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Terni
Terni è un comune italiano di 113.247 abitanti[3], capoluogo dell'omonima provincia in Umbria. È il secondo[4] comune della regione per popolazione e il nono[5] per superficie. Città ad elevato tasso di sviluppo industriale sin dal XIX secolo, quando furono costituite le acciaierie, ha subìto pesanti bombardamenti nel corso della seconda guerra mondiale, che però non le hanno impedito di rimanere uno dei fulcri dell'economia dell'Umbria e della Nazione. È soprannominata "La Città d'Acciaio" e "La Manchester Italiana". Terni è anche nota come la "Città degli Innamorati", dato che San Valentino ne fu vescovo e le sue spoglie sono ivi custodite.
[modifica] Geografia fisicaTerni sorge sulle rive del fiume Nera e del fiume Serra, in una vasta e fertile conca circondata dall'Appennino umbro-marchigiano e dal Subappennino laziale. [modifica] Territorio
Il territorio comunale è ampio (211,90 km²), e si estende intorno alla città di Terni, (conca Ternana) fino alla Valnerina Ternana ad est e alle Terre Arnolfe a nord/nord-ovest raggiungendo una superficie di 325 km² ed i 172.770 abitanti. La densità abitativa è abbastanza elevata, per la notevole presenza di aree verdi sparse nel territorio comunale. Il territorio si è formato a causa dell'erosione dovuta al mare presente durante la preistoria. Anche per questo elemento il sottosuolo è sabbioso e quindi riduce la possibile devastazione dei terremoti che spesso si scatenano nelle zone appenniniche. [modifica] OrografiaIl territorio comunale e l'hinterland hanno un dislivello di 1.577 m.s.l.m, infatti si passa dai 95 metri tra il confine fra Terni e Narni, passando dai 130 di Terni, i 300 di media dei comuni limitrofi e Valnerina, i 1.121 del Monte Torre Maggiore fino ai 1.672 del Monte Aspra. [modifica] IdrografiaI fiumi presenti nel territorio sono il Nera, il Serra, il Tescino, l'Aia e il canale di Recentino. Anche il fiume Velino è da considerarsi "Ternano" perché si getta nel Nera formando le Cascate delle Marmore. [modifica] ClimaSecondo la classificazione dei climi di Köppen, Terni appartiene alla fascia Csa, ossia al clima temperato delle medie latitudini, con estate calda. La città gode di un tipico clima mediterraneo, mite e confortevole nei periodi primaverili ed autunnali. Le stagioni più piovose sono la primavera e l'autunno, prevalentemente nei mesi di novembre e aprile. L'estate è calda, umida, afosa e tendenzialmente siccitosa, mentre l'inverno è freddo e piovoso, ma con notevoli picchi di freddo e intervallati fenomeni nevosi di una certa consistenza. In generale, il clima è abbastanza ventilato poiché i venti diminuiscono d'intensità incontrando le montagne limitrofe.
[modifica] Storia
[modifica] PreistoriaLa città, posta in una pianura alluvionale tra il fiume Nera e il torrente Serra, vide il suo territorio abitato già nell'età del bronzo e del ferro, come testimoniano numerosi rinvenimenti. L'età del Bronzo medio (XVI–XIII secolo a.C.) è segnata da un'attività pastorale, di tipo transumante, contraddistinta da insediamenti in capanne e grotte. Questa attività di tipo caseario è testimoniata dai vari manufatti ceramici, ad essa connessi, rinvenuti presso Titignano, Avigliano Umbro e Narni Con gli inizi dell'età del Ferro (X secolo a.C.), il territorio accresce la propria importanza, come attestato dalla grande necropoli delle Acciaierie. In questo periodo si afferma un modello di insediamento stabile ed organizzato, supporto fondamentale per lo sviluppo della cultura ternana, una delle più importanti dell'Italia protostorica. In base alla tipologia dei corredi funerari è possibile distinguere tre fasi: Terni I, Terni II e Terni III. Alla prima fase, la più antica, appartengono le tombe ad incinerazione, formate da un pozzetto per lo più cilindrico. Le analogie culturali sono con l'area laziale, soprattutto Roma-Colli Albani e Allumiere. L'abitato corrispondente alla necropoli di questo periodo era probabilmente situato sul Colle di Pentima, lungo il margine orientale della conca ternana. La fase Terni II, databile al IX secolo a.C., è caratterizzata dalla sostituzione del rito funerario dell'incinerazione con quello dell'inumazione. Le sepolture ad inumazione sono formate da fosse rettangolari, riempite con terra e pietrame oltre il livello del suolo, alcune con circolo di pietre a delimitarne il perimetro, a volte con fondo pavimentato da ciottoli di fiume. Le evidenze culturali di questa fase ricollegano la necropoli ternana all'area umbra, sabina e picena, ma con apporti dalla fase laziale di Roma-Colli Albani II, soprattutto nella ceramica. Alla fase Terni III, databile fra l'VIII e il VI secolo a.C., appartengono le tombe di S. Pietro in Campo, poco più ad occidente della necropoli delle Acciaierie, e quelle rinvenute nell'area dell'ex poligrafico Alterocca. Le sepolture sono tutte ad inumazione, particolarmente ricche, quelle maschili, di armi in ferro, fra cui le lance a foglia, giavellotti, spade e pugnali, in quelle femminili, lebeti, bacili, attingitoi, anfore, oltre alle fibule. I più recenti scavi, in località Maratta Bassa ed in contesto urbano, hanno confermato un processo di proto urbanizzazione, decisamente precoce rispetto ad altre realtà umbre. In epoca storica, secondo le Tavole eugubine, il popolo dei Naharti (Naharkum..Numen) era considerato nemico dell'arce umbra di Gubbio, al pari degli Etruschi e degli Jabusci. È probabile che i Naharti abitassero proprio lungo il corso del Nera, la cui radice idronimica Nahar- è in comune con l'appellativo Naharkum. Alcune sommità che circondano la piana di Terni continuarono ad essere abitate, come le propaggini meridionali dei monti Martani, disseminate di piccoli insediamenti, posti fra i 700 e i 1.000 m di altezza, non tutti a scopo abitativo, di cui il più importante è il sito fortificato di S. Erasmo di Cesi, databile almeno al V secolo a.C. La notizia non provata che al di sopra di Rocca San Zenone si trovasse l'oppidum umbro di Vindena si riferisce probabilmente alla memoria di questi insediamenti di altura. L'origine della città viene dunque fatta risalire al 672 a.C., come si evince da un'iscrizione latina di età tiberiana. Il nome Interamna Nahars ha fatto pensare che il Nera e il Serra e le loro derivazioni circondassero la città, costituendo una difesa naturale. Il nome Interamna si è poi evoluto in Teramna, Terani e, infine, Terni.[6] [modifica] La conquista romanaLe fonti classiche non citano quando Terni entrò a far parte delle strutture amministrative romane. Nel 290 a.C., o poco dopo, Manio Curio Dentato promosse la costruzione della Via Curia (di cui non resta traccia), collegando Terni a Rieti[7] e realizzò il taglio del costone delle Marmore, per facilitare il deflusso delle acque del Velino nel Nera[8]; è, quindi, probabile che già all'epoca Interamna fosse romanizzata. Durante la seconda guerra punica, nel 214 a.C., Interamna, insieme ad altre undici colonie latine, non si trovò nelle condizioni di fornire il suo contingente di armati per formare le due legioni urbane che i consoli di quell'anno, Quinto Fabio Massimo Verrucoso e Marco Claudio Marcello, ebbero intenzione di arruolare; quest'azione, giudicata dal Senato di Roma come tradimento, fu severamente punita qualche anno dopo con l'emanazione di una legge apposita, che nella giurisdizione delle colonie latine si chiamò ius XII coloniarum.