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Valle d'Aosta
Carta fisica della regione in lingua francese
La Valle d'Aosta (Vallée d'Aoste in francese, Vâl d'Aoûta in valdostano, Ougschtaland in walser) è una regione a statuto speciale dell'Italia nord-occidentale con capoluogo Aosta. La Valle d'Aosta fa parte dell'Euroregione Alpi-Mediterraneo. Confina a nord con la Svizzera (Distretti di Entremont, di Hérens e di Visp nel Canton Vallese), a ovest con la Francia (dipartimenti dell'Alta Savoia e della Savoia, nella regione Rodano-Alpi), a sud e ad est col Piemonte (province di Torino, Biella e Vercelli). È la regione più piccola d'Italia con 3.263 km² di superficie e anche quella meno popolata con 127.836 abitanti.[3] Con un PIL pro capite pari a 26.756 € si piazza seconda nella classifica tra le regioni/province autonome d'Italia[4].
[modifica] Geografia fisica
La Valle d'Aosta è la più piccola regione italiana e si trova in mezzo delle Alpi, circondata da quattro dei monti più alti di tutta Italia ed Europa (Monte Bianco, Cervino, Monte Rosa e Gran Paradiso) ed attraversata dalla Dora Baltea, importante affluente di sinistra del fiume Po. I valichi più importanti sono il Colle del Piccolo San Bernardo e il Colle del Gran San Bernardo, cui corrisponde il traforo omonimo. La parte meridionale del territorio è occupata dal Parco Nazionale del Gran Paradiso (Parc National du Grand-Paradis), istituito nel 1922 per salvaguardare alcune specie di flora e fauna alpina in via d'estinzione come stambecchi, camosci, marmotte ed ermellini. Le valli sono state scavate dai ghiacciai in movimento; questi un tempo ricoprivano tutta la regione. Ora i ghiacciai occupano solo le cime più elevate. [modifica] Clima
Il clima della Valle d'Aosta è tipicamente alpino con inverni rigidi ed estati fresche. Solo la valle centrale, percorsa dalla Dora Baltea, gode di condizioni climatiche più miti. Durante l'inverno cadono abbondanti nevicate, ma le precipitazioni nel resto dell'anno sono generalmente scarse. Per ovviare a questo fatto sono state costruite, fin dall'alto Medioevo, grandi opere di canalizzazione irrigua denominate Rûs (pron. "rü", anche al plurale) tuttora utilizzate. [modifica] Storia
Dopo la conquista da parte delle truppe romane ai danni dei Salassi, la popolazione celtica che abitava la Valle d'Aosta in epoca antica, fu fondata Augusta Prætoria Salassorum, l'odierna Aosta. Aosta è la città al mondo in cui è stato ritrovato il maggior numero di reperti di epoca romana dopo Roma e Pompei, il che le vale il titolo di "Roma delle Alpi". La regione fece in seguito parte del regno dei Franchi, dell'impero carolingio e del regno di Borgogna. Dal 1032 i Savoia ne entrarono in possesso con il titolo comitale e la mantennero ininterrottamente, eccetto tra il 1800 e il 1814, quando la Valle d'Aosta fu inglobata nel primo Impero francese, costituendo l'"Arrondissement d'Aoste". Situata all'intersezione dei maggiori assi militari e commerciali tra la Francia, la Svizzera e l'Italia, la Valle d'Aosta conserva ampie tracce del suo passato, quali:
La Valle d'Aosta si trova anche sulla via Francigena, percorso di pellegrinaggio dal nord Europa verso Roma, compiuto valicando il colle del Gran San Bernardo. Saint-Rhémy-en-Bosses, Aosta e Pont-Saint-Martin sono tre delle tappe menzionate da Sigerico di Canterbury nel 990. [modifica] Simboli della RegioneLa Regione Autonoma Valle d'Aosta è rappresentata da: [modifica] StemmaLo stemma della Regione Autonoma Valle d'Aosta è così blasonato: Di nero, al leone d'argento armato e linguato di rosso. Timbrato da una corona di regione[5]. È stato aggiunto, forse per un'errata interpretazione delle cuciture di tenuta, un bordino dorato. Dal 1947 lo stemma caratterizza anche tutte le targhe automobilistiche dei veicoli immatricolati in Valle d'Aosta. [modifica] Bandiera
