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Prato
Panorama di Prato: da sinistra a destra, il campanile della chiesa di San Bartolomeo, le merlature del castello dell'Imperatore, la cupola della basilica di Santa Maria delle Carceri, il convitto Cicognini, il Palazzo Pretorio, il campanile del Duomo e il campanile della chiesa di San Domenico
Prato è un comune italiano di 188.691 abitanti[3], capoluogo dell'omonima provincia in Toscana. È il secondo[4] comune della regione per popolazione e il terzo dell'Italia Centrale. La piana pratese fu abitata fin dall'epoca etrusca, ma la nascita della città vera e propria si fa risalire, generalmente, al X secolo, quando si hanno notizie di due centri abitati contigui ma distinti, Borgo al Cornio e Castrum Prati, che si fusero durante il secolo successivo. Nell'economia pratese la produzione tessile ha sempre svolto un ruolo di primissimo piano fin dall'epoca medievale, come testimoniano i documenti del famoso mercante Francesco Datini, ma è nell'Ottocento che Prato vide un impetuoso sviluppo industriale, tanto da essere definita "la Manchester della Toscana". Ma dietro questo aspetto predominante, Prato è a tuttoggi una delle capitali tessili europee, la città vanta attrattive storico-artistiche di grande rilievo con un itinerario culturale che dal Medioevo arriva all'Avanguardia. La città è stata dichiarata ufficialmente facente parte dell'area metropolitana Firenze - Prato - Pistoia (che supera 1.500.000 abitanti) dal Consiglio Regionale della Toscana con la delibera 130 dell'anno 2000[5]. [modifica] Geografia fisica[modifica] TerritorioPrato è una città della Toscana settentrionale e si estende per circa 100 km² e la sua altitudine è di 61 metri. È posta ai piedi del monte della Retaia (768 metri), ultima cima della Calvana. L'altitudine minima è di 32 metri, in corrispondenza delle Cascine di Tavola, quella massima è la cima del monte Cantagrilli (818 metri). È attraversata dal fiume Bisenzio, affluente dell'Arno. L'area urbana e gran parte del territorio comunale si estendono nell'area pianeggiante compresa tra il corso del Bisenzio a nord e dell'Ombrone Pistoiese a sud, parte centrale integrante della conca intraappenninica che, da Firenze, si estende in direzione nord-ovest fin oltre la città di Pistoia. La piana è solcata da corsi d'acqua minori e canali che affluiscono verso i due fiumi principali; mentre quelli periferici hanno generalmente un'origine propria, quelli semicentrali, dette gore, costituiscono un sistema di canalizzazione artificiale che, distintamente, riforniva in passato di acqua le varie zone della città e ne raccoglieva le acque reflue per il filtraggio. Il territorio comunale è classificato in area sismica (zona 2 nel 2003 e zona 3S dalle medesime caratteristiche nel 2006) e parte di esso fu sede dell'epicentro del terremoto della Val di Bisenzio del 26 giugno 1899, che raggiunse la magnitudo 5,09 della Scala Richter ed il VII grado della Scala Mercalli. Una scossa di intensità simile si verificò anche durante il terremoto del Mugello del 29 giugno 1919, che però ebbe l'epicentro a relativa distanza.[6]
[modifica] Clima
Il clima della città è caratterizzato da inverni piuttosto freddi e moderatamente secchi, con minima assoluta di −13,8 °C l'11 gennaio 1985, ed estati calde e talvolta afose, con massima assoluta di 41,0 °C il 7 luglio 1952 (la serie storica è stata esaminata a partire dal 1932 con dati mancanti in alcuni anni della seconda guerra mondiale)[7]. Le precipitazioni in città sono di circa 950 mm annui secondo i dati del Lamma, concentrandosi prevalentemente in autunno, con un massimo secondario in primavera. Rispetto alla vicina Firenze ed all'area urbana della città di Prato, la stazione meteorologica di Galceti presenta maggiori caratteristiche di ruralità, essendo situata a 110 metri s.l.m. sulle prime propaggini collinari alla periferia nord-occidentale della città. I dati rilevati, a differenza di quelli del capoluogo toscano, non risentono pertanto dell'effetto isola di calore nella stagione estiva, mentre risulta meno incidente l'effetto albedo susseguente ad eventuali nevicate nella stagione invernale, sia per l'ubicazione della stazione stessa che per la ventilazione tendenzialmente maggiore; i valori estremi di quest'ultima stazione sono invece rappresentati dai −12,2 °C dell'11 gennaio 1985 e dai 40,4 °C del 5 agosto 2003 (la serie storica di questa stazione ha avuto inizio però soltanto a partire dal 1971). Le precipitazioni della stazione di Galceti fanno registrare un valore più elevato (997,5 mm annui) rispetto al dato cittadino, pur presentando un analogo andamento per gli accumuli mensili e stagionali.
