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Parma
Parma (Pärma in dialetto parmigiano[3]) è un comune italiano di 188.764 abitanti[4], capoluogo dell'omonima provincia in Emilia-Romagna. Nell'ultimo biennio è divenuta la seconda città della regione per numero di abitanti dopo il capoluogo. Antica capitale del ducato di Parma e Piacenza (1545-1859), la città di Parma è sede universitaria e dal 2002 dell'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), dal 1956 del Magistrato per il Po, oggi Agenzia Interregionale per il fiume Po (AIPO), dal 1990 dell'Autorità di bacino del fiume Po (AdbPo). Dal 1994 vi ha pure la sua sede un distaccamento del Reparto Investigazioni Scientifiche (RIS), che si occupa delle indagini scientifiche riguardanti l'Italia Settentrionale. Inoltre hanno sede a Parma importanti istituti bancari quali la Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza meglio nota come Cariparma e la Banca Monte Parma. [modifica] Geografia fisicaCapoluogo dell'omonima provincia.
Situata nel nord Italia, nella parte occidentale dell'Emilia, tra gli Appennini e la Pianura Padana, la città è divisa in due dal torrente Parma, affluente del Po che, appena prima di entrare nel cuore del centro storico, riceve le acque dell'affluente Baganza. Il torrente Parma è un corso d'acqua a regime mutevole, che alterna le piene tumultuose della stagione invernale alle desolate secche estive. All'inizio dell'Ottocento lo stesso letto del torrente fu ristretto entro alte mura, il lungoparma appunto, che consegnano alla città un profilo continuo. [modifica] TerritorioPer mettere in sicurezza il territorio di Parma dai rischi idrogeologici di una piena del torrente, nel 2005 è stato creato un bacino di raccolta, pochi chilometri a sud del centro urbano. L'invaso può arrivare a contenere dodici milioni di metri cubi d'acqua: si tratta del bacino più grande della regione, diventandone effettivamente il terzo lago per estensione. È costituito da una barriera lunga oltre 260 metri e alta 24.[5] Il territorio comunale è interamente pianeggiante e due corsi d'acqua ne delimitano parte dei confini, ad ovest il fiume Taro e ad est il fiume Enza, che marca anche la separazione dalla vicina provincia di Reggio Emilia.
[modifica] Clima
Il clima di Parma è tipicamente continentale: le estati sono calde e afose con temperature diurne di circa 30 °C (il 6 agosto 2003 è stato stabilito il nuovo record dal 1878 come giornata più calda in assoluto; la temperatura massima è stata di 39,3 °C),[6][7] punteggiate da temporali anche forti sulla bassa pianura. Gli inverni sono rigidi con temperature minime spesso al di sotto dello zero (il record fu raggiunto il 10 gennaio 1985 quando la temperatura scese a -25 °C),[6][8][9] frequenti nevicate sull'Appennino. Sul settore pianeggiante cadono mediamente ogni inverno circa 30 cm di neve. In autunno è frequente il fenomeno della nebbia, specie a nord della via Emilia e verso il fiume Po. Il mese più piovoso è ottobre con una media di 91 mm, il più secco è il mese di luglio con una media di 36 mm (medie mensili riferite al periodo 1961-1990).[10]
[modifica] Storia
Alessandro Farnese, in un dipinto di Otto Vaenius (ca. 1585). 3º Duca di Parma e figlio di Ottavio (nipote di papa Paolo III), fu considerato uno dei più grandi capitani del suo secolo.
L'età del Bronzo corrisponde all'occupazione da parte dell'uomo della pianura parmense nella quale sono state localizzate numerose terramare. Per gli storici, e secondo una menzione di Tito Livio, Parma sarebbe stata una città etrusca, malgrado la scarsa influenza che questo popolo esercitava in Emilia occidentale.[13] Successivamente, verso il IV secolo a.C., la regione venne occupata da popolazioni celtiche, ed in particolare dal popolo dei Boi. Con la progressiva conquista del Nord Italia da parte dei Romani, nel 183 a.C. Parma divenne una colonia romana e ad ognuna delle 2.000 famiglie installate vennero affidati lotti di terra in prossimità della via Emilia, dalla quale, a est della città, partiva un cardo della centuriazione che si insinuava lungo la valle del fiume Parma, dando origine alla Strada delle cento miglia che collegava Parma a Luni. Col trascorrere degli anni, la fedeltà dimostrata nei confronti dell'Impero valse alla città il titolo di Augusta Parmensis. La crisi successiva dell'Impero Romano causerà anche per Parma la perdita di una certa stabilità e floridezza economica fino al culmine di una decadenza demografica, che nel 377 obbligò l'Imperatore Graziano a stabilire nella zona una tribù di barbari, i Taifali. Seguirono periodi di alternanza tra benessere e decadenza: ai saccheggi di Attila del 452, si contrappose, dopo il 502, la rinascita ad opera di Teodorico; alle successive conseguenze drammatiche causate dalle guerre gotiche ci fu nuovamente il rifiorire durante il breve periodo bizantino (539-568), che valse a Parma l'appellativo di Crisopoli (Città d'oro). Fu in seguito, con l'arrivo dei Longobardi nel 593, che Parma divenne per la prima volta un centro militare e amministrativo, la capitale di un ducato in cui risiedeva una delle figlie del Re Agilulfo. I Franchi succedettero ai duchi lombardi e nel 879 Carlomanno accordò al vescovo Guibodo il potere temporale sulla città. Ai saccheggi provocati nel IX secolo dalle invasioni dei Magiari, seguì un periodo di pace e crescita demografica. In questa fase Parma continuò ad essere governata da una lunga serie di Conti-Vescovi fino al XII secolo, quando la città divenne un libero comune, amministrato da un Podestà e da un Capitano del Popolo. Nel 1160 Federico Barbarossa sottomise i parmigiani obbligandoli a dichiarare fedeltà all'Impero, ma l'autorità imperiale verrà sconfitta nella battaglia di Legnano del 1174 dalle città riunite nella Lega Lombarda (tra cui Parma). Nel 1183 la Pace di Costanza ristabilì l'autonomia cittadina. Nella lunga contesa tra guelfi e ghibellini, che dominò la vita politica italiana dal XII al XIV secolo, Parma si schierò dapprima coi ghibellini, favorevoli all'Imperatore, e successivamente con i guelfi, dopo la battaglia di Borghetto del Taro (nei pressi dell'attuale Castelguelfo). Seguì un periodo di dominazione straniera: Parma fu sottoposta al dominio milanese dei Visconti dal 1346 al 1447, salvo un breve intermezzo, tra il 1404 ed il 1409, in cui il potere passa nelle mani di Ottobono Terzi. Ai Visconti succederanno gli Sforza ma anche le dominazioni francesi. Nel 1521 l'esercito pontificio e spagnolo, dopo un assedio di tre giorni, sconfisse i francesi e la città fu conquistata. Nel 1545 il papa Paolo III (nato Alessandro Farnese), creò il ducato di Parma affidandolo al figlio illegittimo Pier Luigi Farnese e la famiglia farnesiana manterrà il governo ducale fino al 1731, facendo di Parma una piccola capitale italiana, ricca delle opere di grandi artisti quali il Correggio ed il Parmigianino. Ai Farnese succedettero i Borbone, discendenti della famiglia del Re Sole, mentre l'Infante di Spagna Carlo I, figlio del Re Filippo V di Spagna, divenne il nuovo duca di Parma e Piacenza. La dinastia dei Borbone, che contribuì a rendere Parma un faro culturale in Europa, subì un'interruzione quando Napoleone Bonaparte annetté il ducato alla Francia, trasformandolo in semplice dipartimento (dipartimento del Taro). Solo con l'abdicazione di Napoleone, avvenuta nel 1814, ed il successivo Congresso di Vienna, venne ristabilito il Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla, affidato temporaneamente agli Asburgo. Maria Luigia d'Austria, sposa di Napoleone e figlia dell'Imperatore Francesco I, divenne in questo modo la nuova duchessa della città e, malgrado gli episodi rivoluzionari del 1831 e 1847, conserverà il potere fino alla sua morte, avvenuta nel 1847, senza però il potere di trasmettere il trono ad eredi. Nello stesso anno 1847 i Borbone tornano a governare il ducato, dapprima con Carlo II (1847-1849), al quale succedette il figlio, Carlo III (1849-1854), pugnalato a morte per strada il 26 marzo 1854 da un attentatore rimasto sconosciuto, e infine con Roberto I di Parma che, essendo troppo giovane per governare, ebbe la reggenza assicurata dalla madre Maria Luisa di Borbone-Francia. Roberto venne deposto nel 1859, ad undici anni, quando, allo scoppio della seconda guerra di indipendenza, la madre preferì fuggire nel Lombardo-Veneto, in attesa dell'esito della guerra. Con l'Armistizio di Villafranca il Regno di Sardegna annetté il Ducato dopo un plebiscito celebrato nel 1860. Il ramo dei Borbone-Parma prospera tuttora e, dal 1964, i nipoti di Roberto sono Granduchi del Lussemburgo. Nel 1922 la città di Parma si distinse per aver combattuto le milizie fasciste comandate da Italo Balbo erigendo barricate in numerosi quartieri della città. Il 23 aprile 1945 iniziò la ritirata delle truppe nazi-fasciste da Parma e il 24 aprile un gruppo di cittadini prese provvisoriamente in consegna il quotidiano locale La Gazzetta di Parma,[14] con lo scopo di cederlo al Comitato di Liberazione Nazionale; infine, il 26 aprile, partigiani e truppe alleate fecero il loro ingresso in città. Per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale Parma è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione e insignita della Medaglia d'Oro al Valor Militare. Durante l'Assemblea Costituente ci fu il tentativo da parte del Sen. Giuseppe Micheli e alcuni politici di creare la regione Emilia Lunense, avente come capoluogo Parma: la proposta dapprima venne approvata, ma in seguito venne sospesa con l'articolo Mortati. [modifica] Simboli[modifica] StemmaLo stemma del Comune è costituito da uno scudo con croce azzurra in campo oro, sormontata da corona ducale e contornata dal motto: hostis turbetur quia Parmam virgo tuetur che tradotto significa "tremino i nemici perché la Vergine protegge Parma". La frase fu coniata in occasione della vittoria dei parmigiani nel 1248 sulle truppe assedianti guidate dall'imperatore Federico II.
[modifica] GonfaloneIl Gonfalone del Comune consiste in un drappo con croce azzurra in campo oro recante l'iscrizione: "aurea Parma" che richiama l'antica denominazione che i bizantini avevano coniato per la città: Crisopoli.
