|
Varese
Varese (Varés in dialetto varesotto) è un comune italiano di 81.683 abitanti[2], capoluogo dell'omonima provincia in Lombardia. È l'ottavo comune della regione per popolazione. Il caratteristico appellativo di Città Giardino deriva dai numerosi parchi e giardini che si trovano nell'ambito del comune, in gran parte pertinenze di ville ivi edificate tra il XVIII secolo e l'inizio del XX secolo, prima da famiglie di nobili e più recentemente da industriali e rappresentanti dell'alta borghesia, originari soprattutto di Milano. Gli abitanti della città sono chiamati Varesini, mentre gli abitanti del resto della provincia sono detti Varesotti. Analogamente il territorio della provincia oltre i confini della città viene chiamato Varesotto. [modifica] Geografia fisica
[modifica] Orografia
Il lago di Varese da Comerio.
La città di Varese si trova in una posizione caratteristica, ai piedi del Sacro Monte di Varese che fa parte del Massiccio del campo dei fiori ed è sede di un osservatorio astronomico, nonché del Centro Geofisico Prealpino, una stazione meteorologica diretta in passato dal professor Salvatore Furia. La frazione che occupa la parte mediana della montagna prende il nome di Santa Maria del Monte in ragione del santuario medioevale, a cui si giunge tramite il viale delle cappelle del Sacro Monte. A segnare il margine più basso della città l'omonimo lago che la lambisce a livello di alcune frazioni. Varese è adagiata su sette colli: il Colle di San Pedrino (402 m), il Colle di Giubiano (407 m), il Colle Campigli (453 m), il Colle di Sant'Albino (406 m), il Colle di Biumo Superiore (439 m), Colle di Montalbano (411 m) e il Colle dei Miogni (492 m). Il territorio del comune risulta quindi essere compreso tra i 238 e i 1.150 metri sul livello del mare. L'escursione altimetrica complessiva risulta essere pari a 912 metri. La casa comunale si trova a 382 m s.l.m. Classificazione sismica: zona 4 (sismicità molto bassa), Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003 [modifica] IdrografiaIl territorio di Varese è bagnato da numerosi corsi d'acqua, ed è interessato dal Lago di Varese. Nella frazione Rasa di Varese, il fiume Olona ha tre delle sue sorgenti, sempre in questa frazione l'Olona riceve le acque dei torrenti Legnone, Des e Sesnivi (o Valle del Forno). Più a valle, nella zona di Bregazzana, confluiscono nell'Olona anche i torrenti Braschè, Pissabò, Boscaccia e Grassi. A nord est, lambisce Varese il ramo sorgentizio orientale dell'Olona che scorre in Valganna; al confine tra Varese ed Induno Olona, confluisce nel fiume il torrente Pedana della Madonna. Sotto Santa Maria del Monte sgorga quello che può considerarsi come il corso d'acqua di Varese, il torrente Vellone. Dopo aver bagnato il rione di Velate attraversa coperto la città, per poi sfociare nell'Olona in località Belforte. A nord della frazione Rasa, nasce invece il torrente Buragona, alimentato dall'affluente Valgallina, tributario del lago di Brinzio. All'estremo nord del territorio varesino, in cresta al Campo dei Fiori, nascono l'Intrino ed il Riazzo, che bagnano l'abitato di Brinzio. Dalla zona montuosa di Varese nascono alcuni torrenti che confluiscono nel Lago di Varese, in particolare il Val Luna e il Rio di Casciago. A sud di Varese scorre la Roggia Nuova che confluisce nel lago presso Capolago (Varese). A Bizzozero nasce il torrente Selvagna, che confluisce nell'Olona presso Castiglione Olona. In località Torre San Quirico, quasi al confine con Gazzada Schianno, nasce il torrente Arno o Arnetta, uno dei principali corsi d'acqua del Basso Varesotto e dell'Altomilanese. Da sottolineare anche che Varese è chiamata "La terra dei laghi" per i 7 bacini che la bagnano (lago di Varese, lago Maggiore, lago di Comabbio, lago di Monate, lago di Lugano, lago di Ghirla, lago di Ganna). Nelle vicinanze della provincia troviamo anche il lago di Como. [modifica] Clima
L'inverno varesino risente poco dell'influenza mitigatrice del Lago Maggiore e degli altri laghi minori della provincia. Le temperature minime tardo-autunnali ed invernali scendono frequentemente, pur di pochi gradi, sotto lo zero. Sono proprio le temperature notturne basse, a creare un clima differente alle aree a sud di questa città. Come nelle altre città prealpine lombarde, la nebbia è un fenomeno poco frequente. Dati termici alla mano, Varese è mediamente più fresca rispetto ad altri capoluoghi lombardi delle Prealpi, in special modo nel periodo invernale. La piovosità di Varese è tra le più alte d'Italia, con oltre 1500 mm di media all'anno. In inverno la neve cade, negli ultimi anni, abbastanza frequentemente, specie in gennaio. La media niveometrica della città è di oltre 50 cm annui. Nella frazione di Rasa è attiva una stazione meteo gestita in collaborazione con il Centro Meteorologico Lombardo[4].
