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Udine
Udine (Udin in friulano[3], Videm in sloveno, Weiden in tedesco antico) è un comune italiano di 100.032 abitanti[4], capoluogo dell'omonima provincia in Friuli-Venezia Giulia. La città è al centro di un'area urbana di circa 176.000 abitanti ed è considerata la capitale storica e capoluogo odierno del Friuli[5].
[modifica] Geografia fisica[modifica] TerritorioLa città è situata nel mezzo della regione friulana. Dista, in linea d'aria, poco più di 20 km dalla Slovenia, e circa 54 km dall'Austria. Ciò la pone in una posizione strategica, presso l'intersezione delle direttrici europee est-ovest (Corridoio 5) e nord-sud (Via Iulia Augusta, ora riconosciuta dall'Unione Europea come parte del Corridoio Baltico-Adriatico[6]), sulla via che porta verso l'Austria e verso l'est europeo. Sorge in pianura intorno ad un colle (secondo la leggenda edificato da Attila per ammirare l'incendio che lui stesso provocò alla città di Aquileia), sul quale colle è situato il castello, a pochi chilometri dalla fascia collinare, ed è costeggiata dal torrente Cormor a ovest e dal torrente Torre ad est. [modifica] ClimaIl clima di Udine è prevalentemente continentale, con temperature abbastanza elevate d'estate e relativamente rigide d'inverno, ma con minor continentalità rispetto alle città della pianura Padana centrale e occidentale. L'inverno è la stagione meno piovosa, mentre d'estate sono frequenti i fenomeni temporaleschi, anche accompagnati da forti grandinate. Risulta essere la città capoluogo di provincia più piovosa d'Italia.[7] Udine risulta una delle zone meno nevose delle pianure settentrionali, con circa 10 cm di precipitazioni nevose annuali. La decrescita rispetto ai primi decenni del secolo scorso tuttavia è minore rispetto a molte città del Nord-Ovest italiano (13 cm la media a Udine nel 1910, Torino invece ha perso ben 23 cm di nevosità, passando da 55 a 27). Dopo il decennio '91-00, con una bassissima media nevosa (4 cm), il decennio attuale mostra un discreto aumento (media di 12 cm), grazie alle abbondanti nevicate del 2005 e 2010. Le nevicate più abbondanti dal gennaio 1985 (50 cm di accumulo) furono:
Spesso sono differenti gli accumuli da nord a sud della città: verso nord infatti c'è meno disturbo eolico e spesso maggior esposizione alle correnti di SW, vere fautrici delle rare nevicate udinesi. La classica configurazione da neve per Udine è la formazione di un minimo depressionario nel golfo ligure e la sua traslazione verso il golfo di Venezia, con la formazione contemporanea di un minimo ad occhiale. Eccezione alla regole fu il gennaio '85, dove resistette ai venti di scirocco (non troppo forti però) un cuscino freddo formatosi con le straordinarie temperature dei giorni passati (record di freddo con -14,8º).
[modifica] Storia
Capitale della regione storica del Friuli, abitata dal neolitico, accrebbe presto la sua importanza grazie al declino di Aquileia prima e Cividale poi. Citata in occasione della donazione del castello cittadino da parte dell'Imperatore Ottone II nel 983 con il nome di Udene, dal 1222 divenne una delle residenze dei Patriarchi di Aquileia, grazie al Patriarca Bertoldo di Andechs che si trasferì da Cividale a Udine in seguito ad un terremoto che lesionò la sua residenza (25 dicembre). Per la sua centralità fu sempre più preferita dai Patriarchi, che vi fecero in seguito erigere il palazzo patriarcale. Nel XIV secolo Udine divenne la città più importante della regione per il commercio e i traffici a scapito di Aquileia e Cividale del Friuli. Il 7 giugno 1420, in seguito alla una guerra tra Venezia e il Patriarcato di Aquileia, la città venne conquistata dalle truppe veneziane, segnando la caduta e la fine del potere temporale dei Patriarchi. [modifica] La guerra civile del 1511
Pianta prospettica del 1652 attribuita a Joseph Heintz il Giovane, è conservata presso i civici musei del Castello
La città di Udine fu interessata, a partire dal 27 febbraio 1511, da una guerra civile passata alla storia con il nome di crudel zoiba grassa che si rivelò sanguinosa e che si estese presto a tutto il Friuli. Ad aggravare le condizioni della popolazione fu, nei giorni immediatamente successivi, un violento terremoto in seguito al quale si svilupparono numerosi incendi ed il crollo del castello cittadino. Buona ultima, giunse poi la peste a far sì che la situazione peggiorasse ulteriormente.[8] Legato alla Zoiba Grassa è l'origine friulana di Romeo e Giulietta, due giovani, Lucina e Luigi, appartenenti alle famiglie rivali dei Savorgnan e dei Da Porto.