[9] Tra l'altro, a questo periodo risalgono le mura che circondarono il perimetro dell'abitato romano. Alla fine del secondo secolo a.C. sono databili alcuni lavori di riassetto del ramo orientale della via Flaminia, che collegava (e collega) Narni a Spoleto, per riallacciarsi all'originario tracciato della consolare all'altezza di Forum Flaminii, poco a nord di Foligno. Dopo la Guerra sociale Interamna divenne municipium, non si sa se con le caratteristiche della piena cittadinanza o come civitas sine suffragio.[10] [modifica] L'Impero RomanoCon la sistemazione amministrativa dell'Italia, Interamna fu iscritta alla tribù Clustumina e fu inclusa nella Regio VI Umbria.[11] Si colloca nel periodo fra la fine del I secolo a.C. e la prima metà del I secolo d.C. la strutturazione definitiva della Terni romana. In questo periodo furono edificati tempi, il teatro, due terme e l'anfiteatro.[12] Durante l'Impero fu teatro di alcuni avvenimenti significativi: la resa delle ultime truppe di Vitellio alle legioni di Vespasiano nel 69,[13] l'attribuzione, da parte del Senato, dell'auctoritas imperiale a L. Settimio Severo, già acclamato Imperatore dalle legioni d'Illiria, nel 193,[14] e l'uccisione, nel 253, nelle campagne vicine, dell'imperatore V. Treboniano Gallo e di suo figlio G. Vibio Volusiano, mentre si apprestavano a combattere contro le legioni dell'usurpatore M. Emilio Emiliano, acclamato Imperatore dalle truppe della Mesia.[15] Risale all'inizio del III secolo d.C. la testimonianza della Tabula Peutingeriana che il tracciato di riferimento della Via Flaminia non è più quello occidentale, da Narnia a Mevania, ma quello orientale, che passa per Terni, contrariamente all'itinerarium Gaditanum di due secoli prima, che indica il primo come percorso preferito.[16] La diffusione del Cristianesimo è attestata dall'area cimiteriale, databile al IV secolo, sorta su una necropoli pagana, alla sommità di un colle poco a sud della città, lungo la via Interamnana. Il luogo principale di culto fu costruito probabilmente all'interno delle mura cittadine, a ridosso dell'anfiteatro, nel luogo dove ora sorge la cattedrale e fu dedicato inizialmente a S. Maria Assunta.[17] Dopo la Guerra Gotica, durante la quale è probabile che anche Interamna sia stata, prima occupata dagli Ostrogoti, poi ripresa dai Bizantini,[18] la conquista più significativa fu quella longobarda, avvenuta ad opera dei Duchi di Spoleto alla fine del VI secolo e compiuta già al tempo di Autari. Terni assunse il carattere di città di frontiera, trovandosi a poca distanza da Narni bizantina, posta a guardia della via Flaminia, nel suo tratto occidentale. Sebbene il limite esatto fra le due aree nemiche sia molto difficilmente identificabile, si ritiene che esso fosse compreso fra la consolare Flaminia, nel suo percorso più antico, in mano ai Bizantini, e la via Interamnana, in mano ai Longobardi, che la utilizzarono per l'occupazione della Sabina occidentale, fino a Farfa.[19] Durante la prima fase del dominio longobardo la diocesi ternana fu soppressa da Gregorio Magno, forse più per mancanza di fedeli che per riduzione della popolazione, e fu assorbita da quella di Narni. Il passaggio ai Franchi non mutò radicalmente la situazione, poiché Terni continuò a dipendere dal Ducato di Spoleto, pur essendo sede di un comes. La diocesi, alla fine dell'VIII secolo, fu annessa a quella di Spoleto, ristabilendo così, ma a favore del Regno, un'anomalia istituzionale. Proprio per questo motivo il Papato e la diocesi narnese non smisero mai di rivendicare la sovranità su Terni, facendosi forti della Promissio Carisiaca e dei capitolari successivi, che affermavano la volontà dell'Impero di restituire Narni al Papa.[20] [modifica] Il Basso MedioevoNel 1174 le soldataglie del vescovo Cristiano di Magonza la presero e la distrussero con l'accusa di non pagare le gabelle dovute.[21] Nonostante i Diplomi imperiali dei secoli precedenti, la cessione del territorio e della diocesi ternani al potere temporale dei Papi non si realizzò, probabilmente per le resistenze dei duchi e dei vescovi di Spoleto, e soltanto la decisa opera di annessione dell'intero Ducato di Spoleto da parte di Innocenzo III, nel 1198, riuscì a fare di Terni un pezzo del Patrimonio di S. Pietro in Tuscia. Nel 1218, Onorio III ricostituì il Capitolo Cattedrale nella chiesa di S. Maria Assunta, ma dotandola di una competenza territoriale molto esigua, esposta alle rivendicazioni di Narni, da una parte, e di Spoleto, dall'altra.[22] Quando Terni entrò a far parte del potere temporale dei Papi era già un Comune, con la magistratura dei due consoli e il Parlamento, ma con una storia di lotte per la stessa sopravvivenza. Al momento in cui gli fu restituita la diocesi, Terni ebbe anche il Podestà e il Capitano del Popolo, apparentemente in anticipo di qualche decennio rispetto ad altri comuni umbri. Nel giugno del 1241 Terni si sottomise spontaneamente a Federico II, che la individuò, forse per le sue vie di comunicazione con Roma, come base della sua presenza nell'Italia Centrale durante il conflitto che lo oppose, nel 1244, al papa Innocenzo IV e, come sede, nel 1247, della dieta che avrebbe dovuto ridisegnare l'assetto amministrativo e politico dell'Italia.[23] Ma con la morte del sovrano, Terni tornò all'obbedienza papale, anche se lo fece molto tardivamente, nel 1252. Nel 1294 il Comune si dotò di una nuova carica, i 'quattro di credenza' o difensori del Popolo e, nel 1307, dei Priori. Durante la Cattività avignonese continuò la resistenza al potere papale e, schiacciata fra due fortissimi Comuni, come Spoleto e Narni, fu costretta ad allearsi con Todi, che nominò fra il 1338 e il 1354 sette Podestà su dieci.[24] Nel 1354 si sottomise al legato Papale, il cardinale Egidio Albornoz.[25] Nel 1416 fu soggetta alla signoria di Braccio da Montone,[26] ma nel 1420 i mercenari al soldo di Martino V la ricondussero sotto il potere papale.[27] Fra il 1444 e il 1448, prima Eugenio IV e poi Niccolò V, modificarono gli statuti comunali ed introdussero a Terni, come in altre parti del Patrimonio, il Governatorato, dando così un'impronta accentratrice all'amministrazione pontificia.[28] [modifica] Il dominio papaleNel luglio del 1527 Terni accolse con favore i Lanzichenecchi, di ritorno dal sacco di Roma, e si schierò poco dopo con i Colonna nella lotta che oppose Clemente VII a gran parte della nobiltà dello Stato, refrattaria ad accettare l'autoritarismo della Curia.[29] In questo periodo si ebbero anche guerre intestine tra nobili e borghesi, che culminarono nel sanguinoso episodio del 22 agosto del 1564, in cui avvenne la strage dei nobili ad opera della fazione dei Banderari, a cui fece seguito la repressione del commissario apostolico, il cardinale Monte Valenti, inviato da papa Pio IV. La durezza della repressione fu proporzionale alla volontà del Papa di imporre una volta per tutte la sua autorità.[30] Dopo il Concilio di Trento iniziò un'epoca, di circa due secoli, in cui Terni, avendo perduto una sua precisa identità, trovò in Roma un punto di riferimento. Gli Aldobrandini e i Barberini furono per molti anni, nel corso del XVII secolo, patroni della città: ternani, come Francesco Angeloni, si recarono a Roma e si legarono a queste due famiglie. Viceversa, importanti personaggi dell'arte e della cultura approdarono, da Roma, a Terni: Antonio da Sangallo il Giovane per dirigere i lavori della cava paolina alla cascata delle Marmore (proprio a Terni trovò la morte); Jacopo Barozzi da Vignola e Carlo Fontana per la riedificazione del Ponte Romano, Carlo Maderno per la cava clementina e Girolamo Troppa come decoratore di ville e palazzi cittadini.[31] [modifica] Da Napoleone al Risorgimento