[modifica] Storia
[modifica] AntichitàLe prime tracce di un insediamento abitativo ritrovate sul territorio risalgono alla Preistoria, infatti i numerosi reperti esposti nel museo di Villa Mirabello e i ritrovamenti di insediamenti palafitticoli sull'isolino Virginia dimostrano che il territorio era abitato già nel 3000 a.C.[5]. Su questo isolotto al largo di Biandronno nel 1863 l'abate Stoppani con due archeologi svizzeri rinvennero infatti dei resti palafitticoli. Successive ricerche portarono al ritrovamento sul lago di un'altra decina di insediamenti sparsi tra gli attuali comuni di Bardello, Cazzago Brabbia e Bodio Lomnago, datati tra il neolitico inferiore e la prima età del ferro. Tuttavia non si hanno notizie precise del borgo fino allo sviluppo della cultura di Golasecca, estesa a tutta l'area lombarda-piemontese, e la cui evoluzione sarebbe continuata ben oltre la fondazione dell'Impero Romano. Le importanti vie di comunicazione utilizzate soprattutto da mercanti e militari che collegavano Milano con l'attuale Svizzera attraverso la Valganna, Ponte Tresa e il Canton Ticino, avrebbero presto accentuato l'importanza di Varese come luogo di transito. [modifica] MedioevoNell’Alto Medioevo Varese partecipò alle vicende storiche del Seprio e alle lotte intestine tra Como e Milano, i cui rapporti risalivano al 1045 con l'elezione ad arcivescovo del varesino Guido da Velate e all'alleanza che avrebbe determinato la sconfitta di Federico Barbarossa nel 1176. Con al caduta di Castelseprio nel 1287 e l'ascesa dei Visconti il legame di Varese con Milano diventò ancora più stretto e duraturo. Investita nell'XI secolo dalla costruzione di numerosi presìdi difensivi - ancora oggi in parte esistenti - destinati a controllare l'accesso in Pianura Padana da settentrione, nel corso del Trecento Varese si dotò dei primi statuti che avrebbero regolato la vita cittadina, fondata su una sostanziale e privilegiata autonomia di governo che durò, tranne rare eccezioni, fino alla seconda metà del 1700. Dopo i disordini scoppiati con la morte di Gian Galeazzo Visconti, nel 1407 il condottiero Facino Cane, conte di Biandrate si proclamò signore di Varese, usurpando quei privilegi che sarebbero stati restituiti al borgo tre anni dopo da Giovanni Maria Visconti. Il successivo periodo sforzesco assicurò a Varese un certo sviluppo economico, con il potenziamento del locale mercato, scelto come sede di un'importante fiera per la vendita di cavalli provenienti da oltralpe. Con la successiva invasione di mercenari svizzeri, l'inizio della dominazione spagnola e lo scoppio di numerose epidemie, la località scivolò in un'epoca di decadenza, da cui si sarebbe ripresa solo con il passaggio al nuovo secolo. [modifica] Età modernaL'avvento di Carlo Borromeo ad arcivescovo di Milano segnò per Varese un'importante stagione di rinnovamento politico e culturale. La sua visita nel 1567 contribuì infatti a modificarne l'istituzione ecclesiastica, dando nuovo vigore al monastero di Santa Maria del Monte, che da lì a poco avrebbe visto aprirsi una delle più importanti imprese artistiche della Lombardia. La fabbrica, che prevedeva la realizzazione di una via Sacra per raggiungere il santuario, ebbe inizio quando Padre Giovanni Battista Aguggiari riuscì a raccogliere la somma di 1 milione di lire imperiali, coinvolgendo anche alcune nobili famiglie milanesi. La realizzazione dell'opera, iniziata nel 1604 e conclusa nella forma attuale nel 1698, vide la partecipazione di celebri artisti quali il Morazzone e il Cerano sotto la direzione iniziale dell'architetto Giuseppe Bernascone. L'impresa, che trasformò Varese in un autentico baluardo del cattolicesimo contro la minaccia protestante, venne condotta attraverso le crisi epidemiche d'inizio Seicento, la più grave delle quali - registrata nel 1628 - procurò forti carestie e numerosi decessi per peste. Nella seconda metà del secolo la situazione politica si stabilizzò e, nel Settecento, furono anche fissati i confini con la Svizzera (Congresso di Varese, 1752), che anticiparono l'elevazione del borgo a capoluogo dell'omonima provincia appena cinque anni dopo. Nel 1765 Maria Teresa concesse Varese in feudo personale a Francesco III d’Este, Duca di Modena e Signore di Varese. Fu quello un periodo particolarmente felice e prospero, anche dal punto di vista culturale. Sorsero nuovi conventi, alcuni grandiosi come quello dei Cappuccini e dei Carmelitani Scalzi, delle Monache di Sant'Antonino; nuove confraternite costituirono i loro oratori e maturò quel "periodo d’oro" della villeggiatura varesina, sviluppatosi soprattutto nell'Ottocento e fino alla Prima Guerra Mondiale. Passata la Lombardia alle dipendenze austriache, Varese divenne residenza di un Intendente e designata capoluogo di una delle sei provincie in cui era stata suddivisa la Lombardia nel 1786: il territorio comprendeva infatti gli attuali Circondari di Como e Gallarate. Nel 1797 la città divenne capoluogo dell'effimero dipartimento del Verbano, per poi essere inclusa nel dipartimento dell'Olona e nel 1802 ridotta a Viceprefettura del dipartimento del Lario con capoluogo Como. [modifica] L'Ottocento
Un'immagine della Battaglia di Varese del 26 maggio 1859
