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Rieti
Rieti (Reate in latino, Riete in reatino, IPA: [ri'εte]) è un comune italiano di 47.996 abitanti[3] del Lazio, capoluogo della Provincia di Rieti. Tradizionalmente ritenuta il centro geografico d'Italia[4][5], e per questo indicata anche come Umbilicus Italiae, sorge lungo una fertile pianura alle pendici del Monte Terminillo, sulle sponde del fiume Velino. Fondata all'inizio dell'età del ferro, divenne un'importante città dei Sabini e fu conquistata dai romani nel 290 a.C. Durante la sua storia fu per molto tempo parte dello Stato Pontificio e sarebbe poi stata annessa al Regno d'Italia dopo l'ingresso dell'esercito italiano il 23 settembre 1860[6][7][8]. È caratterizzata da estati calde ed inverni con temperature notturne spesso inferiori allo zero. La bellezza del paesaggio e la quiete dei luoghi ne fanno un posto assai vivibile e meta privilegiata di molti turisti, provenienti soprattutto dalla vicina Roma. Così come la sua provincia nella quale si trovano le sorgenti del Peschiera e che fornisce molta dell'acqua necessaria al comune di Roma (circa 550 milioni di metri cubi ogni anno[9]), Rieti è una città ricca d'acqua e sul suo territorio comunale si trovano le Fonti di Cottorella.
[modifica] Geografia fisica
Il centro di Rieti sorge su una piccola collina al margine di una pianura, denominata Piana Reatina, che si estende per circa 90 km², a un'altitudine di 405 m s.l.m.[10] La piana anticamente era occupata delle acque del Lacus Velinus e fu bonificata in età romana aprendo un varco tra il calcare accumulatosi negli anni presso Marmore, generando così l'omonima cascata. Di questo lago oggi restano solo specchi d'acqua minori: il lago di Piediluco (Provincia di Terni), quello di Ventina e quelli Lungo (o di Cantalice) e di Ripasottile[11]. Gli ultimi due oggi sono inseriti in una riserva naturale. La piana è racchiusa dal Monte Terminillo e dai Monti Reatini, di cui fa parte, ad est, dai Monti Sabini ad ovest ed è tagliata dal Fiume Velino che riceve, in essa, le acque dei fiumi Salto e Turano. In base alla Carta Geologica d'Italia redatta dal Servizio Geologico d'Italia il terreno su cui sorge il centro e la periferia di Rieti è costituito da "alluvioni fluviali recenti terrazzate" e "fluvio-lacustri recenti", mentre le zone vicine ai laghi sono costituite da "terreni grigi scuri e bruni limnopalustri" e "luoghi torbosi".[12] La natura dei terreni fa sì che la zona della conca reatina sia una zona a elevato rischio idrogeologico[13], incluso, secondo i dati 2008 di Legambiente, il Comune di Rieti[14]. Classificazione sismica: Zona 2 (sismicità media)[15] [modifica] TerritorioIl territorio circostante il comune di Rieti è caratterizzato dalla presenza di massicci montuosi che superano i 2000 metri: il Terminillo i monti della Duchessa e i monti della Laga (2458 m), i più alti del Lazio e di numerosi corsi d'acqua e sorgenti. Oltre ai già citati fiumi Velino, Salto e Turano, il primo dei quali attraversa direttamente la città, nella parte settentrionale della valle si trovano le Sorgenti di Santa Susanna con una portata di 5 metri cubi al secondo, mentre 2 km ad est della città a quota 400 m s.l.m. si trovano le Sorgenti del Cantaro che hanno una portata complessiva di circa 500 litri al secondo e sono probabilmente alimentate da una sorgente geologica posta a quota 450 metri presso Vazia[16]. Un'altra sorgente è posta a 2 km a sud della città, si tratta delle Sorgenti di Cottorella che forniscono un'acqua oligominerale. [modifica] Clima
Tipica nebbia mattutina (fine ottobre)
Il clima è continentale di fondovalle: molto rigido in inverno (che dura 140 giorni), caldo in estate con ampie escursioni termiche che ne fanno il capoluogo di provincia italiano con le temperature minime più basse nel semestre da aprile a settembre. Piogge superiori a 1.000 mm annui, con due massimi, il principale in autunno ed uno secondario in tarda primavera. Nebbie frequenti ma raramente persistenti per l'intera giornata. Nevicate più rare nel fondovalle, principalmente con circolazione da nord-ovest, mentre sono numerose sui rilievi circostanti. Temporali estivi frequenti. Nel 2008 temperatura media annua +12,7 °C, minima assoluta -10,3 °C, massima assoluta +35,4 °C, pioggia caduta 1.411,2 mm in 106 giorni di pioggia, escursione media giornaliera 13,9 °C, escursione media del mese di agosto 19,2 °C, 3 mesi (gennaio, febbraio e dicembre) con media delle temperature minime inferiore a zero gradi, 7 mesi senza gelate, temperatura massima del giorno più freddo +3,3 °C, temperatura minima del giorno più caldo +17,8 °C[17]. L'inverno reatino dura circa 4 mesi. Record del freddo nel 1956 e nel 1985 rispettivamente -20°C e -18°C . L'estate un centinaio di giorni mediamente. [modifica] Storia[modifica] Preistoria
L'estensione dell'antico Lago Velino in un plastico del museo archeologico di Rieti
L'antica Reate, che la leggenda vuole fondata dalla dea Rea, da cui forse deriverebbe anche il nome della città, sorse, all'inizio dell'età del ferro, presumibilmente intorno al IX-VIII secolo a.C. Probabilmente in origine le terre intorno a Rieti, furono abitate dagli umbri, per essere poi conquistate dagli aborigeni, una popolazione di origini incerte, e infine dai Sabini che, come suggeriscono i ritrovamenti archeologici, arrivarono fino ai territori vicini al Tevere. [modifica] Età anticaCosì come la fondazione della città si perde nella leggenda, anche i primi contatti con Roma non hanno contorni ben definiti. Il ratto delle sabine è infatti un avvenimento leggendario, ma si basa su fatti accaduti realmente: la città di Roma era infatti sorta da poco e Romolo, in cerca di alleanze e donne per popolare la città, pensò di sfruttare la festa della consulia, alla quale parteciparono anche i Sabini, per rapire le donne di cui Roma aveva bisogno per crescere. La conseguenza fu la guerra fra Roma e i suoi vicini, i quali vennero sconfitti ad eccezione dei Sabini. Lo scontro si fermò quando le donne rapite si gettarono fra le armi dei contendenti imponendo la tregua fra Romolo e Tito Tazio e la nascita di una collaborazione fra i due popoli. Per un'analisi più approfondita del fatto si rimanda alla voce sul Ratto. Rieti e il suo territorio vennero conquistati definitivamente e assoggettati a Roma nel 290 a.C.[18] per opera del console Manio Curio Dentato, rimanendo prefettura fino al 27 a.C. e divenendo poi Tribù Quirinae. In breve l'intera sabina venne presa. Proprio al console romano si deve l'opera di bonifica dell'antico lacus Velinus, operata facendo confluire le acque nel vicino fiume Nera, dando vita alla famosa cascata delle Marmore. Nel corso del tempo molte furono le antiche famiglie sabine che diedero lustro alla città di Roma e ne seguirono le sorti. Da ricordare l'ascesa della Gens Flavia, il cui esponente più noto, l'Imperatore Tito Flavio Vespasiano, ebbe i meriti di iniziare la costruzione del più noto monumento romano: il Colosseo. Degno di essere ricordato è, altresì, il grandissimo scrittore Marco Terenzio Varrone, nato a Rieti nel 116 a.C. e sovente ricordato con l'appellativo de "Il Reatino" e "padre della romana erudizione". Nella tarda antichità (VI secolo circa) Rieti vide l'arrivo dei Longobardi, che nel 568 avevano fatto il loro ingresso nella penisola italiana, i quali, barbari e pagani, ebbero ben presto a convertirsi al cristianesimo per mezzo dell'opera dei monaci benedettini della vicina Abbazia di Farfa. Nel 592 d.C. La Sabina divenne parte del Ducato di Spoleto. [modifica] Medioevo
