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Pontremoli
Pontremoli (Apua in Latino, Puntrémal nel dialetto della Lunigiana) è un comune di 7.770 abitanti della provincia di Massa e Carrara. Il comune appartiene geograficamente e culturalmente alla regione storica della Lunigiana. [modifica] Etimologia del nomeLa zona del Verdeno è una di quelle località che negli antichi dialetti venivano chiamate Vergêma. Questa parola ha preso origine dal Monte Vergine, una montagna franata in modo da creare quasi uno scalino. A Pontremoli, uno scalino di questo tipo è il Verdeno. Inoltre, il Verdeno presenta la particolarità dei funtanin, cioè piccole sorgenti e polle d'acqua, ormai scomparse a causa dell'espansione urbana dell'abitato. L'espressione i funtanin d'vergema, col tempo è diventata funtanin- d'Vergêma, poi Funt-Ergema. La sillaba atona Re, cadendo lascia Funtrê(Ge)Ma e quindi Funtrêma. Una l finale è un'indicazione di luogo molto usata nelle vecchie lingue, cosicché la parola diventa Funtrêmal, col tempo adattata a Puntrêmal (in italiano Pontremoli) significa: il luogo del vergema con i fontanini. Questo toponimo è andato formandosi nell'Alto Medioevo ma non si sa ancora con certezza se alcuni documenti storici, come il diario di Sigerico di Canterbury, confermino la corretezza dell'interpretazione[2]. [modifica] GeografiaPontremoli è il comune più settentrionale della Regione Toscana e sorge nell'alta vallata del fiume Magra, alla confluenza con il torrente Verde e all'estremità nord della regione storica conosciuta come Lunigiana. Il paese si trova in una conca circondata da alti rilievi collinari, ed è ubicato su uno dei più antichi percorsi che collegano la Val Padana con la Liguria e la Toscana, un tempo percorso della Via Francigena ed ancora oggi tracciato di importanti infrastrutture viarie come l'Autostrada A15 e la linea ferroviaria Pontremolese, che collegano direttamente Parma con la Spezia. E' diviso in centro storico e Verdeno, la zona abitata costruita in tempi successivi al di là del torrente Verde. [modifica] Clima
[modifica] StoriaSi pensa che i primi insediamenti nella zona risalgano ad un migliaio di anni avanti Cristo. In epoca romana la città era conosciuta con il nome di Apua[3] ed era abitata dai Liguri Apuani (cfr Alpi Apuane). Questo è ancora il termine latino per Pontremoli, da cui il nome della diocesi Apuana. Nell'alto medioevo fu soggetta fin dall'epoca longobarda all'abbazia di San Colombano. Carlo Magno nel 774 donerà anche la selva di Montelungo all'abate di Bobbio assieme ai territori di Moneglia, che diverrà porto marittimo del feudo monastico. Nel Medioevo la città crebbe notevolmente in relazione all'antica via Francigena che attraversava l'intera Lunigiana e transitava per Pons Tremulus in direzione Passo della Cisa. Nell'itinerario di Sigerico, la città rappresentava la XXXI tappa, ed era definita dall'arcivescovo di Canterbury Pontremel. Il comune divenne una repubblica indipendente tra il XII ed il XIII secolo, favorito dalla configurazione montuosa del territorio circostante. Per Alpem Bardonis Tusciam ingressus, si diceva già nell'Alto Medioevo di chi passava dalla «Porta di Toscana»: così definirono i Longobardi la regione di Luni e tale la indicò anche il grande imperatore Federico II, che visitò più volte Pontremoli e, nel febbraio del 1249, proveniente da Cremona, si trascinava appresso in catene Pier delle Vigne, il fido consigliere caduto in disgrazia e protagonista del magnifico Canto XIII dell'Inferno. Proprio in Pontremoli, «in platea ecclesie Sancti Geminiani» (Piazzetta S. Gemignano) lo fece crudelmente accecare.[4] La sua collocazione strategica fece di Pontremoli l'obiettivo di numerose conquiste da parte di signori italiani o stranieri. Passò sotto il dominio di diverse famiglie aristocratiche, fra cui quella dei Malaspina (nel 1319) e quella degli Antelminelli (nel 1322). All'inizio del XIV secolo la rivalità tra le fazioni dei Guelfi e dei Ghibellini culminò con la costruzione del grande campanile per separare i campi dei contendenti. Proprio in queste epoche medioevali Pontremoli vide spesso il transito dei pellegrini diretti da Canterbury verso Roma. Nel 1331 Pontremoli fu venduta da Giovanni I di Boemia a Mastino II della Scala, signore di Verona, e successivamente (nel 1339 passò ai Visconti di Milano. Nel 1404 la proprietà del borgo passò invece alla famiglia Fieschi di Genova, per ritornare poi nel 1433 di nuovo sotto il controllo dei milanesi. Nel 1495 Pontremoli venne saccheggiata dalle truppe di Carlo VIII di Francia, mentre il territorio era formalmente sotto il controllo degli Sforza, i nuovi signori di Milano; il saccheggio avvenne prima della battaglia di Fornovo; traccia