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Monte Giordano
Coordinate: 41°54′00″N 12°28′08″E / 41.900037°N 12.468871°E Monte Giordano è una piccola altura posta nel centro di Roma nel rione Ponte, nei pressi di Ponte Sant'Angelo, formatasi probabilmente per l'accumulo di detriti provenienti dal non lontano antico scalo fluviale di Tor di Nona, situata lungo la via omonima prolungamento della via di Panìco, e prospiciente la via dei Coronari in prossimità di Piazza San Salvatore in Lauro; l'area è altresì delimitata dal vicolo Domizio alla cui confluenza con via dei Coronari è posta la nota immagine di Ponte, e da via della Vetrina. Noto dal secolo XII come luogo fortificato di proprietà di Johannes Roncionis, detto signore di Raiano (molto probabilmente l'attuale Riano), nel secolo successivo era di proprietà di Stefano Petri de Monte[1] ritenuto della famiglia Stefaneschi che vi possedeva la Turris Maior, e degli Orsini (1262-1267)[2], per diventarne questi ultimi unici proprietari, prendendo probabilmente nome dal cardinale Giordano (fratello del papa Niccolò III) componente di questa famiglia, che vi costruì nei secoli successivi un complesso edilizio fortificato di notevoli dimensioni[3] il cui antico accesso sarebbe stato quello sull'attuale via dei Gabrielli, dove si riunirono le abitazioni dei rami di Bracciano, di Monterotondo e di Pitigliano[4]. Fu una delle sedi di rappresentanza a Roma (l'altra fu il Palazzo di Monte Cavallo, l'odierno Quirinale) del cardinale Ippolito II d'Este, che vi morì il 2 dicembre 1572. Vestita di mitra e paramenti violacei, la salma fu esposta nella sala maggiore del Palazzo ed il giorno successivo venne traslata nella Chiesa di Santa Caterina dei Funari. Raccoltasi l'intera proprietà nelle mani dell'ultimo duca di Bracciano, Don Flavio, privo di eredi, di quanto rimaneva del depauperato asse ereditario al netto degli ingenti debiti accumulati dai componenti del casato, il complesso edilizio fu ceduto nel 1688 grazie all'intervento di un Commissario amministratore e della Congregazione dei Baroni (che si occuperà pochi anni dopo della cessione del ducato di Bracciano agli Odescalchi), ai marchesi romani Pietro e Antonio Gabrielli per 60.000 scudi (consentendo agli Orsini di andare ad abitare nel Palazzo Orsini di piazza Navona detto a Pasquino con un vitalizio annuo di 4000 ducati); ceduta nel 1888 ai conti Taverna per passare ancora agli attuali eredi Gallarati Scotti. Il sito rivestiva nel Medio Evo notevole valore strategico per essere collocato a ridosso della via Papalis così detta essendo la strada che percorreva il Papa nelle Cavalcate di Possesso, oggi via del Governo Vecchio, che passava in quella che oggi è piazza dell'Orologio già piazza di Monte Giordano, che insieme a Via del Pellegrino erano le arterie principali che conducevano al Vaticano[5]. [modifica] Note
Fonte: Wikipedia. Data: 05/23/12, 11:37 am |
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