Essa è un drappo di tessuto spesso (anche se non si sa di preciso il perché) e di lana (una ragione plausibile è la maggiore resistenza della lana al freddo valdostano). È di forma rettangolare con due colonne di ugual misura, colorate di nero quella a sinistra e di rosso quella a destra. [modifica] OnorificenzeL'allora Provincia di Aosta[6] è tra le istituzioni (vedere: Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione) insignite della Medaglia d'Oro al Valor Militare per la sua attività nella lotta partigiana durante la Seconda guerra mondiale[1]
Conferita il 11/10/2010:
[modifica] Monumenti e luoghi di interesse[modifica] Castelli
I castelli in Valle d'Aosta sono particolarmente numerosi ed importanti. Quasi ogni paese aveva il suo castello. Di alcuni restano solo rovine; altri invece sono ben conservati e sono meta di grande attrattiva turistica. Il castello più conosciuto è forse quello di Fénis. Tra i maggiori castelli, il primo che si incontra risalendo la valle è quello di Bard, superata la città di Aosta, per ultimo si incontra quello di Saint-Pierre. Storicamente i castelli hanno subito un'evoluzione. All'inizio avevano prettamente uno scopo difensivo (così si presentano le Torri dell'inizio del secondo millennio). In epoche successive, essi concorsero per lo più a dimostrare la potenza e ricchezza del proprietario: con queste caratteristiche si presentano il castello di Fénis e quello di Issogne. Nel XIX secolo, il castello diventa un ricordo celebrativo di glorie antiche (così si presenta il Castello Savoia). [modifica] Architetture religioseI santuari sparsi per la valle testimoniano la fede dei valdostani trasmessa per secoli:
[modifica] Società[modifica] Evoluzione demografica
Casa tipica valdostana a Crétaz (pron. Créta), frazione di Valtournenche.
La Valle d'Aosta ha una popolazione di circa 130.000 abitanti. Vista la natura montuosa del territorio, risulta essere non solo la regione meno popolata d'Italia, ma anche quella con minore densità di popolazione. Infatti ci sono solo 38 abitanti per km². La distribuzione degli abitanti è assai irregolare: più di un terzo si concentra nella piana di Aosta e nei comuni limitrofi. Buona parte della popolazione abita nei maggiori centri della media e bassa valle, mentre le valli minori si sono notevolmente spopolate, eccetto i centri turistici principali. Data la comunanza linguistica, la Valle d'Aosta è stata storicamente terra di emigrazione verso la Francia, specialmente a Parigi (il comune dell'area parigina di Levallois-Perret conta ancora oggi una nutrita comunità di emigrati valdostani) e la Svizzera romanda (soprattutto a Ginevra). Questo flusso, dapprima stagionale, divenne stabile a partire dagli anni venti, quando a questo fenomeno si affiancò l'immigrazione dal resto d'Italia, legato all'installazione dell'industria siderurgica Cogne ad Aosta, e all'aumentato sfruttamento delle miniere di ferro a Cogne e di carbone a La Thuile. La politica di italianizzazione voluta dal governo fascista favorì l'emigrazione in particolare di numerosi piemontesi, veneti e calabresi, dal secondo dopoguerra sino agli anni settanta. Attualmente, il flusso in uscita si è fermato, con la comunità degli emigrati di Levallois-Perret in continuo contatto con la regione di origine, la creazione di un ente regionale di rappresentanza a Parigi (la "Maison du Val d'Aoste", che ha recentemente sostituito[8] l'"Espace Vallée d'Aoste"[9]), la "Rencontre des émigrés" ("Incontro degli emigrati"), organizzato ogni anno da un comune valdostano diverso, e l'albero di Natale della comunità valdostana a Levallois-Perret. Alla fine del 2006 si contavano 124.812 abitanti, di cui 5.534 stranieri (4,4%). Nello stesso anno i nati vivi sono stati 1.250 (10,0‰), i morti 1.242 (10,0‰), con un incremento pressoché nullo (appena 8 unità). Le famiglie contano in media 2,2 componenti, mentre la nuzialità nel 2005 era di 3,4 matrimoni ogni mille abitanti, dei quali il 61,8% si è svolto con rito religioso. Abitanti censiti [modifica] Etnie e minoranze straniereAl 31 dicembre 2010 i cittadini stranieri residenti in regione sono 8.712. I gruppi più numerosi in rapporto percentuale su tutta la popolazione residente sono quelli di: fonte Istat [modifica] Lingue e dialetti
