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Sassari
Sassari ([sàs-sa-ri] , Sassari in sassarese,[2] Tàttari o Thàthari in sardo, Sàsser in catalano) è una città italiana di 130.693 abitanti,[3] capoluogo dell'omonima provincia in Sardegna. Come secondo centro dell'isola per popolazione Sassari costituisce il nucleo della prospettata omonima area metropolitana regionale di oltre 225.000 abitanti[4] e di un'area urbana con i centri a corona della città[5] di circa 300 000 abitanti. È sede universitaria e arcivescovile. Ogni giorno gravitano in città circa 350.000 persone tra residenti, lavoratori e studenti pendolari.
[modifica] Geografia fisica[modifica] TerritorioLa città di Sassari è il polo urbano storico del Capo di sopra dell'isola. Con i suoi 546,08 km², è il comune più esteso della regione e il più esteso d'Italia dopo Roma, Ravenna, Cerignola (FG) e Noto (SR). Essa sorge su un tavolato calcareo declinante a nord-ovest verso il Golfo dell'Asinara e la pianura della Nurra, mentre a sud-est il terreno è prevalentemente collinare. Il territorio urbano e suburbano è caratterizzato da valli e gole che incidono profondamente l'altopiano su cui è adagiata la città. Coltivazioni ortive, oliveti e boschi circondano il centro urbano e costituiscono l'aspetto paesaggistico peculiare di tutto il settore orientale del territorio comunale. [modifica] ClimaSassari gode di un clima temperato caldo di tipo mediterraneo. Gli inverni sono miti e umidi, le estati calde e secche. Le piogge si concentrano nei mesi invernali e primaverili. Le nevicate sono eventi rari ma non eccezionali.
[modifica] Storia
La proclamazione della Repubblica sassarese (Il Consiglio della Repubblica sassarese), di Giuseppe Sciuti, circa 1880. Palazzo della Provincia in Piazza d'Italia.
[modifica] Le origini e il Libero Comune
Gli Statuti Sassaresi nella versione in sardo logudorese (XIII-XIV secolo)
È solo nel 1131 che la città compare per la prima volta nelle carte geografiche col nome di Jordi de Sassaro. Numerose informazioni circa la città sono contenute nel Condaghe di San Pietro in Silki, codice medievale scritto in sardo, custodito nella Biblioteca dell'Università degli Studi di Sassari - Sala Manoscritti -, compilato dal 1150 al 1180. Fu l'ultima capitale del Giudicato di Torres, nel 1294 diviene Libero Comune, confederato a Genova, a seguito della promulgazione degli Statuti Sassaresi, che erano un corpus di leggi redatto sia in latino che in sardo logudorese, che regolava tutte le attività cittadine: dall'urbanistica, alle attività economiche, alla giustizia. Gli statuti sassaresi sono uno dei documenti identitari più importanti non solo per la città di Sassari ma per l'intera isola. È in questo periodo che, contesa fra le repubbliche marinare, Sassari si dotò delle prime mura. [modifica] Sassari aragonese e spagnolaQuando ormai la conquista aragonese era certa, la potente classe mercantile della città, iniziò ad intraprendere rapporti politici con i reali d'Aragona, presentando nel 1323 una propria delegazione alla corte dell'infante Alfonso, e ottenendo nel 1331 l'elevazione di Sassari allo status di Città Regia. Ciononostante i sassaresi mal tolleravano la nuova condizione di sudditanza e di mancanza di autonomia, così, sotto la spinta della Repubblica di Genova e dei Doria, la città si ribellò ai catalano-aragonesi, dando inizio ad un periodo di rivolte popolari, che videro la città divenire l'ultima capitale del Giudicato di Arborea dal 1410 al 1420, cessando solo con l'avvento al potere di Alfonso V il Magnanimo (1416-1458). Gli aragonesi costruirono il Castello di Sassari, con lo scopo principale di difendersi dalle rivolte degli stessi sassaresi, che venne demolito nel 1877 per decisione del consiglio comunale come simbolo dell'oppressione straniera. I resti del castello, comprendenti le fondazioni e due corridoi dell'antemurale cinquecentesco che ospitava le artiglierie, sono stati recentemente riportati alla luce. Tra la fine del XV e gli inizi del XVI secolo Sassari visse un periodo di grave crisi economica e sociale. Nel 1527-28 venne ripetutamente invasa e saccheggiata dai francesi, le continue incursioni piratesche nel Mediterraneo impoverirono l'economia cittadina basata sul commercio e diverse epidemie uccisero molti dei suoi abitanti.