Dopo il saccheggio dei saraceni avvenuto durante il X secolo, la città fu gradualmente ricostruita e la figura del Vescovo assunse un'importanza fondamentale con la ricostruzione della cattedrale nel 1109. Il secolo successivo fu un periodo di splendore per la città di Rieti. Il suo rinnovo urbano coincise, del resto, con la presenza nei santuari circostanti il territorio, di S. Francesco d'Assisi che, come con la città di Soriano nel Cimino (VT) dove venne confermato il suo ordine da Papa Niccolò III, ebbe un rapporto privilegiato con Rieti e con il territorio reatino. A tal proposito, basti menzionare l'anno 1223 che passò alla storia per la creazione, nel santuario di Greccio, del primo presepe vivente che, ancor oggi, è simbolo mondiale della cristianità. Nel 1289, Carlo II d'Angiò, fratello del Re di Francia Luigi IX, venne incoronato Re di Puglia, Sicilia e di Gerusalemme da Papa Nicolò I, presso la Cattedrale della città. [modifica] Età moderna e contemporaneaIl XVI secolo si caratterizzò per l'emergere di grandi proprietari terrieri quali i Vincentini, i Vecchiarelli, i Potenziani, che, usufruendo della fertile pianura reatina ancora in corso di bonifica, diedero vita spesso ad aziende agrarie. Storicamente la piana reatina fu nota, nel XVIII secolo, per la quantità di guado presente nel territorio lacustre, che servì a tingere di blu le divise delle truppe napoleoniche. Annessa al dipartimento del Tronto durante il Regno Italico, divenne ben presto centro della delegazione omonima della Sabina. Il 7 marzo 1821, Rieti fu teatro della sconfitta delle truppe di Guglielmo Pepe per opera degli austriaci guidati dal generale J.M. Von Frimont. L'Unità d'Italia vide l'annessione della città e della Sabina, nella Provincia di Perugia. Le vicende di questo periodo portarono a profondi mutamenti socio-economici, ma il ruolo della città rimase marginale. Alla figura di Giacinto Vincenti si deve un tentativo di rinnovamento, tramite la fondazione di un'azienda agraria aperta a nuovi tipi di colture, ma degno di menzione è anche il principe Giovanni Potenziani che, seguendo l'esempio del Vincenti avviò la coltivazione della Barbabietola da zucchero. A questa pianta erbacea la città rimarrà legata per moto tempo così come la sua l'industria, in quanto nel 1874, venne inaugurato il primo zuccherificio italiano che dal 1887 grazie ad Emilio Maraini iniziò a produrre su scala nazionale. Sempre nell'agricoltura a Rieti vennero realizzate grandi varietà di grano ad alta produttività e resistenti a fattori ambientali ostili. Con il '900 Rieti vide lo scorporo del suo territorio da quello abruzzese e umbro, con l'inserimento nella Provincia di Roma nel 1923 e poi l'istituzione di una propria provincia il 2 gennaio 1927[20], per atto diretto di Benito Mussolini, che permise finalmente alla città di dare vita a un processo di crescita più efficace. L'industrializzazione reatina fu poi legata ad un'altra azienda, la Supertessile, uno stabilimento per la produzione della seta artificiale. Durante la seconda guerra mondiale, il 6 giugno 1944 la città subì un bombardamento sull'area del quartiere Borgo[21] che causo numerose vittime e rase al suolo una parte del rione. A partire dagli anni '60 e '70 una spinta ulteriore verso la crescita industriale si ebbe con la nascita del nucleo industriale di Rieti-Cittaducale, grazie anche ai contributi della Cassa del Mezzogiorno. Tuttavia in seguito, complice anche l'interruzione dei finanziamenti dell'ente pubblico, ma soprattutto la mancanza di collegamenti, le industrie sono andate incontro a una profonda crisi che dura ancora oggi. Zone come quella dello zuccherificio oggi chiuso e in rovina ma ancora in piedi e della vecchia Supertessile, che nel corso del tempo ha cambiato più volte nome e che ormai sembra essere arrivata alla fine della sua storia, sono state inglobate dalla città ed è in corso una valutazione sulle sorti che tali aree seguiranno. [modifica] Lo stemma
Lo stemma della città è suddiviso in due parti ed è quindi uno stemma troncato. Nella parte superiore a sfondo rosso ruggine, si può vedere una figura femminile identificata con Rea Silvia, da cui deriverebbe anche il nome della città, che offre uno stendardo a un cavaliere a sua volta identificato nella figura di Manio Curio Dentato. Entrambi sono realizzati con un colore argentato, così come previsto dal decreto di riconoscimento, ma in alcune versioni si possono trovare d'oro[22]. La metà inferiore a sfondo celeste riporta tre pesci ed una rete anch'essa d'argento. Il significato della metà superiore rimanderebbe all'opera romana di bonifica, eseguita per mano proprio di Manio Curio Dentato, quindi la scena simboleggerebbe il ringraziamento della popolazione del capoluogo sabino nei confronti di colui che liberò l'odierno territorio della piana reatina dalle acque paludose del lago. Pompeo Angelotti vedrebbe invece nella figura femminile la dea Rea nell'atto di porgere il comando della città al marito Saturno (Crono), ed effettivamente Rieti prende come sua fondatrice proprio Rea (e anche qui, dal suo nome deriverebbe quello della città stessa). La metà inferiore ha un significato meno chiaro. È raffigurata una rete che copre l'intera porzione dello stemma, sotto di essa nella parte alta sono piazzati due pesci e un terzo è posizionato più in basso, a formare quindi con gli altri due un triangolo rivolto a terra, ma a differenza dei precedenti, questo si colloca sopra la rete ed è visibilmente più grosso. La spiegazione vedrebbe la rete come un simbolo della legge e i due pesci da essa racchiusi come i cittadini che a essa devono sottostare. Il pesce più grande quindi, sarebbe un Magistrato a cui spetta il