Tramontata la potenza napoleonica e ripristinato l'Ancien régime dopo gli sconvolgimenti francesi, nel 1816 il borgo fu elevato al rango di città - con le sue prerogative politiche e amministrative - dall'imperatore Ferdinando I d'Austria, che ne decretò tuttavia l'annessione alla provincia di Como, riducendola così ad uno dei tanti Commissariati distrettuali in cui l'amministrazione austriaca aveva suddiviso la Lombardia. Prima della definitiva cacciata degli Austriaci con la vittoriosa battaglia di Magenta del 4 giugno 1859, Varese visse il suo momento di gloria il 26 maggio 1859, in cui Garibaldi e i garibaldini prevalsero sulle truppe del Generale Karl von Urban. Varese fu la prima città italiana a chiedere, per plebiscito, l’annessione al Regno di Sardegna, entrando a far parte del Regno d’Italia nel 1861. L'Unità nazionale costituì per la città il trampolino di lancio del suo sviluppo economico e sociale che, protrattosi fino alla prima guerra mondiale, avrebbe investito l'industria cartiera, conciaria, calzaturiera, meccanica ed aeronautica. Una tale diffusa crescita determinò non solo un notevole benessere tra la popolazione, ma anche un ordinato sviluppo urbanistico, che valse a Varese il titolo di città giardino. La realizzazione di almeno un centinaio di grandi ville con parco, cui si aggiunsero lussuosi alberghi in stile liberty - progettati tra gli altri dall'architetto milanese Giuseppe Sommaruga - accentuarono l'interesse turistico di Varese nei primi anni del Novecento. [modifica] Il NovecentoCon l'avvento al governo d'Italia del partito fascista, nel 1927 Mussolini elevò Varese a capoluogo del nuovo ente provinciale, scindendo così il legame con la città di Como. Il territorio comunale andò progressivamente espandendosi, con l'annessione di Bizzozero, Bobbiate, Capolago, Induno Olona (che se ne separò nuovamente nel 1950, fatta eccezione della frazione di Bregazzana), Lissago, Masnago, Sant'Ambrogio Olona, Santa Maria del Monte e Velate[6]. Nel 1929 al comune furono annesse anche le frazioni di Calcinate del Pesce, Gudo, Gaggio e Mustonate, sottratte al comune soppresso di Morosolo[7]. [modifica] SimboliLo Stemma Comunale raffigura uno "scudo sannitico troncato nel primo di rosso al palo d'argento, nel secondo d'argento; sormontato da corona marchionale (a cinque fioroni e quattro palle) e da cimiero costituito da figura nascente di guerriero (San Vittore, patrono della Città) portante nella destra una bandiera di bianco caricata con croce di rosso sventolante a sinistra e nella sinistra la palma del martirio".
Lo stemma del Comune di Varese risale circa al 1347. Sulla copertina in legno della duplice copia degli Statuti Burgi et Castellatiae de Varisio conservati presso l’Archivio comunale si trova raffigurato il più antico esempio di stemma civico: "scudo sannitico d’argento a due cantoni di rosso, destro e sinistro in capo; tutto intorno chiuso da una fascia nera". Non ha corona l’effige di San Vittore. E’ verosimilmente nel secolo XVI – come ritiene lo storico varesino Luigi Borri nel suo lavoro "Documenti Varesini" del 1891 – che lo scudo viene sormontato dalla corona marchionale e dall’effige di San Vittore, patrono della città di Varese. [modifica] Monumenti e luoghi d'interesse[modifica] Architetture religiose
Giovanni Battista Crespi, San Gregorio consegna l'anima di un monaco, Varese, Basilica di San Vittore
I monumenti di Varese sono costituiti da un ricco patrimonio storico-artistico, di cui quelli più antichi sono conservati nell'antico borgo. Di particolare rilevanza è infatti la Basilica di San Vittore, edificata tra XVI e XVII secolo su struttura trecentesca: il presbiterio fu eretto nel 1542 e il corpo della chiesa su progetto di Pellegrino Pellegrini nel 1580. Oltre al campanile barocco edificato tra il 1585 e il 1774, considerato uno tra i più belli della Lombardia, è da evidenziare la facciata neoclassica di Leopoldo Pollack (1751-1806) con colonne che sorreggono un arco a tutto sesto, dove due angeli di Ludovico Pogliaghi sovrastano il portale. Elegante è il tiburio ottagonale, sormontato da un lanternino di Giuseppe Bernascone, considerato il più grande architetto varesino seicentesco, che seguì tutti i lavori di ampliamento della basilica. Per quanto riguarda l'interno della chiesa è interessante invece notare come stili profondamente diversi tra loro si fondano armoniosamente: il presbiterio, di matrice bramantesca, l’altare, esempio di barocchetto lombardo, opere al dettaglio in stile barocco, come le due casse d’organo. Pregevoli sono inoltre i dipinti di Carlo Francesco Nuvolone (1609-1662), di Francesco Cairo (1607-1665) e Giovanni Battista Crespi detto "Il Cerano" (1573-1632). Di lui è conservata nella Cappella di San Gregorio la celebre "Messa di San Gregorio" del 1615, considerato uno dei capolavori della pittura lombarda d'epoca borromea. Da evidenziare i 15 tondi dei Misteri del Rosario del Morazzone (1573-1626) e la Battaglia di Lepanto del genovese Bernardo Castelli (1557-1629). A fianco della Basilica sorge l'antico battistero di San Giovanni Battista, eretto tra XII e XIII secolo. All'interno sono presenti testimonianze del preesistente edificio esagonale risalente all'VIII-IX secolo. Al centro, sopra la vasca battesimale del VII-VIII secolo, è la fonte ottagonale monolitica scolpita da un maestro campionese attivo tra il tra '200 e '300. Sull'altare una Madonna in trono e santi di maestro vercellese del XVI secolo. Tra le altre chiese sparse in città sono da ricordare quella di San Martino, parte di un ex convento benedettino con affreschi di Francesco Maria Bianchi (1689-1757) e Pietro Magatti (1687-1765); la chiesa di Sant’Antonio alla Motta, trasformazione di un edificio tardoquattrocentesco realizzata nel 1606-1614 da Giuseppe Bernascone (1565-1627) con interventi interni di Giuseppe Baroffio e opere di Giovanni Battista Ronchelli. A ridosso della centrale piazza Monte Grappa sorge invece la chiesa di San Giuseppe, edificata come oratorio nel corso del 1504. L’interno è arricchito da preziosi affreschi seicenteschi di Giovan Battista Del Sole, Melchiorre Gherardini e Giovanni Battista Ronchelli, autore degli affreschi sulla parete del coro. La tela ospitata nella parete centrale, risalente alla prima metà del Seicento, è attribuita invece al bolognese Giulio Cesare Procaccini. A poca distanza dal centro storico, in località Biumo Inferiore, sorge il santuario mariano della "Madonnina in prato", le cui prime notizie risalgono al 1574, in occasione di una visita pastorale nel borgo di San Carlo Borromeo. All'interno dell'edificio è conservato un pregevole affresco d'inizio '400, forse parte di un'edicola votiva, raffigurante la Vergine in trono con Bambino e numerosi affreschi di Antonio Busca risalenti al 1667. La facciata della chiesa fu eseguita invece tra il 1678 e il 1686 in pietra arenaria di Viggiù. Sono da ricordare inoltre la chiesa di San Giorgio in località Biumo Superiore per alcuni affreschi del XIV-XV secolo e una "Adorazione con Bambino" di Pietro Magatti; la chiesa di Santo Stefano a Bizzozero, pregevole esempio di romanico lombardo del X-XI secolo, epoca cui risale anche l'Oratorio della Schirannetta a Casbeno e la chiesa di San Cassiano in località Avigno, quest'ultima caratterizzata da un affresco trecentesco su una parete esterna. Degna di nota è infine la chiesa di Sant'Imerio - un tempo dedicata a S. Michele Arcangelo - nel quartiere di Bosto, edificio risalente all'XI secolo con affreschi quattrocenteschi e un sarcofago in pietra scolpito dei sec. XI-XII. Di particolare interesse storico-artistico è il complesso del Sacro Monte di Varese o Fabbrica del Rosario, importante documento culturale concepito nel tardo '500 da Giovanni Battista Aguggiari come sistemazione del preesistente percorso pedonale per il santuario di Santa Maria del Monte. Si tratta di una via sacra di circa due chilometri fiancheggiata da 14 cappelle votive che ripercorrono in chiave popolare i misteri del Rosario. Realizzate a partire dal 1604 da Giuseppe Bernascone, dal 2003 il complesso è stato inserito con gli altri nove sacri monti di Piemonte e Lombardia nella lista UNESCO del patrimonio dell'umanità. Il percorso devozionale si conclude ad oltre 800 metri di altezza nell'abitato di Santa Maria del Monte. Qui spicca il santuario, sorto su una chiesetta di remote origini e realizzato dal 1472 su disegno di Bartolomeo Gadio. Il prezioso interno dell'edificio conserva affreschi di Giovan Mauro della Rovere e Antonio Busca. [modifica] Architetture civili
Palazzo Estense, sede del comune
La città di Varese è ricca di ville e castelli, spesso edificati dalla famiglia Borromeo o in stile liberty. Si tratta di ville storiche, per la maggior parte sedi di musei o di enti istituzionali provinciali, di grande fascino, tanto per le costruzioni che per i magnifici giardini che le circondano. Oltre ad alcuni edifici sparsi nel centro storico della città, come Palazzo Pretorio o villa Cagna, un complesso residenziale che ospita anche il civico Liceo Musicale di Varese, di primaria importanza è Palazzo Estense, sede del municipio dal 1882. Originariamente l'edificio fu residenza del duca Francesco III d'Este, Capitano Generale e amministratore del Ducato di Milano al posto di Pietro Leopoldo d’Asburgo, feudatario di Varese e della sua signoria dal 1776. Oltre alla facciata verso il giardino, esempio di architettura tardobarocchetta, sono particolarmente interessanti le decorazioni interne, tra le quali primeggia un medaglione di Giovanni Battista Ronchelli. A ridosso dell'imponente parco, dove si fondono i caratteri del giardino romantico con quello alla francese ricco di parterres, sorge Villa Mirabello edificata nel corso del XVIII secolo dal Conte Gaetano Stampa di Soncino, passata nelle mani dell'amministrazione comunale nel 1948. Attualmente ospita i Musei Civici di Varese. In località Casbeno sorge invece Villa Recalcati, edificata nella prima metà del XVIII secolo, poi ampliata nel corso del 1756-75, fu concepita come albergo di lusso, ora è sede della Provincia di Varese e della Prefettura. A ridosso del centro città si incontra invece Villa Mylius, ceduta al comune di Varese nel 2007. Già di proprietà dei Padri Gesuiti di Varese, nel 1773 la villa e il parco furono ceduti al notabile Francesco Torelli, che la trasformò da modesto edificio in una vera e propria villa, poi venduta nel 1902 all'industriale Giorgio Mylius. Con la sua morte la proprietà venne frazionata tra vari eredi, che nel 1946 si accordarono per cederla al varesino Achille Cattaneo, e da lui donata all'amministrazione. In località Sant'Ambrogio sorge Villa Toeplitz, considerata una