[modifica] OnorificenzeÈ tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stata insignita della Medaglia d'Oro al Valor Militare il 9 settembre 1947 per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.[15]
[modifica] Monumenti e luoghi di interesseIn città sono repertoriati 330 beni culturali, tra i quali 34 archeologici e 296 architettonici.[16] [modifica] Architetture religiose
[modifica] Edifici situati nel quartiere Parma Centro (detto anche Parma Nuova)
Camera di San Paolo. Affresco del Correggio
Sorto tra i secoli XI e XII a ridosso della cinta muraria romana e al posto dell'antica basilica, il Duomo è fra le maggiori opere dell'architettura romanica in Italia e la cupola è stata dipinta dal Correggio. A fianco del campanile, sulla stessa piazza, si erge il Battistero, di Benedetto Antelami, un imponente monumento in marmo rosa che segna il passaggio dal romanico al gotico. Queste due strutture rappresentano i monumenti più importanti e simbolici della città. Nei pressi, rivolgendo la prospettiva verso est, attraverso il campanile del Duomo ed il Battistero, si scorgono la facciata ed il campanile dell'Abbazia di San Giovanni Evangelista un complesso monastico con la relativa chiesa la cui cupola fu affrescata dal Correggio. Nella vicinanze, tra piazza Duomo e il Palazzo della Pilotta, fu fondato nell'XI secolo il Complesso di San Paolo. In questo monastero benedettino, sorto come conseguenza dello spirito di riforma monastica che attraversò la città nei primi anni del nuovo millennio, è conservata La camera di San Paolo, un affresco realizzato tra il 1519 e il 1520 dal Correggio. Questa opera fu portata a termine su commissione della badessa del monastero Giovanna Piacenza. Sempre a poca distanza, quasi adiacente a piazza Garibaldi (il centro cittadino), si impone la pianta a croce greca della chiesa di Santa Maria della Steccata, un bellissimo edificio con absidi su ogni braccio, fondato nel 1521 per conservare al suo interno un'immagine sacra della Vergine. L'architetto a capo dei lavori fu Giovanfrancesco Zaccagni, insieme al padre Bernardino. Il Vasari nelle Vite ne attribuisce il progetto al Bramante, oggi si pensa pure a Leonardo Da Vinci. È uno degli esempi più significativi di chiese a piano centrale della prima metà del XVI secolo. Il grande arco del presbiterio rappresenta un capolavoro di Francesco Mazzola, detto il Parmigianino. Al suo interno sono presenti inoltre numerose decorazioni e opere di artisti di grande rilievo, tra cui Michelangelo Anselmi, Girolamo Mazzola Bedoli, Jan Soens, Giovan Battista Trotti detto Malosso. La cupola fu dipinta da Bernardino Gatti detto Sojaro. L'esterno bianco della cupola della Steccata è perfettamente visibile dalla piazza centrale (piazza Garibaldi) sulla quale si prospetta la splendida facciata di stile neoclassico della chiesa medioevale di San Pietro Apostolo, realizzata da Ottavio e Giovanni Bettoli seguendo un progetto del Petitot. A fianco del Palazzo del Comune, sull'attuale via della Repubblica, è visibile una delle più antiche chiese erette nel centro della città medievale, la Chiesa di San Vitale. Completamente riedificata a metà del XVII secolo e restaurata recentemente, conserva all'interno la cappella della Beata Vergine di Costantinopoli, con lo scenografico Monumento Beccaria. Più a nord, quasi a ridosso della cerchia urbana del centro storico, sorge la costruzione del XIII secolo di San Francesco del Prato, chiesa a carattere gotico, antica sede dei Francescani, la cui lunghezza supera perfino quella del Duomo. Nei secoli successivi divenne una delle chiese più importanti della città, ma dall'Ottocento fino agli inizi degli anni novanta fu adibita a carcere cittadino. Al centro dell'abside è stato ritrovato un affresco raffigurante Cristo Pantocrator attribuito a Bernardino Grossi e al suo allievo e genero Jacopo Loschi. L'espansione di una cappella della chiesa stessa vide la nascita dell'Oratorio dell'Immacolata Concezione. Costruito nel XVI secolo, con pianta a croce greca, quest'ultimo ospita pregevoli affreschi di Michelangelo Anselmi e Francesco Rondani, entrambi collaboratori del Correggio. L'Oratorio si è salvato dalla trasformazione in carcere della chiesa di San Francesco del Prato in quanto adibito a cappella del carcere stesso. In stile gotico è anche la chiesa di Santa Maria del Carmine, utilizzata dal 2008 come Auditorium a servizio dell'attiguo Conservatorio di musica, situato all'interno del suo ex convento. [modifica] Edifici situati nel quartiere Oltretorrente (detto anche Parma Vecchia)Dal quartiere Parma Centro, attraversando il Ponte di Mezzo si arriva direttamente nel quartiere popolare dell'Oltretorrente dove, a pochi metri di distanza dal torrente, sorge la chiesa S.S. Annunziata, un edificio religioso di forma ellittica a cappelle radiali annesso al monastero francescano maschile. Rappresenta uno dei monumenti più significativi del Manierismo sperimentale della seconda metà del XVI secolo. È un'opera di Giambattista Fornovo che la disegnò nel 1566 su commissione del Duca Ottavio Farnese. Sempre nella zona, detta anche Capo di Ponte, ossia la parte dell'Oltretorrente più antica e a ridosso del Ponte di Mezzo, venne edificata nel 1617 la chiesa Santa Maria delle Grazie quale sede della confraternita delle Stigmate di San Francesco e per accogliervi una venerata immagine della Vergine del soccorso. Conserva la cupola affrescata da Sebastiano Galeotti con un'Assunzione ispirata a quella realizzata dal Correggio per il Duomo e, nelle cappelle laterali, due dipinti di Sisto Badalocchio e Antonio Savazzini. Sulla principale arteria dell'Oltretorrente, l'attuale via D'Azeglio, corrispondente al tracciato della via Emilia, si trova l'Oratorio di Sant'Ilario di Parma. Dedicato al patrono della città, esso è collocato all'interno del complesso storico dell'Ospedale Vecchio. L'Oratorio, di piccole dimensioni, si compone di tre navate scandite da pilastri a sezione quadrata e dalle superfici scanalate ed ha assunto l'attuale aspetto dopo i lavori di ristrutturazione del 1663. A fianco dell'Ospedale Vecchio è anche visibile uno dei monumenti più importanti e caratteristici del quartiere Oltretorrente, una splendida facciata barocca composta da due torri, dette dei Paolotti, uniche strutture conservate del convento e della chiesa di San Francesco di Paola ed edificate tra il 1625 ed il 1632. Proseguendo verso ovest, in corrispondenza di una delle porte principali del centro storico, è posizionata l'antica chiesa Santa Croce, un manufatto religioso del 1210 e prima tappa tra le chiese arcipresbiteriane della Strada Romea. Un altro antico edificio, costruito nel 1619, completa la principale offerta monumentale religiosa del popolare quartiere: è la chiesa di Santa Maria del Quartiere, a forma di prisma esagonale, con uno spazio interiore centrale dominato da una grande cupola con magnifici affreschi di Pier Antonio Bernabei che raffigurano il Paradiso. La costruzione della struttura viene comunemente attribuita a Giovan Battista Aleotti detto l'Argenta, realizzatore del Teatro Farnese. Va infine sottolineato che i cavalieri templari avevano la loro chiesa in questo quartiere e che essa era di tale importanza da essere utilizzata fino al 1812 per la sepoltura dei principi di Parma: si tratta della chiesa di Santa Maria del Tempio, in via Bixio, attualmente sconsacrata. [modifica] Edifici situati fuori dal centro storicoSituata a pochi chilometri dal centro storico, nel punto in cui la città lascia il posto alle campagne della bassa parmense, sorge il monumento più emblematico della città, l'Abbazia Cistercense di Valserena. Comunemente definita La Certosa di Parma che ispirò Stendhal, è oggi sede universitaria del Centro Studi e Archivio della Comunicazione. La sua costruzione iniziò per volere del cardinale parmigiano Gherando Bianchi nel maggio del 1298. Luogo romantico e misterioso dell'architettura cistercense, comprende una chiesa a croce latina in stile gotico lombardo e un presbiterio arricchito da affreschi del Baglione, è conosciuta anche sotto il nome di Certosa di Paradigna e Abbazia di San Martino dei Bocci. A ridosso della città, e situato in prossimità della tangenziale nord, si erge un altro monastero, forse meno rinomato ma di uguale valore storico: la Certosa, fondata nel 1285 da Rolando Taverna. È un edificio ricco di opere d'arte e di pregevole fattura architettonica, nel quale i monaci abitarono per 483 anni, fino al 1805, quando la Fabbrica Ducale dei Tabacchi di Parma vi si stabilì; oggi ospita invece la Scuola di Polizia Penitenziaria. Nella popolosa frazione di Vicofertile sorge su un percorso molto frequentato dai pellegrini (ovvero la Via Francigena) la Chiesa di San Geminiano, risalente al XI secolo, il cui fonte battesimale presenta bassorilievi raffiguranti scene religiose legate al pellegrinaggio. Nella frazione di Gaione si trova invece la Pieve di Gaione, un importante edificio romano contenente reperti archeologici di rilievo e affreschi del XVII e XVIII secolo. Galleria fotografica degli edifici religiosi di Parma
Chiese
[modifica] Architetture civili[modifica] Palazzi
[modifica] Teatri storici
Altri teatri e auditorium
[modifica] PorteLe antiche mura della città erano contornate da numerose porte, alcune delle quali in parte ancora visibili.