compito di farla rispettare. Lo scudo attuale è sovrastato da una corona da marchese e ornato in basso da una di foglie e a volte da un nastro che recita: in pratis late rea condidit ipsa reate[23]. Originariamente lo stemma della città era costituito interamente da una semplice rete senza la rappresentazione dei pesci e della scena presente nella parte superiore. [modifica] Monumenti e luoghi d'interesseLa città si presenta come un piccolo centro abitato di grande tranquillità ma dotata di alcune eccellenze che la rendono interessante, specie se inserita nell'insieme della sua provincia. Negli ultimi anni ha cercato nuove vie per la crescita del suo territorio e della sua provincia ed oggi lo sviluppo del settore turistico è una delle vie più battute. Notevole è l'importanza del fattore religioso, che può contare sulla presenza di due dei quattro santuari Francescani, quello di Fonte Colombo e quello de La Foresta e sulla vicinanza con i restanti due, siti nei vicini comuni di Greccio, e Poggio Bustone. Molti pellegrini giungono, infatti, nella "Valle Santa" per ripercorrere, con il cosiddetto Cammino di San Francesco, le gesta ed i momenti della vita del Poverello d'Assisi. Molto caratteristico il centro storico, posto su una leggera altura ai margini della conca reatina, protetto su un lato da una cinta muraria di origine medievale ancora per la maggior parte intatta e ben conservata. Via Roma, una delle più vive del centro, divide la città nei rioni medievali di San Francesco, San Rufo, della Verdura e Santa Lucia. [modifica] Architetture religiose
[modifica] Architetture civili
Il lato rivolto verso la Cattedrale è munito di una splendida loggia formata da due ordini di archi, tre sono posti a livello del piano terra, separati da due coppie di pilastri e tre a livello del primo separati da due coppie di colonne alle quali sono sovrapposti due ovali, mentre all'altezza dell'ultimo piano sono presenti due nicchie. La loggia vignolesca affaccia su un giardino all'italiana, oggi pubblico, circondato da una recinzione in ferro e pilastri di pietra, realizzata in sostituzione un antiestetico muro dopo che nel 1927 la famiglia Vincentini decise di cedere l'edificio alla neonata provincia. Nel 2009 i giardini sono stati oggetto di alcuni interventi di sicurezza, volti ad aumentare la stabilità dei grandi pini domestici in esso presenti. All'interno il piano terra, che ospita gli uffici della prefettura, è decorato con pitture del 1932 che raffigurano Marco Terenzio Varrone e Tito Flavio Vespasiano. Al primo piano si trovano le stanze dove alloggia il Prefetto, ed è di particolare rilevanza il camino in marmi policromi risalente al '500, che riporta con una scritta in oro il nome di uno dei proprietari della famiglia Vincentini. Anche il secondo piano, che non presenta elementi di particolare rilevanza, oggi ospita uffici della Prefettura.
[modifica] Siti archeologici
[modifica] Altro
[modifica] Aree naturali
Il fiume Velino lascia intravedere il fondale in un giorno di particolare limpidezza. Il tratto fotografato è quello dietro la chiesa di San Francesco.
[modifica] Società[modifica] Evoluzione demograficaAl 1 gennaio 2008 la popolazione residente nel comune di Rieti era di 47.617 unità, costituita al 47,63% da maschi e al 52,37% da femmine[39]. Dato in costante crescita dal 2002, in cui, al 1 gennaio, la popolazione residente secondo l'istat era di 43.788 unità, un aumento dell'8,74% circa. Al termine del 2008 la popolazione nel comune è arrivata a 47.654[40] abitanti, pari a oltre il 29% della popolazione provinciale nello stesso periodo. Alla fine del 2009, la popolazione era di 47.780[41] abitanti. Abitanti censiti [modifica] Etnie e minoranze straniereLa popolazione straniera residente al 31 dicembre 2010 rappresenta il 4.52%.[42][43], in aumento rispetto ad un anno prima. I gruppi nazionali più numerosi (in percentuale rispetto al totale dei residenti stranieri) sono: [modifica] Lingue e dialetti
Il dialetto della città di Rieti si inserisce nel gruppo aquilano del dialetto sabino, appartenente ai dialetti italiani mediani. Tratto qualificante di questo gruppo dialettale è la conservazione delle vocali finali atone. In particolare nel dominio reatino-aquilano, area tradizionalmente conservativa, viene tuttora mantenuta la distinzione fra -o ed -u finali, a seconda dell'originaria matrice latina: ad esempio all'Aquila si ha cavaju per "cavallo" (latino: caballus), ma scrio per "io scrivo" (latino: scribo). [modifica] Tradizioni e folcloreA Rieti esistono diverse manifestazioni legate alle tradizioni locali di origine più o meno antiche: [modifica] La Processione dei Ceri e il Giugno Antoniano
La chiesa di San Francesco a giugno, addobbata per le celebrazioni
Sebbene la santa patrona di Rieti sia Santa Barbara, la città è fortemente legata alla figura di Sant'Antonio da Padova per la quale, da oltre seicento anni, esiste una fortissima venerazione; il perché di tanta devozione si perde nei secoli. La sua manifestazione più eclatante è la Processione dei Ceri (più spesso indicata semplicemente come Processione di Sant'Antonio), che si svolge ogni anno nel mese di giugno, un mese che i credenti dedicano interamente alla figura del santo, tanto da essere indicato come Giugno Antoniano. È un evento-simbolo per la città, e nonostante si sia registrato un certo calo nell'affluenza (i giovani non sono soliti seguire la processione), gode ancora di notevole seguito. L'esposizione della statua del santo avviene il 12 giugno[44] presso la Chiesa di san Francesco; l'evento viene salutato dal suono delle campane di tutte le chiese della città, e dall'esplosione in aria di petardi. Generalmente, la seconda domenica dopo l'esposizione ha luogo la processione, che parte dalla chiesa di San Francesco. Per prima cosa i fedeli iniziano a formare due file, che si inseriscono lungo i bordi della strada che fiancheggia Piazza San Francesco, dando vita alla testa del lungo corteo. A quel punto, all'interno della chiesa, viene sollevata la statua del santo, una statua che con tutta la macchina lignea sulla quale è posta e con l'aggiunta del necessario all'illuminazione dei candelabri, supera la tonnellata di peso. I sedici portatori vestiti di un saio francescano nero, quattro per angolo estratti a sorte nei giorni precedenti tra gli appartenenti alla Pia unione di sant’Antonio di Padova, muovono l'insieme lungo la navata della chiesa fino all'uscita, aiutati da altri due (uno davanti e una dietro) che hanno il compito di controllare che i due lati della macchina restino alla medesima altezza. Arrivati sulla soglia, si arrestano poggiando