Mappa di Terni all'inizio del XX secolo
Il sonno di questa piccola comunità fu bruscamente interrotto il 16 febbraio del 1797, quando il generale Louis Alexandre Berthier da Spoleto dettò le condizioni di resa all'Armata Francese. Nel marzo dello stesso anno, Terni fu dichiarato Municipio cantonale urbano appartenente al Dipartimento del Clitumno, con capoluogo Spoleto.[32] Geograficamente si trovava a poca distanza dal confine fra il territorio della Repubblica Romana, termine con cui fu ridenominato il vecchio Stato Pontificio, in mano ai francesi, e il Regno delle due Sicilie, nelle mani dei Borbone di Napoli. Una sollevazione popolare contro gli occupanti ed un vano tentativo di reprimerla precedettero soltanto di poche settimane l'arrivo, il 14 agosto del 1799, delle truppe austro-russe del generale Gerlanitz, che di fatto pose fine alla breve esperienza napoleonica.[33] Dal luglio del 1809 Terni, come parte del Circondario di Spoleto,[34] entrò nel Dipartimento del Trasimeno, non accorpato al Regno d'Italia, ma, insieme al Dipartimento del Tevere, dipendente direttamente dalla corona imperiale. Nel febbraio del 1831 Terni accolse le avanguardie dell'esercito del generale Sercognani, che scendeva dalle Legazioni e dalla Marca, deciso a dirigersi su Roma ed entrò a far parte del territorio delle 'Province Unite', formalmente distaccatosi dal resto dello Stato Pontificio. Per circa un mese le truppe raccogliticce dei rivoltosi usarono Terni come base per le imprese contro Rieti e Civita Castellana, ma la resistenza papalina, il mancato aiuto della Francia e la reazione dell'Austria, che nel frattempo aveva ripreso le Legazioni, indussero Sercognani ad abbandonare l'impresa.[35] Il ritorno di Terni al Papa fu immediato e ne seguì un periodo di relativo benessere: nel 1842 fu ammodernata la ferriera, nel 1846 fu inaugurato un moderno cotonificio, arrivò la ferrovia che la collegava a Roma e ad Ancona.[36] L'esperienza della Repubblica Romana, del 1848, segnò l'inizio di una svolta politica: al contrario dei moti del 1831, l'adesione popolare fu piuttosto consistente, tanto che Terni divenne sede del 'Corpo di osservazione degli Appennini'. Nel luglio di quell'anno, però, anche questa breve fase di liberazione dal giogo pontificio si esaurì. Alcuni ternani seguirono Giuseppe Garibaldi che scappava verso la Romagna; uno di essi, Giovanni Froscianti, diventerà uno dei suoi più fidati collaboratori.[37] [modifica] Annessione al Regno d'ItaliaI nuovi sentimenti popolari di chiara ribellione al potere papale, alimentati soprattutto dai mazziniani, sfociarono in dimostrazioni contro la tassa sul macinato nel 1850 e contro la tassazione delle attività artistiche ed artigiane nel 1852.[38] Il 20 settembre 1860 i bersaglieri piemontesi del colonnello Brignone, dopo lo scontro di Castelfidardo e la liberazione di Perugia e Spoleto, entrarono a Terni, attraverso la Porta Spoletina, e vi rimasero, poiché Terni diventò sede del comando della XV divisione. Il Plebiscito che seguì e formalizzò l'annessione al Regno d'Italia vide 1 solo voto contrario a fronte di 3.461 voti favorevoli.[39] Il primo sindaco post-unitario fu eletto il 1º dicembre del 1860. La sua posizione di città di confine fra il Regno d'Italia e lo Stato Pontificio la fece diventare ben presto la base di appoggio per le iniziative politiche e militari tese alla liberazione di Roma. Fra il giugno e l'ottobre del 1867 partirono da Terni vari tentativi in questo senso; prima quello di un centinaio di patrioti ternani, poi quello di Menotti Garibaldi, che riuscì a prendere Montelibretti, l'impresa di Enrico e Giovanni Cairoli, che fu fermata dai papalini a Villa Glori e il tentativo di Giuseppe Garibaldi, che svanì a Mentana[40]. Nel Museo nazionale di Mentana sono presenti, tra gli altri, divisa, berretto e medaglie del ternano Anselmo Massarelli, nato nel 1844, uno dei Mille presente con Garibaldi anche a Bezzecca nel 1866. Quello che non poterono i volontari garibaldini e mazziniani lo fecero la diplomazia e le truppe del generale Raffaele Cadorna, che il 6 settembre 1870 organizzò a Terni il suo quartiere generale, mentre i soldati del IV Corpo d'armata piemontese prendevano posizione ai confini; in città fu organizzato un ospedale militare e il necessario per il vettovagliamento giornaliero delle truppe, tramite ferrovia. L'11 settembre 1870 Cadorna lanciò il Proclama con cui iniziava la campagna di guerra; il 20 settembre, esattamente dieci anni dopo l'entrata a Terni, i bersaglieri sabaudi varcavano Porta Pia.[41] [modifica] L'industrializzazioneDopo l'annessione al Regno d'Italia, la volontà del Ministero della Guerra, del Commissario per l'Umbria Gioacchino Napoleone Pepoli e degli amministratori locali di fare di Terni un centro industriale e militare portò all'edificazione della 'Fabbrica d'Armi' nel 1875[42] e alla 'Società degli Alti Forni e Fonderie di Terni', nel 1881, su iniziativa di un imprenditore belga, Cassian Bon, che aveva rilevato una fonderia locale specializzata nella fusione di tubi e di Vincenzo Stefano Breda, titolare della 'Società Veneta per le Imprese e le Costruzioni Pubbliche', un'azienda che utilizzava capitali dello Stato per le opere di edificazione e di impiantistica; l'obiettivo dell'impresa era quello di produrre corazze per le navi da guerra.[43] Nel 1884 il romano Angelo Sinigaglia acquistò ed ammodernò la ferriera;[44] nel 1885 il genovese Alessandro Centurini iniziò la costruzione di un lanificio e jutificio;[45] nel 1890 il torinese Antonio Bosco costruì uno stabilimento per la produzione di attrezzi agricoli;[46] nel 1896 si costituì la 'Società Italiana del Carburo di Calcio, Acetilene ed altri Gas', che gestiva non solo stabilimenti per la produzione del carburo di calcio ma anche centrali idroelettriche.[47] Terni fu la quarta città italiana, in ordine di tempo, ad avere l'illuminazione pubblica ad elettricità. L'industrializzazione creò, tuttavia, dei grossi problemi logistici per la scarsa disponibilità di case e l'inadeguatezza dei servizi pubblici, a cui si aggiunsero i pregiudizi della gente locale contro gli immigrati e la riottosità dei titolari di fondi a concedere le aree necessarie ed i diritti di sfruttamento delle acque per l'impiantistica e gli edifici.