delle più belle ville con parco pubblico della città. Il complesso prende nome da Giuseppe Toeplitz (1866-1938), banchiere di origini polacche che la acquistò nel 1914. Già modesta residenza di campagna della famiglia tedesca Hannesen, venne ampliata dal Toeplitz quando nel secondo dopoguerra la moglie Edvige Mrozowska e il figlio Ludovico la vendettero ai fratelli Mocchetti di Legnano. Il complesso con l'elegante parco all'italiana passò al Comune di Varese nel 1972. Sono da ricordare inoltre le Ville Ponti, edificate tra il 1850 e il 1870 su progetto dell'architetto milanese Giuseppe Balzaretto (1801-1874), furono ristrutturate nel 1976 e convertite in un importante centro congressuale. L'edificio principale, immerso in un pregevole parco pubblico, è decorato internamente da Giuseppe Bertini (1825-1898), mentre la villa neoclassica detta "Fabio Ponti" - l'edificio più antico dell'intero complesso - è ricordata per essere stata il quartier generale di Garibaldi nel 1859. Sempre in località Biumo Superiore, di fronte all'ingresso delle Ville Ponti, è la Villa Menafoglio Litta Panza. Costruita a partire da metà '700 per iniziativa del marchese Paolo Antonio Menafoglio, è uno degli esempi meglio conservati di casa di villeggiatura di tutto il territorio varesino, sia dal punto di vista dell'architettura sia da quello dell'importanza territoriale. La villa con il giardino all'italiana fu in parte trasformata nel periodo napoleonico (salone neoclassico) insieme al parco a cui furono aggiunte delle parti sistemate all'inglese. Annoverata dal 1996 come bene tutelato dal FAI, attualmente l'edificio ospita la collezione d'arte contemporanea della famiglia Panza. In località Giubiano è invece da ricordare Villa Augusta, edificata nella seconda metà dell’Ottocento. Già di proprietà Testoni, passò all’Ospedale di Circolo di Varese e poi, il 30 settembre 1952, fu ceduta all'ordine delle suore Ausiliatrici del Purgatorio di Roma. Acquistata dall'amministrazione comunale il 12 dicembre 1968, la villa ospita un'azienda municipalizzata, mentre il parco è aperto al pubblico dal 5 aprile 1970. Nel rione di Masnago è presente invece Villa Baragiola, da menzionare soprattutto per il parco all'inglese. Sul lato nord, all’ombra del monte Campo dei Fiori, nel 1895 l’avvocato Andrea Baragiola inaugurò uno dei primi ippodromi italiani, che si estendeva sino all’area oggi occupata dallo stadio "Franco Ossola" e al suo ampio parcheggio. La villa, d'impianto Ottocentesco, fu ristrutturata nei primi anni Trenta e ancora nel decennio successivo, quando fu destinata a seminario di ordine religioso. Passata al Comune di Varese nel 2001, oggi ospita una parte dei suoi uffici, mentre il parco è aperto al pubblico. [modifica] Architetture militariOltre al Castello di Belforte, un edificio oggi in rovina all'ingresso meridionale della città, ricordato per aver ospitato nel corso del XII secolo Federico Barbarossa in concomitanza delle sue visite a Milano, è da citare soprattutto il Castello Mantegazza a Masnago. La massiccia torre quadrata del XII secolo testimonia lo scopo difensivo del complesso architettonico, sviluppato nel corso del '400 e completato con un'ala Sei-Settecentesca che ha dato all'antica fortezza l'attuale aspetto di una dimora signorile. Dal XV secolo residenza dei Castiglioni, famiglia originaria del vicino borgo medievale di Castiglione Olona, la scomparsa del casato a inizio '900 con la morte del marchese Paolo Castiglioni Stampa segnò il passaggio del castello ad Angelo Mantegazza di Varese, quindi alla famiglia Panza negli anni Sessanta e infine al Comune nel 1981 che lo ha destinato a sede del Museo d'arte Moderna e Contemporanea. All'interno dell'edificio sono conservati rari esempi di affreschi profani in Lombardia, espressione dello stile gotico internazionale. Di notevole interesse, per la straordinaria ricchezza di specie vegetali, il parco del castello, un vero e proprio giardino botanico con oltre un centinaio di alberi a arbusti, tra i quali spiccano maestosi esemplari di leccio e corbezzolo. In località Velate - un borgo fortificato esistente fin dall’epoca tardoromana (“castrum de Vellate”) - si trova una delle più belle testimonianze medievali presenti sul territorio. Si tratta di una torre risalente all'XI secolo che, inserita nell’antica struttura difensiva del Limes prealpino, era destinata a presidio militare della sottostante via per Angera e il lago Maggiore. La struttura, in pietra viva, con pianta quadrangolare, raggiunge i 33.50 metri d’altezza, con cinque piani fuori terra serviti da un articolato corpo scale posto sul lato orientale. Il poderoso fortilizio, del quale rimangono solo due lati e uno soltanto è integralmente conservato, fu gravemente danneggiato alla fine del XII secolo dai milanesi vittoriosi sulle milizie imperiali e sugli alleati del Barbarossa, tra i quali figuravano i nobili di Velate. Attualmente la torre, che costituisce un punto fermo nel paesaggio collinare dei dintorni di Varese, è proprietà del Fondo per l'Ambiente Italiano. [modifica] Aree naturaliOltre ai numerosi parchi pubblici della città, spesso pertinenze di ville storiche, è da segnalare in località Schiranna il Parco Luigi Zanzi, istituito negli anni Sessanta attraverso un parziale riempimento della costa del lago