Istituto superiore per le industrie artistiche
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L'Istituto superiore per le industrie artistiche (abbreviato con l'acronimo ISIA) è un'istituzione di alta cultura pubblica dedicata al disegno industriale, a numero chiuso, presente a Roma, Firenze, Faenza, Urbino facente parte del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, ed inserito nel comparto AFAM.

Indice

[modifica] Storia

Il nome "industrie artistiche" viene ripreso da quello della scuola ISIA ("Istituto superiore di industrie artistiche") che, sorta a Monza già nel 1922 occupandosi di arti decorative, aveva dato origine alla Biennale delle arti decorative e, successivamente, alla Triennale di Milano.

All'ISIA di Monza avevano insegnato Martini, Marini, De Grada, Semeghini.

Con la riforma del 1999[1], i percorsi quadriennali si tramutano in diploma di primo livello (triennale) e diploma di secondo livello (biennale), in analogia con l'università.

Le quattro ISIA hanno partecipato in sede unitaria all'allestimento di uno stand in occasione del salone satellite - salone del mobile 2007.

[modifica] Le istituzioni

[modifica] Roma

Fondata nel 1962 da Giulio Carlo Argan, l'ISIA di Roma è l'istituzione più antica d'Italia per quando riguarda la formazione nel campo dell'Industrial Design; nel 1965 si definisce come "corso di disegno industriale" (una sorta di master per gli architetti e ingegneri), e cambia nome nel 1973 equiparandosi ad un istituto di alta formazione gestito dal Ministero dell'istruzione (come l'accademia di belle arti o il conservatorio), dove per "industrie artistiche" si intende la parte artistica della produzione industriale. È l'unico istituto al mondo ad essere stato insignito di due premi "Compasso d'Oro" da parte dell'Associazione dei designer italiani (ADI), nel 1979 e nel 1987, oltre a una selezione per lo stesso premio nel 1981.[2]

Nel 2004 è stato attivato un biennio specialistico in "design dei sistemi".

La sede dell'istituto è situata a Roma, in piazza della Maddalena 53, ed è adiacente alla chiesa di Santa Maria Maddalena e al collegio dei Camilliani, nei pressi del Pantheon.

[modifica] Pescara

L'ISIA di Pescara è una sede decentrata dell'Isia di Roma. Accoglie il corso triennale in disegno industriale.

[modifica] Firenze

L'ISIA di Firenze nasce poco dopo quella di Roma; la sede attuale è in via degli Alfani 58. Si compone di un triennio ad indirizzo generico, centrato sulle tematiche del Design ed un Biennio specialistico suddiviso in Industrial Design e Design della comunicazione.

ISIA Firenze: la storia

Anni '60 Italian style - Certezze e speranze

Gli anni sessanta rappresentano il periodo di massimo sviluppo dell'industria italiana e segnano l'affermazione internazionale della "Italian line". La progettazione assume un ruolo determinante all'interno dello sviluppo dell'economia del paese divenendo inoltre strumento essenziale per la promozione internazionale dei prodotti italiani.

Per dar risposta alla crescente domanda di formazione nel settore dell'industrial design vengono istituiti dal Ministero della Pubblica Istruzione i Corsi di Disegno Industriale; un contributo essenziale alla loro istituzione ed al loro sviluppo è offerto da: Ernesto Rogers, Giulio Carlo Argan, Giuseppe Ciribini, Giovanni Romano, Angelo Maria Landi e Eugenio Calò. Il corso di Disegno Industriale di Firenze è istituito nel 1962, Direttore è Angelo Maria Landi; tra i docenti: Pierluigi Spadolini, Giovanni Klaus König, Leonardo Benevolo, Vittorio Franchetti Pardo.

L'attività didattica verte sulla costante relazione tra definizione del metodo (oggettivazione) ed espressione creativa (soggettività). Si intraprendono collaborazioni con industrie e si promuovono iniziative rivolte alla committenza pubblica.