[9] [modifica] Dal dominio veneziano alla prima guerra mondialeSotto il dominio della Repubblica di Venezia dal 1420 al 1797, Udine divenne la quinta città della Repubblica per importanza e popolazione (la prima se consideriamo l'odierno Friuli-Venezia Giulia) e lo fu fino al XVIII secolo[10]. [modifica] Dalla prima guerra mondiale alla fine del 1900Durante la prima guerra mondiale Udine fu, fino alla disfatta di Caporetto, sede dell'alto comando italiano, tanto da ricevere l'appellativo di "capitale della guerra". L'ospedale psichiatrico di Sant'Osvaldo, a pochi chilometri dal comando militare delle operazioni di guerra, era stato trasformato nel 1916 in un ospedale militare. I malati di mente vennero trasferiti in altri ospedali italiani ma l'ospedale ospitava comunque un migliaio di degenti, in parte militari. Proprio nei pressi dell'ospedale si costituì un deposito di munizioni. Il 27 agosto del 1917 alle ore 11.00 il deposito di munizioni esplose, causando un disastro del quale non venne mai riconosciuto il numero esatto delle vittime civili e militari e che causò la completa distruzione delle abitazioni di una vastissima zona, della chiesa di Sant'Osvaldo e dell'asilo di Sant'Osvaldo. Il disastro, causato probabilmente dalla sottovalutazione del pericolo di stoccaggio di munizioni e gas da parte dei militari italiani, passò sotto censura da parte delle autorità militari, peraltro in quei mesi presenti in città per dirigere la guerra, e viene ricordato dalla popolazione udinese con il nome di "scoppio di Sant'Osvaldo" o "la Polveriera di Sant'Osvaldo".[11] Meno di due mesi dopo seguì la Disfatta di Caporetto, il 24 ottobre 1917. Nel primo dopoguerra la città divenne capoluogo della Provincia del Friuli, che comprendeva l'allora provincia di Gorizia (fino al 1927), e le attuali province di Pordenone (fino al 1968) e Udine. Dopo l'8 settembre 1943 venne posta sotto la diretta amministrazione del III Reich che cessò con la fine dell'occupazione tedesca nell'aprile 1945. Il 6 maggio 1976 la città venne colpita dal disastroso terremoto del Friuli. Sebbene a Udine il numero delle vittime non fu elevato, Udine contribuì in modo sostanziale alla ricostruzione, organizzando gli aiuti alla popolazione colpita. In seguito al disastroso terremoto, venne nominato dal Governo italiano commissario per la Protezione civile Giuseppe Zamberletti. Proprio in quella occasione nacque una moderna e organizzata Protezione civile italiana. Gli anni di piombo colpirono anche la città. Nel 1978 ne fu vittima il maresciallo Antonio Santoro. [modifica] SimboliLo stemma del Comune di Udine è uno scudo bianconero sormontato da una corona ducale, che peraltro riprende lo stemma della Famiglia Savorgnan. Sulla corona ducale è posto un cavallo nascente. Lo scudo è circondato da un ramo di alloro e un ramo di quercia, legati insieme da un nastro tricolore al quale è appuntata la medaglia d'oro al valor militare. Altri simboli di Udine sono:
[modifica] OnorificenzeLa città è stata decorata con la croce al merito di guerra (1915-1918). Udine è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.
[modifica] RicorrenzeLe ricorrenze principali della città di Udine:
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesseTra i monumenti più famosi: il Castello sito su di un colle che domina la città, il Duomo, la Loggia del Lionello, il Palazzo Arcivescovile con gli affreschi del Tiepolo, la piazza Libertà in stile veneziano e piazza San Giacomo, che rappresenta il cuore cittadino assieme a via Mercatovecchio. Per quanto riguarda le opere moderne, da segnalare il Teatro Nuovo Giovanni da Udine, inaugurato nel 1997, il progetto porta la firma dell'ingegner Giuliano Parmegiani e dell'architetto Lorenzo Giacomuzzi Moore. [modifica] Architetture di piazza Libertà e del castello
Affacciata sulla centrale piazza Libertà (anticamente chiamata Contarena), è una loggia pubblica in stile gotico veneziano, i cui lavori iniziarono nel 1448 ad opera di Bartolomeo delle Cisterne su disegno dell'orafo Nicolò Lionello e terminarono nel 1457. Nei secoli a seguire subì varie modifiche e, a seguito del rovinoso incendio che la distrusse nel 1876, fu restaurata da Andrea Scala che tenne fede ai disegni originali. Gran parte delle opere che erano presenti all'interno sono ora conservate nel museo della città. Fra queste ricordiamo il ciclo di tele della Serenissima Repubblica di Venezia e la Madonna con bambino di Giovanni Antonio de' Sacchis, datata 1516.
Di fronte alla loggia del Lionello si trovano la loggia ed il tempietto di San Giovanni, erette nel 1533 dall'architetto lombardo Bernardino da Morcote. La loro realizzazione comportò numerosi problemi, sia sul piano urbanistico che pratico. L'opera che ne risultò ha un vago sapore brunelleschiano. La chiesa, anticamente dedicata a san Giovanni, ora è adibita a tempietto ai Caduti. Sempre di fronte alla loggia del Lionello, si ergono le statue di Ercole e Caco, attribuite a Angelo de Putti.
Inglobata nella loggia di San Giovanni, la torre fu costruita nel 1527 su disegno di Giovanni da Udine che si ispirò alla torre veneziana di piazza San Marco. Alla sua sommità sorgono i due mori che battono le ore su una campana, le attuali sculture in rame risalgono al 1852 ed hanno sostituito quelle originali in legno.