[modifica] Storia[modifica] Preistoria e storia anticaAlcuni ritrovamenti testimoniano che il territorio collinare circostante Prato risultava già abitato sin dal Paleolitico. In località Galceti, a ridosso delle prime colline a nord è stata rinvenuta una "stazione" musteriana risalente al 35.000 anni fa dove, per la tipologia dei reperti rinvenuti, si può supporre con sicurezza come l'area fosse già destinata ad un'ampia produzione ed esportazione di utensili in diaspro, facilmente reperibile sulla collina. Anche nell'attuale centro storico sono documentati rinvenimenti sporadici di utensili del neolitico e dell'età del bronzo, mentre sull'altro versante collinare (monti della Calvana) sono evidenti alcune strutture architettoniche civili e funerarie (tra cui anche un sepolcreto andato distrutto negli anni '50) attribuite ai liguri[8] o a popolazioni autoctone dell'età del bronzo. La piana pratese venne successivamente abitata dagli Etruschi, come testimoniato dai recenti ritrovamenti archeologici nell'area, destinati a riscrivere la storia di questi luoghi.[9][10] [modifica] La città etrusca di Gonfienti
Grande scalpore ha suscitato la notizia, nel 1997, del ritrovamento dei resti di una città etrusca (fino ad allora sconosciuta) nell'area di Gonfienti, a ridosso del comune di Campi Bisenzio: fino a quel momento si pensava che prima del Medioevo non esistesse nessun insediamento stabile nella zona. Gli scavi hanno dimostrato che la città, i cui reperti risalgono al VI secolo a.C., non era affatto piccola, e vi era praticata già a quell'epoca la tessitura e la filatura.[11][12] Recentemente è stata avanzata l'affascinante ipotesi (basandosi su alcuni toponimi della zona) che questa possa essere la mitica Camars[13] (divenuta poi Clusium in epoca romana), patria del re Porsenna. In effetti la città aveva assi viari ben pianificati (indicanti quindi una presenza costante nel territorio di genti etrusche), con una strada di oltre dieci metri di larghezza e un'estensione notevole (sono circa 30 gli ettari sottoposti a vincolo dalla soprintendenza). All'interno di essa è stata rinvenuta una "domus" di circa 1440 m² (la più grande dell'Italia antica, prima della Roma Imperiale), sviluppata sul modello delle ville pompeiane (ma di alcuni secoli precedente) con una rete di canali idrici ancora in parte funzionanti e un'eccezionale quantità di ceramiche greche a figure rosse e nere, su cui spicca una kilix attribuita a uno dei più importanti artisti greci del V secolo, Douris e delle pregevoli antefisse a figure femminili. Indizi sull'esistenza in loco di una città etrusca erano già stati ipotizzati nel corso del XVIII secolo, quando vennero raccolti svariati reperti di quell'epoca (tra cui il cosiddetto "offerente" esposto al "British Museum"), suggerendo per essa il nome di "Bisenzia", una mitica città etrusca scomparsa secoli fa e citata da locali letterati rinascimentali. La città, anche se intuibile solo parzialmente per la rapida urbanizzazione nella sua area, era quasi certamente collegata commercialmente a Misa-Marzabotto al fine di favorire gli scambi attraverso l'Appennino, lungo la direttrice che collegava le città di Spina e Pisa nel corso del VI-V secolo a.C. fino a decadere quasi improvvisamente al termine del V secolo a.C., per circostanze ancora non chiare.[14] A seguito della sua scomparsa non si hanno tracce documentarie ma possiamo ipotizzare con buona probabilità che gli stessi abitanti abbiano provveduto a spostarsi in aree più protette, dove la difesa da attacchi esterni (i celti dal nord) sarebbe stata maggiormente garantita. In effetti la città, che non disponeva di mura, si sviluppò partendo da un progetto di pianificazione che sembrerebbe anticipare la struttura delle città ippodamee, fattore reso possibile per la stabilità che si era venuta a creare nell'Etruria Settentrionale nell'arco temporale che separa la battaglia contro