La facciata barocca della Cattedrale di San Nicola
Nella seconda metà del XVI secolo la città si risollevò dopo anni di crisi, rinacque culturalmente, rifiorirono le arti, grazie all'introduzione della stampa, si diffuse il pensiero umanistico, grazie anche all'opera di Giovanni Francesco Fara, e del vescovo Salvatore Alepus. Tra i pittori che svolsero la loro attività in città, a quel tempo, sono da menzionare Giovanni Muru, il Maestro di Ozieri (Giovanni del Giglio), Andrea Lusso, il fiorentino Baccio Gorini, e vari artisti di scuola fiamminga. Nel 1562 venne istituito uno studio generale aperto dai Gesuiti che, nel 1617, portò alla fondazione della prima università della Sardegna, cui contribuirono, fra gli altri, Alessio Fontana, funzionario della cancelleria di Carlo V, che, nel 1558, nel proprio testamento lasciò i suoi beni alla municipalità per l'istituzione dell'Ateneo, e l'arcivescovo Antonio Canopolo che nel 1619 fondò un collegio di educazione, ancora oggi in attività col nome Istituto Nazionale Canopoleno. La cosiddetta lotta per il primato acuì la rivalità con la città di Cagliari; la competizione tra le capitali del Capo di sopra e del Capo di sotto, porterà i sassaresi ad applicare persino un diverso calendario, a rivendicare il diritto ad avere un Parlamento nella propria città, e la sede del Sant'Uffizio dell'Inquisizione. Nel 1582 la città viene colpita da una grave epidemia di peste, e con la decimazione della popolazione a seguito di questa ed altre epidemie Sassari cessò di essere il maggior centro dell'isola. L'ultima fase della colonizzazione spagnola sono anni di decadenza per Sassari, e per tutta la Sardegna, visto il minor interesse da parte degli iberici all'isola, dopo che l'Impero spagnolo iniziò la sua espansione sul Nuovo Mondo. [modifica] Sassari sabauda
La fontana di Rosello, simbolo di Sassari.
Col Trattato di Utrecht nel 1713, inizia la breve dominazione austriaca. Pochi anni dopo nel 1720, la Sardegna compresa la città, passa ai Savoia. Sul finire del XVIII secolo, si vive un'intensa stagione politica, e in città approfittando dei sommovimenti locali, come la rivolta cagliaritana del 28 aprile 1794, e dei sentimenti generati dalla rivoluzione francese, la nobilità e i feudatari sassaresi sfruttarono l'occasione per chiedere al Re l'autonomia da Cagliari.[8] Questo provocò la reazione dei cagliaritani, che cercarono l'appoggio dei vassalli locali, e degli abitanti di tutto il Logudoro per manifestare in città il 28 dicembre 1795 cantando il famoso inno Su patriottu sardu a sos feudatarios.[8] Il ViceRé Filippo Vivalda, preoccupato di una possibile degenerazione in rivolta inviò a Sassari Giommaria Angioy, funzionario e giudice della Reale Udienza, con la carica di alternòs, ovvero rappresentante del Governo con delega dei poteri viceregi, dove fu accolto come un liberatore trionfante.[8] Angioy cercò per tre mesi di riconciliare feudatari e vassalli, ma resosi conto del diminuito interesse e sostegno governativo e cagliaritano, lavorò ad un piano eversivo con emissari francesi, durante invasione napoleonica dell'Italia.[9] Tuttavia venendo meno ogni possibile appoggio esterno con l'armistizio di Cherasco e la Pace di Parigi, decise di effettuare una marcia antifeudale su Cagliari[9] ma dal Viceré gli vennero revocati i poteri, e dovette arrestare la marcia dopo esser stato abbandonato da molti sostenitori all'accoglimento reale della cinque richieste degli Stamenti Sardi, fuggendo a Parigi.[9] Ristabilito il controllo, i Savoia sedarono il dissenso senza tuttavia far cessare del tutto le rivolte e dissidi che continuarono sporadici fino alla metà dell'Ottocento, come nel 1833 quando il patriota sassarese Efisio Tola venne fucilato a Chambery perché accusato di essere vicino agli ideali della Giovine Italia di Giuseppe Mazzini. Fra la fine del XVIII e tutto il XIX secolo, si vive un'era di rinascita culturale e urbanistica, l'Università viene riaperta, la città dopo cinque secoli si espande oltre il tracciato delle Mura di Sassari, fortificazioni pisane trecentesche, (quando in concomitanza di un'epidemia di colera venne dato il permesso di abbatterle in grande parte, dando così sfogo ad un abitato che era divenuto estremamente compatto e denso), si costruiscono nuovi quartieri, prendendo come modello la nuova capitale del regno, cioè Torino, con