Anni '70 Nuove tendenze - Il progetto ansioso

Per effetto delle profonde trasformazioni sociali e culturali che caratterizzano la fine degli anni sessanta ed inizio degli anni settanta si sviluppa a fianco di un design "funzionalista", rigoroso nelle sue enunciazioni formali, un design concettuale a forte carica simbolica che rinnova i linguaggi figurativi.

Raccogliendo la ricca esperienza dei Corsi di Disegno Industriale è istituito il 15/9/1975 con Decreto M.P.I. l'Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Firenze. Angelo Maria Landi è direttore dei corsi sino al 1977 quando, entrato a far parte del Comitato Scientifico Didattico, viene sostituito dall'Arch. Giovanni Battista Bassi. Inizialmente la scuola è caratterizzata da una crescente teorizzazione tendente a definire un modello didattico di riferimento generale. Si avvia una profonda trasformazione dei corsi promuovendo esperienze di "progettazione globale" fondate sulla interdisciplinarietà come struttura didattica. Particolare enfasi è posta sulla determinazione del "metodo" inteso come riferimento per lo sviluppo di ogni atto creativo, ed il progetto è quindi inteso come approccio sistematico "problem solving". Tuttavia tale esperienza "razionalizzante" tende ben presto a disperdersi a seguito della messa in discussione del modello pedagogico ereditato dal movimento moderno e come conseguenza delle influenze esercitate sulla didattica dalle nuove tendenze del design radicale.

Anni '80 Contrapposizione di linee metodologiche-didattiche - Le lusinghe del progetto

Il design italiano è connotato dalla coesistenza di posizioni concettuali, linee di tendenza, filosofie di progetto molto diversificate e per alcuni aspetti contrapposte.

L'ISIA, diretto agli inizi degli anni '80 dal Prof. Cecchetti, vive le temperie di questi anni con vivacità di dibattito. All'interno dei corsi si evidenzia una contrapposizione di linee metodologico-didattiche. A fianco di una tendenza "ortodossa" di impronta funzionalista, che trova sviluppo nel lavoro didattico svolto da Roberto Segoni, Roberto Politi, Gianni Ferrara, Duccio Trasinelli e Francesco Trabucco, si sviluppa un atteggiamento "eversivo" orientato a caricare l'oggetto di accentuazioni espressivo-culturali. Principali interpreti di questa seconda tendenza sono Paolo Bettini, Gianfranco Gasparini, Antonio Rossin e, su posizioni più autonome, Denis Santachiara e Mario Lovergine. Nello stesso periodo Enzo Mari persegue il suo obiettivo didattico con un "laboratorio di design" in cui gli studenti affrontano tematiche di impegno sociale e di riflessione filosofica, e che mirano a coniugare forma e significato. Soprattutto per l'impegno di Paolo Bettini e Gianfranco Gasparini, l'ISIA promuove dibattiti, seminari e convegni; organizza e partecipa a mostre di rilevanza internazionale: "Casa di lusso" triennale di Milano 1983, "Strategie d'intesa" triennale di Milano 1985, concorso internazionale "Italia's cup" del 1986-87-88. Attività che pongono l'ISIA di Firenze tra i protagonisti del dibattito culturale sulla progettazione. Nel 1986 diviene Direttore dei corsi Giovambattista Landi. La tendenza del "Design creativo" va esaurendosi e l'ISIA torna a confrontarsi con la realtà produttiva, cercando un nuovo rapporto tra scuola e mondo della produzione e sollecitando gli studenti ad una attenta analisi del reale. Un contributo fondamentale viene offerto da Gilberto Corretti, Jonathan De Pas affiancato da Vittorio Bozzoli, ed ancora da Enzo Mari affiancato da Aurelio Porro.

Anni '90 Ricerca e sperimentazione - Il progetto della complessità

I profondi cambiamenti sociali ed economici in atto, la perdita di tensione delle ideologie, le nuove problematiche relative sia al sistema della produzione che a quello del consumo, definiscono un quadro di riferimento sempre più complesso che impone alla "cultura del progetto" e di conseguenza alla didattica del design, la scelta di nuovi atteggiamenti e di nuovi percorsi.