il tutto su quattro sostegni in legno fissati sotto la struttura, mostrando la statua ai fedeli, che rispondono applaudendo e lanciando altri petardi, per annunciare l'uscita all'intera città. Uscendo dalla chiesa, i portatori devono scendere alcuni ripidi scalini con la macchina in spalla: per evitare di farla oscillare sono necessari grande equilibrio e forza fisica. A questo punto la figura del santo si inserisce nella processione, preceduta dalle varie cariche pubbliche e religiose, e seguita da altri fedeli. Tra questi ultimi, le prime sono donne vestite di nero; alcune di esse, per devozione, per penitenza o per ringraziare il santo di qualche grazia ricevuta, percorrono l'intero tragitto scalze. La processione deve il suo nome al fatto che la maggioranza dei fedeli portano con sé un grosso cero che terranno acceso per tutto il cammino, regalando con il calar della sera un pittoresco spettacolo all'osservatore. La cerimonia percorre le strade infiorate del centro storico, mentre i fedeli pregano, accompagnati dalle bande musicali presenti. Il corteo si ferma in piazza Cesare Battisti, davanti alla cattedrale di Santa Maria, per permettere la celebrazione di una piccola messa, e infine si conclude con il ritorno alla chiesa di San Francesco, da dove era partito. Qui ha luogo l'ultimo saluto della folla all'immagine del Santo, mentre il vescovo benedice la statua e i presenti rivolgendo a questi alcune parole. Segue, intorno alla mezzanotte, uno spettacolo pirotecnico. Sembra che le origini di questa manifestazione risalgano al 1232, quando Papa Gregorio IX annuncio di voler canonizzare Antonio da Padova proprio a Rieti, perché la città già manifestava per lui una grande devozione. Tuttavia, per questioni politiche, il pontefice fu costretto ad allontanarsi da Rieti e la cerimonia non ebbe luogo. La reazione della città fu una fiaccolata di protesta, che con il tempo si trasformò nell'odierna processione. Nel corso del tempo la statua è stata adornata dei gioielli in oro offerti dei fedeli come ringraziamento per le "grazie" ricevute. [modifica] La Festa del Sole e il Palio della TinozzaNonostante sia una manifestazione relativamente recente (si svolge dal 1969), è particolarmente amata dalla città; inizialmente era organizzata da un comitato cittadino, per poi essere accolta dal Comune. La manifestazione non si esaurisce con un solo evento, ma ne comprende una serie, che culminano in un pomeriggio di gare sul Fiume Velino. Le gare sul fiume comprendono:
Il pubblico assiste alle gare dalle sponde del fiume e dai due ponti che lo attraversano in quella zona (il Ponte Romano e la passerella pedonale tra piazza San Francesco e piazza Cavour). Nella vigilia si svolge anche una maratona in costume per le vie del centro. A questa tradizione si devono due dei gemellaggi allacciati dalla città di Rieti. [modifica] La fiera di Santa BarbaraHa inizio con il 3 dicembre (la cosiddetta "apparsa") e finisce con il giorno seguente per festeggiare la giornata di Santa Barbara, patrona della città. In passato si svolgeva per le vie del centro storico, mentre oggi trova spazio lungo le strade del quartiere Molino della Salce. Nonostante tale spostamento abbia privato la fiera di uno sfondo esteticamente più pregiato, le strade lungo le quali si snoda, sono invase ogni anno da un'intensa folla, alla ricerca delle più svariate merci. Contemporaneamente nella zona di Foro Boario, si svolge un mercato di bestiame e attrezzature, nonché macchine, per uso agricolo. [modifica] I lumi dell'AscensioneQuesta usanza è oggi andata praticamente completamente perduta, ma era tradizione un tempo, collocare fuori dalle finestre un lume, in occasione della Festa dell'ascensione del 31 maggio, per indicare la strada all'ascesa del Signore. [modifica] Istituzioni, enti e associazioni
[modifica] Qualità della vita
Rieti è da anni classificata ai primi posti in fatto di basso tasso di delinquenza. In un rapporto del Viminale del 2008 la città sabina è risultata quella con il secondo più basso numero di scippi in tutta Italia (due in tutto l'anno) mentre per ciò che riguarda i furti con destrezza e i furti d'auto, lo stesso rapporto indica rispettivamente un totale di 89 ed 83, entrambi in calo rispetto all'anno precedente. Più alto il numero di truffe che ammontano a un totale di 240[54]. Sensibile però l'aumento del consumo e dello spaccio di cocaina. Considerata una città di grande tranquillità, i reati contro la persona sono pochissimi. Più diffusi quelli contro il patrimonio. In una classifica realizzata da Legambiente nel 2009, che valuta la qualità dell'ambiente nei comuni italiani capoluogo di provincia, Rieti si piazza al 27º posto[55]. In una recente indagine del Sole 24 Ore sul BIL "Benessere Interno Lordo" colloca la città e la sua provincia al 18º posto[56][57] in Italia, confermando un modello di sviluppo, tipico dell'Italia centrale, che coniuga il benessere economico con quello sociale. [modifica] Dati occupazionaliSecondo i dati rilasciati dall'istat nel 2007, la disoccupazione nella Provincia di Rieti era del 5,3% a fronte di un dato nazionale del 6,1% e di uno regionale del 6,4%. Dato questo che secondo i sindacati non coinciderebbe con la realtà, considerando che in base a i dati del Centro per l'Impiego della Provincia di Rieti i cittadini in cerca di lavoro nello stesso anno erano circa 29.000 e non 3.000 come ricavabile dai dati dell'istituto nazionale.[58] Nel 2008, in base all'analisi realizzata dal Sole 24 Ore il 59,5% dei giovani tra i 25 e i 34 anni di età possiedono un posto di lavoro di qualche tipo, a fronte di una media nazionale del 60,4%, dato questo che colloca la Provincia di Rieti al 62º posto tra i 103 capoluoghi di provincia italiani[59]. Nel 2011 la disoccupazione giovanile ha raggiunto il drammatico dato del 35%, uno dei peggiori dati a livello europeo. [modifica] Cultura[modifica] Istruzione[modifica] BibliotecheDue sono le principali biblioteche Reatine. Una di queste è la Biblioteca Comunale Paroniana, dal nome del Monsignor Giovanni Filippo Paroni, la quale fu inaugurata il 4 giugno del 1865 nell'ex convento di S. Agostino. Dopo alcuni spostamenti dovuti al costante aumento dei volumi conservati, ha trovato la sua attuale collocazione presso quello che fu il convento di Santa Lucia nel 1998. La biblioteca possiede circa 140.000 volumi stampati, 23.000 dei quali antichi, risalenti ad un periodo compreso fra il XV e il XIX secolo, 466 testate di periodici, dei quali 100 correnti, 78 codici, 80 incunaboli, un cospicuo numero di manoscritti, e materiale non raccolto in libri.