Da piazza Libertà si prosegue lungo la salita del Castello, dove poi si attraversa l'arco Bollani, del 1556, progettato da Andrea Palladio e sormontato dal leone di San Marco. Si percorre quindi la loggia del Lippomano, datata 1487. Si giunge così alla chiesa di Santa Maria di Castello, la più antica della città. Alla chiesa di Santa Maria è addossata la casa della Confraternita, edificio medievale restaurato nel 1930. Accanto sorge l'arco Grimani eretto nel 1522 in onore del doge omonimo, originariamente situato in via Portanuova e qui ricomposto nel 1902, attraverso l'arco si giunge al piazzale del castello.
L'imponente costruzione domina il colle e l'intera città di Udine. Da tempo immemorabile, era presente sul colle un sito fortificato testimoniato dai resti neolitici e romani ritrovati sul colle del castello. Dopo numerosi rimaneggiamenti quest'ultimo fu gravemente danneggiato nel terremoto del 1511. Il 2 ottobre 1517 fu dato avvio alla ricostruzione, che tuttavia si protrasse a lungo nel tempo, per mancanza di fondi, vastità e complessità dei lavori. Questi vennero inizialmente affidati a Giovanni Fontana, che però lasciò la città rinunciando all'incarico nel 1519. L'aspetto romano-cinquecentesco dell'edificio, che lo rende più simile ad una residenza signorile che ad una infrastruttura militare, è dovuto all'intervento di Giovanni da Udine, che, a partire dal 1547, riprese e portò a termine il cantiere. Altre modifiche interne furono apportate nei secoli successivi per poterlo adibire agli usi più vari: carcere, caserma, sede municipale ecc. Il castello ospita il salone del Parlamento della Patria del Friuli risalente al XII secolo è uno più antichi d'Europa.
Sullo spiazzo erboso alla sommità del colle del castello, sorge la casa della Contadinanza in cui risiedevano i rappresentanti dei contadini friulani, terzo corpo politico della Patria del Friuli. Quella attuale è la copia qui ricomposta nel 1931 di un edificio risalente al XVI secolo che si trovava tra via Vittorio Veneto e via Rauscedo. L'edificio ha in seguito ospitato l'armeria del castello e nei tempi più recenti è stato adibito a locale per la degustazione di prodotti tipici friulani. [modifica] Architetture religioseUdine è sede arcivescovile. Edificato a partire dal 1236 per volere del patriarca Bertoldo di Andechs-Merania. La costruzione venne ultimata in un centinaio di anni. A fianco del Duomo si trova il campanile con il battistero, sede di un piccolo Museo del Duomo. Si tratta della più antica chiesa di Udine, risalente al XII secolo e posta sul colle del castello. Posta a destra del Duomo, fu eretta nel 1757 per volere del cardinale Daniele Dolfin, il quale fece acquistare ed abbattere il precedente teatro appartenente alla famiglia Mantica, in modo che vicino alla cattedrale cittadina non fosse presente un luogo di divertimento. Il progetto fu affidato a Luca Andreoli. All'interno affreschi di Giambattista Tiepolo e del figlio Giandomenico.
Particolare della facciata della chiesa di Sant'Antonio Abate con stemma della famiglia Dolfin
In origine era un edificio in stile gotico risalente al XIV secolo, venne eretta per volere del patriarca Nicolò di Lussemburgo, e poi trasformata nel 1733 con la facciata ad opera di Giorgio Massari, si trova nei pressi di piazza Patriarcato. Oggi sconsacrata, è utilizzata come auditorium ed ospita mostre ed esposizioni.
Costruita dai frati Carmelitani nel XVI secolo s'incontra percorrendo via Aquileia, all'interno è custodito il sarcofago del Beato Odorico da Pordenone.
Situata presso l'Istituto Filippo Renati, risalente al 1762 è oggi sede della parrocchia ortodossa romena
Detta chiesa delle zitelle fa parte dell'antico convitto di via Zanon fondato nel 1595.
Risale al 1733, in stile neoclassico, si trova in via Mantica.
Qui si può ammirare il bel portale in puro stile rinascimentale scolpito nel 1518 dallo scultore lombardo Bernardino da Bissone.
La chiesa fu consacrata nel 1266 e con l'attiguo convento costituisce l'inizio della penetrazione dell'ordine dei frati francescani nel Patriarcato di Aquileia. Attualmente la chiesa (oggi sconsacrata) è utilizzata per mostre temporanee, mentre il convento è la sede del Tribunale.
Eretta nel 1378 per volere della Confraternita dei pellicciai, inizialmente come cappella poi ingrandita, è situata nell'antica piazza delle Erbe, oggi piazza Matteotti, ma più conosciuta come piazza San Giacomo. La facciata attuale risale al 1525 ad opera di Bernardino da Morcote, mentre la cappella laterale fu aggiunta dopo il 1650. Accanto sorge la Cappella delle anime realizzata nel 1744 con all'interno una tela di Michelangelo Grigoletti.