Direttore è l'Arch. Giuseppe Furlanis che orienta la didattica verso la coesistenza, all'interno di un comune atteggiamento metodologico fondato sulla ricerca e sulla sperimentazione, di diverse filosofie progettuali, verso un pluralismo di linguaggi e di tendenze. L'obiettivo è di recuperare all'interno della didattica la complessità che caratterizza il contenuto socio-economico nel quale il designer opera e contestualmente di favorire nello studente una sua specifica identità culturale. All'interno dei corsi viene ridefinita l'area della progettazione che riceve il contributo dei principali protagonosti del design italiano. Giuseppe Furlanis reinterpreta il corso propedeutico orientandolo verso una costante sperimentazione didattica che coniuga atteggiamenti rigorosi nel metodo e nella ricerca scientifica con attività di stimolazione della creatività. Gilberto Corretti sollecita gli studenti a ridefinire il prodotto industriale sia in funzione delle dinamiche economico-produttive sia attraverso l'interpretazione dei nuovi modelli di vita. La crescente sensibilità ambientalista si traduce all'interno dell'Istituto in progetti non solo attenti agli aspetti "ecologici" ma anche capaci di instaurare nuove e più articolate relazioni con l'utente: come nel fondamentale e non dimenticato contributo dato alla scuola da Jonathan De Pas, una ricca eredità didattica che ha trovato successivo sviluppo nel corso di Vittorio Bozzoli.

La necessità di determinare una maggior qualità del prodotto industriale caratterizza il corso di Andries Van Onck e Gianni Ferrara: le loro analisi partono dalle componenti apparentemente più semplici del progetto quali la funzione e la tecnologia per poi addentrarsi negli aspetti semantici, retorici, estetico rituali.

Teso a coniugare qualità ed innovazione il corso tenuto da Alberto Meda dove sono state recuperate in modo originale le potenzialità offerte dall'innovazione tecnologica; tema questo affrontato successivamente nel corso di Denis Santachiara dove però la tecnologia diviene strumento espressivo di un nuovo linguaggio poetico. Viceversa Paolo Deganello e Isao Hosoe orientano i loro corsi verso nuovi ambiti di ricerca al fine di interpretare e recuperare nella didattica del design i profondi cambiamenti sociali in atto; forte nella loro ricerca la presenza di un carattere multietnico e di componenti rituali. Nel corso di Deganello sono progettate protesi per il corpo, protesi tecnologiche che sfruttano le ampie possibilità espressive offerte dalla microelettronica e strumenti per la cura e il disegno del corpo ispirati a culture diverse. Il corso di Isao Hosoe si è invece orientato verso il recupero della cultura materiale "mediterranea", verso quel carattere di "nomadismo" che sempre più caratterizza l'epoca post-industriale e verso la "riprogettazione" dei materiali tradizionali.

In considerazione del ruolo sempre più significativo assunto dal design della comunicazione sia all'interno della progettazione industriale che mutuandosi come disciplina autonoma è stato istituito all'interno dei corsi un indirizzo di design della comunicazione.

Fondamentale in tal senso il contributo offerto da Omar Calabrese entrato a far parte del Comitato Scientifico Didattico con Ernesto Gismondi, Ernesto Rampelli, Roberto Segoni e Pierluigi Spadolini. Sin dall'inizio degli anni '90 è inserito nel piano degli studi un corso di semiotica tenuto da Renato Pedio e successivamente da Paolo Albani e Michela Deni. Al fianco dei docenti che da anni affrontano il tema della comunicazione: Siliano Simoncini (Ricerca Visiva), Mario Lovergine (Grafica e Comunicazione del Design), Silvana Scoti e Anna Savoretti (Fotografia e Video) entrano a far parte del corpo docente: Daniele Barbieri (Comunicazione di Massa), Antonio Glessi (Tecniche di Comunicazione), Paolo Barberis ed il Gruppo Dadanet (Progettazione multimediale ed Internet), lo Studio Azzurro (Videografica) ed i Giovanotti Mondani Meccanici (Installazioni Multimediali) oltre al contributo con attività seminariali del gruppo Krypton di Antonio Caronia, Francesca Alfano Miglietti, Pierluigi Capucci.

