimitero. È presente inoltre un servizio navette che collegano il centro città e la stazione ferroviaria con la nuova sede dell'università[77]. I collegamenti regionali, con il capoluogo e con gli altri centri della provincia sono gestiti dalle società Molise Trasporti, Larivera SPA e SOC Sati[76]. Infine è presente una piccola rete di taxi[76]. [modifica] AmministrazioneSindaco: Ugo De Vivo (centrosinistra) dal 21/05/2012 (1º mandato) [modifica] Amministrazioni precedenti
[modifica] GemellaggiIsernia è gemellata con:
[modifica] Sport[modifica] Impianti sportivi
[modifica] Società sportive
[modifica] Galleria fotografica[modifica] Note
[modifica] Bibliografia
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
[modifica] Collegamenti esterni
Fonte: Wikipedia. Data: 05/23/12, 3:07 am |
Immagini
Fonte: Flickr. Twitter
::
Vides
Fonte: Youtube. Ultimi Video
Fonte: Youtube. |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

























