Fu eretta a partire dal 1760, aperta al culto nel 1780 e terminata solo nel 1831 in borgo Grazzano. All'interno una pala del 1529 raffigurante San Giorgio che uccide il drago, opera di Sebastiano Florigerio.
Si trova in via Valvason, faceva parte dell'antico convento duecentesco dei domenicani, fu consacrata nel 1285, l'attuale edificio risale al XIX secolo, all'interno affreschi di Andrea Urbani.
L'edificio originario, situato in via Crispi, risale al 1395, fu poi ricostruito su progetto di Giorgio Massari nel XVIII secolo.
Risalente al 1574 si trova in via Pracchiuso, uno degli antichi borghi della città, qui si svolge annualmente la festa dedicata al Santo.
Edificata nel 1959 su progetto di Giacomo Della Mea, all'interno presenta mosaici di Fred Pittino, bronzi di Giulio e Max Piccini e nel pronao graffiti di Ernesto Mitri.
Si trova presso l'Educandato Uccellis, risalente al XVII secolo, all'interno presenta affreschi di Giulio Quaglio.
Realizzato tra il 1925 ed il 1936 per volere di mons. Cosattini su progetto di Provino Valle, con la sua mole domina l'antistante piazzale XXVI luglio 1866, all'interno sono conservate 25.000 salme di caduti durante la prima guerra mondiale.
Edificio settecentesco a pianta esagonale in stile barocco commissionato dal Conte Manin a Domenico Rossi, sorge nei pressi di Palazzo Torriani, all'interno opere dello scultore Giuseppe Torretti.
Annessa al Palazzo del Monte di Pietà ospita opere di Giulio Quaglio. Galleria fotografica degli edifici religiosi di Udine
[modifica] Palazzi
È uno dei più celebri tra i palazzi della città.
Il palazzo Antonini-Belgrado dal 1891 è sede della Provincia, si trova ai lati del palazzo Arcivescovile, risale alla seconda metà del XVII secolo, in stile barocco, all'interno è affrescato con scene storiche e mitologiche di particolare pregio ad opera di Giulio Quaglio. Ex-sede della filiale della Banca d'Italia.
Fu la prima sede dell'Università degli Studi di Udine, ora sede della facoltà di lettere e filosofia, risale agli inizi del XVII secolo.
Realizzato nel XVII secolo in piazza Marconi, ospita la Biblioteca civica Vincenzo Joppi
Tipico esempio d'architettura in stile Liberty del XX secolo è il palazzo del Comune o D'Aronco dal nome dell'architetto friulano Raimondo D'Aronco che lo progettò. Fu costruito a partire dal 1911 sul luogo di un precedente edificio del '500, fu ultimato nel 1932.
Situato in via Savorgnana, in stile neoclassico risale al XVIII secolo e nel 1969 è stato donato al Comune di Udine, è dotato di un giardino con annessa loggetta. Dopo il restauro è stato destinato ad ospitare le Gallerie del Progetto e una sezione della GAMUD con gli archivi di architettura e design, inoltre è sede dell'Assessorato al Turismo e alla Cultura e di un punto d'informazioni turistiche.
Storico palazzo, situato tra le vie Cavour e Savorgnana, di fronte alla sede municipale nel pieno centro storico, è stato riaperto al pubblico nel 2010 dopo un restauro durato sei anni e costato più di 9 milioni di euro, ed è destinato a diventare la sede della nuova Galleria d’arte moderna. Il complesso, costituito dal cinquecentesco palazzo Savorgnan della bandiera e dalla contigua casa Cavazzini, presenta al piano terra ritrovamenti archeologici visibili attraverso il pavimento in vetro. Si tratta di una vasca-cisterna veneziana del XVI secolo e di un deposito di vasellame protostorico databile alla prima metà del ferro (seconda metà dell’VIII secolo a.C.), che costituisce il ritrovamento più antico documentato nel sito. Nell’appartamento Cavazzini sono presenti inoltre affreschi di Afro Basaldella in corso di restauro. Nel primo piano del palazzo Savorgnan della Bandiera sono presenti degli affreschi assegnabili alla seconda metà del Trecento, testimonianze pittoriche di soggetto profano e di notevole importanza per lo studio della pittura gotica in area friulana. In una delle due sale dove sono stati ritrovati gli affreschi si sono conservate tracce di una decorazione raffigurante un tendaggio retto da giovinette e giovani a mezza figura secondo schemi ispirati all’iconografia di composizioni sacre. A giudicare dalla decorazione l’ambiente fu forse adibito ad alcova: i giovani infatti sorreggono il tendaggio come a proteggere l’intimità della stanza. Appartenente ad epoca successiva, invece, dovrebbe essere la decorazione della sala adiacente, con le pareti occupate interamente da comparti geometrici e da formelle quadrangolari a finto marmo con figure mostruose e fantastiche derivate dalle tradizioni del bestiario medioevale.
Annoverata tra i capolavori dell'architettura del XX secolo, progettata dall'architetto Carlo Scarpa.