[modifica] Monumenti
[modifica] Monumenti scomparsi
Tutte le città sono in continua evoluzione: anche Parma ha perso, per varie ragioni, tanti dei suoi monumenti nel corso dei secoli. [modifica] Aree naturali e vivibilità urbana
Sul territorio comunale sono presenti numerosi parchi, giardini e aree verdi, alcuni di notevole pregio storico e architettonico. La percentuale di verde urbano sulla superficie comunale è pari all'1,8% (ossia circa 4,68 km²) mentre ammonta a 26,6 m² il verde urbano per ogni abitante.[25] Il verde fruibile pro-capite nell'area urbana è di 14,57 m² per abitante e la città si è posizionata al 5º posto in Italia ed al 1º in Emilia-Romagna nel rapporto Ecosistema Urbano 2009. A Parma sono censiti 100.000 alberi,[26] 28 milioni di m² di manto erboso, oltre 80 aree gioco per i bimbi allestite e situate in contesti verdi[27] e una quarantina di aree dedicate ai cani.[28] Sono in corso interventi di riforestazione e riqualificazione ambientale nell'area a nord del comune che andranno a costituire la Kyoto Forest, estesa su una superficie compresa tra gli 80 e i 90 ettari, nella quale ci si prefigge di ricostruire i principali ambienti della pianura e cioè il bosco planiziale, una zona umida con stagno e sistemi di macchia-radura e aree di bosco percorribili tramite una rete di percorsi pedonali e ciclabili.[29] Attualmente, il verde fruibile pro-capite nell'area urbana è di 14,57 m² per abitante e la città si è posizionata al 5º posto in Italia ed al 1º in Emilia-Romagna nel rapporto Ecosistema Urbano 2009 (nella scorsa edizione era all'8º posto). Purtroppo in città crescono le medie sia di No2 che di polveri sottili (PM10), Parma è anche la città più inquinata della regione da quanto emerge dal rapporto 2011 sulla qualità dell'aria dei capoluoghi di provincia italiani, ma aumenta la raccolta differenziata a compensazione di una produzione pro-capite di rifiuti urbani ancora molto alta; aumentano anche i metri di suolo urbano destinato alle bici e sono in corso numerosi progetti per estendere l'attuale rete di piste ciclabili. La rete ciclabile si è infatti notevolmente sviluppata negli ultimi anni, passando dai 51 km del 2003 agli attuali 71,5 km e con le nuove realizzazioni l'estensione supererà quota 90 km. In media il 22% dei parmigiani effettua spostamenti in bicicletta nei giorni feriali contro una media regionale del 6% e nazionale del 2,9%.[30] Anche le politiche energetiche ottengono buoni risultati e Parma si posiziona ai primi posti (11º) per i metri quadrati di superficie stradale pedonalizzata per abitante (0,64 m²/abitante). Insieme alle città di Ferrara, Mantova, Modena e Ravenna, il capoluogo ottiene il massimo punteggio dell'indice di partecipazione ambientale quale buon auspicio per il proseguimento di politiche sensibili al rispetto della qualità ambientale dell'area urbana.[31] I gravi problemi di inquinamento, riscontrabili anche in numerose città della Pianura Padana, obbligano un crescente investimento nei confronti dell'ambiente. Prima città in Europa a dotarsi di una rete di distribuzione delle merci "ecosostenibile", le consegne a esercizi commerciali, bar e alberghi oggi sono possibili solo con mezzi alimentati a metano oppure con mezzi accreditati con una speciale certificazione ambientale.[32] Come già avviene in molte altre città, quando le condizioni meteorologiche sono sfavorevoli alla dispersione delle polveri sottili, vengono regolarmente adottati provvedimenti di contrasto all'inquinamento atmosferico, quali il blocco del traffico ai veicoli più inquinanti il giovedì pomeriggio. Galleria fotografica dei Parchi e delle aree verdi di Parma
Parco Ducale [modifica] Società[modifica] Evoluzione demograficaParma è terza in Italia (analisi Censis 2010) per aumento della popolazione residente grazie alla tenuta del tasso di natalità, alla diminuzione di quello della mortalità e all'aumento del tasso migratorio, con un ringiovanimento dell'età media e un'alta percentuale dei residenti stranieri.[33] Sulla base della procedura DMA (Dynamic Metropolitan Areas) che consiste nel partire dai centri con oltre 50.000 abitanti e nell'aggregarvi i comuni contigui che abbiano almeno un tasso del 15% di pendolarismo per lavoro o studio verso di loro, l'area metropolitana di Parma viene considerata DMAs di livello B con una popolazione complessiva di 444.395 abitanti (dati dic. 2008, il dato sui flussi pendolari è desunto dal Censimento 2001 dell'Istat). Evoluzione al XX secolo Dalle prime 2.000 famiglie della colonia romana del 183 a.C., la valenza strategica territoriale della città permise anche dopo il 774 di essere prescelta quale zona d'insediamento da molti immigrati al seguito di Carlo Magno.[34] Nel 1400 si giunse ai circa 12 000 cittadini e nel 1545 Parma era considerata una città di medie dimensioni con 19.592 abitanti censiti.[35] Una grave carestia sopraggiunta nel 1551 ne ridusse il numero a 17 000, ma poco più di vent'anni più tardi, nel 1573, grazie al ruolo affermato di capitale di un ducato, il numero degli abitanti raggiunse i 26 000 e nel 1630, grazie alle "grandi opere" edilizie che attiravano manovalanza, toccò i 46 000, per poi ridursi a 30 000 dopo la terribile epidemia di peste dello stesso anno. Durante il governo di Maria Luigia (durato dal 1814 al 1847), il numero degli abitanti passò a 45 000 e nel 1861, anno della proclamazione del Regno d'Italia, a Parma vivevano 47.428 abitanti, costituenti il 18,5% dei cittadini della provincia e posizionando la città alla ventesima posizione nel Paese.[36] Dieci anni dopo il capoluogo perse quasi 2.000 abitanti attestandosi a quota 45.511, un'involuzione in controtendenza rispetto alle altre città italiane. Il declino demografico prosegue anche negli anni successivi attestando la popolazione nel 1881 a 45.217 abitanti e posizionando la città come ventiseiesimo capoluogo italiano.[37] Il declino demografico fu l'effetto della chiusura dello stato e della corte ducale, il cui cambiamento di sistema provocò la perdita di molte attività economiche causando un conseguente decadimento sociale ed economico.
Nel 1901 il Comune di Parma era costituito quasi interamente da territorio urbano con una popolazione di 47.000 abitanti, mentre il successivo censimento, avvenuto attorno al 1911, evidenziava una prima ripresa demografica dalla fine del periodo ducale, contando circa 57.000 abitanti. Residenti dal 2000 ad oggi Solo con gli inizi del nuovo millennio, ed in particolare grazie ai flussi migratori, si verifica un incremento costante dei residenti nel territorio comunale. Ad esempio, tra gli inizi del 2005 ed il 2006, la popolazione della città è passata da 174.471 a 175.789 unità, con un incremento complessivo di 1.318 individui (558 maschi e 760 femmine)[38] aumento complessivo reso possibile da un saldo migratorio (differenza tra immigrati ed emigrati), pari a 1.634 unità a compensazione di un saldo naturale negativo di -316 unità.[39] Un ulteriore incremento di 1.280 abitanti, pari allo 0,7%, si è verificato nel biennio successivo portando la popolazione residente nel capoluogo a 177.069 abitanti,con una presenza di residenti stranieri pari al 9,1%. Confrontando il decennio 1997-2007 la popolazione del capoluogo è aumentata del 6,1% corrispondente a 10.189 unità. Un ulteriore aumento dello 0,9% si è verificato nel 2007 rispetto all'anno precedente portando, al 1º gennaio 2008, il numero totale dei residenti a 178.718, mentre alla fine dello stesso anno la popolazione ha raggiunto le 182.389 unità (+ 3.671 abitanti), un livello record mai toccato nella lunga storia del capoluogo.[38] Abitanti censiti Abitanti censiti [modifica] Etnie e minoranze straniereA fine 2009 la percentuale di stranieri residenti a Parma rappresenta il 12,9% sul totale della popolazione.[40] Secondo le analisi dell'ufficio statistica comunale, si evince che nel 2007 il 37,6% di quanti hanno deciso di stabilirsi a Parma proviene dall'estero, mentre solo il 28% proviene dall'Emilia-Romagna. Sul fronte dell'emigrazione circa il 63% di coloro che hanno lasciato Parma si sono diretti in località della regione, per un totale di 3.037 individui: tra questi, l'80% ha scelto Comuni della provincia, in particolare i centri confinanti con il capoluogo.[41] Dei 26.424 immigrati regolari che vivono a Parma, circa la metà di essi proviene da paesi europei circostanti, seguita da nordafricani:
[modifica] ReligioneSono numerose le famiglie religiose sorte a Parma e tuttora fiorenti: le Suore Orsoline Missionarie del Sacro Cuore di Gesù, fondate nel 1575 e riformate da Maria Lucrezia Zileri dal Verme nel XIX secolo; le Maestre Luigine, sorte verso il 1755 a opera di Rosa Orzi e oggi unite alle Suore Domenicane della Beata Imelda; le Ancelle dell'Immacolata, fondate da Anna Maria Adorni per l'assistenza alle donne traviate e alle ragazze pericolanti; le Piccole Figlie dei Sacri Cuori di Gesù e Maria, fondate nel 1865 da Agostino Chieppi; la Pia Società di San Francesco Saverio per le Missioni Estere, fondata nel 1895 da Guido Maria Conforti, di cui esiste il ramo femminile delle suore della Società Missionaria di Maria, fondata da Celestina Bottego e Giacomo Spagnolo. I monaci benedettini dell'abbazia di San Giovanni sono presenti in città dal 983 e il loro monastero fu riformato nel 1852 dai sublacensi. A Parma sorgono anche i monasteri claustrali delle Carmelitane Scalze (presso Santa Maria Bianca), fondato nel 1635 a istanza di Margherita Aldobrandini con religiose provenienti da Cremona, e delle Clarisse Cappuccine (presso Santa Maria degli Angeli), fondato nel 1682 per volere di Ranuccio II Farnese con alcune monache provenienti da Guastalla. I frati minori vennero introdotti a Parma nel 1220 da san Francesco d'Assisi e in seguito si divisero nei rami degli osservanti, presso la chiesa della Santissima Annunziata, e dei conventuali, presso San Francesco del Prato (poi ridotti all'oratorio dell'Immacolata Concezione). I Carmelitani Scalzi, già presenti dal 1623, tornarono definitivamente a Parma nel 1881 e officiano la chiesa di Santa Teresa del Bambin Gesù; i Salesiani giunsero presso la chiesa di San Benedetto nel 1889 e vi fondarono un collegio maschile, al quale si aggiunse poi quello femminile delle Figlie di Maria Ausiliatrice; i Fratelli delle Scuole Cristiane aprirono la loro prima sede a Parma nel 1836; gli Stimmatini giunsero in città nel 1876 e dal 1969 hanno la cura della parrocchia delle Sacre Stimmate; i Preti del Sacro Cuore di Gesù di Bétharram hanno la cura della parrocchia di Sant'Andrea, fondata nel 1977. A Parma sono presenti anche: le Figlie della Croce, Suore di Sant'Andrea, introdotte nel 1851 da Luisa Maria di Borbone-Francia; le Suore Ancelle del Santuario, nate a Piacenza e attive presso la casa di cura "Città di Parma"; le Suore della Divina Provvidenza per l'Infanzia Abbandonata, provenienti da Piacenza, giunte nel 1924 per il servizio nell'ospizio di San Giuseppe; le Suore Orsoline Figlie di Maria Immacolata, dedite all'assistenza ospedaliera. [modifica] Istituzioni, enti e associazioni
Nel corso degli anni a Parma si sono insediati numerosi organismi di ricerca e controllo in particolare legati al settore agro-alimentare e scientifico. Già sede dell'AIPO (Agenzia Interregionale per il Fiume Po - ex Magistrato per il Po) e dell'Autorità di bacino del fiume Po, nel dicembre del 2003 Parma è divenuta sede dell'EFSA, una delle più importanti agenzie di controllo dell'Unione Europea. La posizione geografica e la presenza di una prestigiosa università hanno inoltre consentito lo sviluppo di altre importanti strutture pubbliche, oggi punti di riferimento per aree geografiche che oltrepassano i confini provinciali, come l'Ospedale di Parma, che nel corso degli anni è divenuto uno dei principali poli ospedalieri della regione Emilia-Romagna, il Consorzio italiano per la sicurezza e la ricerca sulla qualità degli alimenti, il Consorzio Interuniversitario di Tecnologie Farmaceutiche Innovative (TEFARCO), la Stazione Sperimentale per l'Industria delle Conserve Alimentari (SSICA) o i laboratori di ricerca, innovazione e consulenza legati all'industria alimentare SIQUAL e TECAL. Grazie all'indotto economico dovuto alla stretta collaborazione tra questi organismi e l'industria locale, a Parma si sta sviluppando parallelamente un importante settore legato alla congressistica e al turismo d'affari con conseguenti ripercussioni sull'economia locale, sul tenore di vita rappresentato dalla presenza in città di numerosi scientifici e funzionari e sullo sviluppo di alcune infrastrutture quali l'aeroporto, la rete viaria, l'industria alberghiera. [modifica] CulturaLe aristocratiche tradizioni ed una certa raffinatezza della vita sociale caratterizzano ancor oggi l'anima cittadina che si evidenzia in particolare con la passione dei parmigiani nei confronti della musica e dell'Opera, da secoli molto seguite ed apprezzate da vari strati della popolazione. Il primo letterato nativo di Parma di cui si abbia notizia fu Gaio Cassio Parmense (I secolo a.C.), appartenente ad una delle famiglie romane fondatrici della città e autore di tragedie ed elegie, ma la storia parmense si è col tempo arricchita del contributo intellettuale di numerosi artisti, poeti e pittori che ne hanno determinato l'intenso fervore nei confronti di multiformi interessi culturali, confermato dalla presenza in città di numerosi teatri, musei, manifestazioni e rassegne internazionali nel campo dell'arte e degli scambi commerciali. Benedetto Antelami, il Parmigianino, il Correggio, Ireneo Affò, Giovanni Battista Bodoni, Ferdinando Paër, Giuseppe Verdi, Arturo Toscanini, Ennemond Alexandre Petitot, Étienne Bonnot, abate di Condillac, Attilio Bertolucci, sono solo alcune delle personalità legate a Parma che hanno lasciato un'impronta importante nelle tradizioni artistiche e culturali cittadine. Parma fu magnificata da Stendhal (al secolo Henri Beyle) che la visitò per la prima volta nel 1814 e la sognò nelle pagine della sua "Chartreuse" (La Certosa di Parma); successivamente fu desiderata da Marcel Proust nel suo Du côté de chez Swann (La strada di Swann). Nel XVIII secolo lo sviluppo dell'arte e delle istituzioni cittadine contribuirono a definire Parma "l'Atene d'Italia" mentre oggi, grazie al nuovo ruolo attribuitole all'interno dell'Unione Europea con l'assegnazione di un'importante agenzia comunitaria, la città sta preparando e progettando il proprio futuro in funzione di questa investitura destinata a produrre un processo di internazionalizzazione e crescita sociale e culturale, riaffermando l'antica tradizione di piccola capitale.