strade a maglia ortogonale, viene realizzato il nuovo ospedale, le carceri, il teatro civico, scuole e piazze, la rete ferroviaria e fognaria, l'illuminazione a olio, e più avanti, a gas, il vicino Porto di Torres, viene ristrutturato, si attivano i primi collegamenti navali di linea tra il porto sardo e Genova, con l'impiego di navi a vapore, come il Gulnara, prima imbarcazione che utilizzava questo tipo di propulsione, in Italia. La città si apre ad importanti attività imprenditoriali, l'industriale sassarese Giovanni Antonio Sanna, acquisisce la miniera di Montevecchio, si crea un'area industriale a ridosso della nascente ferrovia, diventa la seconda città italiana per la produzione del cuoio. La nuova espansione urbanistica seguì uno sviluppo geometrico regolare, costretto a fertili compromessi con la realtà del territorio e gli eventi storici. L'asse centrale, il corso Vittorio Emanuele, venne prolungato dando vita a via Roma, strada principale del quartiere umbertino. [modifica] Sassari contemporaneaNel Novecento, i successivi piani regolatori ampliarono la griglia inserendo nuovi assi generatori verso le principali emergenze architettoniche dei dintorni, estendendo l'abitato oltre i limiti delle valli e procedendo con diverse zonizzazioni a carattere residenziale e commerciale. Passando indenne la seconda guerra mondiale e scampando a tre bombardamenti programmati (che fecero cadere una sola bomba nei pressi della stazione causando una vittima), la città crebbe principalmente per la migrazione interna, grazie al costante afflusso dai paesi del nord Sardegna, esercitando una forte influenza nella vita pubblica italiana, sia in campo militare grazie alla Brigata Sassari, sia nelle vicende politiche (vedansi i Presidenti della Repubblica Italiana Antonio Segni e Francesco Cossiga, nonché Enrico Berlinguer), molti dei quali legati all'episodio dei cosiddetti giovani turchi. Fino alle creazione della provincia di Olbia-Tempio, Sassari era capoluogo della più grande provincia d'Italia, e nonostante il distacco della ex-frazione di Stintino è ancora il quinto comune italiano per estensione territoriale con una superficie di 546 km². Raggiungendo una popolazione di 130.000 abitanti, in leggera ma costante crescita, Sassari resta la seconda città dell'isola e il centro di riferimento del Capo di sopra. [modifica] SimboliIl Comune di Sassari ha come segno distintivo lo stemma storico concesso con Regio Diploma del 15 gennaio 1767 dal Re Carlo Emanuele III e confermato dal Regio Decreto del 10 aprile 1936.
Lo scudo è inoltre cimato dalla corona marchionale, ornato da due fronde di palma ai lati e accompagnato da due cavalli quali onereficenza al podestà Cavallino de Honestis sotto cui Sassari si rese un libero Comune. Le torri riprendono la simbologia del Giudicato di Torres e della città di Turris Libisonis o Porto Torres. Fino al 1766, come nei sigilli di altre città sarde, permanevano le insegne della signoria iberica. Queste vennero poi sostituite dietro suggerimento del Ministro Giovanni Battista Lorenzo Bogino negli stemmi con la Croce di Savoia, anche nel caso di Bosa, Cagliari, Oristano e Alghero (che la rimosse nel 1991 per tornare ai colori iberici). La corona marchionale venne invece riservata solo a Cagliari e a Sassari.[10] [modifica] OnorificenzeSassari, già libero Comune, ottenne il titolo di città regia il 20 agosto 1331, terza città nell'isola pochi anni dopo Iglesias (come Villa di Chiesa) e Cagliari (come Castel de Càller e in seguito solo Càller), che l'avevano ottenuto il 7 giugno e il 25 agosto del 1327. Tale titolo fece seguito al diritto di mantenere i propri statuti comunali, ottenuto il 7 maggio 1323 da Giacomo II di Aragona, sebbene mutati nell'estensione dei privilegi barcellonesi. La città, ammessa così all’unione perpetua alla Corona, fondò il proprio status giuridico sugli speciali privilegi concessi dal sovrano. Questo portò ad una mutazione del diritto locale in favore di quello straniero, dove al modello comunale podestarile italiano venne sostituito il modello barcellonese: alla figura del podestà venne affiancata quella del vicario, limitandone la precedente totale giurisdizione, la nomina come la retribuzione divenne regia, la carica a tempo indeterminato e aperta anche ai feudatari. La carica di Governatore poi si intese estesa all'intero Capo di sopra.