di Varese. Si tratta di un'ampio giardino botanico che sorge sulle sponde varesine del lago, ricche di numerose essenze arboree e da un'avifauna che trova in parte riparo nei canneti lungo le rive. Lido balneare in estate, il parco offre anche possibilità di tranquille passeggiate ed escursioni in bicicletta sulla pista ciclabile. A ridosso della città di Varese sorge invece il Parco regionale Campo dei Fiori, area naturalistica di oltre cinquemila ettari costituita dai massicci monte Campo dei Fiori e monte Martica, separati da quella valle Rasa che è punto di congiunzione tra Valcuvia e valle dell’Olona. Un tempo la vetta del Campo dei Fiori era caratterizzata da estese superfici prative, motivo per il quale fu meta storica del turismo varesino e milanese. Oggi sono le spettacolari fioriture - che hanno dato il nome all'area - a costituire una delle sue principali attrattive. Si tratta di un luogo molto diversificato che mostra aspetti di estremo interesse, legati sia all’ambiente naturale, sia a testimonianze storiche e culturali, riferite a un passato denso di avvenimenti e tradizioni. Si trovano piccoli borghi contadini, complessi monumentali di rara bellezza, sistemi di grotte articolati e una curata rete di sentieri: alcuni percorribili, oltre che a piedi, anche a cavallo e in bicicletta. All'interno del Parco sono istituite sei riserve naturali che racchiudono gli ambienti più importanti e caratteristici. [modifica] Società[modifica] Evoluzione demograficaAbitanti censiti [modifica] Etnie e minoranze straniereAl 31 dicembre 2010 il numero dei residenti stranieri residenti nel comune di Varese era di 9.110 unità, ossia l'11,1% della popolazione totale. Si tratta di una crescita del 5,8%, che sale al 7,1% se si considerano le sole donne. Il 41,2% dei residenti con cittadinanza straniera proviene dai Paesi dell’Europa centro-orientale, compresi gli Stati di più recente annessione all’U.E. La componente straniera è caratterizzata da un elevato tasso di natalità, pari al 16,81 per mille. Cresce anche del 3,6% circa il numero delle famiglie in cui è presente almeno un componente straniero[8]. Di seguito sono elencati i gruppi oltre le 300 unità.
[modifica] Qualità della vita
[modifica] Cultura[modifica] Istruzione[modifica] Scuole
Eleuterio Pagliano (1826-1903), Lo sbarco di Garibaldi a Sesto Calende (Varese, Musei Civici)
[modifica] Università[modifica] Musei
Bartolomeo Schedoni (1578-1615) Madonna con Bambino-Museo Baroffio
Innocenzo Francucci (1485-1545) Nozze mistiche-Castello di Masnago
[modifica] Media[modifica] CinemaA Varese si svolge annualmente un festival internazionale di cortometraggi, chiamato Cortisonici.
[modifica] Teatro
[modifica] Musica[modifica] Gruppi musicali[modifica] Etichette discografiche[modifica] Festivalper i festival di tutta la provincia, vedi festival musicali della provincia di Varese
[modifica] Personalità legate a Varese
[modifica] Geografia antropicaLa città di Varese si è sviluppata in modo del tutto anomalo rispetto ad altre città lombarde: dall'antico borgo medievale che gravitava sulla basilica di San Vittore, erano sorti infatti cinque nuclei che, pur mantenendo una certa indipendenza, erano comunque legati a livello economico, sociale e religioso con il borgo primitivo. A questi piccoli centri, chiamati anche "castellanze" - Biumo Superiore, Biumo Inferiore, Giubiano, Bosto e Casbeno - andarono affiancandosi nei secoli le frazioni di Santa Maria del Monte, Velate, S. Ambrogio Olona, Masnago, Lissago, Bobbiate, Capolago e Bizzozero. La loro nascita, favorita da ragioni geografiche e talvolta da necessità difensive, contribuì al successivo sviluppo urbanistico di quelle aree agricole che, di fatto, separavano il nucleo storico di Varese dai suoi insediamenti sparsi. Quell'antico spazio di vigne e arativi venne poi gradualmente trasformato, accogliendo - soprattutto nell'Ottocento - le prime ville della ricca borghesia industriale, che avrebbero contribuito a ricucire il "diffuso" tessuto urbano[15]. [modifica] Suddivisioni storiche'Il centro storico' Il centro storico di Varese si sviluppa attorno al "broletto", cortile dal fondo acciottolato appartenente all'attiguo Palazzo Biumi, nobile dimora seicentesca di una delle famiglie più in vista del borgo. Su due lati della corte, precedenti la costruzione dell'edificio, sono tuttora visibili alcuni affreschi di illustri personaggi locali. Il broletto, oggi area di passaggio, era in origine un mercato di granaglie, anche se l'etimologia "piccolo brolo" (verziere, piccolo orto o giardino) richiama precedenti attività diverse da quelle di natura agro-alimentare. Fino al 1882 il cuore della vita civile e amministrativa di Varese era il palazzo Pretorio in piazza Podestà, uno spazio pubblico che, ampliato nel 1599 con la demolizione di alcuni preesistenti edifici, ospitava anche le locali carceri. Dal 1850 il cuore civile del vecchio borgo fu collegato attraverso l'"arco Mera" al centro religioso, dominato dalla basilica di S. Vittore e dall'imponente torre campanaria del Bernascone, dietro la quale sorge una delle più antiche testimonianze monumentali della città, il battistero di S. Giovanni Battista. Almeno fino a metà del XIX secolo il centro storico ospitava diversi edifici religiosi. Piazza Carducci, con un impianto