[modifica] Biblioteche pubbliche
[modifica] ScuoleHanno sede a Parma il Liceo ginnasio statale Giovanni Domenico Romagnosi, fondato nel 1860 con il nome di Regio Liceo e intitolato all'illuminista Gian Domenico Romagnosi, tre licei scientifici statali (il Guglielmo Marconi", fondato nel 1923, il Giacomo Ulivi, istituito nel 1972, e l'"Attilio Bertolucci", nato nel 2008). Il Convitto Maria Luigia è sede di scuole superiori parificate (liceo scientifico, liceo classico e liceo classico europeo); al Centro Salesiano San Benedetto è connesso un liceo scientifico parificato; infine vi è la Scuola per l'Europa, che dispensa un insegnamento multilingue. [modifica] Formazione superiore
Il Collegio Europeo di Parma, istituito nel 2003, è un istituto di formazione superiore, analogo a quello di Bruges in Belgio, che propone un diploma avanzato in studi europei, finalizzato alla formazione di laureati sul processo d'integrazione europea. [modifica] UniversitàIn città sono presenti 20 sedi universitarie. [modifica] Università degli Studi di Parma
Parma è la sede della prestigiosa Università degli Studi di Parma, dotata di infrastrutture scientifiche d'avanguardia. Annoverata fra i 500 migliori istituti al mondo in alcune classifiche,[42] è in grado di formare dei professionisti nei settori giuridici, scientifici e umanistici. Si distingue in particolare per le sue competenze nella formazione e la ricerca relative al settore agro-alimentare. Sulla base di quanto sostenuto dallo storico tedesco Ernest Dümmler, secondo cui sin dall'XI secolo la città è una nota sede di studi in Europa,[43] si può porre la data di fondazione dell'Università in questo periodo; oggi l'Università di Parma conta 1.022 professori tra i quali 597 di prima e seconda fascia e 425 ricercatori, 936 unità di personale tecnico e amministrativo e circa 30.000 studenti (di cui più di 18 000 provenienti da altre province) che frequentano le dodici facoltà, cui afferiscono 41 corsi di laurea, 40 corsi di laurea magistrale, 6 corsi di laurea magistrale a ciclo unico,[44] scuole di specializzazione, corsi di perfezionamento e master. L'Ateneo partecipa ad una cinquantina di corsi di dottorato, molti dei quali con sede amministrativa a Parma. Nella classifica stilata dal quotidiano economico Il Sole 24 Ore in merito alle Università pubbliche italiane più efficienti, l'Università degli studi di Parma si è posizionata al quattordicesimo posto (classifica del luglio 2008).[45] Facoltà: Agraria, Architettura, Economia, Farmacia, Giurisprudenza, Ingegneria, Lettere e Filosofia, Medicina e Chirurgia, Medicina Veterinaria, Psicologia, Scienze Matematiche Fisiche e Naturali, Scienze Politiche. Inoltre sono presenti due Corsi Interfacoltà: Laurea Specialistica in Biotecnologie per la salute e Studi Internazionali ed Europei. Da segnalare è anche il campus universitario: un insediamento di settantasette ettari che rappresenta il polo scientifico dell'Università degli Studi di Parma. Appare come una struttura simile a quella dei campus americani: spazi erbosi, numerose strutture sportive (unica in Italia con il campo da golf) che, insieme ai dipartimenti, formano un complesso curato e inusuale nel panorama universitario italiano. A differenza dei Campus americani la struttura architettonica è però molto disomogenea, mentre la disordinata allocazione degli spazi mostra chiaramente la mancanza di un'adeguata pianificazione. Nonostante l'elevato numero di studenti e docenti che orbitano su questa nuova struttura, sono assenti alcune strutture irrinunciabili, una libreria universitaria e strutture di aggregazione per gli studenti. Sono state invece costruite di recente delle residenze per studenti provenienti da altre province. [modifica] Musei
Il sistema museale parmense comprende differenti tipologie, molte delle quali incentrate sulla storia, l'arte, le tradizioni culturali ed enogastronomiche del territorio. Spesso le strutture ospitanti sono situate all'interno di castelli o dei più prestigiosi palazzi del capoluogo quali, per citarne alcuni, il Palazzo della Pilotta, l'Ospedale Vecchio, l'abbazia Benedettina di San Paolo, il Palazzo Cusani. [modifica] Media
[modifica] Stampa[modifica] QuotidianiLa città è sede di uno dei più antichi quotidiani d'Italia (assieme alla Gazzetta di Mantova, fondata nel 1664): la Gazzetta di Parma, fondata nel 1735 e a tutt'oggi il più diffuso quotidiano in città e provincia, con una media di 42.088 copie vendute ogni giorno[47] ed una media giornaliera di 233.000 lettori.[48] Tra i tipografi che nel passato hanno contribuito alla stampa del quotidiano occorre ricordare la storica figura di Giovanni Bodoni. A Parma sono distribuiti altri tre quotidiani: Polis Quotidiano, nato come quotidiano nel 2003 dopo una precedente esperienza con tiratura settimanale, dapprima in 2 fogli e dal marzo del 2008 con una foliazione di 16 pagine colori, L'Informazione di Parma, nato nel 2005 ma che in città non ha ormai più sedi operative ma solo collaboratori e inviati; infine nel marzo 2011 vede la luce La Sera che ha la particolarità di uscire in edicola a metà pomeriggio e di essere distribuito tramite una rete di strilloni. A questi si sono affiancati alcuni quotidiani diffusi esclusivamente tramite la rete informatica: nel 2004 la testata indipendente Lungoparma.it, primo quotidiano online cittadino (oltre 4.000 visite giornaliere toccate il 4 aprile 2006),[49] nel 2006 la testata giornalistica di notizie in tempo reale ParmaDaily.it ed infine Parmaok.it. [modifica] Settimanali
[modifica] MensiliDa undici anni si pubblica un mensile di cultura e spettacoli, Il Caffè del Teatro, diffuso anche nelle province limitrofe di Piacenza e Reggio Emilia. Dal 1999 la casa editrice parmigiana Edicta pubblica il mensile di attualità e cultura locali Il Mese di Parma e Provincia. Grazie al sostegno di Comune, Provincia, Università degli Studi di Parma, Fondazione Cariparma e numerosi altri enti cittadini, le 8.000 copie della rivista vengono distribuite gratuitamente sull'intero territorio provinciale. Un'altra Fondazione bancaria (la Fondazione Monte di Parma) e l'Università degli Studi di Parma hanno dato vita ad un progetto di produzione editoriale comune con la creazione della Monte Università Parma Editore S.r.l., realizzando il quadrimestrale di letteratura Palazzo Sanvitale, in continuità con una tradizione di mecenatismo letterario che è parte integrante della vita culturale della città di Parma. La rivista coinvolge scrittori, poeti, critici e intellettuali di tutta Italia. Con lo scopo di far scoprire il territorio parmense, nasce nel 2002 la rivista Insieme Dove che si occupa di ambiente, cultura, turismo. Dal 2005 ha ampliato il suo raggio d'azione anche nel piacentino, nel cremonese, nel mantovano, nel reggiano, in Lunigiana, nello spezzino e nel genovese. Questo mensile si pone anche l'obiettivo di creare un legame costante con gli emigrati di Parma e della Regione Emilia-Romagna in generale. [modifica] Emittenti televisive
[modifica] Arte
[modifica] L'Archivio Giovani ArtistiParma è coinvolta in prima persona nella valorizzazione e promozione della creatività giovanile. L'Archivio Giovani Artisti è un servizio offerto dal Comune di Parma che si rivolge a tutti i giovani che operano nel campo delle Arti Visive, delle Arti Applicate, delle Immagini in movimento e della Letteratura, al fine di documentare, offrire servizi ed organizzare attività promozionali. Realizza iniziative direttamente o con la partecipazione a manifestazioni artistiche in Italia e all'estero, volte a favorire una costante circolazione di informazioni ed eventi, attraverso scambi nazionali ed internazionali e l'adesione a reti, quali il GAI (Associazione per il Circuito Giovani Artisti Italiani) e la Bjcem (Associazione Biennale dei Giovani Artisti dell'Europa e del Mediterraneo). [modifica] Archivio delle Istituzioni e delle Associazioni CulturaliIl Comune di Parma ha recentemente censito ed organizzato in una banca dati tutte le libere associazioni e le istituzioni che si occupano di promuovere ed organizzare eventi culturali nella città. [modifica] Musica[modifica] Parma Capitale della MusicaCon lo scopo di affermare l'importanza e la centralità della musica nella vita culturale di Parma, nel 2004 il Ministero per i Beni e le Attività culturali, il Ministero delle Infrastrutture, il dei Trasporti e il Comune di Parma costituirono la Fondazione Parma Capitale della Musica, ma la struttura è stata recentemente sciolta per i mancati trasferimenti economici da parte dei fondi Arcus. Altre importanti fondazioni oggi continuano ad assicurare il ruolo della città nel contesto musicale nazionale, come la Fondazione Arturo Toscanini, costituita nel 1994, dispone di diversi complessi artistici quali la Filarmonica Arturo Toscanini, destinata all'esecuzione del grande repertorio sinfonico; l'Orchestra stabile, per le attività concertistiche e le produzioni operistiche; il Coro della Fondazione Toscanini; l'Accademia Musicale Verdi-Toscanini. La Fondazione Teatro Regio si propone di valorizzare l'antica tradizione del teatro lirico italiano organizzando inoltre, importanti stagioni concertistiche e di danza che si svolgono nel principale teatro cittadino e all'Auditorium Paganini. Altre due importanti istituzioni cittadine aperte di recente al pubblico valorizzano il ruolo della musica a Parma: La Casa della Musica, anch'essa ospitata nel Palazzo Cusani, che conserva oggetti, fotografie, manifesti e video della tradizione musicale e teatrale di Parma, dal Seicento ai giorni nostri e la Casa del Suono, situata negli spazi dell'ex chiesa di Santa Elisabetta, che si prefigge di creare la sintesi di un percorso storico e culturale legata all'ascolto della musica, dal fonografo a cilindri ai moderni mezzi di riproduzione e diffusione sonora.