[48] All'inizio del XX secolo Terni era, comunque, fra le prime città industriali italiane. Con l'industrializzazione della seconda metà dell'Ottocento fu necessario istruire i giovani nelle attività professionali di tecnico. La situazione dell'istruzione a Terni risultava in questo periodo estremamente grave, mancando un qualsiasi tipo di scuola professionale. A tal fine, nel 1861, fu istituito il Regio Istituto Tecnico (in seguito Istituto Industriale e Liceo Scientifico), uno dei primi quattro in Italia, che verso la fine dell'Ottocento, sotto la guida del prof. Luigi Corradi, divenne rinomato attraendo giovani da ogni parte d'Italia.[49] Nel 1889 Terni si trovò ad ospitare i vescovi della Chiesa Cattolica Nazionale partecipanti al Sinodo di Arrone (in cui si sarebbe cambiato il nome della chiesa in Chiesa Cattolica Riformata d'Italia, esempio italiano di Chiesa vetero-cattolica) [modifica] Fra i due conflitti mondialiDurante la Prima guerra mondiale la 'Società degli Alti Forni e Fonderie di Terni' aumentò notevolmente la produzione, oltre che delle corazze per le navi da battaglia, anche di componenti dei cannoni e dei proiettili, almeno fino all'apertura degli stabilimenti Ansaldo di Genova.[50] La 'Fabbrica d'Armi' produceva armi di vario tipo, fra le quali il fucile Carcano Mod. 91 che equipaggiò l'esercito italiano per molti anni: durante il primo conflitto mondiale raggiunse la produzione di duemila fucili al giorno.[51] La 'Bosco' si affermò nelle costruzioni per i rimessaggi aeronautici e, nel 1924, iniziò la costruzione di manufatti metallici, come idroestrattori, autoclavi e bollitori.[52] Nel 1927 il 'Lanificio e Jutificio Centurini' era, per dipendenti e produzione, il secondo opificio italiano del settore;[53] nel 1910 il 'Tipografico Alterocca' immetteva sul mercato il 30% delle cartoline illustrate che si stampavano in Italia.[54] La presenza degli operai nel tessuto sociale cittadino fu enorme, se si considera che questa categoria costituiva, all'inizio del secolo, il 70% della popolazione residente. Nel 1901, dopo le leggi Pelloux, fu ricostituita la 'Camera del Lavoro'.[55] Nelle elezioni politiche del 1919 i socialisti riscossero una maggioranza del 71%. Nonostante nel 1921 vi operassero circa cinquecento Arditi del Popolo, Terni rimase l'unico comune umbro ad amministrazione socialista fino al 17 ottobre 1922.[56] Sotto la spinta politica del PNF la 'Terni', come era più brevemente chiamata, finanziò, soprattutto negli anni trenta, la costruzione di alloggi per gli operai, fino ad interi quartieri.[57] La concessione dello sfruttamento dell'intero sistema idrico Nera-Velino e le notevoli commesse militari spinsero la 'Terni' ad essere uno dei maggiori gruppi industriali italiani: entrata nell'IRI nel 1933, oltre a sfornare acciaio, produceva in un anno circa un miliardo di kilowattora di energia elettrica dalle centrali del sistema dei fiumi Salto e Turano nel Lazio, e del Vomano in Abruzzo; produceva in esclusiva, negli stabilimenti chimici di Nera Montoro, l'ammoniaca secondo il processo Casale,[58] carburo di calcio e composti azotati nel nuovo stabilimento di Papigno.[59] Nel 1927 la 'Società Umbra Prodotti chimici', modificatasi poi in 'Viscosa Umbra', iniziò la produzione di solfuro di carbonio.[60] Nel 1939 fu costruito lo stabilimento della 'Società Anonima Industria Gomma Sintetica' (SAIGS), su iniziativa dell'IRI e della Pirelli, per la sintesi del butadiene dal carburo di calcio.[61] [modifica] L'istituzione della provincia
Nel 1927 fu istituita la Provincia di Terni e il territorio comunale fu ampliato fino a comprendere ben sette comuni precedenti.[62] Decisivi in questo senso i buoni rapporti che il podestà della città, Elia Rossi Passavanti, aveva con il governo fascista. Nel 1943, con l'apporto di molti operai, fu costituita la brigata partigiana 'Antonio Gramsci', che durante la Resistenza operò sull'Appennino umbro-marchigiano.[63] Nodo industriale di primaria importanza, Terni fu oggetto di oltre cento bombardamenti da parte degli Alleati durante la loro campagna di guerra in Italia: l'11 agosto del 1943 un bombardamento aereo, senza che l'UNPA facesse in tempo a lanciare l'allarme, provocò un numero elevatissimo di vittime, quasi tutte civili, e la distruzione di gran parte degli edifici. Gli inglesi del generale Alexander entrarono in città il 13 giugno del 1944.[64] Per i motivi di cui sopra, Terni è stata insignita della Croce di Guerra al Valor Militare. [modifica] La RicostruzioneLe dismissioni belliche risultarono deleterie per l'acciaio ternano: fra il 1947 e il 1952 furono licenziati quattromila e settecento lavoratori.[65] Tuttavia, la capacità produttiva e le competenze delle maestranze sopravvissute alla guerra permisero di recuperare tutto il sistema idroelettrico e di installare una linea diretta con Genova per l'alimentazione del nuovo stabilimento siderurgico dell'Ilva di Cornigliano. Ma nel 1962, con l'istituzione dell'ENEL, tutte le fonti energetiche della società ternana furono nazionalizzate. Seguì, a breve, lo scorporo delle altre attività: l'elettrochimico di Nera Montoro fu ceduto all'Anic, nel 1967 lo stabilimento di Papigno passò all'ENI; le attività siderurgiche furono incorporate nella Finsider.[66] Negli anni cinquanta fu chiuso lo stabilimento della Viscosa, nel 1970 cessò l'attività il 'Lanificio e Jutificio Centurini' e nel giugno del 1985 chiuse i battenti la SIRI, nonostante i grandi successi industriali degli anni cinquanta. Nel 1949 la SAIGS fu ceduta alla Montecatini, che riconvertì gli impianti per la produzione dei polimeri sintetici. Nel 1960 iniziò la produzione del 'Meraklon', seguita dal 'Montivel'e dal 'Moplefan', suddivisi, agli inizi degli anni settanta, in varie sub-unità, imperniate sul polipropilene in granuli, fiocco, film, filo.[67] La 'Fabbrica d'Armi', pur subendo un inevitabile ridimensionamento dopo il secondo conflitto mondiale, con la denominazione di 'Stabilimento Militare Armamento Leggero', ha continuato ad essere uno dei siti nazionali per la manutenzione delle armi dell'esercito italiano e della NATO. La riconversione di alcuni impianti industriali, dopo gli anni ottanta, non è stata meno importante: la vecchia società 'Terni', sotto la denominazione di 'Acciai Speciali Terni', un insieme di attività siderurgiche ad alta specializzazione, è stata acquistata nel 1994 dalla multinazionale tedesca ThyssenKrupp, l'area della 'Bosco' ospita il 'Centro Multimediale', lo stabilimento di Papigno è stato riconvertito a studi cinematografici e museo, l'ex-SIRI è stata destinata al terziario. Negli ultimi quindici anni, Terni è diventata una città-cantiere: dai primi anni novanta non si sono fermati i lavori che via via stanno portando ad un radicale cambiamento del centro cittadino, imperniato sui "tre centri storici" del Quartiere Clai come centro della città romana, del Quartiere Duomo come centro della città medioevale e dell'asse Piazza Europa-Piazza della Repubblica-Corso Tacito come centro della città moderna. Nel gennaio 2006 sono iniziati i lavori, con quasi venti anni di ritardo (il progetto preliminare era infatti del 1987), di Corso del Popolo, dove al posto di un terrapieno adibito a parcheggio sorgerà un centro direzionale, un moderno parcheggio multipiano interrato, edifici residenziali e un parco che farà da continuum tra i Giardini della Passeggiata e il fiume Nera. La città, nel secondo dopoguerra, ha avuto una forte espansione ben oltre i villaggi operai d'inizio secolo, sviluppandosi su quattro assi a raggiera intorno al nucleo centrale e ponendo al nuovo piano regolatore Ridolfi (e sue successive varianti) il problema della vivibilità delle periferie e del loro collegamento con il resto della città.