immutato nel corso del tempo, accoglieva infatti la chiesa di Sant'Antonino appartenente al convento omonimo voluto da San Carlo, oltre ad una piccola cappella inserita in un collegio di Gesuiti che vi sorgeva nel '700. Ancora oggi è presente invece la casa dei nobili Comolli, dal 1817 sede di un « Casino », luogo di ritrovo di patrioti e maggiorenti del borgo, più volte chiuso sotto dominazione austriaca. La vicina piazza intitolata a Cesare Beccaria accoglie invece un complesso già parte del duecentesco convento degli Umiliati, innalzato sul lato settentrionale di via Vetera. Aperta nel 1830-'32 la piazza ospitava anche un "Casotto" dove il boia teneva il palco e gli attrezzi per le esecuzioni. L'ipotesi iniziale di erigere un monumento a Sant'Arialdo, già canonico varesino e maggiore protagonista della cosiddetta Guerra dei preti che coinvolse il Milanese nell'XI secolo, cadde dopo il vivace dibattito locale sull'abolizione della pena di morte nel 1865, che spostò la decisione di dedicare il nuovo spazio pubblico al giurista milanese. Nella prima metà del Novecento parte del centro storico di Varese fu demolito per fare spazio a edifici in stile razionalista. Fu così che la vecchia piazza Porcari, fino agli anni Trenta importante crocicchio cittadino e collegamento con piazza della Motta - citata già nel XII secolo come sede del mercato settimanale e della fiera - lasciò spazio ai nuovi volumi progettati da Vittorio Ballio Morpurgo e Mario Loreti. La creazione dell'attuale piazza Monte Grappa, progettata per essere il salotto moderno di Varese, accolse così imponenti strutture architettoniche, testimonianza di quella monumentalità e di una certa retorica del tempo. Tuttavia non mancano alcuni spunti interessanti come la Torre Littoria che, con il suo slancio verso l'alto, accresce il senso spaziale all'interno della piazza, puntando a interrompere la monotonia dei ritmi orizzontali con un accentuato senso di verticalismo. Tra gli edifici in stile razionalista sono da annoverare anche il Palazzo delle Poste dell'architetto Angelo Mozzoni. Edificato nel 1933, è un compromesso stilistico tra l'accentuato monumentalismo della facciata, determinato dalle gigantesche semicolonne sulle quali svettano sculture in bronzo, e la maggiore modernità delle parti restanti non in vista che evidenziano un linguaggio, al contrario, più sobrio ed antiretorico. Della stessa impostazione sono anche il Palazzo di Giustizia, progettato nel 1928 dall'architetto Morpurgo, le sedi di partito quali la Casa del Fascio, la Casa del Balilla e la Casa del Mutilato, oggi edificio di proprietà comunale con una sala adibita a concerti e manifestazioni culturali. 'Le castellanze'
E' considerato il colle nobile della città, già di proprietà dell'arcivescovo di Milano Ariberto da Intimiano, che nel 1036 donò l'intera proprietà alla basilica di S. Vittore di Varese a suffragio della propria anima. La cima del colle è dominata dalla chiesa di S. Giorgio, un edificio risalente al XII secolo, mentre i sottostanti vicoli conducono a numerosi edifici privati, tra i quali spiccano le ville Mozzoni (o "Casa delle Quaranta Colonne"), e Veratti, detta di S. Francesco. Le sue origini risalgono infatti al XIII secolo, allorché il luogo fu scelto da frati francescani per stabilirvi uno dei loro primi monasteri di Lombardia. Particolarmente rilevanti sono inoltre la ville Menafoglio-Litta-Panza, attualmente proprietà FAI, e le ville Ponti, con la sua residenza "Napoleonica" e l'edificio detto di "Andrea Ponti".
Il rione si affaccia sul centro storico con la chiesa di S. Martino, già pertinenza del convento delle Benedettine, poi demolito con il risanamento del santuario nel XVI secolo. Risalendo verso la chiesa della Madonnina in prato attraverso via Dandolo, primo passeggio pubblico alberato donato alla città nel 1816 dal conte Vincenzo Dandolo, si giunge nel centro della castellanza. Dell'impianto originario è conservata una vasta zona risalente al Settecento che attualmente accoglie in una sua parte il civico liceo musicale di Varese. A poca distanza sorge palazzo Orrigoni-Litta Modignani (oggi oratorio parrocchiale) edificato durante la seconda metà del '600. A suo fianco è presente la novecentesca chiesa dei SS. Pietro e Paolo, a ridosso della quale si apre un'area verde, testimonianza di un ottocentesco giardino privato.
Il rione di Giubiano sorge a meno di un chilometro dal centro cittadino. Si caratterizza per la presenza del complesso ospedaliero inserito in un importante parco, nel XVIII secolo un vasto fondo con villa appartenente ad una delle famiglie più in vista del borgo. L'intera proprietà, già all'epoca legata al vecchio "Ospedale dei Poveri", fu ceduta nel 1885 al celebre tenore Francesco Tamagno, che nell'edificio avviò ampi lavori di ristrutturazione, accompagnati dal rifacimento totale del giardino. Alla sua morte, nel 1905, la figlia Margherita trasferì il complesso nelle mani della Congregazione di Carità, che poi adibì la villa a direzione dell'Ospedale. A ridosso di questo vasto complesso si sviluppa il nucleo della castellanza, modificato da successive trasformazioni urbanistiche, ma rintracciabile attorno all'attuale parrocchia di S. Ambrogio, eretta a inizio '900 in sostituzione di una precedente antica chiesa del XIII secolo.
