San Genesio (sito archeologico)

Coordinate: 43°41′30.59″N 10°52′58.30″E / 43.6918306°N 10.882861°E / 43.6918306; 10.882861

Cappella di San Genesio ed esterno dell'area archeologica

Il sito archeologico di San Genesio (anche Borgo San Genesio, vico Wallari) si trova in provincia di Pisa, nel comune di San Miniato tra le località Ponte a Elsa e La Scala. Il borgo è stato ritenuto l'insediamento dal quale si è originata a partire dal XIII secolo la città di San Miniato[1].

Indice

[modifica] Storia

In epoca alto medievale il luogo ebbe nome vicus Wallari (o vicus Uualari), toponimo di probabile origine longobarda[1]. Solo successivamente prese il nome di Borgo San Genesio.

La costruzione della chiesa antica risale all'inizio dell'VIII secolo. La sua presenza è attestata in un documento del 715 che riferisce di un incontro ad ecclesie Sancti Genesii, in uico qui dicitur Uualari, dei vescovi di Fiesole, Pisa, Firenze e Lucca, insieme con il notaio Gunteram, inviato del re Liutprando[2].

Nell'anno 763 la chiesa aveva probabilmente la funzione di pieve: un documento di quello stesso anno attesta la nomina del rettore in casa Ecclesie Sancti Genesi, in loco e plebe ad Vico Walari. Nel X secolo fu dedicata a San Giovanni Battista. Nell'itinerario di Sigerico, del 990 circa, la località rappresentava la XXII tappa (mansio) da Roma, con il nome di San Dionisio (S.ce Dionisii)[2].

La collocazione lungo la via Francigena contribuì alla crescita del borgo, che fu sede nel 1055 della dieta imperiale indetta dall'imperatore Enrico III e diverse altre vi si tennero tra il 1160 e il 1172, sotto l'imperatore Federico Barbarossa[2][3].

Giovanni Villani riferisce che il borgo di San Genesio (San Giniegio) venne abbandonato dai suoi abitanti nell'anno 1200, per trasferirsi nell'attuale San Miniato[4] e che venne definitivamente distrutto nel 1248[5]. In memoria della discendenza dall'antica pieve la cattedrale di San Miniato fu consacrata nel 1622 a San Genesio, mentre nel borgo rimase solo una piccola cappella.[1]

[modifica] Gli scavi

Nel 2001, a pochi metri dalla cappella, a seguito di indagini di superficie su una zona di scasso per la costruzione di edifici privati, vennero rinvenuti frammenti ceramici del VII-VIII secolo, mentre alcuni saggi evidenziarono la presenza di strutture murarie e di altri reperti. A seguito di tali indagini, il 17 giugno dello stesso anno ebbe inizio lo scavo archeologico vero e proprio, a cura del Dipartimento di archeologia e storia delle arti dell'Università di Siena.
Gli scavi hanno riportato alla luce numerose strutture altomedievali ed in particolare i resti dell'antica pieve, che aveva originariamente una lunghezza di 35 m ed una larghezza di 17 m e nell'XI secolo fu ampliata fino a 45 m.

In una delle ultime campagne di scavo, sono stati ritrovati nell'area identificata con l'antico cimitero, i resti di una giovane donna che aveva per corredo un denaro d'argento di Carlo Magno, coniato a Tours, in Francia, da dove forse la donna era partita. Altri scavi hanno riportato alla luce capanne in legno d'età longobarda e le fondazioni di un lungo muro in ghiaia, calce e sabbia riferibile all'ultimo periodo dell'età romana[6].

Recentemente il Comune di San Miniato ha annunciato la nascita di un parco archeologico nel sito in questione, anche per il legame del luogo con il percorso della via Francigena[7].

[modifica] Note

  1. ^ a b c Emanuele Repetti, voce "Borgo San Genesio, già Vico Wallari", in Dizionario geografico fisico storico della Toscana, volume I, Firenze 1833, pp. 352-353 (testo on-line su Google libri).
  2. ^ a b c Storia della pieve di San Genesio (pagine di Archeologia dei paesaggi Medievali dell'Università degli Studi di Siena).
  3. ^ Il Repetti, nella medesima voce dell'opera già citata, riporta pure che vi si sarebbero tenuti un concilio indetto da papa Gregorio VII in difesa del vescovo di Lucca sant'Anselmo nel 1074 e, nel 1198, "nella chiesa di San Cristofano dello stesso Borgo", un congresso presieduto da due cardinali in difesa della parte guelfa.
  4. ^ Giovanni Villani, Nova Cronica, VI, 27 (testo on-line su Wikisource)
  5. ^ Giovanni Villani, Nova Cronica, VII, 32 (testo on-line su Wikisource)
  6. ^ Quotidiano La Nazione del 10.10.2008.
  7. ^ Quotidiano La Nazione del 10.10.2008.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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Pieve dei Santi Pietro e Paolo a Coiano
Mansio XXII - Sce Dionisii
San Genesio
Via-Francigena-sign.jpg
Transitus Arni
Mansio XXIII - Arne Blanca
Fucecchio

Fonte: Wikipedia. Data: 05/23/12, 9:58 pm

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