i greci focesi (540 a.C.) e la conquista di Veio (396 a.C.) da parte di Roma, ed il conseguente spostamento verso nord del tradizionale baricentro etrusco dell'area meridionale della Toscana. Le aree in questione potevano essere state Artimino, Fiesole e, anche se parzialmente perché più lontana, ma sulla stessa direttrice geografica, Volterra, che nel secolo successivo ampliarono o costruirono la loro cerchia muraria a seguito di un'imponente sviluppo demografico. Infine la piana fu abitata dai Romani (vi passava la via Cassia, nel tratto che collegava Firenze con Pistoia, sulla via per Luni). Gli storici hanno collocato nei pressi dell'antica città etrusca la mansione "Ad Solaria" della antica Via Cassia, e riportata nella celebre Tavola Peutingeriana. Il territorio dove sorge oggi Prato però era destinato alla centuriazione estesa tra Agliana e Badia a Settimo (ricalcante una precedente, di epoca etrusca) e probabilmente non ad insediamenti urbani, anche se occasionalmente sono state rinvenute nell'area di Prato, tracce di quell'epoca: episodi rinvenimenti di strutture murarie e lapidee, sepolture, frammenti ceramici e lapidei, in particolare nell'area della Cattedrale, per la quale si è ipotizzato l'esistenza di un edificio d'uso sacro. [modifica] Storia medievaleNell'Alto Medioevo la piana vede il degrado delle strutture di regimentazione delle acque realizzate con la centuriazione romana, ed alcune parti di essa, presumibilmente nell'area a sud si impaludirono. La zona di Prato fu interessata dalla presenza dei Bizantini e successivamente occupata dai Longobardi la cui presenza è documentata soprattutto nelle aree collinari e pedemontane. [modifica] La contea di PratoLa storia della città vera e propria è testimoniata a partire dal X secolo, quando si hanno notizie dei due centri abitati contigui ma distinti: quello più antico di Borgo al Cornio sorto nei pressi della pieve di Santo Sfefano (corrispondente a quattro strade incrociate a scacchiera appena a sud dell'attuale Piazza del Duomo) e quello più piccolo di Castrum Prati sorto in relazione alla residenza fortificata degli Alberti (corrispondente all'area ad Ovest dell'attuale Castello dell'Imperatore e dove si trova il nome di una chiesa intitolata a S.Maria in castello).[15] Questi due nuclei urbani si fusero nel corso dell'XI secolo ed i signori del Castrum Prati, gli Alberti, ottennero l'investitura imperiale di "conti di Prato". Nello stesso periodo venne consolidata l'opera di bonifica della Piana e la costruzione del sistema idrico, che regolava il corso del fiume Bisenzio (grazie alla pescaia detta Cavalciotto, presso Santa Lucia, tuttora esistente), e ne incanalava le acque in una fitta rete di gore, che servivano per far funzionare le gualchiere, cioè gli opifici tessili. [modifica] Il libero comuneDopo l'assedio del 1107 da parte delle truppe di Matilde di Canossa, i conti Alberti si ritirarono nei propri castelli della Val di Bisenzio e l'abitato cominciò a costituirsi come libero Comune. Si tratta di un esempio piuttosto raro di comune indipendente sorto in un centro urbano che non costituiva una diocesi; per questo Prato per secoli non fu mai definita "civitas" ma solo "terra". Prato fu certamente uno tra i primissimi comuni italiani a darsi uno Statuto, redatto già a metà del XIII secolo. Per due secoli Prato conobbe una forte espansione urbana (vennero quasi raggiunti i 15000 abitanti), dovuta alla fiorente industria della lana e alla forte devozione verso una reliquia appena giunta: la Sacra Cintola. L'urbanizzazione è testimoniata dalla necessità di costruire due nuove cerchie di mura, una intorno alla metà del XII secolo e l'altra a partire dal 1300. Un episodio del 1312 vede acutizzarsi la rivalità con la vicina Pistoia infatti il canonico pistoiese Giovanni di Ser Landetto, soprannominato 'Musciattino', compie un tentativo di furto della Sacra Cintola. Nel 1326, per