[modifica] TeatriQuesti sono i principali edifici cittadini che ospitano manifestazioni teatrali e di spettacolo (per quanto riguarda gli enti e le associazioni teatrali si veda la sezione Cultura/Teatro):
[modifica] Altre architettureEssendo Udine una ex città industriale oggi convertita al terziario, sono presenti numerosi siti di archeologia industriale, su tutti il sito delle acciaierie SAFAU nella parte sud della città e lo stabilimento dismesso Dormisch - Birra Peroni. Altri importanti siti come quelli delle acciaierie Bertoli nella parte nord della città e lo stabilimento della Birra Moretti a poca distanza dal centro storico sono stati demoliti per la realizzazione di lottizzazioni residenziali, direzionali e commerciali. [modifica] FontaneLe principali fontane di Udine
[modifica] Piazze
Galleria fotografica delle principali piazze di Udine
[modifica] Le roggeDelle sei rogge che la attraversano nel Medioevo, sono sopravvissute la roggia del Ledra, la roggia di Udine e la roggia di Palma. Proprio lo studio dei salti delle rogge cittadine permisero ad Arturo Malignani di divenire un pioniere nello studio delle centrali idroelettriche. [modifica] Parchi e giardini
Altre aree verdi di minori dimensioni sorgono in ogni quartiere cittadino.[15] [modifica] Società[modifica] Evoluzione demograficaNonostante negli anni '90 ci sia stato un progressivo spopolamento del comune di Udine a favore dei comuni del circondario, l'andamento demografico nell'ultimo decennio è comunque positivo grazie all'immigrazione di cittadini stranieri. L'andamento demografico di Udine e del circondario nel suo complesso è quindi in crescita costante. Nel Febbraio 2012 Udine ha di nuovo superato i 100.000 abitanti Abitanti censiti [modifica] Etnie e minoranze straniereDei 4 capoluoghi di provincia della regione Friuli-Venezia Giulia, al 31 Dicembre 2010 Udine ha la seconda più alta percentuale di residenti stranieri: 13.488 presenze ovvero il 13,05% della popolazione totale, superiore alla media regionale dell'8%.[16][17]
[modifica] Lingue e dialetti
A Udine, accanto alla lingua italiana, la popolazione utilizza il friulano centro-orientale, una variante della lingua friulana. La città è inserita nella lista dei comuni in cui si parla il friulano, lingua tutelata dallo stato italiano con la L. 482/1999 sulle minoranze linguistiche storiche e nel territorio comunale vige la Legge regionale 18 dicembre 2007, n. 29 "Norme per la tutela, valorizzazione e promozione della lingua friulana"[18], con la quale la Regione Friuli Venezia Giulia stabilì le denominazioni ufficiali in friulano standard e in friulano locale dei comuni in cui effettivamente si parla il friulano. A Udine si parla, inoltre, un dialetto di tipo veneto, l'udinese, ormai quasi in disuso. [modifica] Istituzioni, enti e associazioniA Udine hanno sede la Provincia presso il palazzo Antonini-Belgrado in piazza Patriarcato, alcuni uffici e dipartimenti della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia ospitati presso il nuovo palazzo della Regione in via Sabbadini. La città è sede del comando Brigata Alpina Julia.
[modifica] Qualità della vitaUdine con la sua provincia si attesta in buone posizioni nelle classifiche sulla qualità della vita stilate dai due maggiori quotidiani economici e da Legambiente.
[modifica] Cultura[modifica] Biblioteche
[modifica] ScuoleSono presenti in città 21 scuole primarie suddivise in 4 circoli scolastici, 8 scuole secondarie, 11 istituti d'istruzione superiore tra i quali il Liceo ginnasio Jacopo Stellini, dal 1981 inoltre vi è la possibilità di frequentare il Conservatorio statale di Musica Jacopo Tomadini. Alle suddette scuole pubbliche si affiancano alcuni istituti privati soprattutto nell'ambito delle scuole dell'infanzia. [modifica] Università
Targa in friulano all'ingresso di Palazzo Florio, sede del Rettorato
L'Università degli studi di Udine è stata fondata nel 1978 nell'ambito degli interventi per la ricostruzione del Friuli in seguito al terremoto del 1976. L'istituzione dell'università, in particolare delle facoltà di medicina e di magistero, era stata richiesta fin dagli anni cinquanta: il Comitato per l'università friulana, presieduto da Tarcisio Petracco, aveva raccolto 125.000 firme a favore della fondazione dell'ateneo. Ha tra i suoi obiettivi, oltre alla ricerca e alla formazione, comuni a tutti gli atenei, anche quello di "contribuire al progresso civile, sociale ed economico del Friuli e di divenire organico strumento di sviluppo e di rinnovamento dei filoni originari della cultura, della lingua, delle tradizioni e della storia del Friuli"[35]. L'università ha promosso la costituzione de diverse istituzioni:
I progetti d'impresa presentati dall'ateneo hanno inoltre vinto il "Premio nazionale dell'innovazione nel 2003, 2004 e 2006. Nel 2004 ha visto la luce, su spinta dei docenti laureatisi alla Scuola normale superiore di Pisa, la Scuola superiore dell'università di Udine, l'istituto d'eccellenza dell'ateneo friulano. [modifica] MuseiDal 1906 hanno sede presso il Castello. Ospita opere di artisti friulani, in particolare dei tre fratelli Basaldella, Afro, Mirko e Dino, inoltre vi è confluita la collezione Astaldi, con opere dei maggiori pittori moderni italiani (Renato Guttuso, Lucio Fontana...), che ne fanno uno dei più importanti musei d'Italia per l'arte moderna.