Le lingua autoctona della Valle d'Aosta è il francoprovenzale nella sua varietà dialettale valdostana, la lingua più diffusa, invece è, oggi l'italiano. Conosciuto e parlato a livelli buoni dalla quasi totalità della popolazione è il francese, in quanto gode del rango di lingua co-ufficiale nella regione, accanto all'italiano. Inoltre, nella bassa valle (soprattutto a Pont-Saint-Martin) è conosciuto il piemontese e a Issime, Gressoney-La-Trinité e Gressoney-Saint-Jean si parla il tedesco alemanno diffuso tra la comunità Walser. Le lingue ufficiali sono l'italiano dal 1861 e il francese, unica lingua ufficiale dal 1561 fino al 1861 e lingua co-ufficiale assieme all'italiano dal 1946. Nel 1921, secondo alcune fonti, il 91% della popolazione parlava il francese (insieme all'occitano)[11]. Il francoprovenzale è in stragrande maggioranza usato e diffuso nei paesi e nelle valli laterali ove gode di una grande vivacità (ed è parlato e capito dalla stragrande maggioranza delle persone) mentre ad Aosta e nei centri più grandi prevale l'italiano anche per via della forte immigrazione da altre regioni italiane. Il francese è usato prevalentemente nelle attività culturali e nell'ambito politico. Dopo la seconda guerra mondiale le cose cambiarono in maniera sensibile. Il 26 febbraio 1948 la Valle d'Aosta, già "Circoscrizione autonoma" dal 7 settembre 1945, fu costituita in Regione Autonoma a Statuto Speciale, ottenendo l'ufficializzazione del bilinguismo Italiano-francese e la soppressione dei toponimi in italiano imposti dal regime fascista.
[modifica] Francese
La politica di bilinguismo perfetto applicata in Valle d'Aosta prevede l'insegnamento parificato delle lingue italiana e francese a tutti i livelli, il che ha per conseguenza la conoscenza di entrambe da parte dell'intera popolazione, almeno a un livello medio-alto nella lingua non materna. La popolazione autoctona ha per lingua madre il dialetto valdostano, variante del francoprovenzale, parlato frequentemente da valdostani di adozione a causa del ruolo basilare che esso ha svolto nel processo di integrazione. Il piemontese è capito e parlato attivamente nella bassa valle, grossomodo tra Châtillon e Pont-Saint-Martin in virtù dei rapporti commerciali storici con il Canavese, oltre che per la vicinanza geografica. Il francese è utilizzato in tutti gli ambiti della pubblica amministrazione; i nomi dei comuni e delle frazioni sono unicamente in francese a eccezione di Aosta, che ha il nome ufficiale in doppia lingua (Aosta/Aoste). La segnaletica stradale, autostradale e cittadina è espressa sia in lingua italiana sia francese. Secondo la legge regionale n. 53 del 1994 l'istruzione scolastica viene impartita in italiano e francese. Le carte d'identità per i residenti in Valle d'Aosta sono emesse con doppia dicitura in italiano e in francese. I partiti politici regionali hanno un nome in francese (il più importante è l'Union Valdôtaine) e pubblicano i loro periodici in francese, mentre i partiti politici italiani accostano solitamente il nome in italiano alla traduzione in francese. Il telegiornale regionale della RAI va in onda in italiano e francese senza sottotitoli, e si ricevono dalla Svizzera romanda e dalla Francia due canali televisivi (TSR1 e France 2 rispettivamente) gratuitamente in base ad accordi internazionali siglati all'indomani del secondo conflitto mondiale.
Segnaletica bilingue italo-francese sull'autostrada A5.
[modifica] Francoprovenzale (Patois valdôtain)Il francoprovenzale costituisce uno strumento di comunicazione attiva solamente in Valle d'Aosta, nella sua variante locale, dov'è conosciuto e parlato dalla maggior parte della popolazione e gode di tutela. Il francoprovenzale è riconosciuto lingua minoritaria dallo stato italiano secondo la legge 482 del 1999. La regione ha istituito il Bureau Régional pour l'Ethnologie et la Linguistique (BREL) per la protezione e lo studio del francoprovenzale.