[68] La viabilità ha dovuto superare l'antico schema dell'unico asse preferenziale della Flaminia, contestualizzando i progetti in un ambito interregionale, come la direttrice Rieti-Terni-Civitavecchia, la SS 3 bis e la piattaforma logistica, ancora non realizzata, tutte essenziali per le industrie del ternano. [modifica] SimboliLa leggenda legata alla città di Terni e al suo stemma narra che molti anni fa, la presenza nel territorio di un terribile drago chiamato Tiro o Thyrus provocava paura e apprensione tra la cittadinanza, e che neanche i più coraggiosi, chiamati dal Consiglio degli Anziani, osavano avventurarsi in quei territori e nessuno riusciva a risolvere la questione. Quando il Consiglio era sul punto di rinunciare alla battaglia, si fece avanti un giovane ternano della nobile famiglia dei Cittadini: si dice che indossasse una lucente armatura e che sfoderasse tutta la sua fierezza e la sua voglia di sfidare l'orribile drago: "Vado io a fare una visita a quel mostro. Cosa ne dite?", sembra che disse presentandosi agli Anziani, i quali accettarono e lo benedirono augurandogli ogni fortuna. Il coraggioso sorprese il mostro addormentato e la cosa sembrava facilitare il suo ardito compito. Ma mentre stava per colpirlo con la sua lancia, il drago si alzò e gli balzò contro. Da qui ne seguì una spaventosa battaglia, durante la quale la bestia aveva la meglio. Ma un certo punto, il bagliore di un raggio di sole riflesso nell'armatura accecò il drago: fu l'occasione giusta, il giovane scagliò la sua lancia e trafisse a morte il mostro. Tutti i cittadini si riunirono immediatamente sul luogo del combattimento per vedere con i propri occhi quello che era accaduto. Seguirono giorni di festa per celebrare il giovane, che fu premiato con dei terreni che un tempo erano di appartenenza del mostro. [modifica] Stemma e gonfaloneIl drago della leggenda, che aveva per nome Thyrus (Tiro), è riportato sullo stemma della città di Terni. Sul gonfalone della città invece, campeggia la scritta Thyrus et amnis dederunt signa Teramnis, che significa : Tiro e i fiumi Segnarono Terni. [modifica] OnorificenzeCon decreto dell'allora Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi il 13 gennaio 1960 venne conferita la Medaglia d'argento al valor civile alla Città di Terni per i 108 bombardamenti subiti e per il contributo offerto alla lotta per la liberazione. L'onorificenza venne consegnata dall'allora Prefetto Ferro al Sindaco Ottaviani durante un Consiglio Comunale straordinario che vide la presenza delle massime autorità e di numerosi cittadini.[69]
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica] I resti archeologici
[modifica] La città medioevale
[modifica] Luoghi di culto
Santuario di San Francesco (XIII secolo)
Basilica di San Valentino (IV secolo)
[modifica] I palazzi cittadini
[modifica] Vie e piazze storiche
[modifica] I monumenti di archeologia industriale
[modifica] Musei
[modifica] Luoghi naturali
[modifica] Società[modifica] Evoluzione demografica• 1960 – 1974: gli anni dello sviluppo espansivo furono caratterizzati da elevati ritmi di sviluppo demografico; in valore assoluto la popolazione passò da 94825 a 111043 unità. Il saldo demografico, tranne che nel 1961 e 1967, si mantenne costantemente superiore alle mille unità e generò un tasso medio annuo di crescita attorno al 13 per mille. Sostennero questo tipo di crescita, elevati valori della natalità (fenomeno del “baby boom”) con il relativo tasso che oscillava fra il 12,7 ed il 16,2 per mille, raggiungendo quest’ultimo valore, (massimo storico non più registrato) in corrispondenza del 1965 con 1645 nati. Più uniforme l’andamento della mortalità il quale, nonostante qualche oscillazione, procedeva secondo una tendenza di lieve ma costante crescita, muovendosi in un intervallo di valori compresi tra il 7,9 e 9,8 per mille. In valore assoluto, furono più gli anni nei quali si registrò un numero di morti inferiore a 1000 che non quelli con valori superiori. Non meno sostenuto risultò il livello dei movimenti migratori: sull’onda non ancora esaurita della favorevole congiuntura degli anni dello sviluppo economico (1951-1963), alimentati da massicci trasferimenti verso il nord Italia e dai processi di urbanizzazione, i flussi migratori dimostrarono di avere considerevole vitalità e consistenza. • 1975 -1979: gli anni dello sviluppo controllato vedono, in valori assoluti, la popolazione proseguire ancora nella sua fase di espansione, raggiungendo anche il suo massimo storico con 113241 unità, in corrispondenza del 1979. Sebbene caratterizzato da valori positivi tanto del saldo demografico quanto dei differenziali del movimento naturale (ad eccezione del 1979) e migratorio, lo sviluppo della popolazione segnalò un cambio di marcia nei suoi ritmi espansivi con l’inizio di una decelerazione che ridusse notevolmente la velocità di crescita. A determinare questo rallentamento contribuì in primo luogo il progressivo venir meno dell’apporto fino ad allora fornito allo sviluppo del movimento naturale, la cui costante riduzione in termini di saldo giunse per la prima volta a mostrare nel 1979 un valore negativo. E’ conseguenza di ciò il costante attenuarsi dei livelli di natalità (9,1 per mille) contrapposti a valori lievemente crescenti della mortalità (9,7 per mille) Anche i movimenti migratori diedero il loro apporto, sebbene in tono minore, al rallentamento della crescita della popolazione: meno consistenti rispetto al passato, soprattutto quelli in entrata, i flussi dimostrano una accentuata tendenza ad avvicinare i propri valori così da produrre differenziali sempre più ridotti. • 1980-1986: gli anni della caduta frenata vedono consolidarsi il modello a bassa natalità della società ternana che porta come risultato l’invecchiamento della popolazione e quindi il suo progressivo decremento. In termini assoluti la consistenza della popolazione scende da 113108 a 111162 unità, caduta che corrisponde ad un tasso medio annuo dell’1,35 per mille. Il differenziale del movimento naturale, a partire dal 1979, diventa definitivamente negativo e determinato in ciò dal persistente prevalere dei decessi sulle nascite. I 785 nati (7,1 per mille) rapportati coi 1084 morti (9,7 per mille) nel corso del 1986, sostanziano assai eloquentemente il divario crescente in seno alla componente naturale della popolazione; se