[modifica] Musica classica
Giuseppe Verdi. Ogni anno, in ottobre, mese di nascita del grande compositore, si svolge a Parma un festival di rinomanza mondiale dedicato alle sue Opere
Niccolò Paganini. L'ottocentesco cimitero della Villetta conserva le spoglie del musicista e quelle di Ildebrando Pizzetti, unite in un monumento funebre costruito su progetto di Giuseppe Coconcelli
Parma è sede dell'Orchestra Sinfonica dell'Emilia-Romagna "Arturo Toscanini" e di un Conservatorio musicale (diretto da Emilio Ghezzi) istituito nel 1819 dalla duchessa Maria Luigia. Fondata nel 1990 in città, è inoltre presente l'unica orchestra italiana da camera stabile composta interamente da strumenti a fiato. Già nel XVI secolo, sensibile all'importanza sociale di quest'arte, la corte farnesiana si occupò di favorire l'insegnamento della musica e del liuto ai principi e ai paggi. Nel 1570 agli ospiti della Paggeria vennero impartite lezioni di canto (da Giulio Buonagiunta) e di liuto (da Galeazzo Cacciardino). Nel 1601 fu fondato il Collegio dei Nobili tra le cui materie di insegnamento furono sempre presenti la musica e la danza. Nel1603 fu fondata la Compagnia dei violini in un periodo in cui questo strumento non aveva ancora assunto un ruolo specialistico nello svolgimento dello opere teatrali, mentre nel 1757 venne istituita la Reale Scuola di Ballo e fu nominato direttore Pierre Delisle, accompagnato da una compagnia di attori francesi che soggiornerà alla corte fino al 1758, recitando opere di classici (Corneille, Racine e Molière) e di moderni sia nel Teatro ducale di Parma che in quello bibienesco di Colorno.
Qualche anno più tardi, nel 1768, nei locali attualmente occupati dal Conservatorio musicale, la "Reale Direzione Generale degli Spettacoli" istituì la La Reale Scuola de' Cantanti o Scuola di Canto ad uso del Ducale Teatro, il cui insegnamento si prefiggeva di formare dei cantanti per le occorrenze dei cori negli spettacoli teatrali e con lo scopo dichiarato di rendere utilità al ducato. La musica ha quindi sempre avuto un ruolo importante per la città ma la vera cultura musicale si afferma tra la fine del Settecento e i primi decenni dell'Ottocento. Crocevia politico e culturale tra Parigi e Vienna (tra le mura della città vivevano nel XVIII secolo circa 4.000 francesi), Parma divenne infatti un vero e proprio laboratorio per lo sviluppo della musica e del ruolo dell'orchestra. In particolare, l'attività in seno all'Orchestra ducale del celebre musicista Paganini, voluto dalla stessa reggente dell'epoca, la duchessa Maria Luisa d'Asburgo-Lorena, influenzerà le prime disposizioni di quello che in seguito diventerà il concetto moderno di orchestra. In onore al Maestro Niccolò Paganini oggi sorge, a due passi dal centro e su progetto dell'architetto Renzo Piano, un auditorium da 780 posti dotato di sofisticati impianti tecnologici ed acustici che ne assicurano la massima funzionalità.
[modifica] Musica rockIl rock parmigiano ha i suoi primi esponenti già negli anni sessanta e settanta con il gruppo storico degli Snakes e dei Corvi, che rimane una delle band più rappresentative del beat italiano. A loro si aggiungono The Rangers, precursori del genere beat, i Baronetti, i Gref 84, i Moschettieri e i Gentlemen. Più tardi si affermano i Gemini 4, gli Acqua Fragile (Gino Campanini, Piero Canavera, Maurizio Mori, Franz Dondi e Bernardo Lanzetti, che passerà poi alla PFM). Negli anni ottanta si afferma sulla scena nazionale il cantante Scialpi, che rimane il fenomeno principale in ambito di musica leggera che Parma ha saputo produrre. Altro cantautore importante della scena parmense è Raffaele Fiume. Al periodo punk sono ascrivibili gli Slash, i Boito Kids e i Suicide Commando. All'underground i Pale TV. Al jazz-rock i Vidya (Vincenzo Mingiardi, Pampa Pavesi, Ugo Manfredi, Otello Gorreri, Oscar Abelli)1975-1985. Nello stesso periodo René Rosetti & Nana's Françisco Band, Lega Mettallica, Posto Blocco 19. Sulla scena degli anni ottanta si affermano The Planets, Garage Band, Gene Glamour, Phono, Zero in condotta, Undercut, Metro. Più raffinato il sound dei Gino Glaz, Kind of Cthulhu e Razza Ventura. Da evidenziare, per importanza produttiva e risonanza internazionale la new wave dei Kirlian Camera, molto apprezzata in Germania. Negli anni novanta il panorama è estremamente variegato e attraversa diversi generi del rock, dal new wave all'heavy metal, dalla musica d'autore al nuovo folk. Si affermano i solisti Simone Valeo, cantante, e Lelio Padovani, chitarrista, oltre a numerose band: i Dogana di Matteo Barbacini, vincitori di Rock Targato Italia, gli Après-midi, E. B. Band, i T.A.C., i Sourgrapes, Wild Bunch e i gruppi heavy the Wyvern e i Distruzione, oltre a due esperienze musicali del comico Gene Gnocchi: i Getton Boys e i demenziali Desmodromici. Un capitolo a parte merita il rock dialettale (autodefinito agrirock) dei Ciois, vincitori di Rock Targato Italia. Sulla loro scia, nel decennio successivo, si muovono i Mè Pek e Barba. Anche il rap e l'hip hop si affermano con diverse esperienze: gli Oltretorrente, Razzo & The Cocktail Party, gli RHpositivo. Nel primo decennio del 2000 nuovi gruppi e solisti si presentano alla ribalta, supportati anche dall'iniziativa Rockaparma, un sito specifico sulla musica rock locale: in ambito cantautorale i Terramare, gruppo folk-rock costituitosi nel 1998, sono quelli che riscuotono maggiori consensi di critica e pubblico. Tra i solisti si afferma Dente, al secolo Giuseppe Peveri, fidentino, cantautore innovativo e ironico, con diversi album prodotti a livello nazionale. Tra il 1998 e il 2002 sono attivi i Malice di Feel Cavalca, Cesare Mezzatesta , Giuseppe Tortorelli, Davide Guidetti e Dallasta Mattia che portano il loro progressive in giro per l'Italia. Anche il cantautore Francesco Camattini e la pianista Roberta Di Mario pubblicano album con musicisti di ottimo livello. Tra gli altri cantautori si segnalano Daniele Nova, Manuel Badu, La Spina, Bianca Benzedrina, Kabarè Voltaire, Ethel, Maria Teresa Lonetti, ManìnBlù. In ambito di band, si affermano i Pecksniff, considerati tra i più originali in ambito indie, Isabel at Sunset, Winter dies in june e Karin. Tra tutte le band degli ultimi anni i Reflue, gli Hidea, e, più recentemente, i Jacknifed Juggernaut, Binary System Wins, The Wraiths Orchestra, Lena's Baedream e Panic Room, sono quelle che hanno maggiore riscontro per qualità e quantità delle produzioni. Per quello che riguarda la "nuova ondata" di gothic metal, troviamo Winter Haze e Domina Noctis. Infine, si segnala un'esperienza originale: gli ottobre Scirocco, che mescolano il blues delle radici, il cantautorato ricercato e la riproposta di brani di Giuseppe Verdi rivisitati in chiave blues. Grande successo di vendite e di pubblico a cavallo tra il 2008 ed il 2009 è stato ottenuto dal gruppo Gli Antonio Benassi con un country-rock a cavallo tra l'ironia e il demenziale sulla scia di riusciti videoclip e del rifacimento dell'inno del Parma F.C. Da ricordare anche gruppi come la Skarnemurta, i Culpable e The June. [modifica] Cucina
Parma è famosa nel mondo per i suoi prodotti alimentari e per la sua cucina, in particolare per il formaggio Parmigiano-Reggiano e per il Prosciutto di Parma. Questi prodotti sono tutelati dai rispettivi consorzi di produzione che ne certificano l'origine e la qualità.
La pasta prodotta a Parma, confezionata con semola di grano duro, fu conosciuta e apprezzata già nel Cinquecento sulla mensa dei duchi Farnese. Il vino di maggior produzione nella provincia di Parma è il lambrusco un vino rosso scuro dal moderato tenore alcolico che non supera i 10-11 gradi. Sui colli del parmense si produce anche la "Malvasia dei Colli di Parma" (DOC) un vino da pasto o da dessert, fermo o frizzante di bassa gradazione alcolica (10,5º). La "Fortanina" è vino tipico della Bassa Parmense, un tempo assai diffuso, oggi prodotto in quantitativi limitati nella zona di San Secondo.
