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Prosciutto
Il termine prosciutto si riferisce a un taglio di carne del maiale corrispondente all'arto posteriore fino alla prima fila di ossa del tarso, volgarmente noto come coscia posteriore. Sebbene in rari casi esso possa essere cucinato e servito fresco, la maggior parte dei prosciutti vengono conciati o stagionati. Talvolta con il termine prosciutto ci si riferisce anche a prodotti ottenuti da coscia di ovino o di oca.
[modifica] Varietà italianeLe principali varietà italiane di prosciutto sono:
[modifica] LavorazioneComunemente il prosciutto viene distinto in crudo e cotto, a seconda delle modalità di lavorazione. Il prosciutto viene conciato a secco e lavorato con una mistura contenente sale e altri ingredienti, spesso con percentuali di nitrati e nitriti come conservanti. Negli Stati Uniti è comune anche l'uso di zucchero nei trattamenti a secco. In seguito esso viene lasciato ad asciugare (la parola prosciutto deriva, infatti, dal latino “perexsuctum” che significa “prosciugato") e a stagionare. Dal punto di vista prettamente tecnico, il processo di stagionatura puo' essere equiparato a quello di una naturale mummificazione per disidratazione, capace di rendere il prosciutto più crudo.[1] Molto importante è anche la produzione di prosciutti cotti, che si ottengono dalle cosce disossate, salate e cotte. [modifica] ItaliaLe prime notizie della produzione di prosciutto in Italia risalgono al periodo romano. [modifica] RiconoscimentiI prosciutti possono fregiarsi del marchio D.O.P.:
Ha ottenuto il marchio IGP:
Inoltre è I.G.P.-P.T.N.
Il prosciutto è stato riconosciuto prodotto tradizionale su proposta delle seguenti regioni:
[modifica] Note[modifica] Altri progetti
Fonte: Wikipedia. Data: 05/23/12, 7:55 pm |
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