tuttavia la negatività crescente del saldo naturale non si riflette per intero sul saldo demografico, ciò è dovuto al solo fatto che almeno in questo periodo l’effetto delle determinazioni biologiche viene in parte controbilanciato dai differenziali dei movimenti migratori, limitati ma ancora positivi. • 1987-1992: gli anni della caduta libera; è il periodo dove nulla più si oppone al continuo e crescente decremento della popolazione e dove tutti i fenomeni del precedente periodo si presentano su scala allargata. La popolazione scende fino alle 108138 unità nel 1992 e i movimenti migratori esauriscono la loro funzione di controbilanciare gli esiti negativi della componente biologica. • 1993-1999: gli anni di sostanziale equilibrio; la caduta si stabilizza e la popolazione si assesta sulle 108 mila unità. Un anno a sé stante è il 1994, in quanto è stata fatta una sanatoria che ha caratterizzato il saldo migratorio di 1129 unità ed ha permesso un saldo demografico in attivo di 634 unità; è proprio in questi anni che si riscontra il maggior divario fra tassi di natalità (media del 6,9 per mille) e tassi di mortalità ( media dell’11,3 per mille). Già dagli ultimi anni del XIX secolo con l'espansione della grande industria la città passò dai 30.000 abitanti ai circa sessantamila in poco tempo. Dopo la seconda guerra mondiale, la seconda ondata di immigrazione interna fece superare la cifra dei centomila abitanti negli anni sessanta, e allora nel nuovo Piano Regolatore degli architetti Ridolfi e Franckl, si pensò che la città raggiungesse facilmente i 200.000 in pochi decenni. Con la crisi della siderurgia degli anni settanta e ottanta, il numero degli abitanti si è stabilizzato sugli odierni 115.000. L'agglomerato urbano è rappresentato dalla conca ternana, dalla Valnerina Ternana, dalla Provincia di Rieti e dalla città di Spoleto (PG), per il quale esiste un "Accordo di pianificazione"[70], raggiunge i 372.782 abitanti. Abitanti censiti [modifica] Etnie e minoranze straniereLa popolazione straniera residente al 1º gennaio 2011 è di 11.937 abitanti e rappresenta il 10,53% della popolazione totale,[71] in aumento rispetto ad un anno prima. I gruppi nazionali più numerosi (più 500) sono: [modifica] Cultura[modifica] UniversitàCon l'apertura del triennio clinico della facoltà di Medicina, nel 1974, l'Università di Perugia compiva uno dei suoi primi decentramenti sulla città di Terni. Seguì, negli anni novanta, l'apertura della facoltà di Ingegneria, il completamento del ciclo unico di Medicina e l'avvio del Diploma Universitario in Economia Aziendale (DUEC), che diedero nuovo impulso alla vita universitaria: sono stati avviati nuovi corsi di laurea, che ospitano 5.000 iscritti nelle cinque facoltà riunite nel Polo scientifico e didattico di Terni dell'Università degli studi di Perugia:
Nell'anno accademico 2002-2003 avrebbe dovuto inaugurarsi anche la facoltà di Biotecnologie, ma disguidi e ritardi burocratici tra le varie istituzioni (Comune, Regione e Università) ne hanno bloccato l'avvio. Già alla fine degli anni ottanta, si parlava di collaborazioni con gli atenei romani. Nell'estate 2006, la Regione, dopo vari ritardi, ha finalmente posto la firma allo Statuto che sancisce il Consorzio per Terni città Universitaria, soggetto destinato a raccogliere i fondi per lo sviluppo del Polo ternano. [modifica] Centri di Ricerca
[modifica] CinemaAlla fine degli anni novanta, Roberto Benigni decise di girare nei dintorni della città, e più precisamente presso la vecchia zona industriale dismessa di Papigno, il suo film La Vita è bella, vincitore di diversi premi Oscar: i capannoni abbandonati della vecchia fabbrica della calciocianamide si adattavano perfettamente all'ambientazione delle vicende del film in un campo di concentramento nazista (anche il film Pinocchio fu completamente girato negli studi di Papigno). In conseguenza di questo episodio, e dell'esistenza del CentroMultiMediale (CMM) - struttura produttiva ora dismessa per totale inutilizzo, che ospita teatri di posa dove sono state occasionalmente girate scene sia di lungometraggi che cortometraggi, si parlò tra il 1997 e il 1998 di fare dell'impianto industriale un sorta di Città del Cinema (pubblicizzata all'epoca come "Papignolliwood"). Il progetto è stato realizzato solo in piccola parte e senza una reale bonifica dell'area, pesantemente inquinata. Gli studi di Papigno, che sulla carta vantano teatri di posa tra i più grandi in Europa, una piscina con oblò per le riprese e un teatro di posa, fornito di un enorme blue screen, destinato esclusivamente alla ripresa di scene a cui dovranno essere aggiunti effetti speciali, sono stati utilizzati solo in modo sporadico e occasionale. Recentemente, grazie ad un patto stipulato con il comune di Terni, gli studi di Papigno sono passati sotto la gestione di Cinecittà che malgrado la promessa di svolgervi almeno 150 giorni di lavoro annui, li ha di fatto adibiti al ruolo di magazzino, svolgendovi solo occasionalmente (pochi giorni negli anni) qualche attività lavorativa. L'unico dipendente degli studi costati diversi milioni di euro è stato recentemente messo in cassa integrazione. Nel corso di quasi tutto il Novecento (e non solo) diversi film, sceneggiati televisivi, spot pubblicitari e videoclip musicali sono stati ambientati nella zona. Tra questi, si citano Acciaio di Walter Ruttmann (1933), La caduta degli dei di Luchino Visconti (1969), Inferno di Dario Argento (1980), Intervista di Federico Fellini (1987) e La ragazza di Bube di Luigi Comencini (1963). Nel 1999, presso l'ospedale cittadino Santa Maria, ebbero luogo le riprese della fiction Titanus-RAI L'amore oltre la vita con Monica Guerritore, Adriano Pappalardo ed altri. La stessa RAI, al termine delle riprese, regalò all'ospedale una statua in gesso di Santa Maria utilizzata nello sceneggiato ed oggi posta all'interno della cappella dell'ospedale con tanto di targhetta attestante la donazione. Nel 2001 fu completamente ambientata a Terni la fiction Sei forte maestro. Negli studios di Papigno è stato girato La Terza Madre di Dario Argento. Inoltre, proprio nel CMM, nella primavera del 2004, fu realizzata la prima edizione del reality show Music Farm. Nel 2007 è stato girato il film Lezioni di cioccolato con Luca Argentero e Violante Placido. Il 29 novembre 2007, presso gli studi di Papigno si è svolto lo spettacolo di Roberto Benigni Quinto dell'Inferno, basato sulla Divina Commedia di Dante. Nel 2008 è stato interamente girato a Terni il film Alice per la regia del ternano Oreste Crisostomi, distribuito da Medusa Film nel 2010. Nel gennaio 2011 cominciano ufficialmente le attività della Funfactory Entertainment che produrranno al CentroMultiMediale svariati Format, Sitcom, una Fiction e un Film.[76][77] [modifica] Eventi
[modifica] Media
[modifica] Gastronomia