Una delle vecchie castellanze di Varese, sorge su un colle prospicente da un lato sul centro storico della città, e dall'altro sul bacino del lago. Nel nucleo è presente l'antica chiesa romanica di Sant'Imerio (XI secolo) e almeno due importanti dimore padronali: la "villa S. Pedrino", edificata a partire da fine '600 per opera della nobile famiglia milanese De Cristoforis, e "villa Visconti-Poggi-Esengrini", nota anche come "villa Montalbano" dal nome del colle sul quale sorge, compreso tra la chiesa di S. Antonio abate alla Motta e piazza Buzzi. E' la castellanza che funge da collegamento tra il centro storico e le zone che digradano verso il lago. Di questo rinomato quartiere è da ricordare l'antico oratorio quattrocentesco della "Schirannetta" e due imponenti edifici, l'ex "Grand Hotel Excelsior" - già villa Recalcati-Morosini e ora sede degli uffici provinciali e della Prefettura - e, a confine con il rione di Masnago, l'imponente complesso alberghiero del "Palace Grand Hotel". Commissionato all'architetto Giuseppe Sommaruga (1867-1917), questo lussuoso albergo d'impronta liberty edificato nei primi anni del '900 sul colle Campigli, era raggiunto dall'attuale via Silvestro Sanvito da una funicolare distrutta dai bombardamenti alleati del 30 aprile 1945, in realtà diretti sui prospicienti edifici dell'Aeronautica Macchi. [modifica] Suddivisioni amministrativeIl territorio del Comune di Varese è suddiviso in sei Circoscrizioni[16]: organismi di partecipazione e consultazione che svolgono una funzione di tramite tra il Comune e i cittadini. Ognuna ha un proprio Consiglio di Circoscrizione.[17] [modifica] EconomiaImportante centro industriale lombardo, nel suo hinterland sono ubicate alcune importati aziende a livello nazionale e mondiale. Tra le realtà scomparse troviamo il Calzaturificio di Varese (Divarese).
[modifica] Infrastrutture e trasporti[modifica] StradeIl comune è attraversato dalle seguenti strade: [modifica] Autostrade
[modifica] Tangenziali
[modifica] Strade stataliVarese è attraversata dalle seguenti strade: [modifica] Strade provinciali
[modifica] Autobus[modifica] Autobus urbaniI servizi di autobus di linea urbani sono gestiti dalla società T.U.V. (Trasporti Urbani Varese) per conto del C.T.P.I. - Consorzio Trasporti Pubblici dell'Insubria.[21][22]
[modifica] Autobus extraurbaniI servizi di autobus di linea extraurbani sono gestiti dalle società Autolinee Varesine, GLC Giuliani & Laudi, Autolinee Castano, Autoservizi Morandi e Ferrovie Nord Milano Autoservizi.
[modifica] Autobus internazionali
[modifica] FerrovieNella città sono presenti tre stazioni ferroviarie:
Queste stazioni collegano Varese a numerose destinazioni, tra cui Laveno-Mombello (interscambio con traghetti della Navigazione Lago Maggiore), Milano, Porto Ceresio, Gallarate e Saronno. Nel 2009 sono partiti i lavori della linea Varese-Mendrisio che consentirà un collegamento diretto anche con la Svizzera e con la Città di Como (in soli 37minuti) ripristinando un servizio in vigore sino al 1966 su altra linea gestita, all'epoca, da Ferrovie Nord Milano.[23] È in corso un progetto comunale che dovrebbe unire le stazione di Varese FS e Varese Nord, distanti pochi metri tra loro. La Stazione di Varese FS è inoltre capolinea della linea [modifica] Impianti a fune
[modifica] AmministrazioneSindaco: Attilio Fontana (LN) dal 30/05/2011 (secondo mandato) [modifica] Amministrazioni precedentiDi seguito una lista dei sindaci di Varese dalla Liberazione (25 aprile 1945) ad oggi.
[modifica] GemellaggiVarese è gemellata con:
[modifica] Sport[modifica] CiclismoOgni anno, nel mese di agosto, si svolge tra Varese e provincia (la parte nord in particolare) la Tre Valli Varesine [4].
[modifica] Mondiali di ciclismo
Varese dal 22/09/2008 al 28/09/2008, è stata sede principale dei Mondiali di ciclismo su strada, che si sono conclusi con la vittoria dell'Italiano Alessandro Ballan. Ha dimostrato un'ottima organizzazione nonostante le dimensioni della città non elevatissime. In occasione dei Mondiali è stato emesso un francobollo commemorativo, che riporta anche il simbolo di Varese 2008. A Varese si erano svolti anche i Mondiali di ciclismo su strada del 1951. Anche in quella occasione fu emesso un francobollo commemorativo. Sullo sfondo del francobollo, il campanile del Bernascone e il Duomo di Milano. I Mondiali di ciclismo su strada del 1939 avrebbero dovuto svolgersi a Varese, ma furono sospesi in vista degli imminenti eventi bellici. [modifica] Hockey in-lineSi sono svolti in città dal 29 giugno all'11 luglio 2009 i campionati mondiali di hockey in line,[25] che hanno visto ben 41 squadre partecipanti al torneo. Tutte le gare si sono svolte presso il "Palalbani", sede storica dei Mastini Hockey Varese [modifica] Altri sport praticati a VareseGli sport principali, ovvero i più seguiti, sono la pallacanestro, il calcio, il canottaggio, il ciclismo e la canoa.
[modifica] Personalità sportive legate a Varese
[modifica] Curiosità
[modifica] Note
[modifica] Altri progetti
[modifica] Collegamenti esterni[modifica] Istituzioni
[modifica] Turismo e cultura
[modifica] Media
Fonte: Wikipedia. Data: 05/24/12, 2:36 am |
Immagini
Fonte: Flickr. Twitter
::
Vides
Fonte: Youtube. Ultimi Video
Fonte: Youtube. |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||








![Varese Skyline by Marco030783[a volte ritornano...]](http://farm4.staticflickr.com/3005/2790267385_85ca75179a_t.jpg)






















