[modifica] MediaElenco dei media di diffusione locale con sede o fruibili a Udine:
[modifica] CinemaDal 2000 grazie all'opera della FVG film commission si sono realizzate diverse produzioni cinematografiche che hanno avuto come location la città, tra queste: La ragazza del lago, Come Dio comanda, Riparo-Anis tra di noi di Marco Simon Puccioni. Dal 1999 Udine è la sede del Far East Film Festival, un'importante rassegna cinematografica sul cinema del lontano Oriente. [modifica] TeatroQuesti sono gli enti e le associazioni teatrali principali della città (per quanto riguarda gli edifici si veda la sezione Monumenti e luoghi d’interesse/Teatri):
[modifica] Cucina udinese
La dominazione veneziana ha lasciato tracce importanti nella cucina udinese. La cucina friulana è caratterizzata da piatti sostanziosi come la polenta, il frico, le minestre e i minestroni, i prodotti dalla macellazione del maiale, la brovada e il musetto, le frittate, soprattutto con le erbe del territorio, la selvaggina, generalmente accompagnati da vino bianco (taj di blanc) o rosso (taj di neri). Recentemente si sono introdotti nella cucina locale piatti della tradizione slava, in particolare il gulasch e i cevapcici, accompagnati da polenta, e infine prodotti del territorio quali il prosciutto di San Daniele, la trota e gli asparagi. Relativa l'influenza della cucina goriziana (patate in tecia). Marginale, invece, l'influenza della cucina triestina su quella udinese, sopravvissuta quasi esclusivamente nell'offerta della jota e dei bolliti. Importante la produzione di formaggi, in particolare del Montasio (detto in passato latteria), ingrediente principale del frico e dei salumi, fra i quali il prosciutto di San Daniele, il salame, la soppressa, il lardo, la lingua, il prosciutto cotto nel pane. Il pane ha la caratteristica forma del doppio cornetto. I piatti della cucina udinese si trovano nelle sopravvissute osterie udinesi. Fra i dolci, tipici sono la gubana e gli strucchi, i crostoli durante il periodo del carnevale e le favette fra i Dolci dei morti. I principali vini della produzione locale sono, fra i grandi bianchi friulani, il Friulano, il Pinot, il Picolit, il Ramandolo, il Verduzzo, la Ribolla, e fra i rossi, il Merlot, il Cabernet, il Refosco. Notevole anche l'offerta delle grappe. La cucina udinese, oltre che nelle osterie e nelle trattorie della cinta cittadina, si può trovare nelle sagre. In Borgo Grazzano, è tipica la sagra delle rane (crots). Da diversi anni Friuli Doc è un'importante vetrina dedicata alla cucina locale. Alcune pietanze vengono preparate in occasione di ricorrenze particolari. E' il caso della trippa, preparata in brodo o in umido (vigilia di Natale), l'aringa con la cipolla il Mercoledì delle Ceneri, il vin brulè il giorno dell'Epifania. [modifica] La polenta
Un capitolo a parte merita la polenta, piatto principale della dieta delle famiglie più povere dei friulani e degli udinesi per almeno cento anni, dalla metà del 1800 alla seconda guerra mondiale. L'inchiesta Jacini sulle condizioni di vita della popolazione agricola italiana (1881-1886) riconosce come la polenta di granturco al momento dell'unificazione fosse l'unico alimento accessibile per la maggior parte delle famiglie friulane contadine. La grande prevalenza dell'uso del granturco sugli altri alimenti originava dalla distruzione dei raccolti delle patate a causa del fungo peronospora intorno al 1850 e dell'infezione della filossera per la vite, oltre che dalla generale crisi agraria. Cotta nella cjalderie (paiolo) di rame sul fogolâr (caminetto), la farina di granturco cotta nell'acqua faceva da colazione, pranzo e cena per le famiglie di contadini. La polenta, a differenza della pasta, non si presta a molte varianti nella cucina. Laddove la pasta può essere lessata e condita, ma anche riempita, oppure fatta al forno in forma di pasticcio, aggiunta alle minestre, e persino aggiunta alla frittata, la polenta è poco versatile, e può essere servita solo cotta nel paiolo o al massimo pasticciata, ovvero preparata a strati con ragù o funghi. Con il mutamento delle condizioni di vita della popolazione e l'accesso della donna nel mondo del lavoro è diventata una pietanza assai più limitata nel consumo per via dei tempi di cottura necessari che consistono in almeno 45 minuti. Sostituita dal pane e dalla pasta, è diventata soprattutto un accompagnamento per gli spezzatini, i gulasch e i piatti di selvaggina, in sostanza un piatto invernale e persino di festa, oppure viene servita a fette nelle sagre, sempre con diversi accompagnamenti. [modifica] Personalità legate a Udine
[modifica] Eventi
[modifica] Eventi musicaliUdine grazie alla presenza dello Stadio Friuli ospita spesso importanti manifestazioni musicali a livello nazionale ed internazionale, nell'estate 2009 si sono tenuti 3 importanti concerti che hanno visto la presenza di circa 120.000 spettatori[40].