Terni è una città che, pur risentendo notevolmente l'influenza dei piatti tipici della vicinissima Valnerina (soprattutto per quanto riguarda legumi, salumi, olio, funghi e tartufi), è riuscita nel tempo a caratterizzarsi per alcune prelibatezze autoctone. I ternani sono degli ottimi consumatori di carne (di ogni genere, maiale soprattutto) abbinata a dei vini rossi, oltre che dei primi e dei dolciumi segnati. Di norma continuano a prediligere la pizza al taglio rispetto a quella al piatto, sebbene alcune pizzerie (al taglio) storiche del centro cittadino abbiano chiuso l'attività negli ultimi anni. La stragrande maggioranza dei paesi ai dintorni di Terni organizza nei periodi estivi delle sagre, tanto che, ormai si parla di vero e proprio circuito gastronomico del comprensorio. Ecco un elenco di piatti tipicamente ternani e di piatti abitualmente consumati dalle famiglie di Terni:
[modifica] Personalità legate a Terni[modifica] Economia ed imprese
[modifica] Politica
[modifica] Militari e forze armate
[modifica] Religione
[modifica] Arte e cultura
[modifica] Musica e spettacolo
[modifica] Sport
[modifica] Geografia antropica[modifica] Suddivisioni di TerniLa città è suddivisa in tre circoscrizioni, a seguito di una riforma amministrativa avvenuta nel 2009.[80]. In precedenza le circoscrizioni erano nove, e il loro numero è mantenuto dall'istituto del collegio di circoscrizione: La suddivisione è la seguente:
[modifica] FrazioniAcquapalombo, Appecano, Battiferro, Cecalocco, Cesi, Collegiacone, Collescipoli, Collestatte, Giuncano, Marmore, Miranda, Papigno, Piediluco, Poggio Lavarino, Polenaco, Porzano, Pracchia, Rivo, Rocca San Zenone, San Liberatore, Titurano, Torreorsina, San Carlo, La Castagna, Colle Sant'Angelo, Valenza[81]. [modifica] EconomiaTra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento la città conobbe un importante processo di industrializzazione con la creazione di numerose fabbriche. Questo processo di industrializzazione ed un parallelo sviluppo economico-imprenditoriale hanno portato la città a diventare un importante polo siderurgico, metallurgico e chimico dell'economia italiana. Nel secondo dopoguerra, il nuovo Centro Ricerche della fabbrica chimica della Polymer iniziava a studiare le fibre poliestere e acrilica, protette dal segreto durante la guerra e delle quali pertanto ben poco si conosceva. Il Centro Ricerche studiava, inoltre, la fibra clorovinilica di cui iniziava a la produzione industriale. Oggetto di ricerca era il processo di produzione del polimero clorovinilico (PVC). In questo centro lavorava nel 1954 Giulio Natta, quando riuscì a mettere a punto i catalizzatori per la polimerizzazione stereochimica selettiva delle alfa-olefine: nove anni dopo, nel 1963, Natta fu insignito del Premio Nobel per la chimica, unico finora in Italia. Il fucile Carcano, modello 91/38 matricola C2766, con il quale Lee Oswald avrebbe assassinato il presidente Usa John Fitzgerald Kennedy, fu costruito nel 1940 nella Regia fabbrica d'Armi di Terni. Nel 1992 alle acciaierie di Terni fu sequestrata la culatta del famoso "super cannone" commissionato da Saddam Hussein. Oggi l'economia cittadina è ancora imperniata sull'acciaieria, che dalla fine degli anni novanta è totalmente in mano della multinazionale tedesca ThyssenKrupp. Dopo le dure trattative del 2004 e 2005, terminate con la chiusura del reparto di produzione dell'acciaio magnetico, unico sito in Italia, il trend sembra essere positivo, con nuovi investimenti della proprietà specialmente nella produzione dell'inossidabile. Inoltre la città si sta sempre più specializzando nel settore terziario, grazie alla posizione geografica che ne fa una cerniera tra l'Umbria, Roma e il Centro Italia; e della ricerca, grazie allo sviluppo universitario e al costituendo Centro di ricerca per le cellule staminali, progetto curato dallo scienziato Angelo Vescovi, e dal centro di ricerca per le Nanotecnologie. In tutto il territorio sono presenti ben 17 multinazionali, operanti soprattutto nei settori della chimica e della tecnologia. [modifica] Fonti di energiaNel comune di Terni è presente una centrale idroelettrica (Galleto) che produce 530 MW. Due sono le centrali termoelettriche, entrambe controllate da Edison S.p.A. Nell'ambito delle energie rinnovabili si annovera TerniEnergia (installazione di impianti fotovoltaici, parchi eolici). [modifica] Infrastrutture e trasporti
Complesso 'Le Terrazze', situato accanto al raccordo RATO e alla stazione suburbana 'Le Cave'.
[modifica] StradeLa SS 675 Umbro-Laziale collega Terni all'autostrada del Sole A1 attraverso il casello di Orte; la collega, inoltre, alla città di Viterbo e, in attesa che venga completato il tratto a quattro corsie, a Civitavecchia. La SS 675 fa parte dell'itinerario europeo E45, che proseguendo attraverso la SS 3bis Tiberina, la collega con Perugia, Cesena e la A14 Adriatica. Verso la bassa Umbria orientale si utilizza la SS 209 Valnerina verso Cascia e Norcia; oppure la vecchia SS 3 Flaminia, verso Spoleto, Foligno e le Marche (strada che necessita di essere ammodernata nel tratto Terni-Spoleto). Una superstrada della quale si stanno per concludere i lavori è la Terni-Rieti; per raggiungere il capoluogo sabino ad oggi esiste solamente la SS 79 Ternana che attraversa tutta la città, che con il nuovo pezzo della tangenziale sud-est collegherà le due città attraverso tre gallerie e un ponte sospeso sulla Valnerina. Questo tratto farà parte della nuova direttrice Civitavecchia-Terni-Rieti congiungendosi alla SS 675 Umbro-Laziale nella tangenziale sud-est. È inoltre in progetto la costruzione di una superstrada verso il casello di Roma Nord attraverso la bassa Sabina in modo da mettere direttamente in contatto tutto il nodo viario di Terni e la E45 a Roma in 45/50 minuti. Un ulteriore restauro dovrà subire il raccordo fra E45, e la nuova tangenziale in direzione della zona industriale Sabbione, a causa della riconversione della E45 in autorstrada Mestre-Civitavecchia. [modifica] Distanza dalle principali città italiane
[modifica] AutobusA Terni l'ATC ha gestito tutte le linee di autobus urbani ed extraurbani fino alla fine del 2010 quando è confluita all'interno di Umbria Mobilità. Le linee urbane hanno frequenze medie di 5-10 minuti per direzione, e sono quasi totalmente servite da autobus alimentati a metano (eccetto corse speciali come bus-scolastici). Le linee sono differenziate per colore e numero e hanno tutte come capolinea la stazione di Terni Dante (eccetto la linea 3 che ha come capolinea via Mazzini). Di notevole utilità è da segnalare, inoltre, la navetta istituita nel 2006 che dal parcheggio dello Staino, sito nella zona di Viale Centurini, con una frequenza andata-ritorno di 15 minuti raggiunge Piazza San Francesco attraversando il centro storico cittadino; i servizi di parcheggio e navetta sono gratuiti. [modifica] FerrovieTerni è capolinea di una linea regionale (la Ferrovia Centrale Umbra), di una linea interregionale (Ferrovia Terni-Sulmona) e del servizio TAF con l'aeroporto Leonardo da Vinci. Inoltre Terni è servita dalla linea ferroviaria Roma-Ancona. [modifica] Trasporto passeggeriLa stazione centrale è situata sulla linea primaria Ferrovia Roma-Ancona, ed è capolinea delle due linee secondarie gestite entrambe dalla FCU. La stazione è servita da varie categorie di treni regionali e anche a lunga