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse[modifica] Siti archeologici
[modifica] Architetture religiose
[modifica] Architetture civili
[modifica] Architetture militari
[modifica] Aree naturaliIn città sono presenti vari giardini e parchi, fra i quali i Giardini pubblici (situati al centro della città fra viale Pasquale Stanislao Mancini e corso Margherita di Savoia), i Giardini di via Venezia, i Giardini di Monte Rosello, Giardini di via Di Vittorio nel quartiere Luna e Sole, i Giardini di Li Punti, il Parco di Monserrato recentemente restaurato e situato tra la SS 131 e l'asse viario di via Budapest, il Parco di Baddimanna, grande pineta nel quartiere Monte Rosello, e il Parco di Bunnari, che recentemente riqualificato, offre un centro polifunzionale, una piscina, la ricostruzione di un villaggio nuragico e i due laghi artificiali del Bunnari, ora in secca.
[modifica] Società[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti [modifica] Etnie e minoranze straniereAl 31 dicembre 2010 a Sassari risultavano residenti 2709 cittadini stranieri, pari a circa il 2% della popolazione totale. Le principali nazionalità d'origine sono:[11] Altre nazionalità -1062 La Provincia vanta il primato di rilascio di permessi di soggiorno per residenza elettiva con una media del 18,1%, contro una regionale del 14,4% e una nazionale di appena l'1,7%. È alta la percentuale di stranieri che svolgono un lavoro autonomo, pari 20,2% contro una media nazionale del 7%, che pone Sassari, e tutta la Sardegna, al primo posto tra le regioni con maggiore imprenditorialità da parte dei nuovi cittadini. I principali settori di occupazione da parte degli stranieri sono l'alberghiero, i servizi alle imprese, le costruzioni, il commercio ed i trasporti.[12] [modifica] Lingue e dialetti
In arancio la zona di diffusione del sassarese
Oltre all'italiano nell'intero territorio di Sassari, come nei tre Comuni confinanti verso nord, si parla il sassarese, parlata locale di vocazione mercantile nata nel periodo medievale dalla fusione di elementi còrso-toscani e genovesi, influenzata poi da contributi catalani e spagnoli, e in misura più rilevante dal sardo logudorese nel lessico e nella pronuncia, e in parte nella sintassi.[13] Più studiosi rintracciano la componente primaria nel dialetto pisano, come lo storico sassarese Enrico Costa, che scrive «Ai Pisani dobbiamo anche il nostro dialetto, che per la maggior parte è quasi lo stesso che vi si parla oggi - una specie di toscano del secolo XIII - corrotto più tardi da un po' di corso e da molto spagnuolo»[14] e come lo studioso Mario Pompeo Coradduzza «il sassarese deriva dalla lingua italiana e, più precisamente, dal toscano antico, poi trasformatosi lentamente in dialetto popolare fin dal secolo XII, quando ancora i borghesi e i nobili parlavano in sardo logudorese. Durante l'età del Libero Comune (1294 - 1323), il dialetto sassarese non era altro che un pisano contaminato, al quale si aggiungevano espressioni sarde, corse e spagnole; non è quindi un dialetto autoctono, ma continentale e, meglio determinandolo, un sotto - dialetto toscano misto, con caratteri propri, diverso dal gallurese di importazione corsa»[15], dove entrambi non sembrano propendere per un'influenza più rilevante del sardo rispetto ad altri apporti linguistici. La lingua che nacque con Sassari divenne patrimonio della popolazione e della classe mercantile, e viene oggi considerata un idioma a sé stante[16]. Le città di Porto Torres, Stintino e Sorso trovano un'affinità fra loro e con Sassari, in quanto condividono la parlata sassarese, detta anche turritano, dal nome del Giudicato di Torres. Per Sorso è una grande peculiarità, data la brevissima distanza da Sennori, dove si parla sardo logudorese, seppure con la curiosa caratteristica di avere al plurale solo sostantivi di genere maschile, fatto unico in Sardegna. L'uso della lingua si estende nella restante fascia costiera fino alla foce del Coghinas, nella sua variante castellanese di transizione verso il gallurese, nei comuni di Castelsardo, Tergu e Sedini.[17] Nella città di Sassari infine, per via dell'immigrazione dai paesi sardofoni, è diffuso anche il logudorese. [modifica] Tradizioni e folcloreNel 2002 è stato ricostruito un costume "tradizionale", quello rosso degli ortolani di Sassari, sulla base della documentazione iconografica esistente, per quanto frammentaria e lacunosa, e facendo riferimento all'immigrazione popolare dal Logudoro, specie dai centri prossimi alla città. [modifica] Qualità della vita