[60] Vi è poi la Biblioteca Benedetto Riposati. Oggi con sede in via dei Crispolti 22, nacque nel 1982 quando Monsignor Benedetto Riposati, latinista dell'università Cattolica di Milano, donò la propria biblioteca alla Cassa di Risparmio della città. La raccolta di libri è stata poi ampliata dalla Fondazione Varrone e da donazioni di privati arrivando così a oltre 13.000 volumi[61], alcuni dei quali, molto rari ed importanti tanto da conferire alla biblioteca un prestigio internazionale. La consultazione delle opere è oggi resa più agevole dalla completa informatizzazione del suo patrimonio. [modifica] Archivio di StatoL'archivio di stato di Rieti fu istituito il 15 giugno del 1953 come sezione di archivio di stato ed è divenuto un vero e proprio archivio di stato il 30 settembre 1963 grazie a un Decreto del Presidente della Repubblica.[62][63] Oggi ha sede in Viale Ludovico Canali 7[64] mentre in origine si trovava in via Roma. [modifica] RicercaA Rieti, in località Campofiorito sul Monte Terminillo[65], opera il Centro Appenninico del Terminillo "C.Jucci". Esso è una "emanazione" dell'Università degli Studi di Perugia. Nasce nel 1949[66][67] per mano di Carlo Jucci docente di Zoologia all'Università di Pavia e tredici anni dopo la sua morte fu ceduto all'Università di Perugia. Si occupa di ricerca e sperimentazioni in campo agronomico e dello studio delle rilevazioni climatiche necessarie allo svolgimento dell'attività di ricerca principale. Il Centro Carlo Jucci svolge la sua attività grazie a 4 stazioni di ricerca poste a 379, 1050, 1739 e 1000 m s.l.m..[68] [modifica] ScuoleNel territorio comunale sono presenti scuole elementari, medie e superiori (ad indirizzo classico, scientifico, tecnico industriale, tecnico commerciale, artistico, per geometri, professionale alberghiero, professionale per l'industria e l'artigianato, agrario e linguistico-pedagogico). Di particolare rilevanza è l'Istituto Alberghiero Ranieri Antonelli Costaggini, fondato a Rieti nel 1962, che fu il primo istituto di questo tipo in tutto il Lazio[69]. Oggi è l'istituto superiore con il maggior numero di iscritti della città; oltre che dalla provincia reatina, attrae molti studenti anche dalle vicine città di Roma, Terni e L'Aquila, che per seguire le lezioni hanno la possibilità di soggiornare in un apposito convitto. [modifica] UniversitàIl Polo universitario di Rieti, denominato Sabina Universitas è costituito dalle sedi distaccate dell'Università Sapienza di Roma, per quel che riguarda la facoltà di Ingegneria e quella di Medicina, e dell'Università degli Studi della Tuscia per la facoltà di agraria. La facoltà di ingegneria ha iniziato la propria attività nell'anno accademico 1994-1995[70]. La sede dell'università si trova a Palazzo Vecchiarelli, lungo la centrale via Roma[71]., mentre per le facoltà non vi è una sede unitaria ed è presente una mensa con capienza di 160 posti[72]. Le facoltà presenti sono:
Alcuni dei corsi di laurea hanno al momento attivi solo alcuni anni di corso. La Sabina Universitas offre anche la possibilità di svolgere master post laurea di primo e secondo livello in ingegneria e medicina.[76] [modifica] ConservatorioNel Parco della Musica di Villa Battistini, a Contigliano, è presente una sede del prestigioso Conservatorio di Santa Cecilia di Roma. Il conservatorio è nato nel 2008[77] grazie ad una convenzione tra il presidente della Provincia e il direttore del conservatorio, ed ha per sede la villa appartenuta al baritono Mattia Battistini. [modifica] Musei
[modifica] Mass media localiI principali canali di informazione ed intrattenimento presenti a Rieti sono:
[modifica] TeatroL'attività teatrale è concentrata presso il Teatro Flavio Vespasiano, realizzato sul finire del XIX secolo e posto lungo via Garibaldi (a pochi passi da piazza Vittorio Emanuele II). È stato più volte lodato per le sue straordinarie qualità acustiche. Ospita annualmente concorsi di calibro nazionale ed internazionale legati alla danza e alla lirica, ma è anche sede delle rappresentazioni delle piccole compagnie teatrali locali, per lo più commedie in vernacolo. Ha ospitato anche la registrazione della puntata zero di uno show Rai[79][80]. [modifica] CinemaRieti non è un centro dove è attiva una produzione cinematografica e non è nota per essere stata sede di riprese di lungometraggi. Un'eccezione è comunque rappresentata da alcune scene, girate presso la Piana reatina, del film L'uomo del grano, lungometraggio sull'attività di ricerca di Nazzareno Strampelli, la cui anteprima mondiale è stata poi proiettata nel Cinema Teatro Multisala Moderno[81]. [modifica] CucinaTipico piatto locale sono le "Fregnacce alla reatina". Si ottengono impastando acqua, farina e sale stendendo poi l'impasto in modo da ottenere una sfoglia circolare, ripiegandola su sé stessa e tagliandola infine in modo da ottenere dei rombi larghi circa due centimetri o poco più nella diagonale minore. Il condimento originale è costituito da lardo battuto, sedano, cipolla, pomodoro a pezzi, sale e peperoncino[82][83], anche se spesso sono servite con del sugo di carne semplice con una spolverata di pecorino locale. Altro piatto tipico sono i pizzicotti (presso Lisciano si tiene annualmente una sagra). Sono fatti prelevando a "pizzichi" pezzi di un impasto identico a quello utilizzato per il pane, cioè acqua, farina, sale e lievito e mettendoli a cuocere in acqua bollente. Vengono serviti conditi con un sugo di pomodoro leggermente piccante. Così come in altre parti dell'Italia centrale, della cucina locale fanno parte anche gli Strengozzi. Gli Strengozzi alla reatina sono impastati con farina acqua e sale, mentre il condimento è realizzato con grasso di prosciutto, olio di oliva, prosciutto fresco tagliato a cubetti, peperoncino rosso, piselli freschi e pomodoro.[84] Anche se non originarie del luogo è molto diffusa la pasta all'Amatriciana, originaria di Amatrice in provincia di Rieti, ricetta che deriva dalla gricia condimento realizzato con olio, guanciale e pecorino; in seguito alla scoperta dell'America (e quindi anche del pomodoro), venne introdotto anche il pomodoro dando vita all'amatriciana propriamente detta. Nella cucina locale trova largo impiego nei condimenti il sugo alle olive (le olive sono del resto un prodotto tipico della Sabina) che spesso si gusta insieme alle tipiche Fregnacce (un taglio di pasta simile ad un rombo). Per quel che riguarda le carni, tipici del posto e diffusi in buona parte della provincia, sono i Sardamirelli. Sono costituiti dai budelli dell'intestino del maiale i quali vengono lavati, e lasciati ad asciugare per tre giorni. A questo punto vengono aromatizzati con finocchio, peperoncino e sale e successivamente rivoltati e fatti essiccare per poi essere cucinati sulla brace oppure in umido con i fagioli[85]. [modifica] Personalità legate a Rieti