La scuola elementare di Variney, nel comune di Gignod
[modifica] Walser (Titsch e Töitschu)I walser che abitano l'alta Valle del Lys provengono dal Vallese (Svizzera), da dove sono arrivati nel XII e il XIII secolo chiamati a colonizzare terre dai feudatari valdostani della bassa valle, la famiglia Vallaise. I contatti con la terra di origine non si interuppero mai, inoltre casa Savoia, con Margherita di Savoia si interessò alla cultura della Valle del Lys walser, dato che la dinastia sabauda aveva anche un castello a Gressoney-Saint-Jean. Due associazioni culturali sono attive all'interno della Comunità Montana Walser Alta Valle del Lys per la salvaguardia della cultura walser: il Walser Kulturzentrum (Centro culturale walser) di Gressoney-Saint-Jean e l'Associazione Augusta di Issime, che organizzano inoltre corsi rispettivamente di Titsch e Töitschu. [modifica] Religione
La maggioranza della popolazione, sia italofona che francofona, è di religione cattolica romana. La messa viene celebrata in lingua italiana o francese, mentre in occasione della settima Fête internationale des patois[12], svoltasi ad Aosta il 4 e 5 settembre 2010, è stata elaborata una traduzione di alcune preghiere principali in patois valdostano. La più antica chiesa cristiana non cattolico-romana è quella valdese, presente da più di 150 anni, cioè a partire dall'Editto di Carlo Alberto del XVI febbraio 1848, che concesse ai valdesi i diritti civili e politici. Nella regione si diffuse il valdismo al punto da rivelare il suo volto nel terrotorio. infatti, arrivando da Ivrea, si può ancora scorgere il piccolo campanile dell'ex tempio valdese di Viéring, un giorno centro importante di evangelizzazione, con una consistente comunità evangelica e una sua scuola. Nel centro di Courmayeur è attivo ancora oggi un altro tempio che rappresentò il primo avamposto dell’evangelizzazione. Ad Aosta, poi, su un ramo della Via francigena, quasi in prossimità del romano e medievale Forum Crucis, in quella “Rue Croix de Ville” che deriva il suo nome dall’incrocio tra i due assi principali della città di origine romana, dal 26 agosto del 1900 sorge il tempio che rappresentò allora e ancora oggi “un edificio che i cittadini d’Aosta proclamano un ornamento alla loro città”, come si legge nella relazione del pastore Eli Jahier del 1900. Sorto a quarant’anni dall’inizio dell’evangelizzazione, dopo la ristrutturazione della parte bassa dell’edificio, il tempio rappresentò per i valdesi la realizzazione di un sogno a lungo coltivato per rendere più visibile la loro presenza. Il tempio che sorgeva a La Salle è oggi un’abitazione privata, ma mantiene un’impronta architettonica che ricorda l’antica costruzione inaugurata anch’essa nel 1900. La cappella di Saint-Pierre, invece, che aveva sostituito nel capoluogo del comune la prima sala di culto situata in un villaggio della collina, oggi non esiste più, come è difficile reperire i siti dei vari luoghi di culto sparsi nella Valle di cui parlano i documenti dei conduttori delle varie comunità valdesi. Altre chiese protestanti o evangeliche sono presenti in Valle e in Aosta: la Chiesa cristiana Avventista del Settimo giorno, la Chiesa dei Fratelli, la Chiesa Pentecostale (ADI = Assemblee di Dio in Italia). Con l'immigrazione sono giunte anche persone di fedi orientali e cristiano-ortodosse.La Chiesa Ortodossa di Romania - i romeni in Valle sono circa 3.000, anche se non tutti sono ortodossi - ha un prete che celebra la Santa Liturgia nella chiesetta di Saint-Martin-de- Corléans, messa a disposizione dalla Diocesi cattolica di Aosta. Ma la parte più rilevante è costituita dagli islamici magrebini che probabilmente superano le 500 unità rendendo la comunità islamica la più numerosa tra le fedi minoritarie. [modifica] Cultura[modifica] Media[modifica] RadioOltre alla Radio Rai regionale, alcune radio locali (Radio 101, Radio 2) assicurano la diffusione di programmi in francese e di musica francofona. [modifica] StampaSono quattro i settimanali presenti sul territorio regionale. La Vallée