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Antemnae
Il Latium vetus con le città di Caenina, Antemnae, Crustumerium, Medullia, Fidene e Veio, prime rivali della Roma di Romolo.
Antemnae (dal latino ante amnem) è un'antica città sabina,[1] identificata sul monte omonimo all'interno di Villa Ada (Monte Antenne, appunto), nel comune di Roma, alla confluenza tra i fiumi Tevere ed Aniene. Era la capitale del popolo degli Antemnati. Inclusa da Plinio il Vecchio nella sua lista di città scomparse.[2]
[modifica] StoriaSecondo il racconto di Plinio il Vecchio la città fu sottomessa da Romolo dopo la sconfitta del suo re Tito Tazio, che venne associato al regno romano. Viene citata nell'Eneide di Virgilio[3] tra le cinque città che prepararono le armi per la guerra contro Enea. Era ancora prospera alla fine del IV secolo a.C., ma verso la fine della repubblica Strabone la ricorda tra le antiche città del Lazio ai suoi tempi ridotte a semplici villaggi o tenute agricole. Il sito della città è stato identificato nell'Ottocento con l'altura situata in corrispondenza della confluenza del fiume Aniene nel Tevere, oggi all'interno della città di Roma: il nome sarebbe derivato dalla locuzione ante amnes ("davanti ai fiumi")[4]. La città divenuta avamposto romano fu fortificata.[5] In età tardo-arcaica e repubblicana vi fu un tempio dedicato a Giunone.[5] Tuttavia a partire dal III secolo a.C. la città conobbe la sua decadenza.[5] In seguito, verso il I secolo a.C., la città fu sostituita da una villa romana.[5] La zona fu interessata nel 1878 da alcuni scavi per la costruzione di un forte a protezione della città, che sconvolsero irrimediabilmente il sito archeologico.[5] [modifica] SitoLe mura della città, realizzate in cappellaccio tramite opus quadratum, sono state datate fra la fine del VI e gli inizi del V secolo a.C. Dell'abitato si conoscono diverse fondazioni in tufo e delle coperture in tegola. Sarebbero noti anche degli impianti idraulici, anche se una cisterna è stata distrutta durante i lavori ottocenteschi. Un edificio cultuale del VII secolo ha evidenziato alcuni reperti votivi, che farebbero pensare a una venerazione di Giunone Sospita: qui è stata rinvenuta un'antefissa con la riproduzione di Giunone con un elmo realizzato con elementi bovini, ed oggi esposto al Museo Nazionale Romano, datata all'inizio del quinto secolo. [modifica] Note
[modifica] Bibliografia
[modifica] Altre vociFonte: Wikipedia. Data: 05/23/12, 11:37 am |
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