[modifica] Cultura[modifica] Università
L'Università degli Studi di Sassari istituita tra il 1562 e il 1627 è tradizionalmente vocata allo studio del diritto, dell'agraria e della veterinaria, con posizioni di rilievo nella classifica stilata annualmente dal Censis, che considera come fattori di valutazione produttività, capacità d'attrazione, qualità della ricerca, offerta formativa e relazioni internazionali. Sassari è sede di un master in giornalismo riconosciuto dall'Ordine Nazionale dei Giornalisti e dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana. Attualmente l'università sassarese celebra i suoi primi 450 anni di storia e per l'occasione il 21 febbraio il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano andrà appositamente a Sassari per visitare l'ateneo cittadino. La città è anche sede di un'Accademia di belle arti. [modifica] MediaIl quotidiano storico della città è La Nuova Sardegna, fondato nel 1891 da Enrico Berlinguer, nonno dell'omonimo segretario del PCI, e ora parte del Gruppo Editoriale L'Espresso. Negli ultimi decenni, diversi editori hanno tentato senza successo l'apertura di un secondo quotidiano cittadino, come nel caso del Quotidiano di Sassari negli anni novanta e Il Sardegna Rosso appartenente al gruppo E Polis, fondato nel 2005 e chiuso nel 2010, ma l'unico ancora attivo è l'edizione locale free press di Metro dal 2011. Fra i periodici troviamo Il sassarese, fondato nel 1973, L'Occasione, fondato nel 1982, Qui Sardegna Nord, fondato nel 2001, Sardegna Ventirighe, fondato nel 2004; Sassari 2.0 e Non Solo Nord, fondati nel febbraio e maggio 2010 e chiusi nel 2011, mentre fino alla morte del direttore e fondatore Pino Careddu nel gennaio 2008 si stampava anche Sassari Sera, fondato nel 1961. In città sono presenti diversi editori, fra cui Carlo Delfino Editore, Tipografia Gallizzi, Edizioni Segnavia, Isola Felice, Magnum Edizioni, Composita, Stampacolor, EDES Edizioni Democratiche Sarde, J. Webber Editore e Mare Nostrum Editrice. Per quanto riguarda l'informazione in rete sono attivi Sassariweb da fine 2006, il bilingue in italiano e sardo Sardies dal 2009; nel 2010 è stato fondato il quotidiano online Sassari Notizie, prima iniziativa in forma imprenditoriale nel settore web. In città è presente una sede distaccata della RAI, di Videolina e Cinquestelle Sardegna, e gli studi delle emittenti Teleregione Sardegna, TeleGì, LiberaTV, TeleSassari.tv e Antenna 1. Tra le emittenti radiofoniche gestite per intero a livello locale si segnalano Radio Antenna 2000, Radio Venere, Radio Venere 2 e Nuova Mondoradio, che sostituisce Radio Novantapuntosette mentre la precedente Mondoradio era stata chiusa nel 2006. Sono attualmente presenti tre cinema monosala (Moderno,Quattro Colonne e "Verdi" che però funge pricipalmente da teatro come spiecificato dopo) Sono state costruite dalla Marchesa Adele Pappalardo assieme al Teatro Verdi ed al cinema Ariston. La città è sede dal 2006 del Sardinia Film Festival, premio cinematografico internazionale dedicato al cortometraggio. Nel 2012 le opere presentate, tra cui cortometraggi di fiction, animazione, documentari, videoarte e sperimentali, sono state circa 1000, rappresentate da registi provenienti da 60 nazioni. Nel 2000 è stato girato in città il film Un delitto impossibile del regista Antonello Grimaldi tratto dal romanzo Procedura di Salvatore Mannuzzu, già vincitore del premio Viareggio. Nel 2007 il regista Malachi Bogdanov gira interamente nel centro storico di Sassari The Mandrake Root, dal capolavoro di Machiavelli La mandragola.