sottrarsi alle mire espansionistiche di Firenze, e alle proprie lotte interne tra le famiglie più possidenti per il controllo amministrativo, la città si sottomise alla Signoria di Roberto d'Angiò, re di Napoli. Il 23 febbraio 1351 Giovanna d'Angiò vendette la città a Firenze per 17500 fiorini d'oro, e a quest'ultima città rimase successivamente legata fino ai giorni nostri. [modifica] Storia modernaNonostante la perdita della libertà, Prato continuò a svilupparsi nei secoli seguenti, seguendo le sorti di Firenze, prima sotto la dinastia dei Medici, quindi con la Repubblica Fiorentina dal 1494. A causa di questo, l'esercito della Lega Santa (creata fra il Papa Giulio II e gli Spagnoli) cinse d'assedio sotto il comando di Raimondo de Cardona, conquistò e devastò Prato il 29 agosto 1512. Tale saccheggio (noto come Sacco di Prato e ricordato anche dal Machiavelli nel celebre Il Principe) provocò un altissimo tributo di vite, segnando profondamente non solo la vita della città, ma anche l'inizio del declino, che durò per circa due secoli. Nel 1653 Prato ottenne finalmente il tanto ambito status di Città e di Diocesi (quest'ultima era limitata soltanto all'interno delle mura cittadine e con il Vescovo in comunione con Pistoia). Tale titolo diede un nuovo sviluppo all'economia e all'urbanizzazione locale: per l'occasione venne fatta realizzare la Fontana del Bacchino da Ferdinando Tacca. Nel XVIII secolo, con la salita dei Lorena alla guida del Granducato di Toscana, la città venne abbellita e conobbe anche un notevole sviluppo culturale, che veniva promosso dagli stessi granduchi. [modifica] Storia contemporaneaDopo l'Unità d'Italia si ebbe una fortissima industrializzazione (soprattutto nel settore tessile) e cominciò un'incredibile crescita demografica, che fece uscire la città dalla cerchia delle mura trecentesche e la portò ad inglobare pian piano i borghi circostanti, con la popolazione cittadina passata dai 50.000 abitanti del 1901 agli oltre 180.000 del 2001. Per descrivere l'industra tessile della città, lo storico Emanuele Repetti nell'Ottocento definì Prato "la Manchester della Toscana". Inoltre, la concentrazione di opifici tessili era così elevata che Prato divenne famosa come la città dalle cento ciminiere. Nel secondo dopoguerra, quando il progresso tecnologico rese obsoleti i vecchi opifici, le grandi ciminiere in mattoni sparirono, tranne alcune che sono tuttora in piedi in quanto reperti di archeologia industriale, come quella della Cimatoria Campolmi. Ma l'incremento demografico, ed economico più imponente fu nel secondo dopoguerra quando, negli anni sessanta e settanta, una consistente immigrazione proveniente da tutte le regioni meridionali farà raddoppiare la popolazione residente, fornendo manodopera alla sempre più vitale industria tessile. Parallelamente allo sviluppo economico e demografico, la città ebbe una nuova grande crescita urbanistica lungo varie direttrici. Una crescita particolarmente disordinata che darà vita e innumerevoli commistioni tra piccole attività produttive ed edifici residenziali secondo un modello tipico della città in cui anche dal punto di vista economico prevalsero aziende produttive piccole e piccolissime con rapporti di lavoro basati sull'affidamento a terzi delle singole lavorazioni del ciclo produttivo. In tale disordine urbanistico innumerevoli edifici furono costruiti abusivamente, anche dopo l'entrata in vigore del piano regolatore. Tale abusivismo, rappresentò un fenomeno nuovo e rilevante per una città del centro-nord e non si limitò a piccole costruzioni ma riguardò anche grandi condomini e addirittura due interi quartieri, "il Cantiere" ed "il Guado", abitati prevalentemente da immigrati dell'Italia meridionale. La città è stata meta a partire dagli anni anni novanta, di una nuova e molto consistente ondata migratoria, questa volta da paesi extracomunitari ed in particolare dalla Cina. Fino