Notizie, settimanale; Il Corsivo, settimanale; la Gazzetta Matin, settimanale. Infine vi è il settimanale della diocesi di Aosta, Il Corriere della Valle. Oltre ai settimanali regionali va ricordato che il quotidiano nazionale La Stampa ha una sua redazione locale. Inoltre Il Sole 24 Ore Nord Ovest, distribuito oltre che in Valle anche in Piemonte e Liguria, una volta alla settimana, propone mezza pagina dedicata alla regione autonoma. Oltre ai periodici sopra elencati ve ne sono altri, organi di movimenti politici o culturali. Le peuple valdôtain, esclusivamente in lingua francese, è un settimanale politico dell'Union Valdôtaine. Alpe è un periodico mensile bilingue, organo dell'omonimo movimento politico. Lo Flambò - Le Flambeau è un periodico quadrimestrale in lingua francese ed in patois valdostano, organo del Comité des traditions valdôtaines. Per quanto riguarda Internet esistono diverse testate on line, a partire da 12vda.it che gestisce anche la prima radio on line della Valle d'Aosta. Operano anche i siti aostasera.it ed aostaoggi.it. [modifica] Televisioni e radioAlcune radio locali (Radio 101, Radio 2) assicurano la diffusione di programmi in francese e di musica francofona. Esiste una sede regionale della RAI che diffonde un TG regionale unico con notizie in italiano, francese (spesso servizi inviati dalla redazione di France 3 della regione Rhône-Alpes riguardanti eventi o argomenti relativi ai dipartimenti francesi limitrofi) e talvolta in patois valdostano. Il TGR va in onda senza sottotitoli, in virtù del bilinguismo totale vigente in Valle d'Aosta. Si tratta di un caso unico nel panorama delle minoranze linguistiche d'Italia, legato alla politica d'istruzione vigente, atta a non separare la società valdostana in comunità linguistiche. Successivamente al TGR, prevalentemente in italiano, viene diffusa la trasmissione "RAI Vd'A - Programmes", largamente in francese e talvolta anche in patois valdostano, anche in questo caso senza sottotitoli per lo stesso motivo. Sul territorio sono presenti anche due TV private con programmazione bilingue, Studionord Tv (Sediv SpA) e Rete Saint-Vincent (Video Record SpA). Quest'ultima ha creato un nuovo canale di sola informazione denominato "Aujourd'hui Vallée", diffuso in tutta la Valle e ricevibile all'interno del "MUX1" irradiato sul canale 28 UHF in tecnica SFN. Attraverso un'apposita convenzione con la Presidenza del Consiglio Regionale, Aujourd'hui Vallée trasmette in diretta anche le sedute del Consiglio Regionale. La Valle d'Aosta è passata al digitale terrestre nel settembre del 2009. [modifica] Personalità legate alla Valle d'Aosta
[modifica] Geografia antropica[modifica] Suddivisione amministrativaLa regione autonoma Valle d'Aosta non è suddivisa in province. Essa è suddivisa in 74 comuni, tra i quali Aosta è il più popolato. [modifica] ComuniAppartengono alla Valle d'Aosta i seguenti 74 comuni:
[modifica] Comuni più popolosiI comuni valdostani più popolosi sono:
[modifica] Economia
L'economia in Valle d'Aosta si basa soprattutto sull'agricoltura, sull'allevamento e sul turismo. L'autonomia di cui la regione gode ha ripercussioni ampie sull'economia e sulle finanze. [modifica] Amministrazione
La Valle d'Aosta è una regione autonoma a statuto speciale. I suoi organi amministrativi godono di una particolare autonomia dal governo centrale italiano, non soltanto per quanto riguarda la politica e il governo regionale, ma anche in altri ambiti strettamente legati alla vita e all'economia di questa regione montana. In particolare, la gestione delle risorse idriche, dell'energia idroelettrica, delle risorse naturali e dell'agricoltura. [modifica] Trasporti
[modifica] Sport
[modifica] Note
[modifica] Bibliografia
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
[modifica] Collegamenti esterni
Fonte: Wikipedia. Data: 05/24/12, 2:33 am |
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![Valle d'Aosta - Anni '60/70 by [Barbara]](http://farm2.staticflickr.com/1356/1351123853_132987b727_t.jpg)










