Nel biennio conclusivo l'area della comunicazione diviene un indirizzo opzionale, così come opzionali sono i corsi di Architettura e di Progettazione Ambientale tenuti rispettivamente da Aurelio Porro e Denis Santachiara. Sebbene l'attività dell'I.S.I.A. di questi anni '90 sia stata presentata attraverso la descrizione degli orientamenti dell'area della progettazione, è utile evidenziare che la qualità dei risultati raggiunti, testimoniata dai successivi riconoscimenti ricevuti, deve essere attribuita al prezioso contributo offerto dalle diverse discipline proprio perché la progettazione è essenzialmente un atto interdisciplinare.

Anni 2000 Ricerca e sperimentazione - Le lusighe del progetto

Gli accelerati processi di globalizzazione che caratterizzano l'avvio del nuovo secolo, favoriscono la crescita economica di diversi paesi segnati da una secolare povertà, ma al tempo stesso generano nuovi squilibri sociali e producono un ulteriore degrado delle risorse naturali del pianeta. Sebbene consapevole dei propri limiti - dati dall'essere una piccola struttura formativa sebbene di elevata specializzazione - l'ISIA, sempre diretta da Giuseppe Furlanis ha orientato ancor più che in passato, la propria attività di ricerca e di design, verso un modello di sviluppo capace di coniugare la crescita economica e condizioni di equilibrio sociale ed ambientale. Anche con l'obiettivo di sperimentare un diverso modello didattico, è stato istituito all'interno dei corsi un atelier di progettazione con il compito di orientare le ricerche più innovative verso ambiti di particolare rilevanza sociale.

Ai temi di ricerca indirizzati già da anni verso l'ecocompatibilità dei processi e dei prodotti a favore di una valorizzazione delle varietà culturali, a sostegno di una maggior autonomia funzionale per disabili, si affiancano nuove ricerche che esprimono con chiarezza l'impegno sociale dell'istituto. Tra queste attività, il lavoro svolto dall'atelier di progettazione a favore di un mercato equo e solidale e la collaborazione coordinata da Gilberto Corretti con la fondazione Mayer finalizzata alla progettazione di spazi, strutture e giochi per la degenza ospedaliera infantile. I corsi dell'ISIA sono sempre più orientati verso una progettazione ampliata che, oltre a configurarsi come l'enunciazione di un principio di eguaglianza, esprime una concezione più evoluta del design che interpreta il prodotto come parte di un sistema di servizi attento a bisogni sempre più diversificati e mutevoli. gli aspetti relativi alla valorizzazione delle molteplicità culturali, analizzati come parte di una ampia riflessione sul tema della globalizzazione. Inseritosi da anni in questo ambito di ricerca con diverse attività di progettazione coordinate soprattutto da Deganello e Hosoe, l'ISIA ha ricevuto un fondamentale contributo da François Burckahrdt he ha promosso all'interno dell'istituto un vivace confronto con l'obiettivo di affrontare la dicotomia locale-globale suprando semplicistici schematismi. L'impegno verso problematiche di carattere sociale non ha fatto comunque venir meno le numerose collaborazioni tra l'istituto e imprese operanti in diversi ambiti merceologici, collaborazioni che rappresentano un carattere identitario dell'ISIA. Collaborazioni che sono state intensificate grazie soprattutto all'impegno di Andries Van Onck, Biagio Cisotti, Giorgio Berretti, Aurelio Porro, Marco Cianfanelli; e che hanno portato alla realizzazione di numerosi prodotti innovativi. Dal 2000 è inserito nel piano di studi un corso di interior design tenuto da Franco Raggi in cui la progettazione dello spazio è vista come prodotto di molteplici implicazioni cuturali e come derivazione di un complesso sistema di relazioni antropologiche ed estetiche. I temi di ricerca in questi anni evidenziano un crescente e marcato interesse verso il design della comunicazione. Nei corsi di Mario Lovergine, Antonio Glessi, Mirko Tattarini, Stefano Bettega, Max Pinucci, Francesco Fumelli; sono realizzati prodotti grafici e multimediali che interpretano le nuove tecnologie della comunicazione come un vero e proprio nuovo ambiente creativo dotato di specifici linguaggi e modalità di relazione.