[modifica] Personalità legate a ParmaSono numerose le personalità che nel corso dei secoli, grazie alle loro opere o alle loro azioni, hanno legato il loro nome alla storia antica e recente della città marcandone il carattere degli abitanti, l'architettura e la cultura: [modifica] Arte-musica
[modifica] Arte-pittura e incisione
[modifica] Arte-poesia e letteratura
[modifica] Cinema e Teatro
[modifica] Spettacolo e TV
[modifica] Agronomia
[modifica] Esploratori[modifica] Patrioti
[modifica] Politica
[modifica] Religione
[modifica] Giornalismo e letteratura
[modifica] Sport
+ [Hernan Crespo calciatore straordinario solo con la maglia del parma ha segnato ben 94 gol. + [Parma f.c. sede collecchio, stadio Ennio Tardini capienza 29.000 spettatori] + [Alberto Gilardino,Adrian Mutu,Lilìan Thuram,Fabio Cannavaro,Gianluigi Buffon,Sebastian Veron,Adriano,Giuseppe Rossi,Gianfranco Zola,Tino Asprillia,Stohickov,Brolin,Taffarel, Nestor Sensini,Enrico Chiesa,Bogossian,Dino Baggio,Mboma Patrick,Mario Stanic,Marco Divaio] [modifica] Imprenditoria
[modifica] Eventi
In città si svolgono regolarmente numerose manifestazioni culturali e tra esse figurano appuntamenti di rinomanza mondiale quali il Festival Verdiano, interamente dedicato alle opere del grande compositore parmense Giuseppe Verdi. Numerosi appuntamenti dedicati alla musica, alla danza e al teatro, dai repertori classici al contemporaneo, si annoverano tra le rassegne annuali principali e di maggiore distinzione, ma ampio spazio viene consacrato alle arti letterarie come l'annuale svolgimento del ParmaPoesiaFestival che si pone come punto di riferimento per la poesia nazionale ed internazionale e la città richiamando decine di poeti da tutto il mondo, autori di grande popolarità e nuove voci della poesia nazionale ed internazionale. Un appuntamento folkloristico cittadino che trae la sua origine nel 1300 ripropone ogni anno in settembre il Palio di Parma, una celebre competizione incentrata sulla staffetta fra le 5 squadre rappresentanti le 5 antiche porte cittadine. Sempre a Parma, dal 2009, si svolge il Gong Festival, rassegna musicale internazionale Progressive Rock. [modifica] Geografia antropica[modifica] Urbanistica
Indagini archeologiche hanno confermato l'esistenza di un impianto urbano anteriore all'insediamento dei Celti (VI secolo a.C.)[52] e riconducibile ad ambiente di cultura etrusca, ma forse Parma era un centro abitato già nell'Età del bronzo.[53] È ormai accertato che nella posizione attuale della città sorgeva una "terramare", sorta di villaggio su palafitte di forma quadrangolare, costruito sulla terraferma, generalmente in vicinanza di un corso d'acqua con insediamenti posti probabilmente sia sul lato destro che su quello sinistro del torrente, formando nuclei indipendenti tra di loro.[54] La fondazione ufficiale della città è avvenuta nel 183 a.C. ad opera dei Romani, dapprima sull'antico abitato terramaricolo ed in seguito, dopo la distruzione avvenuta nel 44 a.C.[55] poco più ad ovest, spostando il foro cittadino in corrispondenza dell'attuale piazza principale cittadina, Piazza Garibaldi. Nei secoli successivi l'urbanistica cittadina ha subìto innumerevoli cambiamenti dovuti ai normali progressi culturali e tecnologici dell'umanità, ma anche dettati da obblighi militari, saccheggi o più semplicemente esigenze estetiche o di prestigio delle differenti famiglie regnanti. Per un lungo periodo storico l'evoluzione della città si è svolta principalmente entro le mura erette nel XIV secolo.[56][57] Solo dopo la fine della seconda guerra mondiale, ed in particolare a partire dagli anni sessanta, lo sviluppo urbanistico ha subìto una notevole accelerazione che ha portato al raddoppio della superficie cittadina nei primi anni novanta per poi aumentare di un ulteriore 28% dal 1994 al 2003, facendo così registrare in questi nove anni un tasso di espansione mai visto prima.[58] I grandi progetti in fase attuale di edificazione tenderanno a modificare alcune importanti aree cittadine, in particolare nella zona a nord della stazione, con un progetto di riqualificazione di ex-aree industriali di 40 000 metri quadrati ed in corrispondenza della futura nuova sede dell'Autorità Europea, nei pressi della quale un moderno ponte di acciaio e vetro collegherà le due sponde del torrente ed ospiterà al suo interno vari spazi per manifestazioni ed eventi legati all'agroalimentare. Il Piano strutturale (PSC) adottato nel 2007 si concentra soprattutto su tre grandi filoni:[59] potenziamento di aeroporto e fiera, nascita di un polo della ricerca nell'area sud con un ampliamento del campus universitario di 150 mila metri quadrati e nelle cui adiacenze sorgerà anche un grande centro polisportivo riservato agli sport minori,[60] sviluppo di nuove aree produttive a nord della città oltre la fascia dell'autostrada con nuove espansioni che supereranno 1,5 milioni di metri quadrati totali suddivise fra le zone di espansione dette SPIP 2 (580.000 m²[61] e SPIP 3 (930.000 m²[62]. [modifica] QuartieriQuartieri di Parma e popolazione residente al 31/12/2010.[63]
[modifica] Parma-Centro
Si estende ad est del torrente Parma, all'interno delle vecchie cinte murarie, proseguendo fino a via Mantova, a nord della via Emilia e a sud della linea ferroviaria Milano-Bologna. È il cuore della città, il quartiere in cui si possono ammirare i più importanti monumenti storici cittadini. Elegante e raffinato, rappresenta al meglio la storia ducale cittadina.[64] [modifica] Oltretorrente
Si estende a sud-ovest su una superficie globale di 1,1 km², tra il torrente Baganza e la linea ferroviaria Parma-La Spezia, e comprende il centro storico ad ovest del torrente Parma.[65] È un quartiere antico, che rappresenta al meglio il carattere dei parmigiani: autentico, schietto e generoso. Circa il 16% dei residenti è di origini etniche differenti (6.659 italiani e 1.255 stranieri) contro una media cittadina del 9,1%, ma l'integrazione sembra per ora realizzarsi senza eccessive tensioni. I progetti del Comune tendono a rivalorizzare molte aree del quartiere abbellendo le strade, dislocando alcune strutture, ristrutturando alcuni palazzi e monumenti e programmando iniziative commerciali (mercatini), spazi di divertimento e socialità. Queste iniziative, unite al carattere aperto della popolazione, hanno finora contribuito a rendere pacifica e promettente questa convivenza multirazziale.
[modifica] Molinetto
Popoloso quartiere che si sviluppa attorno a via La Spezia. È delimitato a ovest dal torrente Baganza, a sud il comune di Collecchio, a ovest la linea ferroviaria Parma-La Spezia, Via Volturno, Via Fleming (civico 42), confine area padiglione ospedaliero Rasori, Viale Rasori, Viale dei Mille.[66] [modifica] Pablo
Si tratta del quartiere nel quale sorge l'Ospedale Maggiore. Comprende la zona di via Reggio più tutta l'area delimitata a nord e a ovest dalla ferrovia Parma-La Spezia, a est da viale dei Mille, piazzale Santa Croce e viale Pasini e a sud dall'Ospedale Maggiore compreso.[67] Le arterie stradali principali attorno alle quali si sviluppa sono viale Piacenza, viale Gramsci e via Abbeveratoia. [modifica] Golese
Il quartiere Golese è uno dei quartieri più estesi: si estende nella zona nord-ovest del Comune, compresa tra il fiume Taro e il torrente Parma e confina a nord con i comuni di Trecasali e Torrile e a sud con il quartiere di San Pancrazio e il quartiere Pablo. Comprende frazioni come Baganzola, Cervara, Castelnovo, Eia, Fognano, Roncopascolo, Viarolo di Parma, e Vicomero di Parma. Nel suo interno importanti infrastrutture quali l'aeroporto "Giuseppe Verdi" e il polo fieristico della città.[68] [modifica] San Pancrazio
Si estende a sud della linea ferroviaria Milano-Bologna tra il fiume Taro e la linea ferroviaria Parma-La Spezia fino ai confini con il comune di Collecchio. Comprende frazioni di Vicofertile, Vigolante, San Pancrazio, Crocetta e Fraore.[69] [modifica] San Leonardo
Si tratta di un quartiere caratterizzato da un'alta densità abitativa e da problemi sociali, ma oggetto recentemente di ampi interventi di riqualificazione. Il quartiere prende il nome dalla Chiesa di San Leonardo, attorno alla quale si sviluppa. Altri elementi importanti del quartiere sono la stazione ferroviaria di Parma sul confine sud, il centro commerciale Euro Torri, l'ex area industriale della vetreria Bormioli (in corso di riqualificazione) e il Parco Nord. È delimitato a ovest dal torrente Parma, a nord dalla tangenziale, a est da via Benedetta e via Mantova e a sud dalla ferrovia.[70] [modifica] Cortile San Martino
Si tratta di una delle circoscrizioni più ampie della città e costituita in buona parte da campagna. Si estende a nord della città oltre la tangenziale ed è delimitata a sud dalla tangenziale nord e da via Benedetta, a ovest dal torrente Parma, a est dal comune di Sorbolo e a nord da quello di Torrile. Comprende le frazioni di Moletolo, Baganzolino, Case Vecchie, Paradigna, Pedrignano, Pizzolese, Ravadese, Ugozzolo e i nuovi insediamenti residenziali di Santa Elisabetta e di Paradigna. È tagliata in due dall'autostrada A1 e dalla linea ferroviaria ad alta velocità. Il quartiere negli ultimi anni ha visto uno sviluppo frenetico e oggi ospita importanti realtà industriali e commerciali della città: il centro commerciale Centro Torri, l'Ikea e il quartiere industriale SPIP.[71] Simbolo storico del quartiere è l'antica abbazia di Valserena, anche chiamata convento di San Martino, ispiratrice del romanzo di Stendhal La Certosa di Parma e oggi sede del CSAC. [modifica] Lubiana
Il quartiere Lubiana è un popoloso quartiere residenziale dove vivono più di 24.000 abitanti e vanta di essere il quartiere più abitato della città di Parma. Si estende nella zona sud-est della città; è delimitato a nord dalla via Emilia e ad ovest da via Zarotto e via Traversetolo. Confina a nord con il quartiere San Lazzaro, a ovest con il quartiere Cittadella, a sud con il comune di Montechiarugolo e ad est con la provincia di Reggio Emilia. Fanno parte della circoscrizione 9 anche le frazioni di Coloreto, Marore, Martorano e San Prospero. Centro del quartiere è piazzale Lubiana.[72] [modifica] San Lazzaro
Si estende su lato est della città ed è delimitato a ovest da via Mantova, a nord dall'Autostrada A1, a est dal fiume Enza che segna il confine con la provincia di Reggio Emilia e a sud ovest dalla via Emilia.[73] L'elemento caratterizzante del quartiere è l'Arco di San Lazzaro del 1628. [modifica] Cittadella
I confini di questo quartiere sono segnati da viale Berenini, Stradone Martiri della Libertà, piazzale Risorgimento, viale Partigiani d'Italia, via Zarotto, via Traversetolo, strada Salvini, strada Bassa Nuova, strada Bertoli adiacenze strada Sant'Anna in Malandrino, il Comune di Montechiarugolo e il Torrente Parma. Fanno parte della circoscrizione 11 anche le frazioni: Malandriano, Poporano, Botteghino, Mariano, Marano, Pilastrello. Si tratta di uno dei quartieri più esclusivi della città. L'elemento caratteristico del quartiere è la fortezza della Cittadella, da cui prende il nome, oggi uno dei parchi più belli e importanti della città. Altri elementi caratteristici sono il Petitot e lo Stradone, progettati dal famoso architetto francese Ennemond Alexandre Petitot e rimasti centrali nella struttura urbanistica della città, e lo stadio Ennio Tardini.[74] [modifica] Montanara
Si estende a nord della tangenziale sud tra il torrente Parma e il torrente Baganza. Prima degli anni '30 del Novecento vi era solo Villa Ombrosa e le abitazioni dei contadini. Poi durante il regime fascista vi si insediarono alcune migliaia di persone, per lo più cittadini considerati indesiderabili dal regime. La parola capannoni indicava indistintamente questi abitanti e le loro abitazioni. Il nome ufficiale del quartiere in quel periodo era Baia del Re. Il quartiere da allora ha conosciuto una progressiva riqualificazione urbanistica e sociale.[75] [modifica] Vigatto
Si estende a sud della città oltre la tangenziale sud tra il torrente Parma e il torrente Baganza e si tratta del quartiere più esteso del Comune di Parma. A sud confina con i comuni di Langhirano e di Felino. Comprende il Campus universitario e le frazioni di Corcagnano, Vigatto, Alberi, Gaione, San Ruffino, Carignano, Panocchia.[76] [modifica] FrazioniPoco meno del 10% dei parmigiani vive nelle 41 frazioni che compongono il territorio comunale. Dal 1951 ad oggi gli abitanti delle frazioni sono passati da 7.712 a 16.721, mentre in base alle previsioni del Poc e del Psc 2008, si ipotizza un incremento di 8.900 abitanti, con una popolazione totale di circa 25.000 persone.