al 1992 Prato, come tutti gli altri comuni della sua provincia, faceva parte della provincia di Firenze. Quell'anno furono istituite 8 nuove province in Italia, tra cui quella di Prato, al fine di meglio amministrare un territorio in crescita continua di abitanti. Oltre ad affrancarsi dal controllo politico di Firenze, Prato era ormai già affrancata anche da quello religioso di Pistoia con la conquista di una diocesi autonoma alcuni decenni prima (1954). Tali rivalità con queste due città sopravvivono ancora oggi nel folklore. A partire dagli anni '90 la città presenta i primi segnali di una decrescita industriale che al momento sembra inarrestabile. [modifica] OnorificenzePrato è una delle città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione: nel 1994 è stata insignita della Medaglia d'Argento al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale (fu la prima città al di sotto della linea gotica ad essere stata liberata interamente dai partigiani).[16] [modifica] Stragi partigiane
Durante la Seconda guerra mondiale, a partire dal 5 settembre 1944, la città fu teatro e vittima di violenze e rappresaglie, perpetrate dai nazifascisti, nel Castello dell'Imperatore[17]. [modifica] Monumenti e luoghi di interessePrato vanta molteplici monumenti di grande interesse storico ed artistico. Molti edifici, soprattutto quelli medievali, sono caratterizzati dall'uso di materiali reperiti localmente. In particolare sono stati usati spesso due tipi di marmi, di diverso colore, che hanno dato luogo ad una bicromia negli edifici ecclesiastici, caratteristica tra le più rilevanti del Romanico non solo locale, ma anche di quello definito "pisano-lucchese" sia in Toscana che in Sardegna, ad Amalfi e in [Puglia]. Le pietre che sono usate sono:
[modifica] Architetture religiose
[modifica] Nel centro storico
Filippo Lippi, Presentazione al Tempio, con San Filippo Benizi, San Pellegrino Laziosi e altri Santi, Chiesa dello Spirito Santo
[modifica] Fuori le mura
[modifica] Santuari marianiNella città esistono quattro chiese sorte in seguito a degli eventi miracolosi, legati a quattro immagini raffiguranti la Madonna. Due chiese si trovano nel centro storico (S.Maria delle Carceri e S. Maria del Giglio), le altre due sorsero all'esterno della città.
[modifica] Architetture civili
[modifica] Architetture civili del Novecento
[modifica] Architetture militari
[modifica] Altro[modifica] Sculture monumentali
[modifica] Aree naturali[modifica] Società[modifica] Evoluzione demograficaAbitanti censiti [modifica] Etnie e minoranze straniereSecondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 28.402 persone (14.262 maschi e 14.140 femmine). Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano: La comunità cinese (proveniente dalla provincia cinese di Zhejiang) è la comunità straniera principale della città ed una delle più grandi in Europa (la terza dopo Londra e Parigi). I cittadini cinesi registrati all'anagrafe erano già nel 2007 poco più di 10.000[18], poi ci sono i regolari senza residenza. Si ipotizza siano in tutto circa 20mila, il 10% degli abitanti[19], dato tra l'altro in continua e costante crescita negli ultimi 10 anni. In alcuni quartieri di Prato (in particolar modo il quartiere di san Paolo lungo via Pistoiese), la concentrazione di cittadini madrelingua cinesi è tale che gran parte delle attività commerciali hanno cartelli e insegne bi-lingue (italiano e cinese). Le attività italiane a Prato stanno cercando di aiutare l'integrazione della comunità cinese: per esempio alcune banche forniscono pieghevoli e informazioni in bacheca anche in lingua cinese. [modifica] Lingue e dialetti
Il dialetto pratese fa parte del dialetto toscano. L'unica particolarità fonetica, tra l'altro diffusa in modo parziale, è l'eliminazione della t e della c intervocalica; si nota cioè una gorgia toscana particolarmente rafforzata. Ad esempio spettacolo e capìto diventano spettà'olo e capì'o. [modifica] Istituzioni, enti e associazioni[modifica] Cultura[modifica] Istruzione[modifica] Biblioteche