Il decennio si è aperto con il passaggio dell'I.S.I.A di Firenze dal comparto scuola al comparto AFAM per l'alta formazione artistica, musicale e coreutica. Per effetto della legge 508 che riforma tutto il comparto AFAM, dall' A.A. 2004/05, così come è avvenuto nelle università, il corso quadriennale è stato trasformato in un nuovo corso articolato su due livelli e costituito da un triennio con indirizzo Disegno industriale ed un successivo biennio specialistico in Design del prodotto o in Design della comunicazione. Sono inoltre attivabili ogni anno master di primo e secondo livello, corsi di perfezionamento e dottorati di ricerca. Nel marzo 2005 si è insediato il nuovo Consiglio di Amministrazione presieduto da Rodrigo Rodriquez. La nuova articolazione del piano di studi consente all'ISIA di migliorare ulteriormente la propria offerta formativa rafforzando così il suo ruolo di protagonista del design italiano. Nell'A.A. 2006/2007 si è costituito all'interno dell'I.S.I.A di Firenze il corso triennale di Moda in collaborazione con il Polimoda di Firenze con l'aggiunta in organico di nuovi professori. Nel 2007 si è insediato il nuovo Direttore dell'Istituto Stefano Maria Bettega che sostituisce nelle mansioni di dirigenza l'uscente prof. Giuseppe Furlanis, alla nuova gestione, in accordo con gli organi studenteschi, si deve l'introduzione della figura del Tutor.

[modifica] Faenza

L'ISIA di Faenza nasce nel 1980. Inizialmente è strutturata in maniera diversa dagli istituti analoghi, poiché la sperimentazione e lo studio erano molto orientati verso i prodotti in ceramica. Subisce un sostanziale cambiamento verso la metà degli anni novanta: rimane attivo l'interesse per la ceramica, ma si concepisce come "Product Design", aperto verso l'impiego di tutti i materiali e in tutti i campi di applicazione che essi permettono. Sono attivati inoltre corsi semestrali di automotive design, videomaking, Fashion design e communication design.

[modifica] Urbino

L'ISIA di Urbino nasce nel 1974 su Decreto del Ministro Malfatti grazie alla collaborazione di docenti universitari, architetti e professionisti del settore grafico, ed è da allora la più importante istituzione statale in Italia per la progettazione grafica ed editoriale. A seguito della legge di riforma 508/1999, sono stati attivati, a partire dall’anno accademico 2005-2006 un corso di primo livello in Progettazione grafica e Comunicazione visiva, e un corso di secondo livello (specialistico), in Comunicazione, design ed editoria. Dal 2010 è attivo un secondo corso di diploma specialistico, in Fotografia dei beni culturali, e dal 2011 è attivo quello in Illustrazione.

[modifica] Note

  1. ^ Legge del 21 dicembre 1999 n.508 (Riforma delle accademie di belle arti, dell'Accademia nazionale di danza, dell'Accademia nazionale di arte drammatica, degli istituti superiori per le industrie artistiche, dei conservatori di musica e degli istituti musicali pareggiati URL consultato il 03/05/2010
  2. ^ Referenze:i premi

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni


Fonte: Wikipedia. Data: 05/23/12, 9:15 am

Immagini
  • La Costituzione della Repubblica Italiana  - 25 aprile 2010 by laprimaweb.it
  • Il Primo corso universitario di Fotografia in Italia - Urbino by laprimaweb.it
  • Urbino: ISIA by Michael Stoll
  • Urbino: ISIA by Michael Stoll
  • ISIA Urbino: Deckenfresko by Michael Stoll
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  • Urbino: ISIA by Michael Stoll
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  • “NOBODY and other people” opere di STEFANO FERRETTI a cura di Alessandra Ioalé by Regina del Vinavil

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