[modifica] Musei(Via Roma 64) detto anche Museo Sanna - Sito (Piazza Castello 9) ospitato nella Caserma La Marmora - Sito (Via o Piazza Santa Caterina / Piazza del Comune / Via Antonio Canopolo) nell'ex-collegio gesuitico Canopoleno - Sito (Via Pascoli 16) detto anche Museo Masedu (Archivolto del Carmine / Viale Umberto I, 11) detto anche Museo Biasi (Via delle Muraglie 1) (Via Muroni 44) detto anche Museo Bande - Sito (Piazzetta Banco di Sardegna 1 C, già Viale Umberto I 36) presso la sede del Banco di Sardegna - Sito (Piazza Duomo) presso la Cattedrale di San Nicola e la chiesa di San Michele - Sito -Sito (Corso Vittorio Emanuele II / Via Sebastiano Satta) presso il Palazzo di città - Sito (Piazza Sant' Apollinare)
[modifica] TeatroSono attualmente presenti cinque teatri principali: il Teatro Verdi, il Teatro Ferroviario, il Teatro Civico, il Teatro Smeraldo e il nuovo Teatro Auditorium Comunale. Esiste una grande tradizione di recitazione in vernacolo sassarese, con decine di spettacoli in cartellone ogni anno e diverse compagnie attive, fra cui "Paco Mustela", "La Quinta", "La Frumentaria" e "Teatro Sassari". Altre compagnie attive in città sono la "Compagine Teatrale Ouroboros", i "Meridiano Zero", "Theatre En Vol" e "S'Arza", oltre a un Teatro Stabile d'innovazione per l'infanzia e la gioventù (ex teatro ragazzi) della compagnia "La botte e il cilindro" e dal 2007 un teatro di prosa in lingua italiana, la "Compagnia delle Arti". [modifica] MusicaFra i principali cantautori in sassarese troviamo Ginetto Ruzzetta, Tony Del Drò, Giovannino Giordo, Franco Russu, Trio Latte Dolce e i gruppi Trio Folk "Sassari in carthurina" e La cumpagnia. In città si sono sviluppati gruppi di musica leggera di fama naizonale, come i Bertas, che hanno partecipato al Festival di Sanremo come i Tazenda, più altri gruppi come il Coro degli Angeli. La città offre inoltre un panorama di associazioni che hanno ricevuto importanti riconoscimenti a livello internazionale, come il Corpo Bandistico Luigi Canepa, la più antica formazione bandistica sassarese, fondato alla metà del 1800 come Banda civica dallo stesso illustre compositore, l'Associazione Corale Luigi Canepa, il più antico gruppo corale in Sardegna, l'Associazione Polifonica Santa Cecilia e il Coro dell'Associazione Musicale "Gioacchino Rossini". Il conservatorio cittadino è intitolato al musicista e compositore Luigi Canepa. Dal 1942, l'Ente Concerti Marialisa De Carolis organizza presso il Teatro Verdi la tradizionale Stagione Lirica Sassarese che nel 2011 è arrivata alla sua 68ª edizione. È previsto per il 2012 il trasferimento della stagione presso il nuovo Teatro Auditorium Comunale in piazza Cappuccini. Il panorama jazzistico offre vari interpreti rilevanti, essendo la città sede dell'Orchestra Jazz della Sardegna la quale organizza Scrivere in Jazz, importante concorso di composizione jazzistica, e vari eventi come Time in Sassari, legato al festival Time in Jazz di Paolo Fresu. [modifica] CucinaLa cucina tipica sassarese è ricca e variegata, composta da molte pietanze fortemente legate alla tradizione contadina della città ma diffusa e legata anche alle tradizioni dei centri vicini. Le verdure sono infatti regine nella maggior parte delle pietanze locali, assieme alle parti meno pregiate degli animali da macello, in particolare agnello e maiale. Gli ortaggi più conosciuti ed utilizzati della cucina sassarese sono la melanzana (mirinzana), la cipolla (ziodda) e le fave (faba). Tra i primi piatti troviamo la mineshtra e fasgiori o mineshtra e patati, una zuppa preparata con fagioli, patate, lardo, finocchietto selvatico e pomodori secchi. La classica fabadda viene tradizionalmente preparata nel periodo di carnevale: è una zuppa molto densa a base di fave secche, cavolo, finocchi, cotenna e carne di maiale. In genere è consumata in occasioni conviviali, con larga presenza di parenti o amici. Tra i primi a base di pasta ricordiamo i giggioni, ossia gli gnocchi conditi con sugo di salsiccia. Altri piatti a base di verdure sono le fave cotte a ribisari, cioè lessate e condite con aglio e prezzemolo; e i carciofi, preparati tradizionalmente con le patate (ischazzofa e patati). Tra i secondi piatti, principalmente a base di carne, troviamo la cordula con piselli, un piatto preparato con le interiora dell'agnello