[modifica] RicercaNegli ultimi anni si è sviluppata una fiorente e multiforme attività di ricerca, che affianca l'innovazione tipica delle imprese locali e ne amplia il raggio d'azione. I principali punti di riferimento sono il Polo Universitario Città di Prato e il nascendo Centro di Ricerca finanziato da Enti locali e Camera di Commercio. [modifica] Scuole
[modifica] UniversitàDai primi anni novanta la città è sede di un importante centro universitario con oltre 2000 studenti iscritti, denominato "Polo universitario Città di Prato", nato dalla collaborazione tra l'Università degli studi di Firenze e una società consortile nata dalla collaborazione tra Enti locali (in primo luogo il Comune di Prato) e vari soggetti privati, il PIN S.c.r.l., proprietaria dell'edificio (già sede del prestigioso Istituto T. Buzzi e ristrutturata per l'occasione) che ospita il polo. Presso di esso sono attivi alcuni corsi di studio facenti capo alle facoltà di Economia, Lettere e filosofia, Ingegneria, Medicina e chirurgia e Scienze politiche dell'ateneo fiorentino. [modifica] Musei
[modifica] Media[modifica] Radio
[modifica] CinemaFilm ambientati a Prato (anche parzialmente, ordine cronologico):
[modifica] ArtePrato ha alcune delle opere più importanti dei pittori dal XIV secolo al Rinascimento raccolte dal Museo Civico presso Palazzo Pretorio, esposte temporaneamente al Museo di Pittura Murale che spaziano da Filippo Lippi e Filippino Lippi, Bernardo Daddi, Giovanni da Milano e Botticelli. L'arte contemporanea è ben rappresentata dal Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci. I teatri principali sono il Metastasio ed il teatro Politeama Pratese. [modifica] TeatroIl Metastasio, stabile della Toscana, oggi diretto da Paolo Magelli, viene inaugurato nel 1830. Dopo la Seconda Guerra Mondiale il teatro rimase chiuso per ristrutturazione. La rinascita si deve al sindaco Roberto Giovannini che riportò il teatro allo splendore di un tempo. Il 22 ottobre del 1964 il Metastasio fu inaugurato con Il Trovatore di Verdi. Da quel momento il teatro è diventato un punto di riferimento originale e determinante nel panorama italiano e internazionale. Altri teatri sono il Fabbricone, il Fabbrichino ed il teatro Politeama Pratese. [modifica] Cucina
[modifica] Prato e la Divina Commedia
Successivamente Dante Alighieri ne parla nel XXXII canto dell'Inferno:
, in cui narra della morte dei due figli del conte Alberti, antico possidente della terra di Prato. [modifica] Personalità legate a Prato[modifica] Medioevo e Rinascimento
[modifica] Età moderna
[modifica] XX secolo
[modifica] Contemporanei
[modifica] Eventi[modifica] Corteggio StoricoA Prato si celebra l'8 settembre, giorno della natività della Madonna. Per rendere omaggio alla Sacra Cintola, ogni anno si svolge il Corteggio Storico, cioè la sfilata in costume lungo le vie del centro, a cui partecipano gli armati di Città, il Corpo dei Valletti Comunali e altre centinaia di figuranti provenienti da varie città d'Italia. La processione termina in Piazza del Duomo, dove si ha l'evento più solenne della giornata: l'ostensione del Sacro Cingolo. Il programma della festa è arricchito da varie esibizioni che si tengono per tutta la giornata in vari punti del centro storico, come, ad esempio l'esibizione degli sbandieratori, la gara di tiro con l'arco, il mercato medievale con rievocazioni degli antichi mestieri e tradizioni, gli spettacoli musicali, i fuochi d'artificio. [modifica] Palla GrossaIl Gioco della Palla Grossa tornerà ad essere disputato a Prato in Piazza Mercatale il 9 (semifinale) e il 15 (finale) settembre 2012, dopo quasi trent'anni di assenza. Quattro i Rioni che si sfideranno: i Rossi (Santa Trinita), i Gialli (Santo Stefano), gli Azzurri (Santa Maria) e i Verdi (San