di questo evento è la targa -recentemente affissa- presente ai piedi del campanile della vicina frazione di Mignegno. Come altre aree dell'Italia settentrionale, anche Pontremoli divenne un territorio francese tra il 1508 ed il 1522. Nel 1526 il paese venne conquistato dall'imperatore Carlo V. Fu quindi controllato dalla Spagna, di cui Carlo e suoi discendenti diretti erano sovrani, fino al 1647, allorquando venne acquistata dalla Repubblica di Genova. Tre anni dopo, Pontremoli passò a far parte del Granducato di Toscana. Rimase in questa condizione (eccetto un periodo di controllo francese dal 1805 al 1814) sino all'unificazione dell'Italia, nel XIX secolo. Con le riforme Leopoldine, Pontremoli divenne una comunità autonoma (sebbene sempre all'interno del Granducato di Toscana) nel 1777, e nel 1778 divenne ufficialmente una città. L'intera zona venne gravemente danneggiata da un terremoto nel 1834, e nel 1847 il paese (insieme a Fivizzano) venne occupato dal duca di Modena in seguito a una disputa su alcune rotte di commercio. [modifica] L'antica ApuaL'ipotesi che Pontremoli corrisponda alla leggendaria Apua[3], capitale dei Liguri Apuani, è assai fondata e già la tradizione umanistica aveva avanzato questa ipotesi. Gli Apuani una volta sconfitti dai Romani, furono deportati nel Sannio, perché con la loro guerriglia impedivano alle Legioni l'occupazione del territorio circostante[5]. Una parte però riuscì a sfuggire, rimanendo nascosta nei folti boschi e nelle impervie valli. Secondo fondate ipotesi i resti dell'antica Apua sarebbero stati riconosciuti nei secoli passati, nei pressi della frazione di Saliceto Belvedere, lungo il corso del fiume Magra, a circa 3 chilometri dal centro della città. [modifica] Evoluzione demograficaAbitanti censiti [modifica] Luoghi di interesse[modifica] MuseiNel Castello del Piagnaro è ospitato il Museo delle Statue stele della Lunigiana. [modifica] Architetture religiose
[modifica] Altro[modifica] Cultura[modifica] Personalità legate a Pontremoli
[modifica] ManifestazioniA Pontremoli viene consegnato il Premio Bancarella, premio letterario nato nel 1953. La premiazione avviene ogni anno la seconda domenica di luglio. [modifica] Feste, fiere e sagre
[modifica] CucinaFra le principali specialità del luogo si ricordano gli amor (piccoli dolci, consistenti in un ripieno cremoso di vaniglia tra wafer), la spongata (un dolce tradizionale contenente cioccolato, miele e nocciole, uva passa e cannella), la torta d'erbi ed i testaroli. [modifica] Economia[modifica] SportLa città è rappresentata nel calcio dall A.S.D. Atletico Pontremoli guidata dal giovane presidente Gregorio Petriccioli, dal G.S.D Pontremoli, società ricca di storia; entrambe le squadre militano in terza categoria. Nella pallacanestro Pontremoli vanta la Polisportiva Pontremolese che milita nel campionata di C2. Il 10 maggio 2004 la 2ª tappa del Giro d'Italia 2004 si è conclusa a Pontremoli con la vittoria di Damiano Cunego. [modifica] Trasporti e vie di comunicazione[modifica] Strade e autostradePontremoli è raggiungibile in auto uscendo all'omonimo casello lungo l'Autostrada A15 Parma-La Spezia, oppure percorrendo la Strada statale 62 della Cisa. Per il trasporto su strada Pontremoli è servita sia per i trasporti urbani sia per quelli extraurbani dai mezzi dell'azienda CAT, che la collegano alle altre città e paesi della Lunigiana, a Massa e Carrara e alla Spezia. [modifica] Linee ferroviarie
La stazione ferroviaria di Pontremoli si trova lungo la linea Parma-La Spezia, percorsa da numerosi treni regionali tra i due capilinea ed anche da alcuni convogli a media percorrenza. Tale linea è anche conosciuta come Pontremolese, proprio perché Pontremoli è il centro più importante che si affaccia su questa ferrovia e si trova in posizione quasi equidistante tra le due città capolinea. Nel territorio comunale era presente anche un'altra piccola stazione denominata Grondola-Guinadi, ormai dismessa e relegata ad impianto di servizio in prossimità dell'accesso alla lunga galleria di valico (Galleria del Borgallo). [modifica] GemellaggiPontremoli è gemellata con: [modifica] AmministrazioneSindaco: Lucia Baracchini (lista centro destra Cara Puntremal) dal 16/05/2011 (1º mandato)
[modifica] OnorificenzePontremoli è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stata insignita della Medaglia di Bronzo al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale. [modifica] Bibliografia
[modifica] Galleria fotografica
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
[modifica] Collegamenti esterni
[modifica] Note
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Fonte: Wikipedia. Data: 05/23/12, 7:28 pm |
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