avvolte nell'intestino e cotte con piselli, cipolle e salsa di pomodoro; la trippa cotta nel sugo di pomodoro da mangiare spolverata di abbondante pecorino grattugiato; i pedi d'agnoni, ovvero i piedini dell'agnello cotti in salsa di pomodoro oppure con solo aglio e prezzemolo. Un posto importantissimo occupano le chiocciole (spesso chiamate lumache) nelle loro varie pezzature: dalle lumachine "Theba pisana"(ciogga minudda) lessate con delle patate, alle lumache "Eobania vermuculata" (ciogga grossa) preparate con un sugo piccante o con aglio a prezzemolo- ai lumaconi "Helix aspersa" (coccoi) che vengono serviti ripieni di un impasto di formaggio, uova, prezzemolo saporitta e pangrattato. Non mancano le monzette, cotte in padella con aglio, olio, prezzemolo e pangrattato. Il piatto tipico più conosciuto è invece lo ziminu, zimino, cotto in grabiglia, cioè le interiora del vitello come diaframma (parasangu), intestino (cannaculu), cuore, fegato e milza, cotte in graticola sulla brace. Attualmente le norme emanate dalla Comunità Europea in materia di encefalopatia spongiforme bovina impediscono la commercializzazione e il consumo della specialità. Alla brace vengono preparate anche le sardine, anche queste molto apprezzate dai sassaresi. Tra i dolci, oltre a quelli tipici della Sardegna settentrionale come papassini, tiricche e seadas, sono proprie della città e dei dintorni le frittelle lunghe (li frisgiori longhi o "sas frigjolas"): preparate principalmente durante il carnevale, sono fatte di un impasto di farina, acqua, zucchero, anice e scorza d'arancia grattugiata, fritto in forma di lunghi cordoni. Piatto tipico "adottato" è la fainé genovese. È ottenuta da un impasto molto semplice di farina di ceci, olio, acqua e sale (spesso arricchita da più ingredienti a piacere come le cipolle o le salsicce), cotta in teglia ad alta temperatura e servita già tagliata, spesso con pepe nero tritato. Viene preparata in alcuni locali tipici (dove è l'unico piatto servito) ma anche in molte pizzerie e paninoteche. [modifica] Personalità legate a Sassari
[modifica] EventiLe manifestazioni cittadine, a carattere religioso, folcloristico e turistico, sono capaci di richiamare da decenni oltre centomila spettatori, anche dall'estero. [modifica] Faradda di li candareri
Il 14 agosto a Sassari è festha manna, ovvero festa grande: la città è attraversata dalla Faradda di li candareri (Discesa dei candelieri) una processione che viene conclusa da una cerimonia sacra per sciogliere il voto alla Vergine Assunta che, nel XVI secolo, si credeva salvò la città dalla peste, che vede i cittadini distribuiti tra i diversi gremi (corporazioni medievali di arti e mestieri), portare sulle spalle i candelieri riccamente ornati per le vie della città, danzando fino alla chiesa di Santa Maria di Betlem. Tale festa è molto sentita dalla popolazione che per l'evento si riversa per le vie del centro storico dal primo pomeriggio sino a tarda notte. Le varie piazze sono invase da musica e canti ma dominante rimane il rimbombo dei tamburi che accompagna la "discesa" dei gremi con i candelieri in spalla. [modifica] La Cavalcata Sarda
Dal 1711, anno citato da Enrico Costa, la città è teatro anche della Cavalcata sarda, che dal 1951 è organizzata con cadenza annuale nella domenica dell'Ascensione (penultima domenica di maggio). La manifestazione, a carattere laico, consiste nella sfilata di gruppi folcloristici provenienti da varie zone della Sardegna che, appiedati o a cavallo e indossando i propri costumi tradizionali, mostrano al pubblico aspetti etnografici ed enogastronomici della cultura sarda. [modifica] Festa del VotoMolto sentita è la Festa del Voto, che si svolge l'ultima domenica di maggio, in ricordo del voto che, durante l'ultima guerra mondiale, fece l'allora arcivescovo di Sassari, Arcangelo Mazzotti, alla Madonna delle Grazie di San Pietro in Silki, dopo che una bomba cadde sulla stazione ferroviaria. L'Arcivescovo promise con voto solenne, che ogni anno si sarebbe svolta una processione, dal Duomo alla Chiesa di S. Pietro, per onorare l'esaudimento del voto. Sassari in effetti non subì più alcun bombardamento. [modifica] Geografia antropica
Il centro di Sassari visto da Monte Oro: sullo sfondo Osilo e l'Anglona, in basso il vecchio tracciato della SS 131 Carlo Felice.