Marco). [modifica] Contemporanea festivalContemporanea festival è un festival internazionale di teatro che si svolge a Prato dal 1999. La manifestazione ha luogo alla fine maggio e presenta importanti artisti della scena teatrale contemporanea nazionale ed internazionale. [modifica] PratoEstateTutte le estati, in città, nelle principali piazze ed al Castello dell'Imperatore hanno luogo eventi come concerti, spettacoli teatrali, cinema all'aperto. La rassegna ha inizio a giugno e termina a settembre. [modifica] Geografia antropica[modifica] Suddivisioni storicheI due assi viari principali del centro storico, incrociandosi in piazza del Comune, dividono il centro in quattro quartieri:
L'asse che taglia il centro da Sud-Sud-Ovest a Nord-Nord-Est è costituito da via Santa Trinita, piazza San Francesco, via Bettino Ricasoli, corso Giuseppe Mazzoni, piazza del Duomo e via Gaetano Magnolfi; l'altro asse, che va da Ovest-Nord-Ovest a Est-Sud-Est, percorre via San Vincenzo, piazza San Domenico, via Cesare Guasti, via fratelli Cairoli e via Giuseppe Mazzini. [modifica] Suddivisioni amministrativeIl territorio comunale è suddiviso in cinque circoscrizioni amministrative: Nord, Est, Sud, Ovest e Centro.[22]:
[modifica] Economia
Fabbrica con balle di stracci per la lavorazione della lana rigenerata
L'economia di Prato è storicamente basata sull'industria tessile, anche se con il crescere degli abitanti essa si è diversificata, destinandosi prevalentemente nei servizi, tra i quali spiccano quelli bancari, assicurativi e delle libere professioni. Nonostante i diversi monumenti presenti nel centro storico, Prato non vanta una fiorente tradizione turistica, anche se negli ultimi anni è aumentato il numero di visitatori, anche stranieri. [modifica] Infrastrutture e trasporti[modifica] StradePrato è servita dall'autostrada A11 attraverso due caselli: Prato est e Prato ovest, ed è collegata a Bologna attraverso la Strada statale 325 di Val di Setta e Val di Bisenzio che la collega anche con i comuni della Val di Bisenzio (Vaiano, Vernio e Cantagallo, nella provincia di Prato) e della Val di Setta (ricompresa nella provincia di Bologna). [modifica] FerrovieLa città di Prato è attraversata da due linee ferroviarie: la ferrovia Maria Antonia e la Firenze-Bologna. La prima è una linea regionale che la collega con Firenze e la toscana occidentale mentre la seconda è parte della dorsale Milano-Napoli e una delle più importanti linee ferroviarie italiane. Prato è quindi servita da alcuni treni a lunga percorrenza come gli Intercity e gli Eurostar diretti verso il nord e il sud della penisola. Le stazioni ferroviarie della città sono tre:
Inoltre, sono in progettazione altre stazioni[23]:
[modifica] AeroportiI principali impianti aeroportuali internazionali o intercontinentali più vicini alla città sono Firenze-Peretola (circa 12 km), Pisa-San Giusto (circa 95 km), Bologna-Borgo Panigale (circa 100 km), Roma-Fiumicino (circa 340 km) e Aeroporto di Malpensa (circa 350 km). [modifica] Mobilità urbanaI trasporti urbani pratesi sono costituiti da una serie di linee di autobus gestite dalla CAP (sito) che serve anche la provincia. Le linee attive sono in totale 11, che comprendono quelle LAM che collegano con frequenze che vanno dai sette ai quindici minuti il centro città, le zone limitrofe e la periferia. [modifica] Tranvie[modifica] AmministrazioneSindaco: Roberto Cenni (PdL-Lega Nord-UdC) dal 22/06/2009 [modifica] Amministrazioni precedenti
[modifica] GemellaggiPrato è gemellata con:
[modifica] Sport[modifica] CalcioLa squadra cittadina è l'Associazione Calcio Prato - Lega Pro Prima Divisione girone B - 1 Coppa Italia Serie C. L'ultima partecipazione in serie B risale al 1963-64. [modifica] RugbyLa squadra cittadina è Rugby Club I Cavalieri Prato - prima squadra in Super 10 (promossa al termine dei play-off nella stagione 2008/2009); seconda squadra in serie C. [modifica] Calcio a 5La squadra cittadina è il Prato Calcio a 5 - serie B - 2 Scudetti; 2 Coppa Italia; 2 Supercoppa Italiana. [modifica] Hockey PistaLa squadra cittadina è la Hockey Primavera Prato - serie A1 - 1 Scudetto; 1 Coppa Italia. [modifica] Pallamano