In grassetto i nati a Rieti:
[modifica] Eventi
[modifica] Geografia antropica[modifica] Suddivisioni amministrativeL'area del Comune di Rieti è suddivisa in tre circoscrizioni[89]: Circoscrizione Rieti I: centro storico di Rieti, Borgo, Campomoro, Fiume dè Nobili, Casette, San Benedetto, Sant'Elia, San Giovanni Reatino, Maglianello, Poggio Fidoni. Circoscrizione Rieti II: Maraini, Regina Pacis, Madonna del Cuore, Micioccoli; piana reatina; zona adiacente cimitero comunale, Moggio, Chiesa Nuova e Quattro Strade. Circoscrizione Rieti III: Villa Reatina, Piazza Tevere, Campoloniano, Vazia, Lisciano, Monte Terminillo e Castelfranco. [modifica] Frazioni
[modifica] Economia[modifica] AgricolturaFin dalla prima bonifica, operata da Roma, la pianura intorno alla città si dimostrò molto fertile, ma l'opera di bonifica andò avanti ancora per molto. Fino al secolo novecento infatti, la piana rimase sostanzialmente una zona paludosa, soggetta periodicamente a esondazioni che danneggiavano la produzione locale, situazione che favoriva per di più la proliferazione della malaria. In epoca medioevale, la piana era caratterizzata da una vasta produzione di guado, che una volta macinato, essiccato e fermentato, veniva messo in commercio il controllo dei “Consoli dell'agricoltura del Guado”. Questa coltivazione cessò con gli ultimi decenni del 1800 lasciando spazio all'Indaco. La produzione dei territori del resto della Sabina andò via via caratterizzandosi sempre più per la produzione di vino e di olio d'oliva coltivazione questa che oggi permette la produzione di uno degli oli più pregiati. Sul finire dell'Ottocento dunque la popolazione reatina era per molto più della metà, impiegata nella produzione agricola, tanto da arrivare a essere, in percentuale, una delle più grandi d'Italia. Sempre nell'Ottocento, la produzione agricola reatina vide un nuovo ingresso, la Barbabietola da zucchero, coltivazione che favorirà la nascita di uno zuccherificio. Con il novecento la città fu teatro di una nuova varietà di frumento meglio nota con il termine "Rieti". L'artefice fu Nazareno Strampelli che, trasferitosi a Rieti nell'anno 1903 per dirigere la cattedra sperimentale di granicoltura, fu un seguace delle leggi mendeliane. A questi il merito di aver successivamente selezionato ed incrociato tra loro vari generi di frumento dai quali ottenne numerose nuove tipologie che univano alla precocità, una particolare produttività delle stesse. Fu possibile pertanto l'anticipazione dei raccolti così da lasciare liberi i campi per altre coltivazioni e la resistenza di queste, permise l'ottenimento di un notevole rendimento. Ancora da risolvere comunque era la questione della bonifica della piana reatina così nel 1936 iniziarono i lavori per regolamentare la portata d'acqua del Velino e in quest'ottica, furono costruite le dighe, ancora oggi sfruttate per la produzione di corrente elettrica, del Salto e del Turano, due affluenti del Velino, lavori che terminarono cinque anni più tardi. Questi interventi permisero una crescita più efficace del settore agricolo reatino non più penalizzato da un territorio ancora paludoso. Nel periodo del dopoguerra l'agricoltura subisce un pesante ridimensionamento nella produzione della ricchezza della città passando da quasi il 50% al 14% all'inizio del 1970, discesa favorita dall'apertura all'industria e dalla nascita di un settore terziario. [modifica] IndustriaL'alba dell'industrializzazione a Rieti si colloca nella seconda metà dell'ottocento, con la nascita della "Società per la fabbricazione di zucchero a Rieti" (1863) e la costruzione, dieci anni più tardi, di uno zuccherificio alle porte della città; nel 1928 venne impiantata anche un'industria tessile denominata SuperTessile. Lo zuccherificio fu chiuso nel 1973, mentre la SuperTessile chiuse i battenti alla fine degli anni Sessanta, dopo essere passata di proprietà alla Cisa-Viscosa e alla SNIA Viscosa. Ma il vero avvio di un settore industriale si ebbe solo negli anni settanta, con l'istituzione di un nucleo industriale fra Rieti e Cittaducale. Nel giro di qualche anno questo settore divenne di primo livello, vantando la presenza di industrie multinazionali dislocate su circa 500 ettari di area industriale o a destinazioni speciale operanti su scala nazionale e internazionale, e si caratterizzò per la produzione nel campo dell'elettronica. Tuttavia a partire dagli anni Novanta il settore industriale ha subito una grave crisi, dovuta anche all'annoso problema delle vie di comunicazione con i centri limitrofi unito alla maggiore convenienza nella produzione di alcune merci, soprattutto nell'elettronica, nei paesi orientali. Nell'ultimo periodo comunque sta prendendo slancio la produzione di moduli fotovoltaici e si sta cercando di generare un indotto legato a tale settore. L'area di Rieti - Cittaducale fa parte del distretto regionale dell’innovazione[91] e dell'aerospazio[92]. [modifica] ServiziA Rieti risulta essere presente un settore "terziario avanzato, ma eccessivamente localizzato sul territorio"[93]. [modifica] Infrastrutture e trasporti
Nonostante la città sia di piccole dimensioni, il traffico cittadino è aumentato molto negli ultimi anni e per questo è in progetto la realizzazione di una tangenziale verso la località Quattrostrade, con lo scopo di alleggerire il traffico nelle zone centrali. Sull'area del centro storico è presente una zona a traffico limitato, regolata dal 2010 con l'attivazione di varchi elettronici. All'interno della città, i trasporti pubblici sono gestiti dall'Azienda Servizi Municipali Rieti s.p.a., abbreviata con la sigla ASM. Le linee al servizio dei cittadini sono 28[94] e negli ultimi tempi l'azienda si è dotata anche di alcuni mezzi a metano. L'azienda municipale, effettua anche un servizio di scuolabus per le elementari e le materne con 13 e 10 linee rispettivamente. Il terminal si trova presso piazza Cavour. I collegamenti su gomma con le altre province del Lazio e non solo, sono invece garantiti dal Cotral. Il problema dei collegamenti, dovuto, fra l'altro, anche alla posizione della città che sorge all'interno di una conca fra la catena dell'Appennino è da tempo in primo piano, e nel corso degli anni la carenza di infrastrutture e l'inadeguatezza di quelle esistenti hanno causato, e continuano a causare, non pochi problemi alla crescita della città, specie del suo settore industriale. La provincia di Rieti non è attraversata da autostrade e la viabilità