[modifica] Urbanistica
[modifica] Suddivisioni storiche e amministrative
La città era suddivisa in dieci circoscrizioni, ridotte a sei dalle elezioni comunali del 3 maggio 2000 e a quattro dalle elezioni del 31 maggio 2010. [modifica] Economia
Palazzo della Presidenza del Banco di Sardegna
Centrale termoelettrica E.ON di Fiume Santo
L'economia della città è incentrata sul terziario avanzato, in particolare nei servizi al territorio, la grande distribuzione e la gestione amministrativa del nord Sardegna; la grande industria è localizzata in località Fiume Santo ove è presente una centrale termoelettrica, mentre numerose sono le piccole e medie imprese, dislocate nell'area industriale di Predda Niedda, di Muros e nel nuovo insediamento produttivo di Truncu Reale, sito a poca distanza dal complesso petrolchimico di Porto Torres. Notevole importanza ha assunto il settore finanziario che vede Sassari sede delle principali banche dell'isola, il Banco Di Sardegna e la Banca di Sassari, oltre che della Sardaleasing, leader nella locazione finanziaria. Nel territorio sono ancora in attività produzioni agricole tradizionali come quella olearia, ortofrutticola, vinicola, casearia e tessile. È sede di numerosi enti di ricerca (come quelli universitari, del CNR, l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna, il Servizio Agro-meteorologico della Sardegna, l'Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale, l'Istituto Zootecnico Caseario della Sardegna, l'Ufficio Studi della Confcommercio) ed istituzioni locali. Numero di imprese attive a Sassari[18]
[modifica] Infrastrutture e trasporti[modifica] StradeLa Strada statale 131 Carlo Felice La Strada statale 199 di Monti
[modifica] FerrovieSassari è collegata tramite le Ferrovie dello Stato ad Olbia, Cagliari (entrambe con snodo ad Ozieri-Chilivani) e a Porto Torres. È inoltre collegata ai vari comuni limitrofi tramite linee regionali (Ferrovie della Sardegna). Queste ferrovie, come tutte quelle della Sardegna, sono non elettrificate, e l'intero parco rotabile è costituito da automotrici e locomotori a trazione termica (diesel). I collegamenti principali sono Sassari-Alghero, Sassari-Nulvi, Sassari-Sorso e vengono effettuati su binari a scartamento ridotto. Presso la stazione ferroviaria principale di Sassari è esistente un attivo centro intermodale che consente la movimentazione dei container tra il gommato ed il ferroviario. [modifica] PortiPorto di riferimento della città è quello della vicina (16 km) Porto Torres, con collegamenti giornalieri con lo scalo portuale di Genova ed altre destinazioni in Corsica e nel sud della Francia. Dal marzo 2009 è attivo un collegamento anche verso la città di Barcellona. [modifica] AeroportiScalo di riferimento della città è l'Aeroporto di Alghero-Fertilia, distante 25 km dal centro cittadino, che oltre ai residenti della provincia, attrae notevoli flussi anche dal resto dell'isola e grazie all'offerta di voli delle compagnie aeree a basso costo. La Camera di Commercio di Sassari, la provincia di Sassari e la stesso Comune di Sassari sono fra i soci della società di gestione dell'aeroporto, la SOGEAAL. A circa 100 km si trova l'Aeroporto di Olbia-Costa Smeralda, mentre in località Platamona a 12 km dal centro cittadino è presente un'aviosuperficie utilizzata dagli appassionati di velivoli ultraleggeri. È stata avanzata la proposta della creazione di un terzo aeroporto presso Badesi, in località Muddizza di Poisa, che ha creato polemiche sulla reale necessità dell'infrastruttura e sulla localizzazione nei pressi del sito di importanza comunitaria delle foci del Coghinas.[19][20][21] [modifica] Mobilità urbana
L'Azienda Trasporti Pubblici Sassari (ATP) collega la città con la periferia e l'hinterland attraverso 12 linee urbane (numerate da 1 a 8, due circolari con capolinea alla Stazione e una notturna) e 12 suburbane, di cui due varcano i limiti comunali e raggiungono varie località di Porto Torres e Sorso. La metrotranvia di Sassari è gestita dall'ARST. La prima linea della metrotranvia, inaugurata il 27 ottobre 2006, collega il quartiere di Santa Maria di Pisa alla Stazione e all'Emiciclo Garibaldi. È inoltre prevista la realizzazione del prolungamento per Li Punti-Baldinca-San Giovanni e l'elettrificazione della ferrovia Sassari-Sorso, già rettificata in passato. [modifica] Amministrazione
Palazzo Ducale, sede del Comune
L'attuale sindaco è Gianfranco Ganau, eletto la prima volta l'8 maggio 2005 e confermato il 31 maggio 2010 a capo di una coalizione di centro-sinistra. Presidente del Consiglio Comunale è Luciano Chessa (UPC). Sindaco: Gianfranco Ganau (centrosinistra) dal 31/05/2010 (2º mandato) [modifica] Amministrazioni precedenti
[modifica] Consolati[modifica] Gemellaggi[modifica] Gemellaggi folcloristici
[modifica] Gemellaggi artistici
[modifica] Sport[modifica] Eventi sportivi
[modifica] Impianti sportivi
[modifica] Società sportive
Under20:A.S.D.Rugby Sassari Under16:A.S.D.Rugby Sassari Under12:A.S.D.Rugby Sassari
[modifica] Galleria fotografica[modifica] Note
[modifica] Bibliografia
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
[modifica] Collegamenti esterniFonte: Wikipedia. Data: 05/23/12, 10:14 pm |
Immagini
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Vides
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