[modifica] Economia
Alla tradizione culinaria, già fortemente radicata nella cultura del buon vivere emiliano, si è affiancata in queste terre una moderna industria agro-alimentare. Sul terreno dell'economia Parma si distingue tra tutte le città italiane per la singolarissima compenetrazione tra agricoltura e industria. Gli agricoltori parmensi producono derrate per la trasformazione industriale: pomodoro, pisello e mais dolce per le industrie conserviere, latte per le industrie casearie, prima tra le altre la produzione del Parmigiano Reggiano. L'industria meccanica parmense vanta il primato nazionale nella produzione di impianti per la trasformazione industriale delle derrate agricole: apparecchiature per l'industria delle conserve, impianti di trasformazione del latte, impianti per la macellazione. È per questi primati che Parma vanta il titolo di primo polo agroalimentare padano, un titolo che ha rilevanti conseguenze per la cultura e le istituzioni.[78] In una recente classifica, Parma è risultata 2ª in Italia e 1ª in Emilia-Romagna per grado di libertà economica. Gli indici hanno preso in considerazione oltre al prodotto interno lordo, anche altri indicatori come lo sviluppo culturale, sociale, strutturale del lavoro, dell'assistenza. Fatto 100 l'indice sintetico di libertà economica, il grado misurato a Parma è risultato del 98,3%.[79] Uno studio del maggio 2006, divulgato dall'osservatorio della Fondazione Accenture e l'Università Bocconi, ha posto la provincia parmense al nono posto in Italia, subito dietro le province delle grandi metropoli del Paese, in merito alla capacità attrattiva in termini di investimenti, competenze, innovazione. Ciò detto, è importante anche menzionare che, sebbene Parma sia una delle zone più ricche d'Italia, è anche fra le zone a più alto costo della vita, con una grande sproporzione fra i redditi dei lavoratori dipendenti e quelli dei lavoratori autonomi, forbice peraltro in netto aumento e che reca forte malessere nelle numerose famiglie a reddito fisso. [modifica] Il distretto agro-alimentareParma è situata al centro di un'importante rete agro-alimentare mondiale di scambi, meritando l'appellativo di «food valley heart». La regione è conosciuta per le produzioni di latte e prodotti derivati di qualità (formaggio parmigiano-reggiano), di salumi (prosciutto di Parma, culatello, salame, spalla (maiale)), di conserve vegetali, di pasta e di prodotti cotti al forno.
Il distretto agroalimentare parmigiano comprende Parma e 29 comuni limitrofi alla città, e risulta baricentrico rispetto ad un'area di circa 2.411 km². Vi trovano impiego il 15% degli addetti del settore agro-alimentare. Il panorama aziendale si compone di: 326 prosciuttifici, 5.500 allevamenti, 163 macelli, 189 aziende produttrici (con 3.000 addetti) e 1.380 aziende del lattiero-caseario (con 7.500 addetti). Il distretto, per il quale la produzione e lavorazione della carne di suino costituisce un connotato tra i più tipici del panorama storico-economico alimentare, produce l'80% del prosciutto crudo della regione, mentre l'export ammonta complessivamente a 2.500 miliardi annui di prodotti. Il territorio ospita numerose aziende del settore agro-alimentare ed industriale tra loro collegate che consentono di definire l'area parmense come un distretto di filiera, in cui convergono i prodotti agricoli e zootecnici da trasformare e da cui si proiettano, anche al di fuori dell'ambito nazionale, i prodotti trasformati, gli impianti per la trasformazione e la tecnologia in generale. Tali aziende rappresentano la metà del fatturato industriale e artigianale della città, ossia 7,6 miliardi di euro su 15,6 miliardi di euro (dati 2002). Come previsto nel documento unico di programmazione sottoscritto dalla Regione Emilia-Romagna, dalla Provincia di Parma, dal Comune di Parma e dalle rappresentanze delle organizzazioni economiche e sociali a Parma verrà insediato un Tecnopolo all'interno del campus universitario, composto da centri di ricerca che opereranno in diversi settori industriali:
[modifica] La tutela dei prodotti localiIn merito al numero delle denominazioni tutelate ed i prodotti certificati (DOP - denominazione di origine protetta, IGP - indicazione geografica protetta e STG - specialità tradizionale garantita), Parma si colloca prima provincia nel settore agroalimentare di qualità. Parma eccelle nella classifica delle province per Primato qualitativo sulla base di due tipi di indicatori: fatturato di ogni singolo prodotto rispetto alla superficie della zona di produzione ricadente nella provincia rispetto al numero di aziende produttrici ubicate nella provincia stessa, mentre il secondo è calcolato considerando il numero delle certificazioni ricadenti nell'area provinciale rispetto al totale nazionale.[80] [modifica] I dati economici e occupazionaliGlobalmente, le imprese attive nel 2004 erano 41.435, in progressione del 1,2% rispetto all'anno precedente con una forza lavorativa di 188.000 unità. Se nel 2004 le esportazioni verso l'estero dalla provincia di Parma ammontavano a 3 miliardi e 326 milioni di euro, nel 2007 sono salite a 4 miliardi 348 milioni di euro. Particolarmente significativo, nell'export 2007, l'incremento verso gli Usa dove, nonostante l'euro forte, la percentuale è aumentata dal 2% del 2006 al 22% del 2007, in particolare nei settori della meccanica e dell'alimentare. Il mercato principale per i prodotti del territorio resta tuttavia l'Europa, che assorbe il 73% del valore totale.[81] Globalmente, la crescita nel 2007 rispetto al 2006 è stata pari all'11,8% del fatturato, all'8,8% della produzione, al 10,6% dell'export, al 6,1% degli investimenti (rispetto al fatturato) e al 3,4% dell'occupazione: l'industria parmense consente all'economia di questo territorio di viaggiare a ritmi europei, con una sostanziale piena occupazione e un tasso di disoccupazione tra i più bassi d'Italia.
Nel 2006 sono stati creati 3.000 posti di lavoro in più nei servizi, è cresciuta l'occupazione femminile e quella dei lavoratori nella fascia di anni 55-64. Nel dettaglio, l'occupazione femminile è aumentata nella fascia di età 15-64 anni, passando dal 57,5% del 2005 al 61,4% nel 2006, mentre la disoccupazione femminile, che era recentemente risalita in modo preoccupante, scende dal 6,0% nel 2005 al 3,2% nel 2006, percentuale che supera di 4 punti gli obiettivi di Lisbona; contemporaneamente il tasso di occupazione per i lavoratori anziani (di 55-64 anni) è passato dal 36,6% al 40,3%, mentre il territorio continua a vantare uno dei valori di disoccupazione più bassi del Paese con tasso complessivo che si riduce dal 4,1% del 2005 al 2,7% del 2007 (nel 2004 era al 3,6%).[82] Secondo i dati Istat relativi al 2007 la provincia di Parma si attesta per la seconda volta al primo posto in Italia per tasso di occupazione confermando la capacità di reazione del "Sistema Parma"” alle sollecitazioni dei mercati, alla competizione internazionale ed al crack finanziario Parmalat del 2003. Ha un lavoro il 72,4% della popolazione in età compresa tra i 15 e 64 anni, pari a 200.000 persone. Sempre nel 2007, il territorio ha saputo mantenere l'ottavo posto nella graduatoria delle province con il maggior Pil pro capite attestandosi a 32.388 euro per abitante.[83] Nell'anno 2009 si sono persi 1458 posti di lavoro ma il trend si è capovolto tra luglio 2009 e giugno 2010. L'attività imprenditoriale nel periodo 2007-2010 registra un saldo positivo del 4% (in controtendenza rispetto a regione e nazione). Nel 2008 il 7,9% dell'imprenditoria locale era straniera, un dato che colloca Parma al terzo posto in regione. L'export, dopo la brusca contrazione del 2009, segna nel 2010 un importante +22,9% a livello provinciale contro il 3,8% regionale. Il Censis colloca la realtà geo-economica di Parma al 12 posto in Italia.[33] [modifica] Le multinazionali[modifica] Settore alimentareA Parma e nelle sue vicinanze hanno sede due grosse multinazionali del settore alimentare: Barilla S.p.A. e Parmalat S.p.A. Secondo la speciale classifica stilata nel 2006 da "Il Reputation Institute" di New York, la Barilla è risultata, tra le multinazionali mondiali, la migliore azienda in base alla reputazione, essendo la più conosciuta nel mondo.[84] Parmalat si è piazzata al 22º posto. [modifica] Altri settoriParma è anche sede di grosse multinazionali del settore chimico-farmaceutico tra le quali l'inglese GlaxoSmithKline (l'altra sede italiana si trova a Verona) e la Chiesi Farmaceutici S.p.A, un'azienda nata in città nel 1935 e che oggi conta nel mondo 22 filiali dirette, 3 impianti produttivi e 4 centri di ricerca.[85] Rimane importante per il tessuto economico locale la presenza dell'industria vetraria rappresentata dalle sedi delle multinazionali Bormioli Luigi S.p.A (sede a Parma), specializzata nella produzione in vetro di flaconi per profumeria e articoli per la tavola e Bormioli Rocco & Figli S.p.A (attuale sede a Fidenza), fondata a metà dell'Ottocento da Rocco Bormioli. Il Gruppo Bormioli Rocco & Figli possiede 9 stabilimenti (uno per il vetro ed uno per gli stampi situati in provincia), 3 atelier di decorazione e 11 outlet. Opera in oltre 100 paesi, con circa 3.000 dipendenti.[86] [modifica] TurismoParma fa parte del circuito Città dell'arte della pianura padana, un'associazione che riunisce 12 capoluoghi del nord Italia. In città sono presenti 30 alberghi e 3 residenze turistico-alberghiere. Dagli inizi dell'anno 2000 ai primi del 2007, le presenze in queste strutture sono aumentate dell'11%, passando da 365.000 a 408.000, il numero di camere è lievitato del 70%, passando da 870 a 1.478, alle quali si aggiungeranno le possibili 700 previste dai progetti di apertura di nuovi alberghi.[87][88] Considerando anche le altre 57 strutture ricettive cittadine, nel 2006 si sono censite globalmente 465 000 presenze delle quali 315 000 provenienti dall'Italia e 150 000 dall'estero, in particolare da Francia, USA, Regno Unito e Germania, nazioni che da sole, hanno totalizzato 65 000 presenze.[89] [modifica] TermeIn Provincia di Parma è ubicato uno dei più noti ed importanti poli termali italiani: Salsomaggiore Terme e Tabiano Terme. Di rilievo è anche il centro termale con acque sulfuree-solfate e salsobromoiodiche di Monticelli Terme, frazione del Comune di Montechiarugolo. Queste terme sono in funzione dal 15 maggio 1927 con la costruzione dell'attuale stabilimento termale che si trova in un grande parco secolare di conifere esteso 35 ettari. [modifica] Fiere di ParmaIl quartiere fieristico è situato a ridosso dell'autostrada A1 a Baganzola, vicino alle frazioni di Ronco Pascolo ed Eia ed occupa una superficie di 300.000 m², di cui 100.000 adibiti a superficie espositiva coperta e attrezzata. Le principali manifestazioni sono Cibus (salone internazionale dell'alimentare), Cibus Tec (meccanica e impiantistica alimentare), Dolce Italia (dolciario), Mercanteinfiera e Emporium (modernariato, antichità e collezionismo), Gotha (antiquariato), Bagarre (collezionismo e antichità).