[modifica] CiclismoPrato è stata più volte arrivo di tappa del Giro d'Italia:
Ogni anno a settembre si svolge il Gran Premio Industria e Commercio, giunto nel 2010 alla 65ª edizione. L'edizione 2011 è stata annullata per problemi economici. Negli anni '60 e '70 vi erano 2 squadre a livello professionistico Filotex e Magniflex [modifica] NuotoLa tradizione del nuoto pratese è rappresentata dalla Futura Nuoto, società che vanta fra i suoi atleti di punta Andrea Righi e Lisa Giagnoni, che nel recente passato sono stati ai vertici del panorama italiano europeo. Di recente, si è messo in evidenza Francesco Moroni, campione Italiano giovanile dei 200 e 400 stile libero. La Futura Nuoto è impegnata anche nella didattica con la recente istituzione della Scuola Nuoto Federale. [modifica] PallanuotoNel 1999 Prato ospitò i campionati europei femminili di pallanuoto, vinti dalla nazionale Italiana. La pallanuoto pratese è rappresentata da diverse società. La squadra più quotata della pallanuoto pratese è quella femminile de I Cavalieri Nuoto che nella stagione 2010-2011 ha debuttato nel campionato di serie A2, arrivando ai playoff promozione, dove è stata sconfitta. A livello giovanile la squadra de I Cavalieri Nuoto è una delle realtà più importantia livello nazionale, esprimendo anche delle interessanti individualità. La squadra pratese, ex Associazione Nuoto Prato, dalla stagione 2010-2011 è entrata nell'orbita de I Cavalieri Rugby Club e partecipa al campionato con il nome di Cavalieri Nuoto Prato. Per quanto riguarda la pallanuoto maschile, invece, partecipa al campionato di Serie B la Futura Nuoto Prato, con un passato in A2 nella stagione 2003-2004. La Futura Nuoto Prato è nata nel 1986 a seguito della fusione tra il Prato Nuoto Club, che aveva appena ottenuto la promozione in serie C e l'Associazione Nuoto Prato, che portava in dote il settore giovanile. E' gemellata con i I Cavalieri Nuoto. A partire dalla stagione 2008-2009 è nata un'altra realtà a livello cittadino, l' Azzurra Nuoto Prato, che nella stagione 2010-2011 ha debuttato nel campionato di Serie D, ottenendo subito la promozione in Serie C. Altra società in città, in questo caso a livello solo amatoriale, è la Polisportiva Amatori Prato che partecipa al campionato Uisp. È pratese anche uno giocatori più vincenti di sempre: il portiere della nazionale italiana Stefano Tempesti è nato a Prato il 9 giugno 1979 ed ha mosso i primi passi nella Futura. Tempesti con la Nazionale italiana ha vinto il titolo mondiale a Shangai nel 2011, oltre alla medaglia d'argento ai Mondiali di Barcellona 2003 e la medaglia d'argento agli Europei 2010 che si sono disputati a Belgrado. Con la sua squadra di club, la Pro Recco, nella quale gioca dalla stagione 2003-2004, Tempesti ha vinto 6 scudetti e 3 coppe dei campioni. Pratese è anche Giulia Bartolini, classe 1990, giocatrice dell'NGM Firenze in Serie A1 e nel giro della nazionale femminile. Bartolini ha giocato nella squadra cittadina dell'Associazione Nuoto Prato fino al termine della stagione 2003-2004; in seguito, nella stagione 2007-2008 ha vinto scudetto e coppa dei campioni con l'Orizzonte Catania. [modifica] Kung FuGli atleti della scuola di Kung fu tradizionale cinese hanno conquistato un secondo e un quinto posto ai campionati mondiali di Taiwan nel 2004 e un secondo posto come Team Nazionale con maggiori punteggi. Kung fu Prato [modifica] Note
[modifica] Bibliografia
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
[modifica] Collegamenti esterni
Fonte: Wikipedia. Data: 05/23/12, 7:44 pm |
Immagini
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Vides
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