di collegamento con le città confinanti (Roma, L'Aquila, Terni, Viterbo, Avezzano) non è idonea a servire il capoluogo. Roma è, infatti, raggiungibile solo tramite la via Salaria, mentre il collegamento ferroviario riguarda solo la linea Terni-L'Aquila. Da più di un secolo si discute sulla realizzazione di un collegamento ferroviario con la capitale (la cosiddetta ferrovia Salaria, tra Roma e Ascoli Piceno), ma senza che nessuno dei vari progetti abbia mai visto la luce. Il 6 marzo 2009, pur escludendo la Rieti-Passo Corese dalle opere strategiche immediatamente cantierabili, il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica ha confermato la disponibilità di 90 milioni di euro per tale opera[95]. Sul versante umbro la città è per ora collegata a Terni tramite una strada extraurbana secondaria che, inoltre, termina proprio al confine con la provincia suddetta. In fase di costruzione è il nuovo tratto che, rendendo ancora più agevole il percorso Rieti-Terni, collegherà il capoluogo sabino alla statale E-45. Non si tratta comunque di strada a scorrimento veloce, dato che ci sono solo 2 corsie. Non è quindi qualificabile nemmeno come superstrada. Rieti dispone inoltre di un piccolo aeroporto sfruttato soprattutto per voli privati di piccoli aeromobili ad elica ed alianti, e dal Corpo Forestale dello Stato. [modifica] AmministrazioneSindaco: Simone Pietrangeli (centrosinistra) dal 21/05/2012 (1º mandato) Sindaci di Rieti dal 1900 ad oggi[97]
[modifica] GemellaggiLa città di Rieti è gemellata con: Il gemellaggio fra Rieti ed Itō si deve ad un articolo pubblicato dalla Gazzetta dello Sport nel 1979, riguardante una manifestazione chiamata Festival Della Vasca di Legno e tenuta nella città nipponica, in cui i partecipanti davano vita a una competizione acquatica con delle imbarcazioni di legno analoghe a quelle della Festa del Sole reatina. Questa analogia spinse il comitato reatino a mettersi in contatto con l'ambasciata Giapponese a Roma, e successivamente con la città di Itō direttamente. Si avviarono così gli incontri che permetteranno poi alle due città di giungere al gemellaggio, quando prima il consiglio comunale di Rieti, in data 27 marzo 1985 e poi il consiglio municipale di Itō, il giorno seguente, approvano all'unanimità e ufficialmente il gemellaggio. Anche il gemellaggio con Saint-Pierre-lès-Elbeuf trae origine da questa manifestazione.[101] [modifica] SportRieti, grazie alle associazioni locali che permettono ai giovani e non, di praticare le più svariate attività, sportive, ha sviluppato con gli anni una cultura dello sport che sembra resistere al tempo e per permettere alle società locali di operare nelle migliori condizioni possibili, sono state realizzate un buon numero di strutture.
Gli impianti sportivi della città sono principalmente concentrati presso il quartiere di Campoloniano e Via dello Sport, ed ultimamente, in un'ottica di rilancio del Terminillo sono sorti impianti anche in altura. Tra questi i principali sono:
È inoltre in fase di costruzione, presso la Valletta di Pian de' Valli, una piscina coperta dotata di una vasca di 25 metri e di una seconda di 13, bagni, spogliatoi, docce e locali sauna[108]. [modifica] Pallacanestro
Incontro tra la Nuova Sebastiani Rieti e il Montepaschi Siena, 16 marzo 2008
La tradizione più radicata nella città è indubbiamente quella cestistica. La società più gloriosa venne fondata nel 1946 da Luigi Padronetti come sezione cestistica di una polisportiva, era la A.M.G. Sebastiani dal nome di tre sportivi Angelo, Mario e Gino Sebastiani appunto caduti durante gli anni della seconda guerra mondiale per mano delle truppe naziste. Con il tempo le altre sezioni svanirono legando indissolubilmente il nome Sebastiani alla pallacanestro. Fu durante la presidenza di Renato Milardi, con una panchina retta da Elio Pentassuglia che la formazione sabina scalò l'Europa arrivando nella stagione 1979-1980 a conquistare la sua unica Coppa Korać, mentre nel torneo 78/79 arrivo in semifinale scudetto (poté partecipare alla lotta per il tricolore grazie alla vittoria del campionato di serie A2). La società scomparve nel 1997 quando non si iscrisse al campionato a causa di una situazione debitoria che la presidenza, alla testa della quale non c'era più Milardi, non poté reggere ulteriormente. Sebbene svanita dalle classifiche, il basket in città non venne dimenticato e il bisogno di una squadra con i colori della città si faceva sentire. Venne così acquistato, dopo un anno, un titolo sportivo di B2 che, in seguito al ritiro di una formazione nella categoria superiore, permise alla nuova società, denominata Virtus Rieti, di giocare in serie B1. Con l'era Papalia la società assunse la denominazione Nuova A.M.G.Sebastiani Basket s.r.l anche se la città continuava a chiamarla semplicemente Sebastiani. Questa nuova formazione, priva di un main sponsor, grazie al primo posto nella stagione 2006-07 in Legadue, fu promossa in Serie A. Il palazzetto dove fino alla stagione 2008/2009 si sono disputate le partite casalinghe era l'ormai storico PalaSojourner, nato negli anni settanta con il nome di Palaloniano e ribattezzato con il nome attuale in onore di una vecchia gloria della pallacanestro reatina scomparsa in un tragico incidente il 20 ottobre 2005: Willie Sojourner, sito nel quartiere di Campoloniano. Nell'estate del 2009, la società, pur mantenendo la propria sede legale a Rieti, trasferì la sede di gioco presso il PalaBarbuto di Napoli, città nella quale andò anche la Sede Amministrativa, con la seguente motivazione resa nota dallo stesso presidente tramite giornali:
Il destino di tale società rimase inizialmente incerto, almeno ufficialmente, dato che la deroga fu concessa per un solo anno, mentre da Napoli si affermava che la società sarebbe restata nel capoluogo campano per almeno tre anni[110]. Nel breve volgere di metà campionato tuttavia, la società si ritrovò con problemi più grandi di quelli con cui si era allontanata da Rieti, tanto che nelle ultime apparizioni, sui parquet della Serie A, nelle quali sulle maglie non compariva neanche più lo sponsor[111], fu costretta a schierare sul campo partenopeo gli under 19 provenienti inizialmente da Napoli e Rieti[112] e poi solo da quest'ultima, per poi essere esclusa dal mondo professionistico poco più tardi a stagione ancora in corso ed infine vedersi ritirata l'affiliazione dalla FIP che, di fatto, decretò la definitiva chiusura anche di questo capitolo lungo poco più di un decennio della pallacanestro reatina. Nonostante il duro colpo, ancora in fase di metabolizzazione da parte della città, il basket a Rieti non è scomparso.