[modifica] Infrastrutture e trasporti
[modifica] StradePosta sull'Autostrada A1 Milano-Bologna e sull'Autostrada A15 (detta anche della Cisa) Parma-La Spezia, Parma ha due uscite autostradali:
Le principali vie di accesso alla città sono:
Un anello di tangenziali racchiude l'intera città. [modifica] FerrovieParma è posta sulla linea ferroviaria Milano-Bologna. Dalla stazione cittadina si diramano le linee per La Spezia (Pontremolese), da Brescia e da Suzzara, quest'ultima di competenza delle Ferrovie Emilia Romagna. Dal dicembre 2010, l'interconnessione di Parma Est collega l'impianto ferroviario alla linea ad alta velocità Milano-Bologna. La stazione è servita da oltre venticinque Intercity ed Eurostar al giorno che la collegano alla maggior parte delle altre città italiane. [modifica] AeroportiL'Aeroporto di Parma "Giuseppe Verdi", situato a solo 5 km dal centro storico (Quartiere Fognano), offre collegamenti con Roma (aeroporto internazionale Leonardo da Vinci), Londra Stansted, Catania, Parigi, Cagliari, Trapani, Alghero, Tirana.[90] In estate sono attivi voli diretti a Lampedusa, Ibiza e Olbia (a partire dal mese di giugno e sino a fine settembre).[91] [modifica] Mobilità urbanaIl trasporto pubblico cittadino è esercitato dalla TEP (Tranvie Elettriche Parmensi); è presente una rete filoviaria composta di 4 linee (1-3-4-5). Le linee totali, tra autobus e filobus, sono 17. L'ultima linea è la 23. Sono inesistenti, infatti, le linee 10, 16, 17, 18, 19, 22. Nel territorio comunale sono censite 613 auto e 226 motoveicoli ogni 1.000 abitanti con una densità, rispettivamente, di 226 e 151 al km².[92] [modifica] AmministrazioneSindaco: Federico Pizzarotti (MoVimento 5 Stelle) dal 21/05/2012 (1º mandato) [modifica] Amministrazioni precedenti
[modifica] Ambasciate e consolati
[modifica] GemellaggiParma è gemellata[94] con:
[modifica] Scambi internazionaliL'Agenzia per l'internazionalizzazione creata dalla Provincia di Parma ha realizzato accordi turistico-commerciali e culturali con numerose città, tra le quali:
Questa rete di relazioni internazionali porta a Parma mediamente 400 persone all'anno a visitare strutture turistiche e produttive del parmense. [modifica] Sport
Parma è al 3º posto in Italia tra le province in cui si spende maggiormente per le attività sportive, sia di vertice che di base, comprese quelle amatoriali e quelle rivolte ai bambini.[96] Ogni anno si svolge in città il Festival dello Sport, nato nel 2006, che comprende una serie di eventi, incontri, gare, mostre e rappresentazioni, con protagonisti e squadre appartenenti alle più disparate discipline sportive. Nel dicembre 2009 il Comitato Esecutivo ACES ha assegnato alla città di Parma il premio di "Città Europea dello Sport" per l'anno 2011, destinato alle città con popolazione compresa tra 25.000 e 500.000 che si distinguono per la qualità degli impianti sportivi e le iniziative messe in opera a favorire lo sviluppo della cultura sportiva. Il premio è stato condiviso con le italiane Treviso e Trieste ed altre sei città europee.
[modifica] CalcioLa città vanta un club calcistico rinomato e detentore di numerosi trofei nazionali ed internazionali, che ha militato ininterrottamente dal 1990 al 2008 nel massimo campionato nazionale e di nuovo dal 2009 (Serie A): il Parma FC. Le partite casalinghe del Parma FC si disputano allo Stadio Ennio Tardini (capienza 29.050 spettatori). [modifica] BaseballParma è la prima città assoluta in Italia per diffusione e pratica del baseball. Vanta, infatti, una squadra nell'Italian Baseball League (il Parma Baseball, squadra tra le più blasonate in Italia e in Europa e vincitrice dello Scudetto 2010), una in serie A2 (il Junior Parma Baseball Club), e tre in serie B (tra cui la Crocetta Baseball). Le varie società di baseball giocano in appositi impianti, tra i quali fino al 2009 spiccava lo storico Stadio Europeo Nino Cavalli (circa 5.000 posti a sedere coperti), ora demolito, e il quadrifoglio, un complesso sportivo che ospita due campi da baseball per adulti, un campo da softball e un campo da baseball per ragazzini. [modifica] RugbyNel rugby (3 scudetti e due squadre nella massima divisione, il Super 10, ovvero l'Overmach Rugby Parma e il GRAN Rugby) e due squadre in serie A.[97] [modifica] PallavoloParma vanta diverse squadre arrivate ad alti livelli nel corso della storia. Due di queste sono la storica squadra maschile con le memorabili imprese della Pallavolo Parma (tra le cui denominazioni spiccano quelle di Santàl e Maxicono) con la conquista di 8 scudetti, 5 coppe nazionali, 2 coppe dei campioni europee con altre 7 coppe internazionali compreso 1 Mondiale per club, e la squadra femminile Parma Volley Girls, Cariparma SiGrade approdata nella massima serie nel 2011. Le partite della squadra femminile si disputano al PalaRaschi E' presenta un'altra squadra chiamata la pintavolley presente a Mezzani e San Polo. [modifica] Hockey su pratoA Parma sono presenti due squadre di hockey su prato: l'Hockey Parma, che attualmente milita in serie B e la Polisportiva Coop Consumatori Nordest, iscritta ai campionati italiani di hockey con le categorie under 12, under 14 e under 16. [modifica] Football AmericanoDue squadre di football americano militano nel massimo campionato: i Panthers Parma e i Bobcats. I Panthers, che al terzo Superbowl disputato (l'Italian Superbowl dell'Italian Football League), conquistano nel 2010 il titolo di Campione d'Italia, poi "bissato" nel 2011, avevano raggiunto una notorietà internazionale nel 2007, quando John Grisham mise la squadra al centro del suo romanzo Il professionista (titolo originale: Playing for Pizza). [modifica] CiclismoIn nove edizioni del Giro d'Italia Parma è stata sede di arrivo di tappa: la prima volta nel 1921 e l'ultima nel 2011. In due ulteriori edizioni (1969 e 1982) Parma è stata sede di partenza di tappa. Delle nove tappe giunte a Parma due sono state a cronometro, vinte rispettivamente da Vittorio Adorni nel 1966 e Giuseppe Saronni nel 1983: in entrambe le occasioni gli stessi atleti hanno vestito la maglia rosa. Tutte le tappe giunte a Parma sono state vinte da ciclisti italiani. Al termine di quelle tappe la maglia rosa è sempre stata indossata da corridori italiani fuorché l'ultima volta, nel 2011, quando è stata assegnata ad un britannico. Per quattro volte su nove (1921, 1929, 1983 e 2001) chi ha indossato la maglia rosa a Parma l'ha mantenuta fino alla conclusione del Giro d'Italia.
[modifica] Altri sportSono molto seguiti e praticati anche altri sport, come il basket (Basket Parma, squadra femminile di alto livello), il jūdō, il taekwondo e la pallanuoto con una squadra in serie C (Rari Nantes Parma) ed una nel campionato di serie D ("Coop Nord-Est Parma") . Parma è stata la prima città in Emilia-Romagna ad importare lo sport tipicamente nordico della pallamano, proprio in questo sport la società Parma Pallamano ha raggiunto e sta raggiungendo importanti obiettivi; e grazie anche all'unione con la società Handball Club Felino il reparto giovanile è cresciuto in modo esponenziale così da far conoscere e praticare questo sport alle giovani generazioni. [modifica] Attività sportive per disabiliLa città vanta una delle più vecchie associazioni di volontariato per sport disabili, attive sul territorio nazionale, la Polisportiva Gioco Parma, voluta e gestita da disabili e nata nel 1983, divenuta oggi la più grande realtà di avviamento allo sport e sport terapia per disabili a Parma (con diversi riconoscimenti da parte del C.O.N.I. e del C.I.P.); attiva nei settori del nuoto per disabili, nel basket in carrozzina, nell'atletica leggera, tiro a segno, vela, wheelchair hockey e handbike.[98] [modifica] Note
[modifica] Bibliografia
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
[modifica] Collegamenti esterni
Fonte: Wikipedia. Data: 05/23/12, 6:13 pm |
Immagini
Fonte: Flickr. Twitter
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Vides
Fonte: Youtube. Ultimi Video
Fonte: Youtube. |
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