percorrenza come: ICplus Terni-Milano Centrale, ES AV Roma Termini-Rimini, TAF Fiumicino-Terni, Reg. Rieti-Terni-Roma Tiburtina e Reg. Terni-Perugia Centrale (via Foligno). La prima linea secondaria è la Terni-Sansepolcro, utilizzata soprattutto dagli studenti universitari. Il servizio è accusato di eccessiva lentezza: quasi due ore per collegare i due capoluoghi, anche perché la maggior parte dei treni ferma in quasi tutte le stazioni (molto frequenti) che incontra. La seconda linea secondaria è la Terni-L'Aquila-Sulmona, sulla quale sono attive le stazioni di Terni Cospea, Marmore e Stroncone: in questo tratto c'è un progetto di trasformazione in metropolitana di superficie. È in fase di progetto una nuova galleria ferroviaria che collegherà le stazioni di Terni e Spoleto in soli 10 minuti, e che sarà parte del riammodernamento della linea Ferrovia Roma-Ancona[82]. [modifica] Trasporto merciLa stazione di Terni è uno degli scali merci più importanti non solo del centro Italia ma di tutto il paese. Del milione e ottocentomila tonnellate di merci movimentate in tutta l'Umbria, quasi due terzi (ovvero circa un milione e duecentomila) riguardano il bacino ternano[83]. Nel corso del 2006-2007 alla parte esterna della stazione è stata aggiunta una nuova pensilina, più moderna e funzionale. Dalla primavera del 2008 la stazione sarà ampiamente ristrutturata anche internamente, e c'è in progetto di adibire a parcheggio multipiano lo spazio che verrà lasciato libero dallo scalo merci, una volta che questo verrà trasferito presso la costruenda piattaforma logistica. [modifica] Servizio ferroviario suburbanoIn futuro sarà attivato il servizio ferroviario suburbano (utilizzando i binari della ferrovia Terni-Perugia), che collegherà la popolosa circoscrizione Colleluna al centro città, e conterà otto nuove stazioni. Sono stati proposti due progetti: uno include la costruzione di una nuova linea che passi dalla stazione Dante, sotto la città, per arrivare fino a Colle Obito, dove c'è l'ospedale; un altro prevede di sfruttare la linea ferroviaria Terni-Rieti fino alla stazione di Stroncone. [modifica] TramFino a gli anni sessanta, era in esercizio una linea di tram che collegava la stazione Dante e la centrale Piazza Tacito con il paese di Ferentillo, attraversando tutta la Valnerina, con fermate presso l'Acciaieria, la cascata delle Marmore e il paese di Arrone. Fu soppressa, anche se oggi rimane traccia sia dei binari presso Viale Brin che della stazione di Arrone-Montefranco, a causa del miglior servizio che all'epoca offrivano gli autobus. [modifica] AeroportiLa città non dispone di un aeroporto, anche se in passato ci sono stati alcuni progetti per la sua costruzione in località San Liberato. Oggi esiste una aviosuperficie, l'Aviosuperficie Alvaro Leonardi, presso la zona di Maratta, per piccoli aerei, adibita a scuola di volo nonché a servizio delle forze di sicurezza e protezione civile e alla pratica del paracadutismo. Con la costruzione di una piastra logistica nelle immediate vicinanze, un programma ne prevederebbe l'ampliamento, con l'allungamento della pista fino a 1.400 m, la costruzione di hangar e dei servizi necessari, nonché di una torre di controllo, che ne farebbero un piccolo aeroporto per l'atterraggio velivoli privati e aerotaxi, soprattutto ad uso dei dirigenti delle numerose multinazionali presenti nel territorio[84]. Gli scali passeggeri più vicini rimangono quelli di Fiumicino (120 km), di Ciampino (100 km), di Sant'Egidio (90 km) e di Viterbo (55 chilometri). [modifica] AmministrazioneSindaco: Leopoldo Di Girolamo (Partito Democratico) dal 22/06/2009 (1º mandato) [modifica] Amministrazioni precedenti
[modifica] Gemellaggi[modifica] Patti di amicizia[modifica] Sport
[modifica] Ciclismo
Terni è stata per sei volte sede di arrivo di tappa del Giro d'Italia, la prima nel 1951, l'ultima nel 1995. La città fu inoltre sede di arrivo della prima tappa nel 1995. Nel 1978 la tappa di Terni si concluse al Lago di Piediluco comunque sempre nel comune.
[modifica] Calcio
La squadra di calcio locale è la Ternana, esistente dal 1925 e militante in serie B fino al campionato 2005-2006, quando è retrocessa in Prima Divisione, dove milita tuttora. Attualmente la seconda squadra della città è l'ASD Sporting Terni, militante nel girone E della serie D, nata nel 2009 dalla fusione tra GS Arrone, Gabelletta e Nuova Virgilio Maroso. In Eccellenza Umbra vi partecipa la Polisportiva Campitello, squadra cittadina dell'omonimo quartiere. [modifica] Calcio a 5La principale squadra locale è il Terni Calcio a 5. Attualmente iscritta nel campionato di Serie D, nasce dalle ceneri della Thyssen-Krupp Terni. Questa squadra fino alla stagione 2010-2011 ha militato in serie A2, mentre fino al 2008-2009 ha militato per diversi anni in serie A1 vantando uno dei migliori settori giovanili d'Italia, avendo conquistato negli ultimi anni uno Scudetto Under 21 (2010), due Coppe Italia Under 21 (2006, 2007, 2008) e tre campionati nazionali Juniores (dal 2005 al 2007). [modifica] PallacanestroLa squadra maggiore della città nell'ambito della pallacanestro è la Leo Basket Terni impegnata nel campionato di serie D. Ha giocato per diversi anni nelle serie B1 e B2. Un'altra squadra è l'Interamna Basket Terni impegnata anch'essa nel campionato di serie D. [modifica] MotociclismoTerni è l'unica città italiana ad aver dato i natali a due campioni del mondo di motociclismo: Libero Liberati, primo campione mondiale italiano di motociclismo nella classe 500 nel 1957, e Paolo Pileri, campione del mondo nella classe 125 nel 1975. Altri motociclisti di spessore a livello mondiale sono Mirko Giansanti ex pilota della classe 125 e 250 e il giovanissimo Danilo Petrucci che nel Motomondiale 2012 corre in MotoGP con l'azienda ternana Ioda Racing Project. [modifica] AutomobilismoBaconin Borzacchini è stato un pilota automobilistico ternano vincitore di una Mille Miglia e del Gran Premio di Tripoli. Ha vissuto a Terni nel quartiere di Campomicciolo, per un breve periodo, anche l'ex campione del mondo di Formula Uno Jenson Button.[85] [modifica] CanottaggioIl lago di Piediluco è il centro principale della Federazione Italiana Canottaggio, dove si svolgono anche meeting a livello nazionale ed internazionale. [modifica] Altri SportNelle altre discipline figurano la Nuova Terni Volley in C, la Ternana pallavolo (femminile) in C e il www.rugbyterni.it nel campionato di Serie C Élite. Fino alla stagione 2005-2006, era presente anche la squadra del CLT pallamano, che negli ultimi anni aveva spesso militato in A2. Nel nuoto sono presenti due delle maggiori società regionali, l'Umbria Nuoto e il Nuoto Club Terni. [modifica] Impianti sportiviQuesti sono i più importanti impianti sportivi della città di Terni[86]:
[modifica] Note
[modifica] Bibliografia
[modifica] Altri progetti
[modifica] Collegamenti esterni
Fonte: Wikipedia. Data: 05/24/12, 12:13 am |
Immagini
Fonte: Flickr. Twitter
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Vides
Fonte: Youtube. Ultimi Video
Fonte: Youtube. |
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