[modifica] Geografia antropicaIl comune ha un'estensione di 55,81 km² e ha un'altitudine di 113 m s.l.m..
Il 30 gennaio 2009 è stato sottoscritto a Udine il patto per il Sistema Urbano Udinese[43] tra i Comuni di Udine, Campoformido, Martignacco, Tavagnacco, Pasian di Prato, Pradamano, Tricesimo, Pozzuolo del Friuli, Pavia di Udine, Remanzacco, Pagnacco e Povoletto, con l'obiettivo di promuovere la cooperazione a livello sovracomunale nell'ambito dei settori dell'ambiente, mobilità e pianificazione. [modifica] Frazioni
Da quando esistono le circoscrizioni le frazioni sono considerate come quartieri cittadini. Alcune di esse sono periferiche al centro storico, come Cussignacco, Laipacco, Paparotti, altre sono appena fuori, come Chiavris, una zona circostante ad una rotatoria inserita in piena città, per la quale oramai il termine frazione è del tutto fuorviante. In generale sono ancora poche le frazioni non conurbate alla città, e sono ancora di meno quelle che conservano una definita identità di paese. Tra queste possiamo ricordare Godia, che si trova a circa 6 km a nord-est dal centro cittadino, e San Bernardo che è situata anch'essa nell'estrema periferia nord-orientale del comune udinese e lambisce i confini dei comuni di Reana del Rojale e Povoletto. Le frazioni e le principali località e quartieri:
[modifica] Suddivisione amministrativaUdine è amministrativamente suddivisa in 7 circoscrizioni che comprendono quartieri e frazioni cittadine. Fino al 2008 erano dotate di propri organi amministrativi ad elezione diretta, con l’entrata in vigore della nuova legge finanziaria questi organi rappresentativi sono stati soppressi e sostituiti da un consigliere comunale che funge da rappresentante circoscrizionale.
[modifica] Suddivisioni storicheA Udine sono presenti 7 borghi storici rientranti nell'area delimitata dalle antiche mura medievali oggi facenti parte del centro storico e quindi della 1 circoscrizione, inoltre si aggiungono alcune contrade storiche al di fuori delle mura come la frazione di Cussignacco. Attraverso il comitato dei borghi storici vengono organizzate feste e manifestazioni culturali in ogni borgo cittadino. I borghi sono:
[modifica] EconomiaUdine è al primo posto tra i quattro comuni capoluogo della regione per reddito imponibile medio ai fini Irpef (dati 2010).[45][46] Le attività economiche peculiari del capoluogo friulano sono legate principalmente alla sua funzione amministrativa e culturale essendo sede di Provincia, Regione, ospedali, banche, scuole, università e vari enti e associazioni. Di grande importanza anche il ruolo del commercio che ha sempre caratterizzato Udine come città emporiale punto di riferimento per tutto il Friuli, di contro è andata via via perdendo il ruolo di città industriale, sono stati infatti chiusi i grandi stabilimenti soprattutto nel settore siderurgico ed alimentare, ad essi si sono sostituiti piccoli e medi insediamenti che hanno trovato spazi adeguati nella cosiddetta ZIU ovvero la Zona Industriale Udinese, presente a sud della città. [modifica] IndustriaAll'industria pesante oggi in fase di generale declino, si è sostituito con successo il modello dell'azienda manifatturiera medio-piccola, a struttura generalmente familiare, derivante dall'esperienza dell'artigianato. Le industrie siderurgiche, un tempo presenti nel capoluogo friulano (acciaierie Bertoli, SAFAU) si sono trasferite nell'hinterland udinese (ABS di Cargnacco) oppure lontano dal capoluogo (Danieli di Buttrio e Pittini di Osoppo). Hanno cessato la loro attività anche importanti stabilimenti dell’industria alimentare come la Birra Moretti e la sede di imbottigliamento della Coca-Cola. [modifica] ServiziI grandi stabilimenti industriali sono stati sostituiti da una fitta rete di distribuzione commerciale di dimensioni medio-grandi concentrata specialmente a nord della città, sulla cosiddetta Tresemane o strada degli acquisti. Il settore terziario, soprattutto nell'hinterland udinese, ha raggiunto un grande peso economico e rappresenta circa 2/3 dell'occupazione totale. Sono presenti numerosi insediamenti della grande distribuzione organizzata e specializzata, nel territorio comunale sorgono 1 parco commerciale e 3 ipermercati, nei vicini comuni dell’hinterland, insistono invece 5 centri commerciali (Martignacco, Pradamano, Tavagnacco, Cassacco e Basiliano) e 7 ipermercati. Sono presenti inoltre 2 grandi complessi cinematografici, i cosiddetti multiplex, rispettivamente con 2.500 posti in 12 sale e 2.122 posti in 11 sale. Nel centro cittadino opera un circuito di 5 sale ospitate in 2 cinema multisala con un totale di 722 posti. Di una certa importanza anche il quartiere fieristico di UdineFiere[47], sorto nell’area che ospitava l’ottocentesco Cotonificio Udinese presso Torreano nel confinante comune di Martignacco. Il complesso occupa una superficie di 240.000 m² ed è dotato di 9 padiglioni che con le aree esterne offrono un’area esposistiva di 31.000 m². Vi si svolgono una decina di eventi annuali tra cui il salone internazionale della sedia e la fiera Casa moderna[48]. Nel 2006 in seguito alla fusione con la fiera di Gorizia si è costituita la Udine e Gorizia Fiere spa, nel complesso il polo fieristico conta su circa 500.000 visitatori annui. [modifica] Infrastrutture e trasporti