La Pallacanestro reatina continua infatti ad essere legata allo storico nome grazie alla Sebastiani Basket Club Rieti. Questa società nasce nel 2006 nel capoluogo sabino con il nome di Spes Pallacanestro Rieti e si trasferisce presso il PalaSojourner nella stagione 2008-2009 dove vince i playoff di serie C1 conquistando così la promozione in Serie B Dilettanti disputandovi il campionato 2009/2010, sostanzialmente come prima squadra della città vista la perdita della NSB, con il nome di Rieti Basket Club. Per il campionato 2010/2011 viene ripescata in A Dilettanti per varie esclusioni nei piani più alti. L'attuale denominazione è stata scelta dopo la fuga della NSB con lo scopo di continuare a far vivere una tradizione e sottolineare la volontà di reinserirsi su quel solco lungo quasi settant'anni che, se pur segnato da forti sbandamenti, ha visto Rieti affrontare i campionati di vertice italiani e la pallacanestro europea. Nella stagione 2010-2011 è retrocessa in serie B Dilettanti. Un'altra formazione cestistica della città è quella de La Foresta Basket, che attualmente milita nel campionato di serie C2 In città opera anche una società di Pallacanestro in carrozzina, si tratta dell'Associazione sportiva A Ruota Libera. La formazione reatina ha disputato il campionato di serie A2 dalla stagione 2009/2010, dopo aver conquistato la promozione nel campionato immediatamente precedente nella stagione 2008/2009, fino alla 2010/2011 quando al termine dei play off ha centrato la promozione in Serie A1[113]. Anche questa formazione disputa le proprie partite casalinghe presso l'impianto di Campoloniano. [modifica] Calcio
La principale società di calcio cittadina è il Football Club Rieti che milita in Eccellenza dopo essere retrocessa nel campionato di Serie D nel 2009/10. Il traguardo della C2 è stato uno dei più importanti per la società dopo la promozione in Serie B degli anni cinquanta. A Rieti si svolge ogni anno lo Scopigno Cup Torneo Internazionale di Calcio categoria Allievi "Città di Rieti", memorial Manlio e Loris Scopigno. [modifica] Rugby
Nel mondo della palla ovale, il nome della città viene portato dalla società Rieti Rugby 1961 che disputa le proprie partite presso lo stadio Fassini e dall'Amatori Rieti Rugby 2003. [modifica] Altri sport di squadra
[modifica] Mountain BikeDal 1986 anni è attivo a Rieti un Club di Mountain bike, l'MTB RIETI, che organizza escursioni in tutto il territorio reatino, nonché partecipa a gare in Lazio, Abruzzo, Umbria. Nel 2009 e 2010 ha conquistato il primo posto nella classifica a squadre del circuito di Cross country regionale FCI denominato "Giro delle Abbazie". [modifica] Atletica leggera
Annualmente nuovi atleti provenienti dalle società cittadine si mettono in evidenza in questo sport. Uno studio recente di Il Sole 24 Ore ha eletto Rieti a capitale italiana dell'atletica, avendo il più alto numero di tesserati e società rapportati al numero di abitanti[115]. Tra le società che operano in questo campo, un cenno va fatto alla storica Atletica Studentesca CA.RI.RI. che dal 1975[116] promuove questo sport fra i giovani e svolge la propria attività presso lo stadio di atletica leggera Raul Guidobaldi. Appuntamento ormai tradizionale nel panorama sportivo reatino è il Meeting Internazionale Città di Rieti, inserito nel circuito IAAF World Challenge (fino al 2009 IAAF Grand Prix), esso è uno dei più antichi e prestigiosi d'Italia, la sua prima edizione risale infatti al 1971[117] e nel 2010 ha festeggiato il suo 40º anniversario. Questo evento regala da sempre grandi emozioni e record mondiali tra cui quello dell'edizione 2007 di Asafa Powell nei 100 metri piani. All'interno del panorama di atletica leggera reatino, si inserisce anche l'annuale Mezza maratona Città di Rieti, la cui prima edizione risale al 1996 e che oggi fa parte del calendario nazionale della Federazione Italiana di Atletica Leggera. Nel 2007 ha ospitato il campionato italiano di mezza maratona dell'esercito[118]. Il più importante atleta della storia reatina è Andrew Howe, campione europeo di salto in lungo outdoor (2006) e indoor (2007) e vice campione del mondo ad Osaka 2007, oltre che vincitore di due medaglie d'oro ai mondiali juniores di Grosseto 2004 (salto in lungo e 200 m). Nel 2011, il 1 e 2 d'ottobre si terranno presso lo stadio Raul Guidobaldi i Campionati Italiani di Atletica Leggera categoria Allievi/e. [modifica] CiclismoRieti è stata più volte arrivo di tappa del Giro d'Italia.
Anche il Terminillo è stato più volte arrivo di tappa del Giro d'Italia:
Nel 1937 inoltre, Bartali vinse la cronoscalata di Terminillo, ottenendo la maglia rosa. [modifica] Volo a velaL'ambiente della città laziale è considerato dagli esperti il migliore al mondo per il volo a vela e grazie a questa caratteristica nel 2007 e nel 2008[119] ha potuto ospitare, presso il piccolo Aeroporto Ciuffelli, il 30th FAI World Glinding Championships, ovvero i mondiali assoluti di volo a vela. [modifica] Automobilismo
Ogni anno nel comune Sabino si disputa alle pendici del Monte Terminillo la Coppa Bruno Carotti, tappa del campionato italiano ed internazionale velocità montagna. La competizione prende il via sempre dalla località Lisciano, da un particolare punto contrassegnato da una colonna liscia, posta ai margini della strada, per arrivare poi a Campoforogna, seguendo un tragitto di 15 km. È organizzata dall'ACI di Rieti. [modifica] Note
[modifica] Bibliografia
[modifica] Voci correlate[modifica] Altri progetti
[modifica] Collegamenti esterniEnti reatini Portali turistici Istruzione Cultura
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Fonte: Wikipedia. Data: 05/23/12, 9:08 pm |
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