Essendo Udine una città situata in prossimità dei confini con Austria e Slovenia è interessata dal passaggio di importanti vie di comunicazione. Fra le principali ricordiamo:
Funge da raccordo per alcune delle principali strade regionali della zona. Iniziano qui la SR 56, la SS 54, la SR 353, la SR 464 e la SR 352. La città è dotata di due tangenziali: È in progetto la realizzazione della tangenziale Est da Salt di Povoletto a Cerneglons di Remanzacco. [modifica] Trasporto urbanoIl mezzo di trasporto più utilizzato è l'automobile, con una media di 65 auto private ogni 100 abitanti. Udine è una delle città in Italia con il maggior consumo pro capite di carburante[49]. Il traffico urbano, specie negli ultimi anni, è molto consistente, spesso critico nelle zone del centro come via Poscolle, via del Gelso, via Zanon o nei dintorni come viale Leonardo da Vinci, viale Cadore, piazzale Osoppo (la zona più inquinata dalle polveri sottili), viale della Vittoria, viale Palmanova e via Martignacco. Il principale mezzo pubblico è l'autobus, che risulta essere molto utilizzato. La Società Autotrasporti Friuli-Venezia Giulia (SAF) gestisce il trasporto urbano. Sono attive 11 linee urbane, più altre linee speciali istituite nel periodo scolastico. Attualmente è, in Italia, la città con il minor impatto ambientale dei mezzi pubblici[49]. Elenco delle linee urbane di autobus[50]
(Nei giorni festivi il percorso si effettua con tratta Ospedale Civile - Stazione Ferroviaria)
(attiva solamente nei giorni feriali esclusi i mesi di luglio e agosto)
(attiva solamente nei giorni feriali)
(attiva solamente nei giorni feriali)
(attiva solamente nei giorni festivi con corse pomeridiane attive esclusivamente per il periodo Ottobre - Novembre)
(viene attivata in occasione delle Manifestazioni Fieristiche)
[modifica] FerroviaLa stazione di Udine è la più importante stazione della regione Friuli-Venezia Giulia per numero annuale di passeggeri[51], ed è capolinea di 5 linee ferroviarie: Esistevano in precedenza progetti di collegamento con Majano di cui rimangono tuttora delle tracce come il viadotto che passa sopra il Cormor nei pressi di Pagnacco, un viadotto in rovina che doveva passare sopra Viale Vat e il terrapieno che segue il percorso dalla periferia di Udine fino a Pagnacco. Altro progetto era la ferrovia Udine-Portogruaro il cui tratto comincia a Lestizza e termina nei pressi di Teglio Veneto; l'intero percorso ora è utilizzato come strada provinciale denominata SP 95. La stazione è servita dai seguenti collegamenti diretti:
[modifica] Stazioni della cittàDall'8 giugno 2008, il comune di Udine ha anche un'altra stazione, situata nella zona orientale, denominata San Gottardo a servizio dell'omonima frazione. Si trova sulla linea ferroviaria Udine - Cividale. La città è dotata anche di altre stazioni ferroviarie, PM Vat, sulla ferrovia Pontebbana e Udine Parco, sulla ferrovia Udine-Trieste, che tuttavia non effettuano servizio viaggiatori. [modifica] Aeroporto
Da ricordare inoltre che a pochi chilometri da Udine è presente l'aeroporto militare di Rivolto sede delle Frecce Tricolori. [modifica] AmministrazioneSindaco: Furio Honsell (centrosinistra: PD, Lista civica "Innovare con Honsell", SEL, SA, IDV) dal 28/04/2008 (1º mandato) [modifica] Amministrazioni precedenti
[modifica] Consolati[modifica] GemellaggiFonte: Comune di Udine - ufficio gemellaggi
[modifica] Città amiche
[modifica] Sport
[modifica] Eventi sportiviIl 5 giugno 1983 la città vede l'arrivo della tappa finale del 66º Giro d'Italia, vinto da Giuseppe Saronni. Il 3 giugno 1990 si conclude invece la 13º tappa del 73º Giro d'Italia con la vittoria di Mario Cipollini. Sempre nel mese di giugno dello stesso anno, Udine ospita 3 incontri del girone E dei mondiali di calcio di Italia '90. [modifica] Impianti sportivi
[modifica] Galleria fotografica[modifica] Note
[modifica] Bibliografia
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
[modifica] Collegamenti esterni
Fonte: Wikipedia. Data: 05/24/12, 2:13 am |
Immagini
Fonte: Flickr. Twitter
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Vides
Fonte: Youtube. Ultimi Video
Fonte: Youtube. |
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